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Discussione: Coca e muratori

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da abu ital Visualizza Messaggio
    Nella mia città pippano tutti.
    E' una moda ormai: fior di pezzenti cò le pezze al culo, prendono 600 euro al mese e li spendono in cocaina.
    Grandi, grossi e coglioni: stanno a casa di mammà perchè non hanno i soldi x accollarsi un mutuo ma poi il sabato sera si mettono gli occhialoni di Dolce e Gabbana, si fanno qualche giro sù e giù x il corso con la mini-cooper comprata a rate e poi finiscono la serata a pippare coca prima nei bar e poi nelle cantine.
    Non pippano "x divertirsi" o perchè gli piace ma x semplice puro spirito di emulazione, per far parte del branco, perchè e figo ed è uno status symbol concesso ai poveracci che vogliono condividere i vizietti dei vippetti da strapazzo che vedono in televisione; però quando si svegliano, alle tre di pomeriggio coi sensi di colpa, l'angoscia e il terrore di incrociare i volti di mamma e papà, si guardano allo specchio e si rendono conto di quello che sono: dei falliti.
    Pippate, pippate ragazzi: a questa società marcia servite così!
    Sì, questo mi sembra un quadro reale e realistico anche delle altre città italiane, più o meno grandi.

    Ora, il problema è che, non avendo accesso agli organi di informazione di massa, se non internet, non riusciamo a trovare il modo di dialogare coi giovani, lasciando il ruolo educativo alle strutture ecclesiastiche, che insenano solo la "morale" e non l'etica. I ragazzi che crescono in queste strutture ecclesiastiche si salvano dagli ambienti di strada, è vero, ma poi vivono nella bambagia, finché non si scontrano con le scuole pubbliche e quelli che sono più "svegli" di loro...è un grosso problema, compagni, perché uno Stato che non sa insegnare i valori della socialità, della comunicazione e della libertà ai propri figli, non ha alcun diritto di imporre le leggi...

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Questa notizia [...]. I motivi sono tanti ma a parer mio vanno tutti ricercati nell'ambito in un vuoto sostanziale sia culturale che etico per cui come direbbe Marcel "assistiamo oggi al culto del negativo e dell'assurdo".
    Concordo in pieno, ma, finché non riusciremo ad avere accesso ai mass media (gramscianamente...), che facciamo? Come salviamo i nostri figli da questo mondo degenerato?

    Sono daccordo con chi sostiene che quest'uso della cocaina presso quelle classi lavorative che una volta venivano definite come subalterne sia dovuto anche all'enorme carico di lavoro per cui l'uso di sostanze eccitanti a volte più che un lusso ed una trasgressione divengono una necessità per non sentirsi nella perenne condizione di zombie che lavora.
    ...e pure questo, ahinoi, è vero e dobbiamo tenerne conto. Del resto, la società ipercapitalista e liberista del ciclo pseudo-vitale del "compra-consuma-crepa" vuole proprio questo: devi lavorare come un matto per pagare le rate di tutti i tuoi presunti beni necessari, devi vedere le partite alla tv, devi avere un mutuo, devi fare i "buffi", devi vivere veloce, devi consumare le peggio schifezze, non devi leggere, etc...una vita di merda!

    E' però anche vero che queste tipologie di lavori (come i muratori o gli idraulici o in genere numerosi lavori di tipo manuale e di fatica fisica) comportano retribuzioni alte e sostanziose. La conseguenza è immeditata a questo punto. Date ad un ragazzo tra i diciotto ed i trent'anni che fa questo tipo di lavori uno stipendio che si aggira sui duemila euro e che magari vive ancora a casa e questo si ritroverà con una barca di soldi in una società estremamente consumistica senza avere però gli strumenti per capirla e per difendersi da essa.
    Bravo Sandinista, su questo non avevo riflettuto...Spesso tendiamo a sottovalutare che il lavoro manuale è maggiormente retribuito rispetto a quello intellettuale (gli insegnanti...)... Bisogna rifletere anche su questo...

    Si potrebbe dire che la concezione occidentale dell'uso della droga è uno strumento stesso del capitalismo per il controllo delle masse. Almeno è così che la penso io.
    Siamo d'accordissimo! Non a caso le generazioni rivoluzionarie di certa sinistra radicale sono state tutte fregate in questo modo...spinello alla mano e via libera ai vari politicanti che li hanno sviati dalle battaglie più importanti (200000 mila in piazza per la cannabis, 2000 contro la guerra imperialista...).

    E pensare che in altre culture ha addirittura un ruolo sacro e di profondo contatto con la natura, l'ambiente e la cultura.
    ...già...

