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  1. #31
    M. Murelli
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    Per natoW
    non riesci a recuperarmi il 3d in cui si è parlato di Riccardo Manfredi?
    Parleremo anche di lui. Ne ho parlato in un libro intervista di Nicola Raò che sarà in vendita verso Natale.

  2. #32
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    vorrei gentilmente porti una domanda Maurizio di carattere strettamente geopolitico
    sto finendo di ultimare uno studio appropriato di psicologia analitica (versione prevalentemente junghiana, ci tengo a precisarlo) su quello che un qualsiasi popolo subisce quando
    non è più in in contatto con il sè primordiale e con il suo stesso ricordo filogenetico " latino-generare-genero -genitalis-genitori-genius-gens -sanscrito "janitra" luogo di nascita" jàni "consanguineo" sopratutto quando l'introiezione e l'incorporazione spirituale dell'altro, esula e trapassa l'integrazione dell'identità di appartenenza propria ad un popolo.( identità-"di ciò che quindi è identico solamente a se stesso")
    il professor minkowusky studiava e riferiva l'avvenuta decadenza collettiva del popolo maya e dei lacandoni,una volta giunti a contatto con la dominazione spagnola-
    dove per inciso la classe comunitaria collettiva sottoposta ad interazione con dell'altro
    scadeva repentinamente verso l'auto-annientamento spirituale,o verso autocomportamenti ferali e distruttivi,(gallenkamp notò la stessa autodistruzione degli indiani moderni d'america,cosa assolutamente non trascurabile e poi socialmente avvenuta con puntualità disarmante)
    per comparazione: alla luce di quel che sta avvenendo in nigeria nel particolare (l'osmosi ultima tra l'animismo africano e la teocrazia islamica i quali difficilmente si "annullano" ma possono invece autocompenetrarsi interagendo )
    ed in africa nel globale! ( immigrazione verso l'europa incontrollata ed incontrollabile)
    in quale ottica vedi il nostro immediato futuro al cospetto di simili fenomeni
    (l'epopea di sincretismo spirituale "animismo utu -cattolicesimo europeo" ad esempio qualcosa avrebbe dovuto insegnarci)
    mi spiace se la domanda possa sembrarti stramba o non in linea del contesto ,ma volevo sentire il tuo parere nel merito !
    grazie !

  3. #33
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da margini
    "...Fu quindi tra i gruppi quali i "Figli del Sole" e "Ordine Nuovo" che si cominciarono ad utilizzare associati i termini "destra" e "radicalismo". Fino alla famosa recensione di Franco Giorgio Freda che aveva per titolo "Per un radicalismo di destra: Cavalcare la Tigre" pubblicata in "Tradizione" del 1963, poi riprodotta in Julius Evola e l'affermazione assoluta (Padova 1978) e in Tradizione e/o Nichilismo - letture e ri-letture di Cavalcare la Tigre da me edito nel 1988..."

    Aggiungo alcune note sulla questione della genesi della Destra Radicale. Non per una questione di etichetta, ma di contenuto.

    Ordine Nuovo (parliamo del Centro studi, non del successivo Movimento Politico), non ha mai scritto di 'radicalismo', ma semmai di coerenza con le tesi del fascismo. Almeno a leggere le prime riviste editate (quelle che sono riuscito a recuperare), la loro dottrina è fondamentalmente basata su questo. Questa posizione di O.N., viene ben ribadita, poi, proprio in opposizione alle idee di Freda, con un 'volantino' del 1970, con il quale O.N. prende le distanza dalla introduzione di Freda alla prima edizione del libretto evoliano "Dottrina aria di lotta e vittoria" (quindi prende le distanza dal radicalismo).

    Insomma se qualcuno possiede gli scritti di Ordine Nuovo che esprimono posizioni di 'radicalismo' politico li faccia conoscere.
    Il volantino a cui accenno è stato riprodotto in appendice al libro "Evola no-global?", assieme alla introduzione di Freda.

    Diversa è la posizione del successivo Movimento Politico ordine Nuovo, con il quale - leggevo nel libro di Chiara Stellati "L'ideologia dell'Origine" - Freda aveva maggiori 'consonanze'

    Aggiungo una precisazione cronologica: la prima pubblicazione dello scritto di Freda segnalato da Murelli, è del 1961, e appare sulla rivista "Intervento".

