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  1. #61
    Intellettuale
    Ospite

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    Quando le Edizioni Barbarossa videro la luce (se è di questo che parla perchè con questo linguaggio allusivo e contorto che vorrebbe imitare quello di Freda e alla fine ne fa la parodia è difficile capire cosa vuole sapere da me) Freda era espatriato... Freda sa cosa io feci a proposito del tentativo di un suo ex collaboratore amico che tentò la "scalata" alle edizioni...
    Maurizio potresti chiarire meglio - a me e a chi interessa - quale fu il rapporto tra le edizioni Barbarossa e le edizioni di Ar negli anni 80?

  2. #62
    Voce controvent
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Non essendo io cattolico ho una diversa concezione della Tradizione. Ciò non mi impedisce di avere buoni rapporti con alcuni cattolici. E non ho mai avuto problemi ad ospitare in "Orion" articoli da loro scritti.
    "Orion" non è una rivista dottrinaria, ma una rivista che riflette come uno specchio la realtà di un "ambiente". Per certi versi è una sorta di rotocalco dove però, attraverso la linea redazionale che fa riferimento alla mia persona, quando è il caso, si indica una linea. Più volte ho dato l'immagine di una sorta di carta geografica: "Orion" indica dove e come stanno le cose, poi il lettore si ORIENTA da sé in base alla propria natura ed equazione.
    Se un cattolico avesse inviato in redazione un articolo sensato in risposta a quello di Boco, quell'articolo sarebbe stato pubblicato senza problemi. Poi magari io avrei detto la mia.
    Ti ringrazio per la risposta Maurizio. Vorrei precisare che la mia non era una critica alla tua "veste" editoriale ma semplicemente un desiderio di precisazione.

  3. #63
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Intellettuale Visualizza Messaggio
    Maurizio potresti chiarire meglio - a me e a chi interessa - quale fu il rapporto tra le edizioni Barbarossa e le edizioni di Ar negli anni 80?
    Guarda, rispondo a te e anche ad alcune considerazioni e allusioni della Signora. Non perché ci tenga a risponderle, ma perché dal momento che butta in piazza alcune questioni, evidentemente sobillata da qualcuno che ne sa quanto lei delle storie che mi riguardano, è forse meglio chiarire: anche se preferirei che a richiamarla all'ordine fosse/ro colui/coloro a cui continua a far riferimento. Comunque per me non ci sono problemi. Per due ordini di ragioni. La mia personale insegna porta molte decorazioni di cui vado fiero. Quelle di cui sono ancora più fiero sono quelle nascoste, ai più ignote. Sta a coloro che ne beneficiano, se credono opportuno, dare spiegazioni a questa signora che, evidentemente, dopo il 3/9/06, quando ha così salutato il mio ingresso nel forum,


    Desidero salutarLa con un aneddoto personale. Quando mio nonno combatteva, con i vincitori, nella brigata partigiana Garibaldi, il suo nome di battaglia era "Barbarossa". Che il nesso sia troppo debole per farci... parenti d'anima?


    è scesa in qualche fogna a far visita a qualche topo che la sta imbeccando. Non so quale sia la ragione e quale l'obiettivo. Ho seguito alcune discussioni in cui eri presente anche tu e ho visto la degenerazione: lei a far la saccente e tu e altri darsi alla goliardia. Pare che la cosa le abbia dato alla testa, facendone – credo – un caso psichiatrico. Quindi faccia quel che vuole, mandando a memoria il fatto che prima o poi i “tragicatori” vengono chiamati a render conto del loro operato.


    Allora, tornando alla tua domanda. Le Edizioni Barbarossa nascono quando l'Editore è espatriato in Sud America. Non nascono ovviamente per sostituirle. A quel tempo, anzi, io opero per salvare le Edizioni di Ar da uno scippo su precise indicazioni dell'Editore. Poi, quando l'Editore rientra, oltre a ricevere i suoi ringraziamenti, ricevo anche un piano editoriale per le Barbarossa. Di quel piano editoriale poi non se ne è potuto fare gran cosa perché nel frattempo vengo coinvolto a causa di Quex nell'inchiesta di Bologna e comincio ad essere sballottato da un carcere all'altro. Ma un libro viene pubblicato. Si tratta di “Il processo Brasillach” la cui traduzione è stata effettuata nel 1983 dall'Editore stesso. Nel colophon c'è scritto: “La traduzione è stata curata dal Gruppo di Ar”.