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Ci risiamo...vedi, è proprio qui il problema, la generalizzazione. Non credere che sia questo il problema, perché tu parli del singolo. Il problema è il sistema di valori trasmesso dai media, secondo me. Se fossimo tirati su con programmi educativi e di un buon valore culturale, vedresti come cambierebbe tutto. Come dice sempre il compagno Muntzer, sono i 20 anni di televisione berlusconiana (americanizzante) ad aver rovinato due generazioni... Dobbiamo lavorare per far crescere nelle nuove generazioni la coscienza politica, al di là delle scelte personali. Poi, mi parli di materialismo...dipende cosa intendi. Ci sono tanti compagni materialisti che sono molto più stimabili di tanti tuoi sodali "spiritualisti", credimi...
    La diffusione della cocaina deve fare riflettere soprattutto considerando gli ambiti sociali nei quali il suo consumo è divenuto di massa : mi riferisco alle borgate romane, così come alle banlieus parigine e ai ghetti americani . Insomma la coca non è più una droga da 'ricchi', o meglio lo è ancora ma non solo. Ed allora entra certamente in gioco il modello culturale, un modello che ha sostiutito il concetto di "salute" con quello di "fitness", dello "stare in forma", della "performance".

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da alfredoibba Visualizza Messaggio
    non c'è neanche ribellione, ma un desiderio di inserirsi, cioè una trasgressione non finalizzata alla ribellione al sistema di valori, bensì all'integrazione completa in esso.
    Ecco, questa mi sembra una cosa aberrante...eppure, spesso, è proprio così. Bisogna fare ciò che fanno gli altri per integrarsi... Ma, allora, i giovani hanno bisogno del rapporto comunitario... Sta a noi lavorare affinché questa integrazione avvenga in un contesto di politicizzazione e, quindi, per ritornare alla tanto agognata Agorà...

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    La diffusione della cocaina deve fare riflettere soprattutto considerando gli ambiti sociali nei quali il suo consumo è divenuto di massa : mi riferisco alle borgate romane, così come alle banlieus parigine e ai ghetti americani . Insomma la coca non è più una droga da 'ricchi', o meglio lo è ancora ma non solo. Ed allora entra certamente in gioco il modello culturale, un modello che ha sostiutito il concetto di "salute" con quello di "fitness", dello "stare in forma", della "performance".
    Sono d'accordissimo, ma, a questo punto, chiediamoci che cosa possiamo fare nel concreto per salvare il culo a questi giovani...

    Allìinterno di una teoria e di una prassi rivoluzionaria, come possiamo riportare i giovani verso l'Agorà? Io penso a qualcosa in particolare, ma vorrei sapere cosa ne pensate voi...

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da BellaCiao Visualizza Messaggio
    Giustissimo Alfredoibba. Voglia di inserimento in un mondo a cui "conviene" far parte, per essere accettati e considerati "vincenti" senza altro valore se non quello contenuto nel portafoglio. Dice bene allora AbuItal...il problema sta nel nostro mondo che strumentalizza sotto l'egida del capitalismo. Giusto quando dice che l'Occidente è marcio dentro...
    La radicazione di laici valori giusti e di sani principi morali, scevri di fallacie naturalistiche impregnate di cattolicesimo, allora deve essere quello che dobbiamo trasmettere a ogni giovane con cui si possa avere a che fare.
    Dobbiamo diventare -come amo dire io- un "villaggio educante" dove tutti insegnano, consapevoli e responsabili nel farlo e dove tutte le differenze siano valorizzate e rispettate, senza pretesa di uniformazione (alias in macro=globalizzazione).
    Ottimo! Ma pensiamo un attimo a chi sono gli educatori scolastici oggi... I figli di quel '68 che ha frantumato i sogni rivoluzionari... E allora? Che fare?
    Secondo me c'è bisogno di studiare a fondo il sistema scolastico fin dalla tenera età e proporre un nuovo sistema di sviluppo della coscienza politica (ne lsuo senso originario) e civile... Dobbiamo insegnare ai nostri figli la socialità, la solidarietà...il Comunitarismo...

    A questo punto, costruendo un movimento di ispirazione comunitarista, dobbiamo porci l'obbiettivo di raggiungere i giovani fin dalle scuole medie, per poter incidere minimamente nella società... I miei colleghi universitari già sono rimbecilliti, ma anche i nostri studenti delle medie e delle superiori non sono riformabili, tranne alcuni...

    Anche questo ritengo sia un punto fondamentale del sentirsi Comunitaristi, nel senso genuino del termine "volontà di fare comunità".
    Perfetto.

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Ecco, questa mi sembra una cosa aberrante...eppure, spesso, è proprio così. Bisogna fare ciò che fanno gli altri per integrarsi... Ma, allora, i giovani hanno bisogno del rapporto comunitario... Sta a noi lavorare affinché questa integrazione avvenga in un contesto di politicizzazione e, quindi, per ritornare alla tanto agognata Agorà...
    Non è assolutamente 'colpa' dei giovani - e sei d' accordo con me - ne abbiamo parlato a lungo ; ci sono condizioni oggettive che sono assai difficilmente sormontabili. Il "conflitto" per generarsi ha bisogno di una base di "sicurezza" - sicurezza di sè, negli altri, nelle 'istituzioni',- la situazione esistenziale dei ragazzi oggi, certamente, non alimenta in nessuna maniera questa sicurezza; anzi le nuove generazioni sperimentano una "insicurezza radicale" di natura del tutto inedita.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Skarm Visualizza Messaggio
    Non direi...se è da dare retta a quanto si dice che facciano a gara a spompinare più sconosciuti possibili in discoteca, non ci sarebbe da sorprendersi...quando sono puttane sono puttane...c'è poco da fare.