    Un saluto a Maurizio Murelli
    Pietro Carini
    Caro Pietro, sono molto onorato di averti come interlocutore. Prendo atto di quel che mi dici. Io ho però nel mio sedimentato, vale a dire in memoria di lettura, ho quei due termini associati in antichi scritti che anni addietro, quando avevo più tempo per la lettura, ho avuto per le mani. Non credo di aver preso un abbaglio della memoria. Posso solo impegnarmi ad andare a frugare. E stai tranquillo che se c'è stata sovrapposizione di riferimenti, se c'è stato abbaglio lo ammetterò subito.
    Per il resto, come tu ben immagini, conosco bene le varie posizioni del retroterra, quindi la posizione di Freda, il suo itinerario e quello degli altri. Spero di non aver dato l'impressione di illegittimi frammischiamenti.
    A questo punto vorrei però sapere se il gruppo umano, il sodalizio di Ar si identifica con la definizione Destra Radicale.
    In alto i cuori!
    Maurizio

  4. #34
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Baltik
    vorrei gentilmente porti una domanda Maurizio di carattere strettamente geopolitico
    sto finendo di ultimare uno studio appropriato di psicologia analitica (versione prevalentemente junghiana, ci tengo a precisarlo) su quello che un qualsiasi popolo subisce quando
    non è più in in contatto con il sè primordiale e con il suo stesso ricordo filogenetico " latino-generare-genero -genitalis-genitori-genius-gens -sanscrito "janitra" luogo di nascita" jàni "consanguineo" sopratutto quando l'introiezione e l'incorporazione spirituale dell'altro, esula e trapassa l'integrazione dell'identità di appartenenza propria ad un popolo.( identità-"di ciò che quindi è identico solamente a se stesso")
    il professor minkowusky studiava e riferiva l'avvenuta decadenza collettiva del popolo maya e dei lacandoni,una volta giunti a contatto con la dominazione spagnola-
    dove per inciso la classe comunitaria collettiva sottoposta ad interazione con dell'altro
    scadeva repentinamente verso l'auto-annientamento spirituale,o verso autocomportamenti ferali e distruttivi,(gallenkamp notò la stessa autodistruzione degli indiani moderni d'america,cosa assolutamente non trascurabile e poi socialmente avvenuta con puntualità disarmante)
    per comparazione: alla luce di quel che sta avvenendo in nigeria nel particolare (l'osmosi ultima tra l'animismo africano e la teocrazia islamica i quali difficilmente si "annullano" ma possono invece autocompenetrarsi interagendo )
    ed in africa nel globale! ( immigrazione verso l'europa incontrollata ed incontrollabile)
    in quale ottica vedi il nostro immediato futuro al cospetto di simili fenomeni
    (l'epopea di sincretismo spirituale "animismo utu -cattolicesimo europeo" ad esempio qualcosa avrebbe dovuto insegnarci)
    mi spiace se la domanda possa sembrarti stramba o non in linea del contesto ,ma volevo sentire il tuo parere nel merito !
    grazie !
    Sinceramente non conosco gli autori che mi citi. Quanto al quesito, che meriterebbe forse una trattazione ben più ampia e articolata, sono certo che potresti trovare degli spunti interessanti in "Modelli di cultura" della Benedict.

