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  1. #51
    Hanno assassinato Calipari
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    "Il programma YURI il programma"
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    Citazione Originariamente Scritto da Gallo Senone
    Oltre alla storica svogliatezza dei pubblici dipendenti, qualcuno si è mai chiesto i benefici portati alla macchina amministrativa dello Stato, dall'introduzione delle tecnologie informatiche. Tanto per fare un parallelismo, nel settore privato, le cosidette nuove tecnologie, le innovazioni di processo e di metodo, hanno dimezzato la quantità di personale moltiplicandone la produttività, migliorando nettamente i tempi e la qualità della prestazione. E nella Pubblica Amministrazione ......?
    Aumentano i servizi, quindi l'occupazione. Le aziende non sono fabbriche (che cmq diversificano pure loro).

    Secondo me ci vuole solo tempo per apportare i cambiamenti, e una giusta dose di determinazione. Fare le sparate sui dipendenti pubblici non risolve alcun problema.

  2. #52
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    Citazione Originariamente Scritto da Patto
    Il dirigente pubblico ha gli strumenti necessari per garantire il funzionamento efficiente del servizio pubblico, ed è tenuto a farne uso: richiamo, procedimento disciplinare, sanzione disciplinare, sospensione o licenziamento.
    Se fosse veramente possibile non fare un cavolo tutto il giorno senza dover temere conseguenze farebbero tutti così. È la dirigenza, alla fine, che ha la responsabilità del funzionamento del servizio pubblico.
    Infatti le 11 mila guardie forestali calabresi lavorano tutte come matte e la Calabria non ha neanche un incendio. O se non lo fanno è per colpa del dirigente di turno, mica del fatto che c'è un sovrannumero perchè negli anni i politici hanno usato il pubblico impiego per fare assumere amici e potenziali elettori. Nooooooo.

    Ecco risolto il problema della disoccupazione: assumiamo tutti i disoccupati alle dipendenze dello Stato e gli mettiamo sopra un dirigente capace. Se i conti pubblici vanno a rotoli possiamo sempre dire che è colpa di quel dirigente che non riesce a motivare i 3-4 milioni di ex-disoccupati che gli sono stati affidati. In fondo doveva essere lui a "rendere efficiente il servizio" no?

    Ciao
    Ugo

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    Io lavoro da quando ho 16 anni.
    il mio è un concetto semplice, banale: chi ha la responsabilità del funzionamento se l'assume. Il che non significa assolvere chi non fa il proprio mestiere. Non vorrei ci fosse questo dubbio.
    Il mio concetto va ancora oltre: il funzionamento del servizio non migliora assumendo il doppio del personale necessario per farlo funzionare. Quindi in certi casi puoi avere contemporaneamente:
    a) una dirigenza capace
    b) un servizio efficiente
    c) metà dei dipendenti utilizzati bene per erogare quel servizio a buoni livelli
    d) l'altra metà che sta lì a non far niente perchè venne assunta su raccomandazione di qualche politico di dx o sn.

    Ergo puoi benissimo licenziare personale e liberare risorse per creare veri posti di lavoro, il tutto senza:
    a) incolpare dirigenti magari capaci e responsabili
    b) peggiorare il servizio

    Vuoi un esempio? Le 11mila guardie forestali calabresi! Lo Stato del Montana, montuoso e ricco di foreste, ne ha solo 5mila e coprono territori boscosi estesi come 3 volte al Calabria.
    Loro si che hanno una dirigenza capace!

    Grazie
    Ugo

  4. #54
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    Citazione Originariamente Scritto da Ugo2000
    Infatti le 11 mila guardie forestali calabresi lavorano tutte come matte e la Calabria non ha neanche un incendio. O se non lo fanno è per colpa del dirigente di turno, mica del fatto che c'è un sovrannumero perchè negli anni i politici hanno usato il pubblico impiego per fare assumere amici e potenziali elettori. Nooooooo.

    Ecco risolto il problema della disoccupazione: assumiamo tutti i disoccupati alle dipendenze dello Stato e gli mettiamo sopra un dirigente capace. Se i conti pubblici vanno a rotoli possiamo sempre dire che è colpa di quel dirigente che non riesce a motivare i 3-4 milioni di ex-disoccupati che gli sono stati affidati. In fondo doveva essere lui a "rendere efficiente il servizio" no?