    Non metto qui in piazza alcuni problemi insorti nelle patrie galere che coinvolsero l'Editore, né quale fu il mio ruolo nel “parare i colpi” intervenendo presso alcuni esuberanti neodetenuti. Nell'estate del 1985 ci siamo visti nei dintorni di Taranto e ci siamo detti quel che ci dovevamo dire. La Valerio può farsi raccontare dall'interessato quanto mi disse.


    Negli anni successivi, fino intorno al 1990 i rapporti sono stati rilassati ma non più di mia stretta collaborazione con le di Ar. Intorno al 1990, dopo un periodo di gestazione, io e altri camerati ci apprestavamo a lanciare il FEL, un movimento politico. Telefonai all'Editore chiedendo se era interessato. Mi rispose che lui da quel punto di vista si considerava “in sonno”. Le cose procedettero. Due giorni prima del convegno di Monza, in cui si sarebbe dovuto presentare il FEL, arrivò da me una persona che mi disse che, dopo l'avvento di Rauti alla segreteria del MSI, l'Editore ritornava in campo e io dovevo sospendere tutto. Risposi che non se ne parlava nemmeno e procedetti al convegno invitando a presiederlo due dei più stretti amici e camerati di lunga data: Aldo Gaiba e Luigi Roberti. Ci sono le foto e le relazioni registrate.
    Poi fu fondato il Fronte Nazionale, al quale il mio amico fraterno e camerata Cesare Ferri (poi vice- reggente del Fronte) mi chiese di aderire. IO rifiutai. Tanto Cesare, che Aldo, che Luigi e tante altre persone erano dispiaciute del gelo calato tra me e l'Editore. Dopo un po' di tempo tentarono di loro iniziativa una riconciliazione. Mi chiesero di andare a Ferrara dove loro avrebbero fatto da intermediari... affinché riprendessimo a parlarci. Io, Marco Battarra, Alessandra Colla e Omar Vecchio andammo a Ferrara. L'Editore non mi degnò di alcuna attenzione e mi tenne alla larga: Rientrai a Milano senza alcun tipo di rancore. Continuai i miei ottimi rapporti con la gran parte degli aderenti al FN senza rinunciare alla mia critica nel merito del progetto politico. Intervenne la Magistratura contro il FN. A quel punto, come sempre, come ancora oggi – immaginasse la Signora in questione! - in silenzio e senza luci della ribalta ho fatto il mio dovere. Mi sono poi rivisto con l'Editore mi pare a Verona, o Treviso, o Ferrara... non ricordo. Si teneva la difesa del Fronte Nazionale con l'intervento di Taormina e l'avvocato Biondi. In quella circostanza ero stato espressamente invitato. E come sempre, nel mio modo di essere, senza pensarci due volte e senza sorta di rancore mi sono presentato. Alla fine della manifestazione sono stato invitato dall'Editore con i suoi più fedeli collaboratori e membri del Sodalizio di Ar a cena. Della conversazione avuta la Signora può chiedere ragguagli agli interessati. Credo sia stata l'ultima volta che ho visto l'Editore. Io ho continuato per la mia strada, diffondo e sostengo le Edizioni di Ar. Questa per sommi capi la storia mia personale con l'Editore e le di Ar dal 1980 in qua. La mia conoscenza con l'Editore risale al 1973 al momento del mio ingresso in carcere. Ho più volte pubblicamente riconosciuto che è a partire da quell'incontro che comincia la mia formazione, la scoperta del vero Evola.
    Tutto questo poteva interessare qui dentro? Non lo so. Ma non capisco cosa stia succedendo e per quale ragione la Signora abbia indossato le vesti della sguattera di terz'ordine contro di me.
    Circa le altre allusioni, non c'è nulla che io abbia da nascondere. Può buttare in piazza tutti i pettegolezzi che vuole. Da me non riceverà ritorsioni. Semplicemente dovrà documentare e a quel punto mi aspetto l'intervento dei miei camerati. Perché nulla può essere trasformato in fatto personale... Mi sono astenuto dal dare risposte alle canaglie che mi avevano attaccato o mancato di rispetto dal punto di vista personale per cose molto più gravi che non per quello che dice o può dire la Signora, che molto probabilmente sta sbagliando a pieno le sue valutazioni e le conseguenze del suo agire.
    Un'ultima cosa: dove io sto “arringando la folla del POL”? C'è qualcuno che me lo può spiegare? Argomentare e diffondere tesi è l'equivalente dell'arringare? Se questa è la percezione che si ha di me, non c'è problema, tolgo subito il disturbo. Basta dirlo.

