certo, Palvesario, che limitare tutto ai sistemi di produzione, mi sembra, appunto, limitativo.


certo, Palvesario, che limitare tutto ai sistemi di produzione, mi sembra, appunto, limitativo.


In questo sbagli di sicuro: le nazioni imperialiste (Roma, Atene, Sparta) furono quelle che ebbero l'ordinamento comunitario più armonico, che si tradusse in grande forza espansivo. Popoli lacerati da aspri conflitti divennero invece facili prede.[/QUOTE]
si però adesso non ne approfittare per fare l'ennesima apologia dell'imperialismo.
Tieni conto che Roma Atene e Sparta potevano anche permetterselo.
L'europa di mille duemila anni dopo credo che sia tutt'altra cosa.


Assolutamente impossibile, anche perchè l'ordinamento di Sparta aveva le sue radici non nel modo di produzione ma su specificità culturali e storiche di quella nazione. I negri del Niger portati nel mediterraneo avrebbero probabilmente continuato a riprodurre la loro società e non avrebbero creato una nuova di Sparta.


Ok, per il marxista come discorso. Alla fine il marxismo non è altro che uno strumento come un altro per indagare la realtà. Niente di più.
Provo a riformulare:
Ogni popolo possiede delle caratteristiche proprie, sono d'accordo. Queste caratteristiche proprie secondo me sono il frutto dell'iterazione di una civiltà con diversi fattori:
1) in primis con il suo territorio. D'altronde lo si capisce bene quando una civiltà si sposta e modifica poi nel tempo la sua natura. Vedi i Longobardi in Italia, i Normanni al sud e via dicendo. La natura geografica influisce sulla civiltà che vi risiede.
2) Oltre al suolo, anche il sangue influisce sul sangue. Come dicevo prima le nozioni, la cultura, l'arte...insomma una serie di elementi che un marxista puro definiribbe sovrastrutturali ma che ora mi limito a definire "spirituali" si sedimentano su una civiltà perché rimangono nell'immaginario collettivo e più a fondo contribuiscono a creare l'universo simbolico in cui poi noi tutti sguazziamo. Noi dobbiamo moltissimo (nel bene e nel male) alle sedimentazioni culturali romane e greche. Questo è un fatto.
3) Anche l'iterazione (di qualsiasi natura) con altre civiltà influisce a caratterizzare un popolo. Basti guardare tutto il percorso particolare che ha seguito il Giappone per rielaborare il lutto dell'essere stata infiltrata da una cultura occidentale.
4) Ci sono moltissimi altri fattori che mi sfuggono e/o che per brevità evito di inserire.
Ora, se una civiltà risulta sul piano fattuale o culturale "superiore" (anche se quantificare la cultura mi pare un'assurdità ideologica) ad un'altra, lo è perché per infiniti fattori ha accumulato "più punti esperienza" (per dirla alla D&D), non per capacità intrinseche sue.
Chi non la pensa così (e suppongo di essere nel posto giusto qua per trovarne), vorrei che mi fornisse delle motivazioni e degli esempi a riprova, mi interessano parecchio.










Mi sono espresso male in un punto. "Vincenti" non era inteso nel senso amerigheno del termine, ovvero che producono più plus valore. In questo caso sono stato io più spiritualista di voi marxisti! Ehehehe! Vincente nel senso che contribuisce a sviluppare una comunità armonica ed equilibrata.
In secondo luogo, sì, bene o male nell'antichità erano tutti agricoltori (che poi non è vero visto che Sparta e i greci in generale erano molto pastorizia-oriented...), ma modificavano strutture organizzative in funzione del tipo di agricoltura. Il Nilo, il Tigri e l'Eufrate hanno condizionato parecchio la struttura organizzativa dei popoli ivi residenti, mica per caso, ma perché organizzare la produzione (e la vita tutta, coi suoi ritmi e addirittura nell'ambito religioso) in funzione dei cicli fluviali necessitava di una struttura confacente. Il fiume tra gli Egizi è talmente impresso nell'immaginario che ritorna pure nel libro dei morti!
L'agricoltura sumera e quella spartiate se permetti erano come il giorno e la notte, ovvero semplicemente tutte diverse.
Come dice qualcuno Imperiale e Imperialista sono due cose differenti. Purtroppo sta di fatto che finché l'Impero Romano era in espansione questa riusciva ad agire da calmiere delle contraddizioni intrinseche del suo sistema globale. Non appena è arrivata al punto di non ritorno (la sto semplificando mooooooooooooolto), toh, combinazione l'impero è collassato.In questo sbagli di sicuro: le nazioni imperialiste (Roma, Atene, Sparta) furono quelle che ebbero l'ordinamento comunitario più armonico, che si tradusse in grande forza espansivo. Popoli lacerati da aspri conflitti divennero invece facili prede.
Dimmi se era un sistema sociale equilibrato che per vivere doveva continuamente espandersi?


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