    Peraltro anni fa si era accennato anche in tv a stò fenomeno...poi è ritornato il silenzio...
    No, caro Skarm, non sono d'accordo. Non ci sono ragazze che nascono puttane ed altre no: è un fattore culturale quello che le porta a buttarsi via in quel modo. Però, c'è da dire che se le ragazze vengono su a questo modo, i ragazzi non sono da meno. Quanti si fregiano dei titoli da "scopatori" perché vanno con tante ragazze diverse?! Non possiamo sottovalutare questo. Se lo fanno le donne son puttane e se lo fanno gli uomini sono "latin lover"? No, per me si buttano via entrambe...

    Lo fanno perchè, basilarmente, sono delle puttane e comportarsi da zoccola viene equiparato ad essere "libera" in questa società...in situazioni di quel tipo (di certo non disperate) una ragazza perbene non lo farebbe...
    Mi sembra un discorso moralista... Chi è la "ragazza perbene"?! Non pensi che siano i genitori, gli insegnanti ed il sistema massmediatico a creare questi mostri? E poi, "puttane"...ci andrei piano...che è una questione genetica, scusa?!

    Le famiglie sono normalmente composte da gente che si vota la classe politica che abbiamo...è gente che normalmente non sa fare la "O" col bicchiere...farsi domande così "evolute" è al di fuori della loro portata...
    D'accordo. Ma, allora, che facciamo? Critichiamo o ci muoviamo per cambiare le cose?

    P.S.: A voler fare una analisi un pò meno "terra terra" potremmo dire che simili soggetti reputano più importante un senso di "appartenenza" che non la propria dignità...anche perchè in una società dove nessuno ha più il coraggio di dare apertamente della "puttana" o del "pervertito" a chicchessia il concetto di "dignità" è del tutto cancellato...
    Non credo che sia questo il discrimine o, alemno, non lo è per me. Non è nell'insultare l'altro che trovo la dignità, ma solo nel dare l'esempio opposto, se vogliamo virtuoso...

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    Non è assolutamente 'colpa' dei giovani - e sei d' accordo con me - ne abbiamo parlato a lungo ; ci sono condizioni oggettive che sono assai difficilmente sormontabili. Il "conflitto" per generarsi ha bisogno di una base di "sicurezza" - sicurezza di sè, negli altri, nelle 'istituzioni',- la situazione esistenziale dei ragazzi oggi, certamente, non alimenta in nessuna maniera questa sicurezza; anzi le nuove generazioni sperimentano una "insicurezza radicale" di natura del tutto inedita.
    Benissimo, ma, allora, che cosa possiamo fare noi oggi per cambiare le cose, oltre alle nostre stupende chiacchierate ed ai dibattiti forbiti e culturalmente avanzati?

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Per me la sessualità finchè rientra in canoni di non danneggiamento della dignità, della persona e della libertà altrui appartiene al piano strettamente personale e non è assolutamente influente.
    Ottimo, sottoscrivo.

    Altro discorso è se si affronta l'argomento partendo dalla concezione della sessualità (e non del sesso) che hanno molti giovani oggi, ovvero quella di un fenomeno aggregante e di inserimento nel cosiddetto "gruppo". Allora posso essere daccordo con te.
    ...e lì rientra il dramma esistenziale di chi non ha più certezze, come fa notare Leonida...

    Di certo trovo comunque che il discorso centrale della discussione (ovvero il ruolo odierno totalmente consumistico, capitalista e borghese della droga) sia molto più prioritario di quello intorno alla moralizzazione della sessualità.
    Potrebbero andare di pari passo, ma il fatto che i gruppi sociali cui dovremmo riferirci in maniera privilegiata facciano uso della cocaina è assai più grave e merita un'analisi in via prioritaria. Concordo.

    Preferisco comunque i pompini in discoteca rispetto agli uomini elisabettiani che avevano le convulsioni a vedere le gambe dei pianoforti o al sesso visto come peccato. Non mi và di ritrovarmi a non poter dire cazzotto solo perchè nella parola è contenuta accidentalmente la parola cazzo.
    Ma sì dai, pure questo è vero. Uscendo dal bigottismo di matrice cattolica e dal moralismo della civiltà occidentale, credo che non avremmo di questi problemi. Credo che tu abbia già sintetizzato questo nella prima frase che ho messo in neretto...

 

 
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