  4. #64
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Guarda, rispondo a te e anche ad alcune considerazioni e allusioni della Signora. Non perché ci tenga a risponderle, ma perché dal momento che butta in piazza alcune questioni, evidentemente sobillata da qualcuno che ne sa quanto lei delle storie che mi riguardano, è forse meglio chiarire: anche se preferirei che a richiamarla all'ordine fosse/ro colui/coloro a cui continua a far riferimento. Comunque per me non ci sono problemi. Per due ordini di ragioni. La mia personale insegna porta molte decorazioni di cui vado fiero. Quelle di cui sono ancora più fiero sono quelle nascoste, ai più ignote. Sta a coloro che ne beneficiano, se credono opportuno, dare spiegazioni a questa signora che, evidentemente, dopo il 3/9/06, quando ha così salutato il mio ingresso nel forum,


    Desidero salutarLa con un aneddoto personale. Quando mio nonno combatteva, con i vincitori, nella brigata partigiana Garibaldi, il suo nome di battaglia era "Barbarossa". Che il nesso sia troppo debole per farci... parenti d'anima?


    è scesa in qualche fogna a far visita a qualche topo che la sta imbeccando. Non so quale sia la ragione e quale l'obiettivo. Ho seguito alcune discussioni in cui eri presente anche tu e ho visto la degenerazione: lei a far la saccente e tu e altri darsi alla goliardia. Pare che la cosa le abbia dato alla testa, facendone ? credo ? un caso psichiatrico. Quindi faccia quel che vuole, mandando a memoria il fatto che prima o poi i ?tragicatori? vengono chiamati a render conto del loro operato.


    Allora, tornando alla tua domanda. Le Edizioni Barbarossa nascono quando l'Editore è espatriato in Sud America. Non nascono ovviamente per sostituirle. A quel tempo, anzi, io opero per salvare le Edizioni di Ar da uno scippo su precise indicazioni dell'Editore. Poi, quando l'Editore rientra, oltre a ricevere i suoi ringraziamenti, ricevo anche un piano editoriale per le Barbarossa. Di quel piano editoriale poi non se ne è potuto fare gran cosa perché nel frattempo vengo coinvolto a causa di Quex nell'inchiesta di Bologna e comincio ad essere sballottato da un carcere all'altro. Ma un libro viene pubblicato. Si tratta di ?Il processo Brasillach? la cui traduzione è stata effettuata nel 1983 dall'Editore stesso. Nel colophon c'è scritto: ?La traduzione è stata curata dal Gruppo di Ar?.


    Non metto qui in piazza alcuni problemi insorti nelle patrie galere che coinvolsero l'Editore, né quale fu il mio ruolo nel ?parare i colpi? intervenendo presso alcuni esuberanti neodetenuti. Nell'estate del 1985 ci siamo visti nei dintorni di Taranto e ci siamo detti quel che ci dovevamo dire. La Valerio può farsi raccontare dall'interessato quanto mi disse.


