Per quel poco che capisco io la compassione, nella ricerca della verità, è sempre dell'essere piu' elevato (spiritualmente) nei confronti di chi è ( ancora molto o ancora per poco) soggetto agli attaccamenti emozionali/sensoriali e ai ritorni duali.
Questa la teoria, che ad esempio viene suggestivamente rappresentata nei testi buddhisti: l'invocazione e la preghiera rivolta agli esseri liberati di donare e spargere sulla terra compassione è un leit motiv, ad esempio, del libro tibetano dei morti.
L'interessante scambio di vedute tra melusine e Z4rdoz è secondo me destinato ad arrotolarsi su se stesso.
Io penso che, considerando il fatto ineluttabile che noi dobbiamo agire qui e ora e considerando il fatto che è impossibile (forse neanche giusto) essere costantemente alle porte del divino (del proprio Sè vero), sia perfettamente logico agire su due piani diversi....lasciandosi eventualmente la possibilità di aprire vasi comunicanti tra gli stessi..tra le cose della vita e le cose dello spirito.
E' banale, ma è già qualcosa.




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