
Originariamente Scritto da
Amati75
Un articolo vecchiotto ma interessante:
Tagli fiscali inseguendo la ripresa
Il trend discendente della pressione fiscale
La crisi economica che ha contagiato le maggiori economie del mondo ha imposto ai governi un duplice intervento di natura monetaria e fiscale per contrastare il trend ribassista. Ed ecco allora che un gran numero di paesi ha messo in cantiere tra il 2004 e il 2005 una serie di operazioni di riduzione della pressione fiscale per stimolare la produzione e rilanciare i consumi.
Secondo i dati registrati da Jack Anderson nell'inchiesta di Forbes, ben 15 paesi sui 56 presi in esame hanno messo mano alle forbici limando e in alcuni casi tagliando drasticamente le aliquote fiscali preesistenti. È questo, per esempio, il caso della Norvegia che negli ultimi 12 mesi ha ridotto di 11,8 punti percentuali la pressione fiscale sul proprio territorio o della Russia che ha tagliato le imposte del 9,6%.
Tra le grandi economie di Eurolandia, tuttavia, il caso più eclatante risulta quello della Germania: tra il 2004 e il 2005, infatti, il governo di Berlino ha ridotto le tasse del 9,5% nel tentativo di arginare una crisi sistemica. E i primi risultati sembrano avergli dato ragione. Politica fiscale restrittiva anche in Grecia (- 3%), Olanda (-3%), Repubblica Ceca (-5%), Turchia (-8,5%) e Israele (-2%). Tagli del 4% anche in Messico, dell'1% in Sudafrica e del 5,9% negli Stati Uniti. Ma come in tutte le cose, esistono anche paesi che si sono mossi in controtendenza.
Il caso più eclatante è quello della Polonia che in un solo anno ha visto lievitare la pressione fiscale del 18,2%, seguito a grande distanza dall'Australia (+9%), dalla Finlandia (+4,9%), da Malta (+3%), dal Canada (+2,9%) e dall'Italia (+2%). Invariati, invece, i livelli dell'imposizione fiscale 2004-2005 in paesi come Francia, Cina, Belgio, Danimarca ed Emirati Arabi.
Fonte: Forbes
Autore: Gabriele Frontoni
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