    Negli anni successivi, fino intorno al 1990 i rapporti sono stati rilassati ma non più di mia stretta collaborazione con le di Ar. Intorno al 1990, dopo un periodo di gestazione, io e altri camerati ci apprestavamo a lanciare il FEL, un movimento politico. Telefonai all'Editore chiedendo se era interessato. Mi rispose che lui da quel punto di vista si considerava ?in sonno?. Le cose procedettero. Due giorni prima del convegno di Monza, in cui si sarebbe dovuto presentare il FEL, arrivò da me una persona che mi disse che, dopo l'avvento di Rauti alla segreteria del MSI, l'Editore ritornava in campo e io dovevo sospendere tutto. Risposi che non se ne parlava nemmeno e procedetti al convegno invitando a presiederlo due dei più stretti amici e camerati di lunga data: Aldo Gaiba e Luigi Roberti. Ci sono le foto e le relazioni registrate.
    Poi fu fondato il Fronte Nazionale, al quale il mio amico fraterno e camerata Cesare Ferri (poi vice- reggente del Fronte) mi chiese di aderire. IO rifiutai. Tanto Cesare, che Aldo, che Luigi e tante altre persone erano dispiaciute del gelo calato tra me e l'Editore. Dopo un po' di tempo tentarono di loro iniziativa una riconciliazione. Mi chiesero di andare a Ferrara dove loro avrebbero fatto da intermediari... affinché riprendessimo a parlarci. Io, Marco Battarra, Alessandra Colla e Omar Vecchio andammo a Ferrara. L'Editore non mi degnò di alcuna attenzione e mi tenne alla larga: Rientrai a Milano senza alcun tipo di rancore. Continuai i miei ottimi rapporti con la gran parte degli aderenti al FN senza rinunciare alla mia critica nel merito del progetto politico. Intervenne la Magistratura contro il FN. A quel punto, come sempre, come ancora oggi ? immaginasse la Signora in questione! - in silenzio e senza luci della ribalta ho fatto il mio dovere. Mi sono poi rivisto con l'Editore mi pare a Verona, o Treviso, o Ferrara... non ricordo. Si teneva la difesa del Fronte Nazionale con l'intervento di Taormina e l'avvocato Biondi. In quella circostanza ero stato espressamente invitato. E come sempre, nel mio modo di essere, senza pensarci due volte e senza sorta di rancore mi sono presentato. Alla fine della manifestazione sono stato invitato dall'Editore con i suoi più fedeli collaboratori e membri del Sodalizio di Ar a cena. Della conversazione avuta la Signora può chiedere ragguagli agli interessati. Credo sia stata l'ultima volta che ho visto l'Editore. Io ho continuato per la mia strada, diffondo e sostengo le Edizioni di Ar. Questa per sommi capi la storia mia personale con l'Editore e le di Ar dal 1980 in qua. La mia conoscenza con l'Editore risale al 1973 al momento del mio ingresso in carcere. Ho più volte pubblicamente riconosciuto che è a partire da quell'incontro che comincia la mia formazione, la scoperta del vero Evola.
    Tutto questo poteva interessare qui dentro? Non lo so. Ma non capisco cosa stia succedendo e per quale ragione la Signora abbia indossato le vesti della sguattera di terz'ordine contro di me.
    Circa le altre allusioni, non c'è nulla che io abbia da nascondere. Può buttare in piazza tutti i pettegolezzi che vuole. Da me non riceverà ritorsioni. Semplicemente dovrà documentare e a quel punto mi aspetto l'intervento dei miei camerati. Perché nulla può essere trasformato in fatto personale... Mi sono astenuto dal dare risposte alle canaglie che mi avevano attaccato o mancato di rispetto dal punto di vista personale per cose molto più gravi che non per quello che dice o può dire la Signora, che molto probabilmente sta sbagliando a pieno le sue valutazioni e le conseguenze del suo agire.
    Un'ultima cosa: dove io sto ?arringando la folla del POL?? C'è qualcuno che me lo può spiegare? Argomentare e diffondere tesi è l'equivalente dell'arringare? Se questa è la percezione che si ha di me, non c'è problema, tolgo subito il disturbo. Basta dirlo.
    Murelli, che succede? Papà (d'anima) non ti ha sostenuto a dovere prendendomi per il delicato lobo dell'orecchio?

