
Originariamente Scritto da
Grifo
Qualche considerazione...
Il debito pubblico italiano è solo nominale. Se per ipotesi potesse venir "pagato" con euro di carta la massa monetaria in circolazione diventerebbe tale (tutti a comprarsi rolls, appartamenti, palazzi...) che gli altri europei ci prenderebbero a cannonate.
I BOT e CCT sono in gran parte di proprietà delle banche, che li devono considerare per legge a "rischio zero". Sarebbe in crollo del sistema bancario, con le file di chi ritira i depositi e le banche chiuse.
La megaoperazione sul debito pubblico andava fatta "prima" di entrare nell'euro. Prodi disse che era ora di mettere al "sicuro" i risultati raggiunti, o qualcosa del genere. Cioè di mettere al sicuro il valore della moneta trasformandola in Euro. Questo, se da un lato ha mantenuto un valore fittizio della Lira rispetto all'Euro (con gran soddisfazione di chi aveva tante lire in cassa) dall'altro ci ha messo la corda al collo creando la situazione attuale, che è la seguente:
- Cambio "vero" Lira/Euro a mille lire, con dimezzamento del potere di acquisto di salari e stipendi in pochi anni
- Uscita dal mercato di gran parte delle nostre produzioni, che in Euro non possono avere nessuna competitività con quelle di altre aree, non avendo contenuto tecnologico tale da giustificarsi (in sostanza produciamo quello che si può produrre in Romania o in Cina, alla metà o un terzo)
- Ammazzamento del mercato interno, dovuto al diminuito potere di acquisto (se per assurdo esso dipendesse dal potere di acquisto delle fasce giovanili, quelle cioè che stanno nel "mercato", sarebbe crollato da un pezzo, altro che l'Argentina)
- Incubo delle pensioni, visto che non si produce abbastanza valore per pagarle.
Tutto questo proprio perchè, con l'Euro, si sono voluti aggirare i problemi del debito pubblico, salvaguardando il valore fasullo delle Lire e scaricando su giovani e reddito fisso i costi dell'operazione.
Mi spiego meglio: le "svalutazioni competitive" riallineano i "costi di sistema" a carico di tutta la società. Ora si pretende che il giovane o il salariato siano competitivi col cinese, il romeno o il pakistano, mentre allo stesso tempo deve produrre le rendite in Euro per le categorie (Marx direbbe le "classi") che si sono messe al sicuro dietro alla BCE e alla perdita di sovranità.
Ciò è "impossibile", e quindi continua la picchiata stabile: prima si è eroso il potere di acquisto di stipendi e salari, poi si è lasciato libero corso a precariato e paghe da fame per i giovani, poi si intaccano continuamente le pensioni, di fatto eliminandole per i giovani...
Stiamo come uno a cavallo di un somaro, con la corda al collo saldamente attaccata al ramo. La pretesa è che il somaro non si muova mai.