già infatti... come il comune di Catania, indagato per gli stessi reati e retto da Scapagnini, il medico personale dell'Impunito.Originariamente Scritto da dragone
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già infatti... come il comune di Catania, indagato per gli stessi reati e retto da Scapagnini, il medico personale dell'Impunito.Originariamente Scritto da dragone
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Quoto; è dalla classe dirigente del pubblico impiego che bisogna partire.Originariamente Scritto da il Pasquino
Il Dirigente che non porta buoni risultati va licenziato, non i lavoratori.


Lo sono entrambi ed emntambi sono dei ladri.Originariamente Scritto da DrugoLebowsky
Ricordo ceh i sindicati sono i maggior risponsabili dello sfasciod ello stato epr aver protetto e coperto una valanga di fancazzisti.
Una volta si disse che il numero dei sindacalisti tra gli impiegati pubblici sia 166.000 un esercito.
Basta foraggiare i sindicati.


....dirigenti e lavoratori fancazzisti: premi per chi lavora bene e tanto.Originariamente Scritto da Dav. c. G.


Giusto. Un dirigente, se vuole, ha tutti i mezzi per far lavorare i suoi dipendenti.Originariamente Scritto da Dav. c. G.
Tassa gli ereditieri a favore dei "lavoratori"...Originariamente Scritto da cciappas
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Ma se non avete mai lavorato, perchè pensate di avere il diritto di ereditare quanto prodotto da chi lavora veramente![]()


Cnosco un ragazzo che lavorava in un grosso comune il cui compito era starsenein una scrivania polverosa con il compito di non fare niente (mi pare lavorasse nell'ufficio che si occupa delle rassegne stampa per l'ente...).
Semplicemente la pianta organica prevedeva un tot di posti e il dirigente di settore non ci stava a perdere una propria fetta di potere (anche se costituita da posti inutili) a favore di altri (dove magari quella persona sarebbe stata utile).
Non avendo nessuna mansione da svolgere questo ragazzo passava le giornate ad organizzare le attività delle associazioni non profit alle quali partecipava.
Dopo un paio d'anni, incredibile ma vero, stufo di starsene parcheggiato in un posto dove nulla doveva fare (ma dove non stava maturando nessuna esperienza) ha chiesto di essere trasferito in un altro ufficio dove si occupa di sanzioni amministrative (e lavora sodo).
Cmq per tornare IT, oltre che il (sacrosanto) taglio degli inutili bisognerebbe dare un consistente taglio anche ai compensi per i dirigenti e manager della PA. Ormai guadagnano cifre spropositate (che neppure un direttore di banca percepisce) e spesso la loro unica occupazione è curare le pubbliche relzioni col politico (o privato) che conta.
Una vera vergogna.