    La radice (il radicale...) della questione è una sola, signor Murelli: quando scaturì la SEB non c'era bisogno della serie B delle Edizioni di Ar, ma di uomini che incarnassero le numerose belle parole (gerarchia, ranghi, fedeltà) di cui ornavano, e ornano, i loro scritti e discorsi. Su questo punto la risposta è data. La danno i fatti. Io mi permetto di ricordarla - tra l'una e l'altra delle Sue affettate omelie - ai numerosi ignari (e, per understatement, chiamo tutto ciò pettegolezzo).

    P.S."FEL" non starà mica per... "fell..."? (Non si adiri: come Lei ha notato è... deformazione professionale)

    P.P.S.Ancora un'aggiunta: che il Fronte Nazionale di Freda volesse compensare il 'ritorno di fiamma' di Rauti è la cosa più inesatta e superficiale che un 'editore d'area' potesse dire. Il FN nacque dall'accoramento dell'Editore di fronte al profilarsi della "società multirazziale": per scongiurare, con più di un decennio d'anticipo, lo sfiguramento etnico attuale.

  5. #65
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito Chi è Anna K. Valerio ?

    Maurizio o chi può farlo meglio, potrebbe spiegare a me e a quelli che come me ancora non lo sanno:

    chi è la sig.ra Anna K. Valerio ?

    da dove viene ?

    cosa vuole ? visto che, la vedo da qualche tempo impegnatissima in questo forum.

    dove vuole andare e chi e cosa rappresenta in questo mondo ?


    Uno dei ns drammi, è quello di accreditare presso i giovani, con la scusa della "cultura", personaggi che nulla hanno a che fare con noi.
    Che poi nel tempo, come spesso si è dimostrato, producono enormi e spesso insanabili danni.

  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da natoW Visualizza Messaggio
    Maurizio o chi può farlo meglio, potrebbe spiegare a me e a quelli che come me ancora non lo sanno:

    chi è la sig.ra Anna K. Valerio ?

    da dove viene ?

    cosa vuole ? visto che, la vedo da qualche tempo impegnatissima in questo forum.

    dove vuole andare e chi e cosa rappresenta in questo mondo ?


    Uno dei ns drammi, è quello di accreditare presso i giovani, con la scusa della "cultura", personaggi che nulla hanno a che fare con noi.
    Che poi nel tempo, come spesso si è dimostrato, producono enormi e spesso insanabili danni.
    www.edizionidiar.com e lo può agilmente scoprire.

  7. #67
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da natoW Visualizza Messaggio
    Maurizio o chi può farlo meglio, potrebbe spiegare a me e a quelli che come me ancora non lo sanno:

    chi è la sig.ra Anna K. Valerio ?

    da dove viene ?

    cosa vuole ? visto che, la vedo da qualche tempo impegnatissima in questo forum.

    dove vuole andare e chi e cosa rappresenta in questo mondo ?


    Uno dei ns drammi, è quello di accreditare presso i giovani, con la scusa della "cultura", personaggi che nulla hanno a che fare con noi.
    Che poi nel tempo, come spesso si è dimostrato, producono enormi e spesso insanabili danni.
    Sinceramente io non so perché la Signora mi ha preso di punta. E non riesco a capire le sue allusioni. In tutta evidenza parla di cose di cui non sa... E magari pretende che a lei si diano spiegazioni o si dica quel che ad altri è taciuto, per discrezione o per dovere. Non so proprio cosa le è preso e perché. Una cosa è certa: "Chi semina vento raccoglie tempesta" e al momento la signora non ha neppure la più lontana idea del grosso errore a cui è stata indotta nè quel che le costerà. [Ovviamente, per i cretini: non è una minaccia fisica o cose del genere... Semplicemente, se mai è stata quotata sul piano etico, prima che culturale; ora finirà nei luoghi che le competono con i suoi simili... l'ho già detto altre volte: io ho il passo del maratoneta, non quello del centometrista e di "cadaveri", stando sulla riva del fiume ne ho visti passare molti].
    A poposito, Nato W, il tuo ex Comandante l'ha assunto la SEB per tenerlo fuori dal "gabbio". Secondo tè dovrei dire alla Signora chi è il comandante in questione? Dovrei ancora dare spiegazioni su cosa serve la Barbarossa? Stammi bene e in Alto i cuori!