  5. #35
    M. Murelli
    Ospite

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    Per Margini - Pietro

    Secondo te che senso bisogna dare a queste righe di Clemente Graziani?
    Non è un documento degli anni '50. Lo trovi in: "Clemente Graziani La Vita, le Idee".
    Saluti
    "Il lettore si sarà dato immediatamente conto che la questione fascismo-postfascismo viene qui trattata da un punto di vista proprio a chi milita nella destra radicale, rivoluzionaria o reazionaria che dir si voglia (i due termini, infatti, non ci producono alcuna alergia semantica). In effetti, chi scrive ha avuto la ventura di far parte di quel gruppo di giovani che, in Italia, subito dopo la fine della vicenda bellica, non si è lasciato annichilire spiritualmente dalla sconfitta militare, e ha riaffermato, sulle rovine ancora fumanti dell'Europa, le idee e i valori per cui la migliore gioventù aveva preso le armi e costretto il mondo a battersi, appunto, pro o contro quelle idee e quei valori. Ci riferiamo a quel nucleo di agitazione politica e provocazione culturale che nell'interno del nascente movimento neofascista veniva indicato come "la corrente". I "Figli del Sole", assertori dello Stato organico e aristocratico, riuniti intorno a varie e fortunose pubblicazioni, tra le quali spiccano, per impeto rivoluzionario, il settimanale "La Sfida" e il mensile "Imperium", discendendo, appunto, dalla costola di questa formazione originaria. Poi, nel 1953, si costituì ad un livello più alto e con estesa diffusione nel territorio nazionale, Ordine Nuovo. In questa succinta descrizione dell'itinerario politico percorso dai gruppi e movimenti nazional-rivoluzionari sono contenute tutte le fasi della fondazione e del consolidamento della destra radicale, nonché il processo di sistemazione dottrinale del fascismo che subito dopo la sconfitta, e a ragione di essa, fu ripreso con maggior rigore, nell'ansia di comprendere, di giustificare, di legittimare, di andare oltre.
    (...) Chi abbia gettato solo uno sguardo nelle opere di René Guénon e di Julius Evola, i due massimi esegeti del sapere non filosofico - cioè esoterico, metafisico, che va sotto la denominazione di insegnamento "tradizionale" - si sarà reso immediatamente conto di trovarsi di fronte a due pensatori in possesso di una logica stringente, matematica. Due pensatori che, anche quando trattano concetti appartenenti alle più alte sfere del sovrasensibile, del sovranazionale, riescono a renderli comprensibili al profano, proprio con l'uso di forme espressive appartenenti alla logica formale. Scrive al riguardo Evola: "Non la logica va negata, sibbene la sua interpretazione intellettualistica [...]. E quanto a quell'irrazionalismo che è la dottrina dell'uniforme, del vago, del puro 'sentire' e 'intuire', nulla ci è più lontano da esso"".

  6. #36
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli
    Per natoW
    non riesci a recuperarmi il 3d in cui si è parlato di Riccardo Manfredi?
    Parleremo anche di lui. Ne ho parlato in un libro intervista di Nicola Raò che sarà in vendita verso Natale.

    Ci sono riuscito!
    Ecco il 3d in cui si parlò di Riccardo. Parte dal messaggio 51 e seguenti della pagina.

    http://www.politicaonline.net/forum/...=219852&page=2

  7. #37
    Nimmo
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli
    Io non prendo alcuna distanza perchè non ho mai avuto alcuna vicinanza. Non sono islamofobo. Rispetto l'Islam e distinguo il problema dell'imigrazione da quello religioso. Da un punto di vista della religiosità e della religione MAI STATO monoteista. Dopo di che ritengo legittima la guerra di resistenza intrapresa dall'Islam contro l'Occidente americanocentrico. È l'Occidente che ha dichiarato guerra all'Islam e non viceversa. Usando una terminologia in uso qui dentro potrei dire che sono "pagano" (anche se la cosa mi fa sorridere!) ma vanto amicizie forti e consolidate con cattolici intransigenti e con musulmani che qui (in questo forun) sono stati trattati male anche sul piano personale. Uno di questi musulmani, tra l'altro, ha fatto cose per me che credo ben pochi camerati avrebbero fatto. Ho salutato positivamente fin da subito la Rivoluzione iraniana e a tutt'oggi dissento dalle valutazioni che per esempio fa il mio amico e camerata Gabriele Adinolfi. Si possono anche avere opinioni diverse, fare diverse valutazioni e persino appartenere a religioni diverse. Oggi come oggi per me resta centrale LA QUESTIONE ETICA. Ma questo è un'altro argomento.
    Se si considera che è in atto una guerra planetaria, una mondializzazione dei valori mondialisti e americanocentrici, di certo la componente islamica combattente rappresenta un fronte di resistenza. Dopo di che, la loro visione del mondo non coincide con la mia, come credo non coincidesse la concezione shintoista o Zen dei camerati giapponesi con quella dei camerati tedeschi e italiani. Chi sta combattendo oggi con il sangue contro l'oro? Chi sta facendo la storia? Chi denuncia il pericolo sionista, lo strapotere USA?... Ci sono dati oggettivi. E con ciò io non intendo assolutamente sottoscrivere certe forme di lotta come lo stragismo indiscriminato contro i civili. Non ci sarebbe neppure bisogno di dirlo se oggi non stessimo vivendo una situazione allucinante. Quindi tanto vale specificarlo.
    D'accordo al 100%.

