La Chiesa Ortodossa può celebrare il matrimonio di una coppia in cui ci sia una persona divorziata ?
Grazie


La Chiesa Ortodossa può celebrare il matrimonio di una coppia in cui ci sia una persona divorziata ?
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A fool and his money can throw one hell of a party.


Approfitto della domanda per chiarire, una volta per tutte, la disciplina matrimoniale secondo il diritto canonica della Santa Chiesa ortodossa, Unica Santa Cattolica ed Apostolica.La santa Chiesa confessa che il matrimonio è uno ed indissolubile per sua stessa natura in quanto il Signore dice: formeranno una carne sola.
A questo, nell'ordine della creazione, si aggiunge, dopo il peccato infatti ha sovrabbondato la Grazia, la trasformazione di questo evento naturale centrale nella vita umana in un "grande Mystero" per cui ad opera del Santo Spirito invocato dalla preghiere del Celebrante nel momento in cui questi unisce le mani degli sposi e pone sul loro capo le corone nuziali il Signore "li corona di gloria e di onore" trasformando il matrimonio naturale nell'icoma mistica dell'unione fedelissima di Cristo alla sua Chiesa, portando così ad un livello che supera la dimensione del tempo e dello spazio, il Mystero dell'amore sponsale.Pertanto il matrimonio è uno, perchè uno è Cristo ed una è la Chiesa, ed è indissolubile perchè Cristo ama con assoluta fedeltà la sua Chiesa diletta Sposa.
Ma se il Cristo è sempre fedele, fino al secondo avvento ed alla Restaurazione piena del Progetto originale di Dio, la Chiesa è casta prostituta, come si esprime con un meraviglioso paradosso, San Cipriano, il grande vescovo-martire di Cartagine.
Pertanto la Chiesa, madre misericordiasa, attraverso la potestà che il Vescovo ha ricevuto per successione apostolica di legare e di sciogliere sulla terra con promessa di rato in cielo, consente al coniuge innocente che ha subito per colpa dell'altro la rottura dell'amore e del vincolo sponsale la possibilità, così come la concede ai vedovi, di contrarre con la benedizione della Chiesa una seconda e talvolta anche una terza unione.Talora si è verificato che alcuni vescovi, di solito ad un coniuge in tarda età e che ha vissuto dopo ilo peccato una vita irreprensibile in penitenza, preghiera ed elemosina, hanno concesso le seconde nozze anche al colpevole, ma sole alle condizioni suddette.
Queste seconde (e terze) nozze, anche se in certe chiese locali si è presa l'abitudine doi farlo, non vanno incoronate, perchè certamente, non possono rappresentare il Mystero di Cristo e della Chiesa. Hanno invece un carattere penitenziale: si celebrano nel nartece e non nella navata della Chiesa; il celebrante indossa paramenti scuri, le preghiere hanno natura penitenziale ed invocano la misericordia divina sulla debolezza umana. Ovviamente è proibito severamente qualunque tipo di festeggiamento esterno, anche se mquesto non siugnifica che si possa fare un modesto pranzo familiare con qualche intimo. Ovviamente la sposa viene vestita sobriamente, non in colori chiari e col capo coperto da un velo scuro.
Ho cercato di usare un linguaggio semplice, senza usare i termini canonici di akrivia ed oikonomia per facilitare la comprensione a tutti.
Metterò po, dopo eventuali altre domande di chiarimento questo tread in evidenza perchè questa è domanda ricorrente.
Può però accadere


Questo anche nel caso uno dei due nubendi non abbia "contratto" in precedenza matrimonio?Originariamente Scritto da silvano


Grazie mille, Silvano.
E' stato molto semplice ed esauriente.
Spero che la mia domanda e la Sua risposta possano risultare utili ad altre persone.
tolomeo
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Questo anche nel caso uno dei due nubendi non abbia "contratto" in precedenza matrimonio?
E' un caso molto controverso nel mondo ortodosso. In ultima analisi decide il Vescovo vista la situazione. Se potrebbe esserci scandalo si fa il rito penitenziale, altrimenti si può autorizzare anche il rito del primo matrimonio ma a condizione che comunque non abbia un carattere festoso. C'è sempre un "neo"!!!!