  8. #68
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Citazione Originariamente Scritto da Anna K. Valerio Visualizza Messaggio
    www.edizionidiar.com e lo può agilmente scoprire.



    Una scrittrice rappresentante delle edizioni di Ar ?

    Colgo l'occasione per chiederle, se le è possibile, di intervenire presso la sua casa editrice e di farci sapere se la stessa è disponibile a fornire gratuitamente libri d'interesse a tutti coloro che ne fanno richiesta e semmai sempre se vorrà, potrebbe anche chiedere come vengono utilizzati i ricavi editoriali e quanto di essi sono messi a disposizione della lotta antisistema per la salvaguardia del ns popolo ?

    Attendo sempre risposta, da Maurizio o da altri, sulla domanda del 3d precedente.

  9. #69
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Sinceramente io non so perché la Signora mi ha preso di punta. E non riesco a capire le sue allusioni. In tutta evidenza parla di cose di cui non sa... E magari pretende che a lei si diano spiegazioni o si dica quel che ad altri è taciuto, per discrezione o per dovere. Non so proprio cosa le è preso e perché. Una cosa è certa: "Chi semina vento raccoglie tempesta" e al momento la signora non ha neppure la più lontana idea del grosso errore a cui è stata indotta nè quel che le costerà. [Ovviamente, per i cretini: non è una minaccia fisica o cose del genere... Semplicemente, se mai è stata quotata sul piano etico, prima che culturale; ora finirà nei luoghi che le competono con i suoi simili... l'ho già detto altre volte: io ho il passo del maratoneta, non quello del centometrista e di "cadaveri", stando sulla riva del fiume ne ho visti passare molti].
    A poposito, Nato W, il tuo ex Comandante l'ha assunto la SEB per tenerlo fuori dal "gabbio". Secondo tè dovrei dire alla Signora chi è il comandante in questione? Dovrei ancora dare spiegazioni su cosa serve la Barbarossa? Stammi bene e in Alto i cuori!




    natow non iniziamo eh ! E poi un'islamista come Te Maurizio come non ha letto wotan ?

    Felice di quanto mi dici, saluto legionario a lui e al ternano.

  10. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Sinceramente io non so perché la Signora mi ha preso di punta. E non riesco a capire le sue allusioni. In tutta evidenza parla di cose di cui non sa... E magari pretende che a lei si diano spiegazioni o si dica quel che ad altri è taciuto, per discrezione o per dovere. Non so proprio cosa le è preso e perché. Una cosa è certa: "Chi semina vento raccoglie tempesta" e al momento la signora non ha neppure la più lontana idea del grosso errore a cui è stata indotta nè quel che le costerà. [Ovviamente, per i cretini: non è una minaccia fisica o cose del genere... Semplicemente, se mai è stata quotata sul piano etico, prima che culturale; ora finirà nei luoghi che le competono con i suoi simili... l'ho già detto altre volte: io ho il passo del maratoneta, non quello del centometrista e di "cadaveri", stando sulla riva del fiume ne ho visti passare molti].
    A poposito, Nato W, il tuo ex Comandante l'ha assunto la SEB per tenerlo fuori dal "gabbio". Secondo tè dovrei dire alla Signora chi è il comandante in questione? Dovrei ancora dare spiegazioni su cosa serve la Barbarossa? Stammi bene e in Alto i cuori!
    Il passo del maratoneta per fare il girotondo (intorno al proprio ego) non serve granché, Murelli. E per onorare l'Idea può bastare anche solo una confidenza con l'eccellenza che duri un istante.

    Il luogo dove mi colloca Lei - e chi è come Lei - non ha francamente paragone rispetto al luogo dove colloco io - e chi è come me - Lei: il nulla. Infatti la mia intenzione originaria era quella di non darLe confidenza. Ma i Suoi ostinati toni da prete falsante mi hanno tratta all'agone.

    P.S.La Signora sa molto bene a quale Comandante si alluda.

 

 
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