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Discussione: Torna Mazzini

  1. #221
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti
    grazie. sì quando vuoi, ma in che senso aprire il discorso su Evola?
    In questo senso, anche se non sono ferratissimo. A me pare che Evola disprezzasse o quantomeno criticasse il Risorgimento in quanto movimento che affondava comunque le sue radici nell'infausto mito nazionale ed antitradizionale della Rivoluzione francese del 1789.
    Ora, a parer mio:
    1. E' indubbio che il Risorgimento, nella sua componente mazziniana-garibaldina abbia radici giacobine-napoleoniche (il tricolore nasce sotto Napoleone)
    2. Mazzini tuttavia sosteneva che dalla società dei diritti, nata dal 1789, occorreva avviarsi verso la società dei diritti e dei doveri (quella "libertà di fare il proprio dovere" citata nel famoso discorso di Pavolini alla radio della RSI nel 1944). Ed era la rivoluzione nazionale italiana con il sorgere della Terza Roma, quella delle Nazioni e dei popoli, che doveva conseguire quell'incredibile risultato politico. Ovviamente non fu così, se non solo in parte, ma tanti semi furono gettati (ed il fascismo è uno di questi che germogliò).
    Ora, felice di essere smentito, ma mi pare che Evola non abbia mai amato tutto questo.
    Ed ancora quindi quella sostanziale differenza fra fascismo ( o almeno quello che ci piace del fascismo) ed estrema destra (o almeno quello che non ci[mi] piace del fascismo: Anciene regime, Vandea, Cardinale Ruffo, Insorgenze antigiacobine, Sanfedisti e concistoriali, Fra diavolo, De Maistre, Carlismo..........Action Francaise, Vichy, ...)

  2. #222
    Paul Atreides
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario
    In questo senso, anche se non sono ferratissimo. A me pare che Evola disprezzasse o quantomeno criticasse il Risorgimento in quanto movimento che affondava comunque le sue radici nell'infausto mito nazionale ed antitradizionale della Rivoluzione francese del 1789.
    Ora, a parer mio:
    1. E' indubbio che il Risorgimento, nella sua componente mazziniana-garibaldina abbia radici giacobine-napoleoniche (il tricolore nasce sotto Napoleone)
    2. Mazzini tuttavia sosteneva che dalla società dei diritti, nata dal 1789, occorreva avviarsi verso la società dei diritti e dei doveri (quella "libertà di fare il proprio dovere" citata nel famoso discorso di Pavolini alla radio della RSI nel 1944). Ed era la rivoluzione nazionale italiana con il sorgere della Terza Roma, quella delle Nazioni e dei popoli, che doveva conseguire quell'incredibile risultato politico. Ovviamente non fu così, se non solo in parte, ma tanti semi furono gettati (ed il fascismo è uno di questi che germogliò).
    Ora, felice di essere smentito, ma mi pare che Evola non abbia mai amato tutto questo.
    Ed ancora quindi quella sostanziale differenza fra fascismo ( o almeno quello che ci piace del fascismo) ed estrema destra (o almeno quello che non ci[mi] piace del fascismo: Anciene regime, Vandea, Cardinale Ruffo, Insorgenze antigiacobine, Sanfedisti e concistoriali, Fra diavolo, De Maistre, Carlismo..........Action Francaise, Vichy, ...)
    Scusa, ma non vorrei che da un ''Mussolini immaginario'', da te giustamente criticato, si passasse ad un ''Risorgimento immaginario''.

    Già le radici ''giacobine-napoleoniche'' sono fondamentalmente un'astrazione, trattandosi di periodi e contesti tra loro chiaramente differenti e anche contraddittorii. Tra l'altro, già la definizione di ''triennio giacobino'' è oramai rigettata da non pochi storici, come Pillepich, ad es.

    L'''altro'' Risorgimento, dai Savoia allo statuto albertino, ha giocato un ruolo questo sì decisivo, ad es., sino al fascismo.

    L'Italia post-unitaria ha giocato un altro ruolo ancora.

    Il Risorgimento è fenomeno d'élite inscrivibile nel ''secolo borghese'' per eccellenza. Il fascismo ha a che fare con la società di massa post-prima guerra mondiale, cioè con un mondo totalmente nuovo.

    La rivoluzione francese, infine, è fenomeno enormemente complesso.

    Francamente, non bastano 4 suggestioni per ''fare storia''...

  3. #223
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides
    Scusa, ma non vorrei che da un ''Mussolini immaginario'', da te giustamente criticato, si passasse ad un ''Risorgimento immaginario''.