    Ciao
    Ugo

    Non esageriamo, non ho mai affermato niente del genere. Prima di tutto, un dirigente che si vede assegnato personale del quale non ha bisogno può far notare il fatto al politico competente, e se necessario rendere pubblica la cosa. Secondo, anche l' assessore provinciale responsabile, per esempio, per i forestali calabresi è in fin dei conti un dirigente pubblico. La sostanza però non cambia: la responsabilità finale è del dirigente o del politico, non si possono addossare ai dipendenti colpe non loro. Con ciò non voglio dire che i dipendenti in soprannumero non vadano licenziati, o meglio ancora trasferiti laddove ce n'è bisogno, ma che una misura del genere deve essere applicata anche ai dirigenti che non fanno il loro dovere.
    Perchè oggi, purtroppo, a pagare gli errori di dirigenti incompetenti, sia nel settore pubblico che in quello privato, sono sempre e solo i dipendenti!

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da Ugo2000
    Scusa la crudezza, ma penso che tu risponda con frasi fatte, magari lette sul quotidiano di partito. Ma di mondo del lavoro forse ne hai visto poco.

    Io lavoro nel settore privato e vedo nel mio gruppo che il dirigente le direttive le dà e le ha date da anni, ma c'è chi le segue e porta a termine i lavori nei modi e tempi previsiti e chi invece ci mette secoli, non finisce i lavori e cmq li fa male.

    Per un po' le cose vanno avanti, ma è fisiologico che poi il dirigente inizi ad appoggiarsi su quelli che lavorano e gli affida le attività importanti, mentre gli altri vengono scaricati via via di lavoro perchè tanto non lo fanno.
    E ti assicuro che di umiliazioni non ce ne sono. Ne subiscono ben di più i pochi che hanno voglia di lavorare e si devono accollare le attività che altri svogliati non seguono.

    E si che siamo nel privato e almeno si possono "punire" i cattivi lasciandoli dove sono. Ma nella P.A. invece la carriera è addirittura per anzianità quindi ricevono le stesse promozioni di quelli che lavorano.

    A sinistra dovete uscire dall'equazione sorpassata "stipendiato = lavoratore = vittima di qualcosa". Una cosa è avere uno stipendio, l'altra è essere un lavoratore. E tantomeno è vero che siano solo vittime perchè tra le 11mila guardie forestali calabresi devi proprio farmi vedere quante e quali sono le povere vittime costrette a non far niente da qualche dirigente cattivo!

    Ciao
    Ugo
    Sinceramente non riesco a capire l’azienda in cui lavora.
    Sono ormai più di 16 anni che lavoro nel settore privato ed ho sempre visto dipendenti quasi fustigati se, non solo non eseguivano correttamente i propri compiti, ma se non li eseguivano nei tempi restrintissimi che venivano imposti.

    Anzi in molte imprese tutto ciò veniva utilizzato per motivare la mancata erogazione dei premi retributivi promessi. Così si facevano promesse di chissà quale premio e poi con le motivazioni più assurde se ne giustificava la mancata erogazione. Fino a quando non si prendeva atto del fatto che non venivano MAI accordati e che era tutta una farsa.

    Diverse volte poi ho assistito all’invio di lettere di richiamo ed a conseguenti licenziamenti per giusta causa. Per non parlare a numerosi fenomeni di mobbing ripetuti e sistematici!
    Spesso si poneva in difficoltà il dipendente chiedendo di svolgere lavori impossibili in tempi assurdi con la conseguenza di costringere lo stesso dipendente a motivare in termini tecnici inoppugnabili per iscritto la motivazione delle proprie inadempienze.

    Quello da lei descritto si verificava solo quando il dipendente non poteva essere licenziato perché particolarmente “raccomandato” o per meglio dire “protetto”. Soprattutto da dirigenti o da motivazioni di favoritismo per ragioni di opportunità industriali o politiche.

