
Originariamente Scritto da
Jan Hus
Caro lucrezio, la Meir non avrà mai pronunciato la parola "palestinesi"; ma non mi risulta che ci siano pronunce inequivocabili in cui i rappresentanti politici dei palestinesi, anche quando hanno imparato a pronunciare la parola "Israele" (che per molti decenni si è strozzata loro in gola) si siano mai pronunciati in maniera inequivocabile per l'esistenza di uno stato palestinese limitato alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza. Quando l'hanno fatto hanno affiancato anche altre rivendicazioni, più o meno (in)fondate (profughi etc.), e ogni qual volta si è profilata la possibilità di adottare quella soluzione come base negoziale i negoziati li hanno fatti fallire.
Sulla questione arabo-israeliana ho letto, nel corso di una ventina d'anni, una discreta quantità di libri e di articoli e ho dibattuto per anni nei forum. Come molte altre cose di cui mi sono interessato per anni, ora è un argomento che mi ha un po' stufato. Fare discorsi cinici sulla pelle di persone che si sono ritrovate spossessate di tutto non mi fa onore (e, tanto per aggiungerne un altro, di discorso cinico, aggiungo che Israele sbagliò, in prospettiva, a mantenere all'interno dei suoi confini una minoranza araba di circa duecentomila persone), ma trovo che non sia stato tanto onorevole neanche cantare le lodi di Arafat come taluni hanno fatto per anni, e camuffarsi da sostenitori di una "pace" non meglio specificata mentre si sostenevano personaggi i cui obiettivi erano quanto meno equivoci. Nel corso degli anni ho assistito a pochi ravvedimenti in materia.
Almeno a questo il PRI si è sottratto e, anche se le mie opinioni sulle prospettive future della tradizione politica repubblicana sono pessimistiche, questo è uno dei non pochi meriti storici di una tradizione politico-culturale che, per quanto non esente da difetti anche gravi, di meriti ne ha avuti tanti.
Un fatto positivo, per chi si ricorda il clima prevalente su questo tema anche solo quindici anni fa, è che c'è stato un notevole cambiamento in meglio. Oggi, i Filippo Strozzi di turno non hanno più sponde alle loro posizioni in un partito di massa come il PCI, ma soltanto in partiti molto più piccoli come il PRC, il PdCI e i Verdi. Allo stesso modo, la DC andreottiana, ventre molle del filoarabismo nostrano, è stata sostituita dall'UDC e da quella Margherita che esprime un sottosegretario agli Esteri come Vernetti che dice le cose che i repubblicani dicevano (con i radicali e i liberali) vent'anni fa.
Meglio così. Il resto speriamo che arrivi prima che Ahmadinejad o Nasrallah raggiungano i loro obiettivi.