    Già le radici ''giacobine-napoleoniche'' sono fondamentalmente un'astrazione, trattandosi di periodi e contesti tra loro chiaramente differenti e anche contraddittorii. Tra l'altro, già la definizione di ''triennio giacobino'' è oramai rigettata da non pochi storici, come Pillepich, ad es.

    L'''altro'' Risorgimento, dai Savoia allo statuto albertino, ha giocato un ruolo questo sì decisivo, ad es., sino al fascismo.

    L'Italia post-unitaria ha giocato un altro ruolo ancora.

    Il Risorgimento è fenomeno d'élite inscrivibile nel ''secolo borghese'' per eccellenza. Il fascismo ha a che fare con la società di massa post-prima guerra mondiale, cioè con un mondo totalmente nuovo.

    La rivoluzione francese, infine, è fenomeno enormemente complesso.

    Francamente, non bastano 4 suggestioni per ''fare storia''...
    Certo se non bastano quattro suggestioni, non possiamo creare una storia che sia un totale e radicale schermo gigante sul passato, una sorta di "macchina del tempo".
    I dati sono pur sempre frammentari, frammentario è sempre il racconto.
    Certamente c'è un Risorgimento "immaginario" e certamente quello che piace a me fu tutto sommato minoritario per lo meno allora. Ma vi sono anche differenze fra Garibaldi, Mazzini, per non parlare di Pisacane. Vi furono i Savoia e Cavour, i "cattolici nazionali", ecc.
    Pensa che ad un certo punto, dopo l'Aspromonte, era vietato cantare e suonare l'inno di Garibaldi (un po' come "Giovinezza" nel 1947...)
    Poi Garibaldi soprattutto, ed in parte Mazzini, entrano nella cultura popolare, quella che si fa a scuola. Ed il fascismo non ostacola questo apprendimento e questa cultura.
    Anche la Rivoluzione francese è fenomeno complesso, d'accordo: ma sai, qui in poche righe...ed allora cosa facciamo, non ne parliamo?
    Ad esempio, Robespierre ha connotati tradizionalissimi, altro che demone massone giacobino...

  4. #224
    Paul Atreides
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario
    Certo se non bastano quattro suggestioni, non possiamo creare una storia che sia un totale e radicale schermo gigante sul passato, una sorta di "macchina del tempo".
    I dati sono pur sempre frammentari, frammentario è sempre il racconto.
    Certamente c'è un Risorgimento "immaginario" e certamente quello che piace a me fu tutto sommato minoritario per lo meno allora. Ma vi sono anche differenze fra Garibaldi, Mazzini, per non parlare di Pisacane. Vi furono i Savoia e Cavour, i "cattolici nazionali", ecc.
    Pensa che ad un certo punto, dopo l'Aspromonte, era vietato cantare e suonare l'inno di Garibaldi (un po' come "Giovinezza" nel 1947...)
    Poi Garibaldi soprattutto, ed in parte Mazzini, entrano nella cultura popolare, quella che si fa a scuola. Ed il fascismo non ostacola questo apprendimento e questa cultura.
    Anche la Rivoluzione francese è fenomeno complesso, d'accordo: ma sai, qui in poche righe...ed allora cosa facciamo, non ne parliamo?
    Ad esempio, Robespierre ha connotati tradizionalissimi, altro che demone massone giacobino...
    Non dico non parlarne, ovviamente, ma evitare le ipersemplificazioni si può, anche in 10 righe.

    Ad. es, anche il mondo democratico era frastagliato. Nel '48 Cattaneo, Manin, Crispi erano federalisti, ad es. Idem Pisacane, un seguace di Cattaneo influenzato pure dal federalismo comunale di Proudon, idem Ferrari, anche lui influenzato da Proudhon [e da Romagnosi, come Pisacane].

    La fortuna dei filopapalini, filoborbonici ecc., sta nella profusione di testi. Quanti libri, quanti saggi sono stati scritti invece a favore del Risorgimento nel nostro ambiente? Ed è o no un paradosso [per la tua tesi] che per leggere testi scritti con spirito veramente risorgimentale, bisogna leggere Sandro Consolato, un tradizionalista non certo sganciato dalla ''lezione'' evoliana?

    Per finire, non so cosa intendi con Robespierre ''tradizionalissimo''. Temo, però, che quest'ennesimo mito sia stato distrutto già da Marx...

  5. #225
    legione muti
    Ospite

    Predefinito

    Per finire, non so cosa intendi con Robespierre ''tradizionalissimo''. Temo, però, che quest'ennesimo mito sia stato distrutto già da Marx...

    Scusa in che senso? Il giacobinismo è un fenomeno molto complesso, ma Marx fu comunque antigiacobino....

