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  1. #81
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    Citazione Originariamente Scritto da Ugo2000
    Non voglio scadere nel volgare nel commentare l'uso dei prepensionamenti come metodo per ridurre il pubblico impiego. Non ce l'ho con te ovviamente ma col "sistema"...

    In quanto al dimezzamento dei ferrovieri non sono informato al dettaglio, ma sei sicuro che le cifre non risentano della separazione tra le Ferrovie dello Stato e Trenitalia? Una cosa è il personale viaggiante che ora sta in una SpA (Trenitalia) l'altra sono le infrastrutture fisse.
    Penso che buona parte di questo dimezzamento del personale sia un po' di facciata, figlio di questa scissione societaria.
    Mmmmh mi informerò...

    ciao
    Ugo
    No, non dipende dalla separazione.
    I ferrovieri erano 230.000 nel 1987, 125.000 nel 1996, meno di 100.000 adesso. Io ero un ferroviere e sono andato in mobilità verso il pubblico impiego nel 1997. Adesso nel mio attuale ufficio c'è molta carenza di personale e non si riesce ad erogare tutti i servizi ai cittadini. Negli uffici Romani del mio nuovo Ente il personale ed i Dirigenti invece abbondano. I Dirigenti continuano imperterriti a promuovere trasferimenti e mobilità verso sedi già superaffollate. Con chi te la vuoi prendere?

  2. #82
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    Citazione Originariamente Scritto da Ugo2000
    Non voglio scadere nel volgare nel commentare l'uso dei prepensionamenti come metodo per ridurre il pubblico impiego. Non ce l'ho con te ovviamente ma col "sistema"...

    In quanto al dimezzamento dei ferrovieri non sono informato al dettaglio, ma sei sicuro che le cifre non risentano della separazione tra le Ferrovie dello Stato e Trenitalia? Una cosa è il personale viaggiante che ora sta in una SpA (Trenitalia) l'altra sono le infrastrutture fisse.
    Penso che buona parte di questo dimezzamento del personale sia un po' di facciata, figlio di questa scissione societaria.
    Mmmmh mi informerò...

    ciao
    Ugo
    Sono frutto delle privatizzazioni.

    Poste, Ferrovie, Rai, ecc. sono passate al contratto privatistico e come tali, lo stato risulta solo come azionista di maggioranza.

    Questi dipendenti oggi non sono più dipendenti statali e come tali hanno tutti gli svantaggi del lavoro pubblico.

    Gli eccessi purtroppo sono nelle altre attività dello stato: uscieri, ministeriali, PS , militari, insegnanti, magistrati più tutti quelli in comuni regioni e provincie.
    Ah! dimenticavo! moltissimi ancora impiegati in enti inutili alcuni persino dismessi da anni!

    Un esercito di dipendenti pubblici spesso male inquadrati con leggi e burocrazie che richiedono un numero di ore e di risorse triplo rispetto qualsiasi paese moderno.

    I problemi di questo paese sono strutturali. Della dirigenza e della volontà di applicare le norme!

    Saluti

  3. #83
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    Citazione Originariamente Scritto da il Pasquino
    Sono frutto delle privatizzazioni.

    Poste, Ferrovie, Rai, ecc. sono passate al contratto privatistico e come tali, lo stato risulta solo come azionista di maggioranza.

    Questi dipendenti oggi non sono più dipendenti statali e come tali hanno tutti gli svantaggi del lavoro pubblico.

    Gli eccessi purtroppo sono nelle altre attività dello stato: uscieri, ministeriali, PS , militari, insegnanti, magistrati più tutti quelli in comuni regioni e provincie.
    Ah! dimenticavo! moltissimi ancora impiegati in enti inutili alcuni persino dismessi da anni!

    Un esercito di dipendenti pubblici spesso male inquadrati con leggi e burocrazie che richiedono un numero di ore e di risorse triplo rispetto qualsiasi paese moderno.

    I problemi di questo paese sono strutturali. Della dirigenza e della volontà di applicare le norme!

    Saluti
    La burocrazia, altro grosso problema; spesso la burocrazia italiana fa fare una pratica tre volte il tempo che sarebbe necessario se ci fosse snellimento. La colpa è del dipendente o dei superiori che spesso la impongono? O delle stesse leggi?

  4. #84
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    Citazione Originariamente Scritto da il Pasquino
    Sono frutto delle privatizzazioni.

    Poste, Ferrovie, Rai, ecc. sono passate al contratto privatistico e come tali, lo stato risulta solo come azionista di maggioranza.

    Questi dipendenti oggi non sono più dipendenti statali e come tali hanno tutti gli svantaggi del lavoro pubblico.

    Gli eccessi purtroppo sono nelle altre attività dello stato: uscieri, ministeriali, PS , militari, insegnanti, magistrati più tutti quelli in comuni regioni e provincie.
    Ah! dimenticavo! moltissimi ancora impiegati in enti inutili alcuni persino dismessi da anni!

    Un esercito di dipendenti pubblici spesso male inquadrati con leggi e burocrazie che richiedono un numero di ore e di risorse triplo rispetto qualsiasi paese moderno.

    I problemi di questo paese sono strutturali. Della dirigenza e della volontà di applicare le norme!

    Saluti
    Perchè i miltari possono andare in pensione ancora a 50 anni? Perchè molti di loro riescono ad andare in pensione ancora prima con pensioni di privilegio o inabilità, molto più che gli operai, anche se lavorano in uffici amministrativi?

  5. #85
    Mé rèste ü bergamàsch
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  6. #86
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    Pienamente d'accordo con Ichino.

