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Discussione: Ripudio del Debito

  1. #121
    14dicembre
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio
    Ritardo significa che, fissato il numero di periodim il numero di scatti (capitalizzazione) è = ad n-1.
    Avendo io arbitrariamente fissato il periodo ad un anno, e l'arco temporale a 5 ne deriva che gli scatti sono necessariamente 4..

    Rinincio poi a dimostrarti che, anche se aumentassi di un anno il conto, non cambierebbe assolutamente nulla !!!
    Per capirlo occorrono basi matematiche che evidentemente non possiedi ,ma che servirebbero soprattutto quando ti avventuri nel "Fare le pulci" ai conti altrui !

    http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_capitalizzazione
    Nel regime finanziario a interesse composto si considera che, alla fine di ogni periodo, l'interesse maturato nel periodo debba essere sommato al capitale, per costituire così un nuovo capitale su cui calcolare gli interessi nel periodo suiccessivo.
    Considerando che il montante è proprio la somma di capitale e interessi maturati, possiamo dire che nel regime a interesse composto il montante al tempo t viene assunto come nuovo capitale per il periodo successivo.
    Procedendo nel modo indicato per più periodi, è possibile ricavare la formula che descrive questo regime.
    Assumiamo ogni periodo di durata unitaria. Alla fine del primo periodo avremo:
    alla fine del secondo periodo avremo:
    e così via. In generale,
    [silvia]alla fine dell' n-esimo periodo avremo:[/silvia]
    . Nel caso si vogliano calcolare, per questo regime, montante e interesse su periodi non interi, esistono due basi di valutazione:
    • la convenzione lineare;
    • la convenzione esponenziale;
    per la cui discussione si rimanda alle voci specifiche in elenco.

    capito? n periodi non n-1

  2. #122
    14dicembre
    Ospite

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    post ripetuto.

  3. #123
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    guarda che se ragioni un pelino non cambia nulla.
    perchè se tu consideri il 2006 come anno di "monetizzazione" dello stipendio di competenza del 2005, tornando indietro non avrai più il 2000 poichè il salario del 2000 viene monetizzato nel 2001... quindi rimangono 5 anni
    Nuova forzatura.
    Io non ho mai monetizzato il salario nel 2001.
    Applicando un caso reale ho applicato il recupero dell'inflazione precedente al primo gennaio.

    Inoltre permettimi di dirti che, anche adottando le tue convenzioni, la cosa non funziona comunque. Infatti, se si ammette che il reddito del 200o sua monetizzato nel 2001 allora il reddito del 2005 e monetizzato nel 2006, e siamo di nuovo a 6 anni.

    Sorry

  4. #124
    14dicembre
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio

    Nuova forzatura.
    Io non ho mai monetizzato il salario nel 2001.
    Applicando un caso reale ho applicato il recupero dell'inflazione precedente al primo gennaio.

    Inoltre permettimi di dirti che, anche adottando le tue convenzioni, la cosa non funziona comunque. Infatti, se si ammette che il reddito del 200o sua monetizzato nel 2001 allora il reddito del 2005 e monetizzato nel 2006, e siamo di nuovo a 6 anni.

    Sorry
    o consideri l'anno di competenza (2000-2005) o quello di monetizzazione (2001-2006) e sono sempre 5 anni

    Rivediti la formula su wikipedia.

    e non preoccuparti nessuno ha capito sto' tread

  5. #125
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    Citazione Originariamente Scritto da 14dicembre Visualizza Messaggio
    o consideri l'anno di competenza (2000-2005) o quello di monetizzazione (2001-2006) e sono sempre 5 anni

    Rivediti la formula su wikipedia.

    e non preoccuparti nessuno ha capito sto' tread
    Guarda che io la formula non ho bisogno di vederla su wikipedia.
    E' una formula banalissima che so ricavare in qualunque istante e senza bisogno di leggerala.
    Per questo insisto.
    Ultimo tentativo.
    Proviamo a seguire passo a passo la cosa

    Il nostro periodo campione inizia il 1/01/2000.
    Il coefficiente rivalutativo è già stato applicato alle 24,00 del 1999
    ed il nostro Contribuente A, percepira uno stipendio mensile costante che, alla fine dell'anno, 31/12/2000 (passato 1 anno dall'inizio dell'analisi) lo porta ad aver incassato 20000 Euro.