  6. #226
    legione muti
    Ospite

    Predefinito x Paul atreides

    Scusa in che senso? Il giacobinismo è un fenomeno molto complesso, ma Marx fu comunque antigiacobino....dà giudizi radicali contro i giacobini! Lenin tentò invece di recuperare una certa tradizione giacobina...

  7. #227
    legione muti
    Ospite

    Predefinito x Gaio Mario

    1) Io mi riferisco e mi ispiro alla corrente Risorgimentale mistica e spiritualista, quella indubbiamente più affine al fascismo (vedi E. Gentile, Il Culto del littorio), cioè alla corrente mazziniana. Ci tengo a precisarlo: nonostante violente contrapposizioni successive e dissidi varii, Garibaldi fu l'incarnazione di quella corrente , e l'arditismo garibaldino fu la bandiera di un certo spiritualismo mazziniano...la formazione patriottica di Garibaldi è nella Giovine Italia, è inconcepibile fuori di questa. Non è un Risorgimento immaginario: lo ripeto, se si considera la Repubblica Romana il vero Risorgimento, quello mazziniano non è un Risorgimento immaginario. E poi Mazzini, sui testi di Mazzini si sono formati i maggiori patrioti del Risorgimento.....
    La fase iniziale, giovanile, di Mazzini, quando è in stretto contatto con Buonarroti, si può definire giacobina; ma romperà con i giacobini italiani a causa del loro materialismo, arriverà anche a posizioni molto critiche sulla Riforma luterana e sulla Rivoluzione Francese.

    2) Purtroppo Evola basava il suo giudizio sul Risorgimento sul complottismo cattolico contro-rivoluzionario: se dice cose che tutto sommato ci possono stare sulla Rivoluzione Francese (ma il discorso appunto è complesso..come dice giustamente Paul A.) su Mazzini, sul Risorgimento toppa alla grande! Come toppa alla grande su tutto il giudizio sugli antichi popoli italici, che considerava di serie b (in particolare gli etruschi...). Ma purtroppo Evola era fortemente dall'archeologia germanica, che tendeva astrattamente e falsamente a fare di Roma un parto del mondo ario-nordico...Roma fu invece mediterranea e le influenze egizie furono fondamentali. Ma qui si entrerebbe in un altro piano....

    Comunque, tra i tanti ti consiglio un libro interessante: Roma egizia di de Rachelwitz Ed. Mediterranee

    Saluti

  8. #228
    legione muti
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da natoW
    Onore ai martiri di una Grande Italia che anche allora proposero e realizzarono una Terza Via contro il reazionarismo monarchico e contro il materialismo-contrattualismo della Rivoluzione Francese...

    Grande camerata natow...Onore.....

  9. #229
    legione muti
    Ospite

    Predefinito x Paul

    Consolato è passato attraverso Evola, ma attualmente sembra molto ma molto più vicino ad un Kremmerz o a un Reghini che a un Evola....evolianamente parlando, quelle posizioni sul Risorgimento non sarebbero possibili....
    poi non va dimenticato che in pieno Fascismo uscì un libro del nipote di Garibaldi: FASCISMO GARIBALDINO, fu scritto alla vigilia del Concordato, se non ricordo male, sarebbe interessante vedere se c'è una recensione evoliana perchè è un saggio antipapalino di cui si discusse assai anche nelle riviste con cui Evola collaborava....dovrei vedere nel saggio di Del Ponte su Evola ma non ho trovato nulòla...

  10. #230
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da legione muti
    Consolato è passato attraverso Evola, ma attualmente sembra molto ma molto più vicino ad un Kremmerz o a un Reghini che a un Evola....evolianamente parlando, quelle posizioni sul Risorgimento non sarebbero possibili....
    poi non va dimenticato che in pieno Fascismo uscì un libro del nipote di Garibaldi: FASCISMO GARIBALDINO, fu scritto alla vigilia del Concordato, se non ricordo male, sarebbe interessante vedere se c'è una recensione evoliana perchè è un saggio antipapalino di cui si discusse assai anche nelle riviste con cui Evola collaborava....dovrei vedere nel saggio di Del Ponte su Evola ma non ho trovato nulòla...
    Ovvio che l'atteggiamento di Consolato verso Evola non è di ossequio dogmatico ma nemmeno di rigetto totale. Cioè siamo ben lontani da quel furor antievoliano che nella sua acriticità è specularmente identico al fideismo ''evolomane''.

    Resta comunque il fatto, indiscutibile, che i testi più seri sul Risorgimento e le rivalutazioni più convincenti del periodo risorgimentale siano venute proprio da ambienti tradizionalisti come quello dell'MTR.

 

 
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