  7. #87
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem
    Nell'ultima parte dell'articolo si legge che comunque gli Italiani pensano a maggioranza che solo una riforma appropriata del pubblico impiego porterebbe ad un risparmio e ad una maggiore efficienza.
    Minacciare licenziamenti senza regole non porterebbe a nulla di buono a prescindere dalle diverse motivazioni sulle cause di ciò.

  8. #88
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    Nullafacenti: estirpare il principio non il numero



    Qualunque discorso che si inerpica nel variopinto mondo del lavoro e del diritto del lavoro necessita di doverosi distinguo, di un analisi infinita di casi, di persone, di luoghi di lavoro. Difficilmente le leggi riescono ad accontentare tutti o meglio, a non scontentare nessuno, ma soprattutto bisogna tener conto che quando si parla di lavoro, non si scherza, né si gioca al rischio. Tutti hanno bisogno di lavorare, tutti devono lavorare ed essere messi nella possibilità di farlo.



    Quando il discorso diventa macroeconomico, allora si inizia a parlare di tagli, licenziamenti, spese folli e quasi sempre le colpe finiscono sul pubblico, perché si presume (ma lo si presume solo, ché il sostentamento statale ai privati in Italia resta fra i più alti, da Fiat ad Alitalia e perfino a Mediaset) che il privato gestisca spese, perdite, esuberi o mancanze dei lavoratori, da solo, con inflessibilità e senza chiedere, né guardare in faccia a nessuno.
    Eppure Ichino ha parlato del pubblico impiego come luogo dove si concentra il peso più grande e più inutile delle dispersioni statali e che per questo, laddove non si taglia mai, nel pubblico appunto, è doveroso iniziare a tagliare i nullafacenti come si fa nel privato (mica vero…).
    Magari fosse facile. Prima di elencare dati e numeri Ichino dovrebbe chiedersi chi è il “nullafacente” nel pubblico impiego. Esistono tre tipi di nullafacenti. Ichino ne ha identificati solo due tipi. Il primo è il nullafacente alla lettera, che non garantisce produttività, non lavora, poltrisce, ma per un motivo o per un altro, sia esso assistenzialista, sindacale, “deve” essere lì; poi c’è il nullafacente che lavora nel pubblico per inerzia, male e poco e poi per suo conto lavora perlopiù in nero e guadagna molto di più. C’è una terza tipologia che Ichino dimentica: il nullafacente formale che fa molta sostanza. Tale è colui che lavora perlopiù a braccetto con le amministrazioni, rientra nella grande schiera di mezzi segretariati, consulenze che tutti, dai comuni alle province, alle regioni, fino ai ministeri tendono ad assicurarsi perché tengono su il sistema, garantiscono fondi, finanziamenti, svolgono un lavoro politico che non insegneranno mai a nessuno e questo ne garantisce l’inamovibilità e lo fanno in un una mezz’ora al giorno che costa e pesa. Essi sono nullafacenti perché non fanno qualcosa per tutto e tutti, ma solo per un interesse limitato, cosa che nel pubblico e sottolineo pubblico, non dovrebbe esistere.
    Ma perché esistono questi nullafacenti? Perché il sistema pubblico o tutela il nullafacente o ne ha tremendamente bisogno, o gli permette di fare, anzi di non fare nulla o è costretto a tenerselo, nel caso del terzo tipo di nullafacente, come grande saggio risolutore che blocca qualunque ricambio interno. Il nullafacente non è un numero o una persona, ma un dato di fatto, un concetto che il pubblico si sobbarca, perché deve dare da mangiare alla gente, perché, a differenza del privato, è più controllato e quindi sottoposto alla gogna o all’obbligo morale di aiutare e sopportare tutti.
    Ecco perché non può tagliare e non taglierà mai…E non è detto che lo debba fare. Si parlava di produttività ma questa la si raggiunge non con il taglio dei nullafacenti, ma con il ricambio generazionale e con l’organizzazione lavorativa. Insomma bisogna costringere i nullafacenti a non esserlo, ma non sventolandogli la minaccia del licenziamento o istituendo commissioni poco imparziali, incapaci per principio, a valutare il grado di nullafacenza, ché un nullafacente può essere decisivo politicamente in pochi attimi e non essere considerato tale, a differenza di chi smazza tutto il giorno, ma non crea fatturato.
    Quanta gente si lamenta del servizio pubblico, ne lamenta la lentezza, contesta disfunzioni, parzialità, mancanza di informatizzazione, di innovazione? Siamo sicuri che la strada della repressione alla cinese, serva per migliorare l’organizzazione del sistema pubblico ed evitare assenteismi e nullafacenze? Bisognerebbe iniziare dalla radice, dalle procedure concorsuali, innanzitutto spoliticizzare il pubblico, privatizzarlo, ma sul serio, in modo che enti ed istituti debbano rendere conto del loro rendimento nel loro insieme ed essere costretti a mantenersi entro standard economici definiti e che se ciò non dovesse avvenire, allora sì, potrebbe ripercuotersi sui lavoratori, nel loro insieme, senza distinzione. Così si costruisce spirito di squadra e cultura del lavoro. Così si isola l’incallito nullafacente e si sostituisce l’inamovibile grande saggio part-time. Invece il pubblico è perdonato e perdonabile ed allora perché dovrebbe essere castigato il lavoratore anche se nullafacente?

    Angelo M. D'Addesio


    tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
    http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=2800

  9. #89
    ora ltd poi lti
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem
    di Pietro Ichino

    www.corriere.it
    Cominciamo col licenziare Ichino.
    Scrive sui giornali perchè ha troppo tempo libero?

 

 
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