    Fin qui ci siamo. ?

    Alle 24,00 del 31/12/2000 scatta il recupero dell'inflazione.
    Nel 2001 percepirà uno stipendio fisso che al 31/12/2001 (passati 2 anni dall'inizio dell'analisi) lo porta ad aver incassato 22000

    Alle 24,00 del 31/12/2001 scatta il recupero dell'inflazione.
    Nel 2001 percepirà uno stipendio fisso che al 31/12/2002 (passati 3 anni dall'inizio dell'analisi) lo porta ad aver incassato 24200

    Alle 24,00 del 31/12/2002 scatta il recupero dell'inflazione.
    Nel 2001 percepirà uno stipendio fisso che al 31/12/2002 (passati 4 anni dall'inizio dell'analisi) lo porta ad aver incassato 26600

    Alle 24,00 del 31/12/2003 scatta il recupero dell'inflazione.
    Nel 2001 percepirà uno stipendio fisso che al 31/12/2004 (passati 5 anni dall'inizio dell'analisi) lo porta ad aver incassato 29720

    Questo è l'esempio che ho fatto io esattamente quanto accadeva all'epoca della scala mobile ad eccezione del periodo tra due scatti che, non ricordando quale fosse ho fissato arbitrariamente e per semplicità di calcolo ad 1 anno.

    Durata 5 anni
    Inizio il 1/01/2000
    Fine il 31/12/2004
    4 Scatti di adeguamento

    Nessun errore di calcolo.

    Ora però esistono solo due soluzioni.
    O concordiamo o hai ragione tu, perchè continuare a discutere è solamente assurdo !

  6. #126
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    Citazione Originariamente Scritto da 14dicembre Visualizza Messaggio
    [/i][/b][/u]
    http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_capitalizzazione
    Nel regime finanziario a interesse composto si considera che, alla fine di ogni periodo, l'interesse maturato nel periodo debba essere sommato al capitale, per costituire così un nuovo capitale su cui calcolare gli interessi nel periodo suiccessivo.
    Considerando che il montante è proprio la somma di capitale e interessi maturati, possiamo dire che nel regime a interesse composto il montante al tempo t viene assunto come nuovo capitale per il periodo successivo.
    Procedendo nel modo indicato per più periodi, è possibile ricavare la formula che descrive questo regime.
    Assumiamo ogni periodo di durata unitaria. Alla fine del primo periodo avremo:
    alla fine del secondo periodo avremo:
    e così via. In generale,
    [silvia]alla fine dell' n-esimo periodo avremo:[/silvia]
    . Nel caso si vogliano calcolare, per questo regime, montante e interesse su periodi non interi, esistono due basi di valutazione:
    • la convenzione lineare;
    • la convenzione esponenziale;
    per la cui discussione si rimanda alle voci specifiche in elenco.

    capito? n periodi non n-1
    Ora è tutto chiaro. Lìerrore che commetti e di applicare la logica dell'interesse su di un capitale. Ma semplicemente non puoi paragonare un interesse su di un capitale con un'adeguamento di uno stipendio.

    Applicando il ragionamento dell'interesse ad uno stipendio "Sbagli"
    Le formule matematiche sono "Formalmente" le stesse, ma l'applicazione varia proprio perchè al 1/1 non ti vengono assegnati gli interessi sull'anno , ma solo adeguato lo stipendio.
    Il denaro che hai perso nell'anno precedente lo hai perso e basta.

    Quindi ricapitolando.
    Se fossero interessi su di un capitale avresti ragione tu, e non avrei difficoltà ad ammetterlo.
    Ma si tratta di un adeguamento dello stipendio, quindi sbagli !.

    Finalmente siamo arrivati alla fine.!!!!