    Infatti erano facilmente individuabili e ci si domandava tra i dipendenti come potesse continuare a “lavorare” in azienda pur non facendo o non sapendo fare nulla. E SEMPRE si scopriva chi o cosa c’era dietro.
    Gli altri venivano sistematicamente licenziati od “invitati” (più o meno delicatamente) a “licenziarsi”…

    QUESTA è normalmente la realtà nelle aziende private…..oggi….talvolta anche di quelle pubbliche….

    Saluti

  6. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da Patto
    Non esageriamo, non ho mai affermato niente del genere. Prima di tutto, un dirigente che si vede assegnato personale del quale non ha bisogno può far notare il fatto al politico competente, e se necessario rendere pubblica la cosa. Secondo, anche l' assessore provinciale responsabile, per esempio, per i forestali calabresi è in fin dei conti un dirigente pubblico. La sostanza però non cambia: la responsabilità finale è del dirigente o del politico, non si possono addossare ai dipendenti colpe non loro. Con ciò non voglio dire che i dipendenti in soprannumero non vadano licenziati, o meglio ancora trasferiti laddove ce n'è bisogno, ma che una misura del genere deve essere applicata anche ai dirigenti che non fanno il loro dovere.
    Perchè oggi, purtroppo, a pagare gli errori di dirigenti incompetenti, sia nel settore pubblico che in quello privato, sono sempre e solo i dipendenti!
    La responsabilità sarà pure del dirigente o del politico che li fece assumere, ma se una persona è stata assunta dove non c'era posto allora c'è poco da fare: la si rimanda a casa magari insieme al dirigente o politico che ce l'ha messo.
    Ma non puoi dire che ormai lui è assunto e quindi sta lì. Che vuol dire? Se il posto di lavoro non c'è allora non c'è (c'è lo stipendio ma non il lavoro, non confondere le due cose) e si deve prenderne atto sennò finisce che si bruciano soldi che potrebbero essere investiti altrove per creare vero lavoro.

    Al limite si può decidere di creare una sorta di "diritto di prelazione": al prossimo posto che si libera avrà precedenza quello che venne assunto dal politico e poi licenziato per esubero.

    Vogliamo non licenziarlo ma mandarlo dove serve? A sia! Ma lo sai chi è che si oppone? Il sindacatro stesso! Sti stronzi sono i primi ad impedire in ogni modo la mobilità verso settori dove c'è bisogno di persone!!!.

    Quindi di che parliamo?
    Niente licenziamenti degli esuberi!
    Niente mobilità forzata ma solo volontaria!
    E magari incentivi economici per accettare lo spostamento!!! Dovremmo cioè pagarli per accettare di andare in un altro ufficio dove devono lavorare anzichè restare dove sono a non fare niente. Ma perchè mai dovrebbero accettare? Forse neanche per un mucchio di soldi.

    Ciao
    Ugo

  7. #57
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    Citazione Originariamente Scritto da il Pasquino
    Sinceramente non riesco a capire l’azienda in cui lavora.
    Sono ormai più di 16 anni che lavoro nel settore privato ed ho sempre visto dipendenti quasi fustigati se, non solo non eseguivano correttamente i propri compiti, ma se non li eseguivano nei tempi restrintissimi che venivano imposti.
    ...
    Ci sono aziende e aziende. Nelle piccole è più vera la sua versione dei fatti.

    Ma cmq è irrilevante perchè qui si discute del pubblico impiego e sinceramente dovrà faticare molto per darmi a bere che il povero dipendente Rai o la guardia forestale calabrese (tanto per fare esempi) vorrebbe tanto lavorare duro ma il brutto e cattivo dirigente spietato li avvilisce e non glielo fa fare...

    Ricordo ancora con una certa commozione i bidelli del mio liceo: assunti per lavorare su un piano specifico e quindi esentati a scendere al piano di sotto anche in caso di emergenza.
    Ho fatto educazione fisica per 5 anni in una palestra che era un letamaio perchè nessun bidello la puliva e sa perchè? Perchè era in comune a 2 piani diversi dell'Istituto e quindi non era di competenza di nessuno dei due rispettivi bidelli.
    In base ad accordi sindacali l'unica via per tenerla pulita era assumere un terzo bidello!