L'innocente coniuge che subisce il divorzio per l'empietà dell'altro di che dovrebbe pentirsi? Un matrimonio penitenziale senza festa a cagione di che? Certo che indissolubil volle Iddio il matrimonio, ma come uno non è colpevole della vedovanza, altrettanto, fino a contraria prova, dovrebbe non esser tale del divorzio subito. Vietare la festa dopo lo sposalizio non è comprensibile, pare atto di bigotteria priva del dono della Carità più che ossequio alle Divine Parole. Meglio comunque questo della cecità beghina dei Romani d'occidente.Originariamente Scritto da silvano
-------------------------Marcello Squarcialupi --------------------
--------------------------e r e t i c o ----------------------------
Marcello Squarcialupi
- eretico -


Caro Squarcialupi,
un matrimonio che fallisce è sempre un fallimento, anche per il coniuge innocente. Anche perchè è difficile che uno sia "totalmente" innocente.
Festeggiare eccessivamente (ti ho detto che una festa sobria e moderata è certo permessa) il rimedio di un fallimento per un cristiano a cui è stato detto: siate perfetti come il Padre vostro celeste resta pur semprer venato di tristezza e di incompiutezza. Sai, nelle prime nozze ortodosse ci sono inni trionfali vedendo la Chiesa sposa che va al Cristo sposo: vi innalzi il Signore come i cedri sono innalzati nel libano e falli profumare come un roseto in Cades; rendili come una vigna ubertosa...! Capisci, non si addicono....
Per i vedovi è la stessa cosa perchè per chi crede che il matrimonio è un Mystero, nel senso in cui Paolo usa la parola (rimando a testi esegetici specializzati) va oltre la morte, in una dimensione iperurania.


Per i vedovi è la stessa cosa perchè per chi crede che il matrimonio è un Mystero, nel senso in cui Paolo usa la parola (rimando a testi esegetici specializzati) va oltre la morte, in una dimensione iperurania.
Il mistero è ciò che viene rivelato, è ciò che viene fatto conoscere (Rom 16, 25-26); quindi ciò che da noi stessi, dalla debolezza della nostra condizione non riusciamo a esprimere, Dio ce lo fa conoscere! Questo è il mistero: Dio entra nella nostra vita e ci consente di trovare una luce. Alla luce del mistero del Verbo incarnato (GS 22), trova vera luce il mistero dell'uomo: è la stessa cosa! E poi il termine mysterion greco viene tradotto in latino con sacramentum. Il mistero resta, ma diventa sacramento. E sacramento – per definizione – è segno visibile; quindi il mistero non viene abolito; viene mantenuto, impresso ed espresso attraverso la dimensione sacramentale. Quella realtà del dono, della vocazione, dell'incontro, della conoscenza, della reciprocità… viene adesso ripresa e portata dal mysterion al sacramentum. La famiglia quindi rimane mistero di amore, ma è sacramento, è posto dinanzi agli occhi di tutti per cogliere un amore più grande e profondo, perché è tipico del segno sacramentale rimandare oltre la forma visibile. E allora il patto di amore che i due giovani si scambiano (pensate al segno dell'anello!), questa dimensione consente allora di verificare la donazione l'uno all'altro che riguarda tutta la vita. “Io prometto di esserti fedele sempre, nella buona e nella cattiva salute, amarti e rispettarti ogni giorno della mia vita”.
(S.Ecc.Mons. Rino Fisichella, Relazione ai preti del settore sud della Diocesi di Roma, 22 gennaio 2004)
"Ma Gesù rispose loro: «Voi errate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio. Perché alla risurrezione non si prende né si dà moglie; ma i risorti sono come angeli nei cieli".
(Matteo 22, 29-30)


Volevo sapere se la chiesa contempla una sorta di annullamento. Nello specifico, volevo sapere se c'è una sorta di preghiera che, diciamo, un vescovo può fare sul coniuge "innocente" a liberarlo del vincolo precedente.
Rispondete, per favore, sono molto curioso.


No. Certo un matrimonio può essere nullo, ma solo se lo è veramente. Non si cavilla. E' nullo un matrimonio a cui uno è condotto con minaccia di morte, o se si sposa uno già sposato e non divorziato.... Ma questo è altra cosa. E per chì causa la nullità di un atto sacramentale è un sacrilegio. Come celebrare la comunione con birra e amaretti!