  7. #127
    Giu' la maschera!
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    Citazione Originariamente Scritto da 14dicembre Visualizza Messaggio
    senti leggi il 3ad prima di fare il fenomeno...già non sei riuscito a dimostrare superiorità nel tuo campo in PVT...figurati se la mettiamo sulla macro...

    pst: non si capisce un cazzo ma sopratutto NON C'ENTRA NULLA
    ah, ora mi ricordo di te.., il "fund manager" ke confondeva b/s 73 con black76..

    si, certo cicci', sono io quello ke non capisce di macro..detto da colui ke usa inflazione del 3% nell'era greenspan come indicatore di "inflazione out of control"
    Mr. Hyde


  8. #128
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Z. Visualizza Messaggio
    Ci sto pensando da molti giorni. Risolverebbe molti problemi dell'Italia: niente tagli alla finanziaria, meno tasse, più investimenti.

    Unici problemi: la decurtazione di gran parte della ricchezza di tutti i detentori di titoli di stato e del debito pubblico in generale e l'impossibilità di deficit spending in futuro per i prossimi, diciamo, 50 anni (indicativo).

    Che ne pensate?
    è un ottima idea , mettici il copyright. stai attento che visco non tela copi.

  9. #129
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Z. Visualizza Messaggio
    OK, mi avete risposto prima che finissi di scrivere il messaggio.

    E se si annullassero, ad esempio, solo i BTP? Sarebbe l'equivalente di una forma di prelievo fiscale eccezionale e particolare, ma risolverebbe il problema alla radice (Un debito al 60%). Assicurando gli investimenti esteri (non so fino a dove si possa però) si potrebbe fare, secondo voi (continuo a dire che io sto solo cercando di discutere, un po' accademicamente, della possibilità)?

    Ricordo che gli altri Paesi dell'area dell'euro non avrebbero di che beneficiare di una simile eventualità, sotto forma di tassi d'interesse più bassi e probabilmente di una minore inflazione in Italia (che avvantaggia tutti).
    Qualche considerazione...
    Il debito pubblico italiano è solo nominale. Se per ipotesi potesse venir "pagato" con euro di carta la massa monetaria in circolazione diventerebbe tale (tutti a comprarsi rolls, appartamenti, palazzi...) che gli altri europei ci prenderebbero a cannonate.
    I BOT e CCT sono in gran parte di proprietà delle banche, che li devono considerare per legge a "rischio zero". Sarebbe in crollo del sistema bancario, con le file di chi ritira i depositi e le banche chiuse.
    La megaoperazione sul debito pubblico andava fatta "prima" di entrare nell'euro. Prodi disse che era ora di mettere al "sicuro" i risultati raggiunti, o qualcosa del genere. Cioè di mettere al sicuro il valore della moneta trasformandola in Euro. Questo, se da un lato ha mantenuto un valore fittizio della Lira rispetto all'Euro (con gran soddisfazione di chi aveva tante lire in cassa) dall'altro ci ha messo la corda al collo creando la situazione attuale, che è la seguente:
    - Cambio "vero" Lira/Euro a mille lire, con dimezzamento del potere di acquisto di salari e stipendi in pochi anni
    - Uscita dal mercato di gran parte delle nostre produzioni, che in Euro non possono avere nessuna competitività con quelle di altre aree, non avendo contenuto tecnologico tale da giustificarsi (in sostanza produciamo quello che si può produrre in Romania o in Cina, alla metà o un terzo)
    - Ammazzamento del mercato interno, dovuto al diminuito potere di acquisto (se per assurdo esso dipendesse dal potere di acquisto delle fasce giovanili, quelle cioè che stanno nel "mercato", sarebbe crollato da un pezzo, altro che l'Argentina)
    - Incubo delle pensioni, visto che non si produce abbastanza valore per pagarle.