    Ribadisco:
    -Pronto CGIL?
    -Si, dica.
    -Ma andatevene cortesemente aff...

    ciao
    Ugo

  8. #58
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    Aumentano i servizi, quindi l'occupazione. Le aziende non sono fabbriche (che cmq diversificano pure loro).

    Secondo me ci vuole solo tempo per apportare i cambiamenti, e una giusta dose di determinazione. Fare le sparate sui dipendenti pubblici non risolve alcun problema.
    Yurj, quando parlo di utilizzo di nuove tecnologie, di innovazione di processo e di metodo, parlo del mio mestiere che esercito sia nel Pubblico che nel Privato. Ti assicuro che nel Pubblico, almeno mediamente, perchè centri di eccellenza esistono anche li', l'utilizzo delle nuve tecnologie è parziale e sostanzialmente non ha contribuito a snellire la ns elefantiaca struttura burocratica. Del resto è capitato a me, dover discutere della riorganizzazione della struttura regionale di cui era responsabile con un tizio, ultrassantenne, sonnacchoso, amante della pennicchella, attento solo ad essere riverito dai suoi usceri e dalle segretarie -tutti insieme erano un esercito-, che non conosceva alcun processo importante della struttura di cui era a capo. E con capi di questo genere, come puoi pensare che i sottoposti abbiano voglia di lavorare.
    Un'ultima considerazione, c'è poi da dire che, anche in funzione della loro provenienza geografica, molti pubblici dipendenti non hanno grande dimestichezza con la moderna organizzazione del lavoro.

  9. #59
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    Citazione Originariamente Scritto da sicilia_libera
    finalmente si sta arrivando al vero nocciolo del problema. dopo sessant'anni di democrazia cristiana che ha offeso i cervelli c'è qualcuno che ha finalmente il coraggio di dire una verità sacrosanta: i dipendenti pubblici sono troppi, lavorano poco e sono spesso strapagati.

    e ora di intervenire con mano pesante per eliminare questi costosi privilegi.
    "sono troppi"
    Negli anni di dominio della DC in Italia spesso per ragioni di clientelismo si assumeva nel pubblico non in base alle esigenze ma in base a ragioni di clientelismo e si cercava sempre di assicurare un posto di lavoro ad un proprio parente od al parente di qualche potente che aveva “aiutato” il partito o nelle elezioni.

    Purtroppo il fenomeno non è affatto scomparso ed anzi in alcune inchieste di Report si è potuto assistere anche alla faccia tosta di politici che non solo non negavano di aver fatto assumere propri parenti ma che lo ritenevano giusto e che chiunque al loro posto lo avrebbe fatto!

    Cose dell’altro mondo!!!

    ” lavorano poco “
    Ovviamente se sono troppi c’è poco da lavorare e poi se il posto è stato ottenuto per ragioni di favoritismo perché lavorare? Altrimenti che favoritismo sarebbe!!

    ” spesso strapagati “
    In realtà fino a qualche decennio fa non era così. C’era un tacito patto per cui si pagava poco il lavoro pubblico e non si obiettava più di tanto sulla efficienza e gli stessi dipendenti non si lamentavano troppo dello stipendio a patto di potersi leggere il giornale al lavoro in santa pace.
    Chi voleva guadagnare e fare carriera sceglieva il lavoro privato che offriva soddisfazioni sia di genere economico che lavorativo.

    Negli ultimi decenni la situazione è andata cambiando drasticamente. Le imprese private italiane hanno cominciato a perdere competitività e di conseguenza hanno cominciato a stingere la cinghia e la hanno fatta stringere anche ai propri dipendenti. Si è perso il margine di guadagno superiore e tutti i benefit che offrivano le grandi imprese ormai frammentate in piccole e piccolissime aziende in cui il dipendente è diventato solo uno strumento da sfruttare al massimo ove non si rispetta alcun contratto di lavoro e dove i posto è sempre più a rischio.

    Di scioperare per chiedere aumenti o trasferirsi in altre imprese che ormai offrono solo lavoro precario neanche a parlarne.
    Per cui per il lavoratore del privato è rimasto solo di piegare la testa e la schiena e lavorare in condizioni sempre peggiori con stipendi sempre meno adeguati.

