Minkia, iù a sidicianni pinsava sulu o pilu![]()


Minkia, iù a sidicianni pinsava sulu o pilu![]()


Ognuno...io già giravo per i vari gruppuscoli "sicilianisti", più inorridito che altro...Originariamente Scritto da Gonzalo
Ringrazio gli amici sardi per gli ottimi contributi, nulla da eccepire o "correggere"!


Ahahahaha chi tempi beddi beddi furu!Originariamente Scritto da Gonzalo
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e ki non lo fa questo .... è la natura ke kiama!Originariamente Scritto da Gonzalo
Finas a s'indipendentzia!


Bè ragazzi in Calabria invece il calabrese si parla e come . . . .
Tutti i ragazzi lo sanno parlare e la cosa più bella per me e strana è che, da quando sono arrivato all'università 5 anni fa parlandolo poco ma capendo chi parlava, oggi lo parlo tantissimo ! Questo perchè ci sn un sacco di paesani qui e mi piace tra di noi (forse per spirito di gruppo o per autodifesa) parlarlo .
La mia Libertà equivale alla mia Vita


Significa che non studi in Calabria? Peccato...spero sia solo perché il corso che frequenti non esiste in Calabria...
P.S.
La mia è una posizione personale. Solitamente i dirigenti del MIS si laureano a Roma o Camerino, ma io sono legatissimo all'ateneo catanese. e ritengo non si debba fuggire dalle nostre gloriose università, nonostante siano attualmente occupate dagli italiani.


Purtroppo quando io scelsi di studiare medicina in Calabria non c'era un'università che ti dava un'ottima preparazione.
Tra l'altro Perugia, dove ora studio, è super da questo punto di vista per via delle poche persone che seguiamo e che ci permette di prepararci al meglio.
Tuttavia sclesi anche di andare fuori per maturare, e conoscere altre mentalità e posti.
Sn felicissimo della mia scelta e soprattutto sn felice del fatto che appena laureato abilitato e specializzato tornero' nella mia zona a fare il professionista .
La mia Libertà equivale alla mia Vita






Innanzitutto, i trasferimenti non sono così facili: chi lavora in un ospedale italiano non è detto che riesca a farsi spedire nell'ospedale vicino casa. E poi basta farsi un giro negli ospedali siciliani: una vera caporatto. A cui si aggiungono nepotismo, corruzione, favoritismi, illegalità diffusa (medici che lavorano sia in ambito pubblico che privato, anzi: fanno in ospedale, a spese della collettività, trattamenti che loro stessi hanno prescritto nei loro studi provati, a pagamento per l'assistito), e, manco a dirlo, clientelismo.