Contro Buttafuoco
Global-cheap! L’islam divide la destra di color che sanno
Un'inchiesta di Panorama fiancheggia il sacro dei musulmani, ecco una dura replica tradizionalista
di Camillo Langone
Il Foglio, aprile 2007
Caro Pietrangelo - Tu vuoi fare l’Heidegger della situazione ma sei soltanto un collaborazionista. Il filosofo tedesco come te scriveva complicato e come te si infatuò di un’ideologia (lui nazista, tu islamista) che era il contrario di ciò che mostrava di essere.
Esistono intelligenze talmente superbe che Dio punisce facendogli prendere grosse cantonate. Roger Scruton spiega come il tuo modello da non prendere a modello cascò nel tranello di Hitler come un qualunque birraio, credendo alla sua promessa di restituire al popolo tedesco le tradizioni e la terra insomma l’anima: “Ma il Fuhrer aveva altre idee: una volta sicuro del suo seguito pre-moderno, procedette alla guerra moderna”. Le somiglianze finiscono qui perché almeno Heidegger tifava Germania, non Arabia. Tu con articoli come “Islamici d’Italia”, apparso sull’ultimo Panorama, ti metti al servizio dello straniero, della sua lingua e del suo Dio.
“La lingua è parte della proprietà, della natura, dell’eredità, della patria dell’uomo.
La legge e la sovranità hanno origine con l’imposizione dei nomi” ha scritto Junger che sicuramente hai letto ma, delle due l’una, o non hai capito o hai capito perfettamente decidendo di capovolgerne le intenzioni e di collaborare al grande sradicamento in atto. L’islamismo è un ismo della globalizzazione, variante arabofona anziché anglofona: un convertito alla moschea chiama suo figlio Hassan come un frequentatore di multisala lo chiama Michael. Entrambi spezzano il legame fra le generazioni, tradiscono gli avi e consegnano nudi i loro bambini alla macina della storia. Maometto è morto e pretende che tutti studino l’arabo, Gesù è vivo e non chiede a nessuno di imparare l’aramaico, la lingua parlata in Palestina duemila anni fa. Il giorno di Pentecoste lo Spirito Santo scende negli apostoli facendoli parlare in tutte le lingue affinché nessun popolo percepisca il Vangelo come un libro alieno: l’arrivo di Cristo in una cultura non toglie, aggiunge. Tu invece hai scelto di collaborare con una religione che si qualifica per quello che sottrae: vita, libertà, immagini, vino, a seconda delle circostanze.
L’impoverimento causato dal maomettanesimo si vede bene nell’ossessione, capricciosa e dispotica, di imporre al mondo intero i costumi alimentari di una tribù di cammellieri del VI secolo.
Mentre la grande cucina contemporanea, italiana o francese o spagnola insomma cattolica, è figlia del grido di liberazione lanciato da Gesù a Gerusalemme contro i pretestuosi puntigli del proibizionismo: “Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!”. Ascolta e intendi, Pietrangelo, e piantala nei tuoi articoli di nominare Cristo piegandolo ai tuoi scopi di propaganda, il Cristo fai-date che la moda un tempo faceva comunista e oggi, guarda guarda, musulmano. Secondote gli italiani convertiti all’islam “si tengono caro Gesù e Maria come neppure da cattolici avrebbero mai immaginato di avere così a cuore”.
Ma che cazzo scrivi?
Ridurre il figlio e la madre di Dio a figure di secondo piano sarebbe averli maggiormente a cuore? Ormai assomigli a Ermanno Olmi che va in tivù a recitare versetti evangelici di sua invenzione, solo che tu non hai la scusa dell’età. Da oggi sono autorizzato a non credere più alle tue parole, nemmeno una, visto l’elogio della dissimulazione che hai fatto nel succitato, infelicissimo articolo. Dici che gli sciiti, ma non solo loro, invitano i musulmani occidentali a occultare la propria fede “per evitare persecuzioni, incomprensioni e inutili disagi”. In nome della nostra vecchia amicizia fammi un favore personale, non citare più nello stesso articolo questi tuoi sodali dalla lingua biforcuta e colui che disse “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. Sei colpevole di falsa testimonianza di rito levantino anche quando dici che i musulmani italiani “non portano turbanti né scimitarre”.
Certamente nessuno si concia come il Feroce Saladino nelle figurine Liebig degli anni Trenta eppure non sono cristiani coloro che costringono Magdi Allam a girare scortato, e nemmeno gli energumeni che venerdì scorso hanno spedito un convertito marocchino al pronto soccorso di Vigevano. La sai la storia? Il marocchino si chiama Hajir el Mouhajir ed è stato preso a sassate dai suoi ex correligionari per aver esposto la bandiera vaticana in occasione della visita del Papa. Tu fai l’arabo con la gola degli altri, Pietrangelo, e non rischi un capello ma l’onore sì, pubblicando un articolo fiancheggiatore proprio nei giorni in cui nei paesi a maggioranza musulmana tanti cristiani vengono accoltellati e decapitati per il solo fatto di essere tali. All’inizio ti ho chiamato collaborazionista correndo il rischio di farti un piacere ma vedi di non inorgoglirti troppo, “Fuoco fatuo” è uno libri della mia vita e posso ben dire che Pierre Drieu La Rochelle ha collaborato per un’idea di Europa, tu per un’idea di Asia.
Crossing.it • Leggi argomento - Contro Buttafuoco di Camillo Langone




Rispondi Citando