La proposta di Pietro Ichino, che sul Corsera del 29 ha scritto un editoriale dal titolo «Il sindacato e i nullafacenti», lanciando l'idea di una commissione che valuti quali lavoratori dello Stato sono i più nullafacenti e ne proponga il licenziamento (uno ogni cento era la proposta del giuslavorista) è arrivata anche alle orecchie del presidente del Consiglio.
Romano Prodi, intervistato alla festa dell'Udeur a Telese, apre a Ichino pur facendo dei distinguo: «In ogni mestiere servono i controllori- dice il premier- servono i controlli sui professori universitari che non fanno lezione o su chi si dà malato».
Insomma, «il discorso di Ichino sulla necessità seria di controlli anche nella pubblica amministrazione sia giusto, ma dando il diritto ai controllati di difendersi e perciò in questa commissione dovrebbero avere una parola, un ruolo, anche i sindacati». Certo è, conclude Prodi, che «non possiamo permetterci di avere degli intoccabili».
Dopo quella di Prodi, arriva la presa di posizione del ministro per le riforme e l'innovazione nella Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais (Ds): «Il licenziamento non è la strada migliore per rendere più efficiente la pubblica amministrazione. È preferibile migliorare i sistemi di valutazione, dando la parola ai cittadini, che sono i fruitori dei servizi». «Nel disegno di legge che sto mettendo a punto è prevista proprio la possibilità per gli utenti di valutare l'efficienza e l'efficacia del lavoro della pubblica amministrazione», ha spiegato Nicolais, prendendo le distanze dalla polemica sui dipendenti pubblici nullafacenti, partita con i fondi di Pietro Ichino sul Corriere. «Come in tutte le amministrazioni esistono elementi di debolezza che non devono far dimenticare però i punti di eccellenza», ha detto il ministro, che ha ribadito l'importanza dell'elemento umano nel lavoro.
A difesa dei lavoratori della pubblica amministrazione è intervenuto anche Paolo Nerozzi della segreteria Cgil: «Non esistono nullafacenti - ha detto -. Le responsabilità dell'inefficienza dovrebbero essere ricercate piuttosto nelle dirigenze, non sempre idonee, e gli sprechi nel moltiplicarsi dei consigli di amministrazione e degli enti inutili, rispolverati nei cinque anni di governo Berlusconi».
L'editoriale dunque ha innescato un ampio dibattito nel mondo politico e sindacale italiano ma anche tra i lettori che approvano le posizioni del professore, come testimoniano le numerose email che sono giunte in redazione. Tanto che Corriere.it ha ritenuto opportuno aprire un forum sull'argomento, nel quale lo stesso Ichino risponde ai lettori.
Ichino propone di iniziare a tagliare dai dipendenti pubblici improduttivi e nullafacenti piuttosto che dagli investimenti o dai servizi pubblici che meglio funzionano. Ichino, tra l altre cose, propone un organo indipendente di valutazione che individui i nullafacenti, almeno quelli più smaccati. «La posizione di rendita dei nullafacenti del settore pubblico non merita indulgenza maggiore rispetto a quelle, tutto sommato meno costose per la collettività, dei tassisti e di alcune categorie di liberi professionisti», dice Ichino.
Sui dipendenti pubblici il professor Ichino «sbaglia e persevera nell'errore», commenta il segretario generale della Funzione pubblica Cgil, Carlo Podda. «Ichino non dà dati empirici, non fa confronti con il resto d'Europa, né segnala un caso in cui queste ricette abbiano dato risultati. Quella di Ichino è solo campagna diffamatoria, in linea con la posizione sui dipendenti pubblici di Berlusconi quando era presidente del Consiglio. Ichino è rimasto vittima di un colpo di sole».
Per una maggiore efficienza della pubblica amministrazione bisognerebbe «semplificare le procedure» piuttosto che «criminalizzare i lavoratori». Lo sostiene il segretario confederale della Uil Antonio Foccillo. «Se le cose non funzionano e ci sono i nullafacenti bisogna vedere perché si permette loro di esserlo. Ci sono modi per verificare chi lavora e chi no. Spetta ai capiufficio e ai dirigenti individuare chi non lavora. Non si capisce perché debba toccare al sindacato». Il segretario generale della Uil pubblica amministrazione, Salvatore Bosco, dice di «non capire il nesso tra le problematiche sollevate e la posizione del sindacato. Non è con i tribunali speciali o con la logica delle delazioni che si può realizzare l’obiettivo di una pubblica amministrazione più efficiente, ma con la corretta applicazione della normativa che già esiste».
«Ichino utilizza un luogo comune con frasi trite e ritrite», secondo il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. «Ooccorre un nuovo piano industriale per la pubblica amministrazione».
«È una provocazione che spero e credo non abbia ispiratori nel governo», replica il segretario confederale e responsabile del pubblico impiego della Cisl, Gianni Baratta. «Un atteggiamento di moralizzazione ogni oltre limite che non dà un contributo serio al problema di migliorare l’efficienza dei servizi nella pubblica amministrazione. E poi le purghe appartengono alla cultura bolscevica».
«Invece di discutere sull'inefficienza di lavoratori, che giornalmente con il loro impegno consentono alla macchina statale di non fermarsi», afferma Fulvio Depolo dell'Ugl statali, «sarebbe più opportuno attivare un osservatorio con il fine di avviare un serio controllo sugli sperperi nella pubblica amministrazione».
Ma la posizione del professor Ichino ha trovato estimatori tra i lettori, come lo testimoniano le numerose email che sono giunte in redazione. «Mi auguro che il governo voglia finalmente affrontare il problema storico degli impiegati pubblici 'inesistenti' nullafacenti o meglio attivissimi in lavori produttivissimi solo per il medesimo», scrive Luca Biliotti. «Lo faccia per rispetto dei dipendenti pubblici che lavorano, questi sì che devono essere tutelati dai sindacati».
«Mi viene da pensare che ci sia sempre un'eterna volontà a lasciare le cose così come stanno», è l'amara considerazione di Ludovico, 26 anni, laureato precario a 830 euro al mese. «A lasciar cadere e sprofondare questo Paese che sta perdendo tutte le sfide della globalizzazione giorno dopo giorno. Un Paese che ha veramente paura di investire nei giovani».
«Non capisco perché non si estende ai lavoratori del settore pubblico la legislazione che regola i rapporti di lavoro nel settore privato», si domanda Alfredo Ancora, di Lecce. «Compreso il licenziamento per giusta causa e giustificato motivo prevsito dallo Statuto dei lavoratori, che gli stessi sindacati, giustamente, hanno difeso strenuamente pochi anni fa».
«Ichino quantifica i nullafacenti intorno all’1%, ma è ottimistico», porta la sua esperienza Sara Smarti, 36 anni, laureata con 110 e lode, titolo di avvocato, vari master e corsi post universitari. «Nella mia amministrazione (lavoro in un ministero) adocchio e croce io licenzierei il 20% del personale perché assolutamente inutile, improduttivo, incapace. Sono di sinistra, ma quello che ho visto in cinque anni di amministrazione mi ha reso spietata con questa categoria di persone. Ma ci sono anche quelli che non hanno perso ancora del tutto l’entusiasmo di lavorare e vorrebbero trovare il modo di farlo».
29 agosto 2006


Si certo...come no! Colpa dei dirigenti se i dipendenti non lavorano!Originariamente Scritto da Bèrghem
E se un dipendente non ha più voglia di lavorare e tira i remi in barca cosa può fare il dirigente se non ha NESSUNO strumento in mano?
1) Non può licenziare.
2) Non può far trasferire.
3) Le promozioni vanno solo per anzianità e non per merito
Che può fare allora il dirigente per farli lavorare?
Ah, gli incentivi, giusto! Non basta pagare i loro stipendi, DOBBIAMO PURE INCENTIVARLI!!! Incentivarli a fare ciò per cui sono GIA' PAGATI!
Io lavoro nel settore privato da alcuni anni e tutti gli incentivi che ho avuto fino ad ora si sono ridotti a questo: se non lo fai ti rispediamo a casa perchè non ci servi.
Ciao
Ugo


si per 80 anni mi hai dato da mangiare tu, buffone........Originariamente Scritto da marat-1789
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)