  8. #38
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    Predefinito Testi Della Tua Formazione

    Maurizio, perche' non ci posti in sequenza il tuo elenco di testi letterari (editi da Orion e non solo)che ti hanno formato politicamente? Voglio seguire con attenzione la tua formazione visto che sono anche io un evoliano. Ci tengo.

    ps. un consiglio: perche' non traducete qualche opera del grandissimo Drieu La Rochelle visto che ce ne sono cosi' poche in Italia?
    WaLd

  9. #39
    -Uruz-
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli
    Da parte di Alessandra l'indicazione che ti serve.
    In alto i cuori

    La fonte per Léon Degrelle è:
    Louise Narvaez (duchesse de Valence), Degrelle m'a dit, Editions du Baucens, Bruxelles 1977 (non mi risultano traduzioni né integrali né parziali in italiano).
    Ringrazio entrambi.
    Le mie conoscenze del francese si fermano purtoppo alle reminiscenze della scuola media.. credendo nell'attendibilità della fonte non posso che rimanere spiacevolmente sorpreso, aihmè..

  10. #40
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    Caro Maurizio,

    non ho il libro di Graziani sottomano, ma tu stesso anticipi che non si tratta di un documento degli anni ’50.
    Si intende, infatti, che Clemente Graziani (sicuramente uno degli uomini più lucidi della ‘migliore gioventu’) opera una sintetica ricostruzione . Si tenga presente che il termine ‘radicale’ aveva poi effettivamente attecchito in alcuni ambiti, ed essendo stato accettato, non mi sembra strano che si sia dilatato rispetto alla sua connotazione originale. Quindi, nelle ricostruzioni diventa “radicale” la maggior parte del percorso politico della Destra non missina (a partire da quella che si era allontanata dal MSI nei primi anni ‘50)

    Qui, poi, quindi, si è costretti – e forse Tu chiedevi proprio questo – ad entrare nel contenuto, ponendosi il quesito: era la destra non missina degli anni ’50 una Destra radicale, anche se non aveva dato a se stessa questa denominazione?

    Secondo me, l’immissione, da parte di Freda, della categoria politica di Destra radicale nel contesto politico dei primi anni ’60 (direi, ’61: recensione del libro di Evola “Cavalcare la tigre”; ’64: Manifesto dell’ARGO), rappresenta proprio una ‘nuova strada’ rispetto a quella percorsa dagli uomini del Centro Studi Ordine Nuovo. Non a caso la base di partenza del discorso di Freda è il libro evoliano "Cavalcare la tigre", che, appena pubblicato, aveva goduto di pochissima considerazione nell’ambito degli ambienti di Destra; e, quando letto, divenne, poi, bandiera di coloro che attraverso una lettura soggettiva del termine ‘apolitìa’, intendevano proporre una ritirata nel ‘foro interiore’. Ordine Nuovo, in quegli anni, guardava con maggiore attenzione alle proposte contenute in un altro libro evoliano, precedente di alcuni anni: “Gli uomini e le rovine” (edizione dell’Ascia, 1953).

    Sinteticamente, a me sembra che le posizioni della destra ordinovista degli anni ’50 si pongano sulla strada di una ‘rivoluzione nazionale’ (accogliendo le argomentazioni evoliane del libro “Gli uomini e le rovine”); Il radicalismo di destra di Freda, introduce, invece, non solo una terminologia - 'radicalismo di destra' -, ma apre la strada al nichilismo politico (sul sito delle Ar, compare un breve scritto sul nichilismo politico). Il nichilismo politico (il contenuto della lettura di Freda del libro “Cavalcare la tigre”) allora, diventa il vero spartiacque, che allontana il discorso ufficiale del primo ON dalle tesi di Freda.

    Aggiungo che mi sembrano molto chiare, in proposito, le note di un comune amico, Francesco Ingravalle, contenute nella sua introduzione all’ultima edizione della “Disintegrazione del sistema”.

    Un saluto
    pc

 

 
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