    Tutto questo proprio perchè, con l'Euro, si sono voluti aggirare i problemi del debito pubblico, salvaguardando il valore fasullo delle Lire e scaricando su giovani e reddito fisso i costi dell'operazione.
    Mi spiego meglio: le "svalutazioni competitive" riallineano i "costi di sistema" a carico di tutta la società. Ora si pretende che il giovane o il salariato siano competitivi col cinese, il romeno o il pakistano, mentre allo stesso tempo deve produrre le rendite in Euro per le categorie (Marx direbbe le "classi") che si sono messe al sicuro dietro alla BCE e alla perdita di sovranità.
    Ciò è "impossibile", e quindi continua la picchiata stabile: prima si è eroso il potere di acquisto di stipendi e salari, poi si è lasciato libero corso a precariato e paghe da fame per i giovani, poi si intaccano continuamente le pensioni, di fatto eliminandole per i giovani...

    Stiamo come uno a cavallo di un somaro, con la corda al collo saldamente attaccata al ramo. La pretesa è che il somaro non si muova mai.

  10. #130
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Qualche considerazione...
    Il debito pubblico italiano è solo nominale. Se per ipotesi potesse venir "pagato" con euro di carta la massa monetaria in circolazione diventerebbe tale (tutti a comprarsi rolls, appartamenti, palazzi...) che gli altri europei ci prenderebbero a cannonate.
    I BOT e CCT sono in gran parte di proprietà delle banche, che li devono considerare per legge a "rischio zero". Sarebbe in crollo del sistema bancario, con le file di chi ritira i depositi e le banche chiuse.
    La megaoperazione sul debito pubblico andava fatta "prima" di entrare nell'euro. Prodi disse che era ora di mettere al "sicuro" i risultati raggiunti, o qualcosa del genere. Cioè di mettere al sicuro il valore della moneta trasformandola in Euro. Questo, se da un lato ha mantenuto un valore fittizio della Lira rispetto all'Euro (con gran soddisfazione di chi aveva tante lire in cassa) dall'altro ci ha messo la corda al collo creando la situazione attuale, che è la seguente:
    - Cambio "vero" Lira/Euro a mille lire, con dimezzamento del potere di acquisto di salari e stipendi in pochi anni
    - Uscita dal mercato di gran parte delle nostre produzioni, che in Euro non possono avere nessuna competitività con quelle di altre aree, non avendo contenuto tecnologico tale da giustificarsi (in sostanza produciamo quello che si può produrre in Romania o in Cina, alla metà o un terzo)
    - Ammazzamento del mercato interno, dovuto al diminuito potere di acquisto (se per assurdo esso dipendesse dal potere di acquisto delle fasce giovanili, quelle cioè che stanno nel "mercato", sarebbe crollato da un pezzo, altro che l'Argentina)
    - Incubo delle pensioni, visto che non si produce abbastanza valore per pagarle.

    Tutto questo proprio perchè, con l'Euro, si sono voluti aggirare i problemi del debito pubblico, salvaguardando il valore fasullo delle Lire e scaricando su giovani e reddito fisso i costi dell'operazione.
    Mi spiego meglio: le "svalutazioni competitive" riallineano i "costi di sistema" a carico di tutta la società. Ora si pretende che il giovane o il salariato siano competitivi col cinese, il romeno o il pakistano, mentre allo stesso tempo deve produrre le rendite in Euro per le categorie (Marx direbbe le "classi") che si sono messe al sicuro dietro alla BCE e alla perdita di sovranità.
    Ciò è "impossibile", e quindi continua la picchiata stabile: prima si è eroso il potere di acquisto di stipendi e salari, poi si è lasciato libero corso a precariato e paghe da fame per i giovani, poi si intaccano continuamente le pensioni, di fatto eliminandole per i giovani...

    Stiamo come uno a cavallo di un somaro, con la corda al collo saldamente attaccata al ramo. La pretesa è che il somaro non si muova mai.
    Analisi in parte condivisibile.
    Un solo punto debole. Alternative ?
    Usciamo dall'Euro come predica la Lega ?
    Poi ritorniamo alla svalutazione competitiva degli anni 70 ed 80 con inflazione doppia o tripla di quella della zona Euro ?
    Ce ne freghiamo dei conti pubblici ed aspettiamo a vedere se l'UE si decide a buttarci fuori dall'Euro.

 

 
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