    Per il lavoratore nella P.A. invece le cose sono continuate ad andare avanti nello stesso identico modo che in precedenza. Così, nella convinzione di questi lavoratori di non essere ancora pagati a sufficienza, si è assistito negli anni a continui adeguamenti al costo della vita.

    Il risultato che il lavoro in molte aziende pubbliche continua con gli stessi ritmi di quei decenni passati mentre gli stipendi sono diventati molto superiori a quelli dei privati. Con stabilità e sicurezza del posto di lavoro assolutamente non paragonabili con quelli del privato.

    La colpa non è dei lavoratori che giustamente potendo rivendicano sempre di più ma dei loro dirigenti che non hanno capito e fatto capire che l’aria è cambiata e che se non si diventa efficienti si va per strada esattamente come per i privati.

    Purtroppo questo non cambierà se non cambierà anche la mentalità dei nostri politici secondo i quali è giusto privilegiare parenti ed amici in una logica perversa in cui al politico tutto è permesso!

    Saluti

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Ugo2000
    Ci sono aziende e aziende. Nelle piccole è più vera la sua versione dei fatti.

    Ma cmq è irrilevante perchè qui si discute del pubblico impiego e sinceramente dovrà faticare molto per darmi a bere che il povero dipendente Rai o la guardia forestale calabrese (tanto per fare esempi) vorrebbe tanto lavorare duro ma il brutto e cattivo dirigente spietato li avvilisce e non glielo fa fare...

    Ricordo ancora con una certa commozione i bidelli del mio liceo: assunti per lavorare su un piano specifico e quindi esentati a scendere al piano di sotto anche in caso di emergenza.
    Ho fatto educazione fisica per 5 anni in una palestra che era un letamaio perchè nessun bidello la puliva e sa perchè? Perchè era in comune a 2 piani diversi dell'Istituto e quindi non era di competenza di nessuno dei due rispettivi bidelli.
    In base ad accordi sindacali l'unica via per tenerla pulita era assumere un terzo bidello!

    Ribadisco:
    -Pronto CGIL?
    -Si, dica.
    -Ma andatevene cortesemente aff...

    ciao
    Ugo
    Che i sindacati non svolgano bene il proprio compito non ci piove (non le cito diverse esperienze personali nelle quali “il sindacato” per difendere alcuni lavoratori “loro amici” non ci ha pensato su due volte a “vendersi” numerosi altri lavoratori mandandoli per strada ed usandoli come merce di scambio ed addirittura in un caso minacciando di ricorre alla giustizia CONTRO i dipendenti discriminati che volevano ricorrere contro l’accordo sindacale con l’azienda che li vedeva penalizzati! Se questo è “DIFENDERE I LAVORATORI” lascio a voi decidere!!!

    …e glielo dico da ex rappresentante sindacale!).

    Sul dipendente Rai mi risulta che non godono di particolari favoritismi a parte quelli che come ricordato sono stati assunti per “raccomandazione” (e su questo se ne è parlato a lungo) e che come tali risultano “intoccabili”.

    Per quanto riguarda le guardie forestali calabresi mi torna in mente il discorso di molti anni fa di un alto ufficiale della finanza che spiegava il fenomeno del contrabbando di sigarette ed il mantenimento del monopolio di stato.

    Lo stato nel combattere il contrabbando ci rimetteva ma sapevano tutti che con quella attività ci campavano famiglie in aree geografiche ove possibilità di trovare un altro lavoro legale è praticamente impossibile. Se si fosse eliminato il problema magari cancellando il monopolio quelle stesse persone sarebbero dovute ricorrere ad altre attività illegali magari più pericolose e violente.

    Lo scandalo quindi non è quello di dare uno stipendio a decine di migliaia di famiglie ma di non saper impiegare tutta quella manovalanza senza riuscire a creare vere attività produttive!

    Il problema è ancora una volta di chi comanda che ha risorse e non sa impegnarle!
    Risorse che in ogni caso anche se non vengono impegnate hanno un costo!

    Saluti

 

 
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