



E' ovvio che ho usato quella terminologia HIC ET NUNC.
Chiaramente, nei confronti dell'uditorio bisogna sempre utilizzare termini e frasi proprie dell'uditorio stesso.
Quindi agli intellettuali si parlerà in maniera differente rispetto alle vecchiette al mercato. Sarà, però, una differenza di forma, non di sostanza.




Concordo con te e ne approfitto per aggiungere un'ulteriore dicotomia: MONDIALISTI - ANTIMONDIALISTI (chè è poi SISTEMA - ANTISISTEMA dell'epoca attuale).
Essendo però molto scettico verso la possiblità di costruire un nuovo partito/blocco/fronte, tu chi ci vedresti (delle diverse realtà presenti in Italia/EU) all'interno di questo nuovo 'blocco' (e che corrisponda alle caratteristiche da te indicate)?


[QUOTE=Autonomia Nazionale;907706]Concordo con te e ne approfitto per aggiungere un'ulteriore dicotomia: MONDIALISTI - ANTIMONDIALISTI (chè è poi SISTEMA - ANTISISTEMA dell'epoca attuale).
Essendo però molto scettico verso la possiblità di costruire un nuovo partito/blocco/fronte, tu chi ci vedresti (delle diverse realtà presenti in Italia/EU) all'interno di questo nuovo 'blocco' (e che corrisponda alle caratteristiche da te indicate)?[/QUOTE]
Chiarisco che io stesso sono molto scettico circa questa prospettiva.
Ritengo, comunque, che possano essere interessanti, dal punto di vista ideologico, le riflessioni della cosiddetta Nuova Destra (De Benoist, Tarchi, ecc...), il Nazionalbolscevismo (Dugiin, ecc....), i teorici della Moltitudine (Negri, ecc...) e gli Antimodernisti (Evola, Freda, Massimo Fini, ecc...)
Come dovrebbe essere questo nuovo partito/blocco/fronte? Vediamo se riesco a farmi capire: dovrebbe essere il punto di SCONTRO tra Casapound e una Forza Nuova depurata dai richiami al fascismo, al nazionalismo (italiano, mentre sono favorevole ad un nazionalismo europeo) e al clericalismo (tradizionalismo ed integralismo cattolico, tipico di FN).


Non ho chiarito un punto:
sono scettico sulla possibilità di creazione di un partito, al momento; ma non sono scettico sulla creazione di un movimento politico con queste caratteristiche. Per questo ho usato l'esempio CASAPOUND, ma avrei potuto riferirmi anche agli Autonomi.


Esempi di tentativi di aggregazione e appelli all'unità dell'Area ne ho visti parecchi nel corso degli anni ma non mi sembra di averne visto uno che avesse una qualche forma di successo.
Negli ultimi anni ho riflettuto molto sull'idea di un network di gruppi d'affinità, ossia non un movimento con nome unico ma bensì una sorta di alleanza -termine che non mi piace- di base tra gruppi differenti che mantengono la propria individualità accordandosi su specifiche tematiche locali o nazionali
Il sistema forse (il condizionale è sempre d'obbligo) potrebbe funzionare se basato su Idee chiare, obiettivi precisi e battaglie comuni da condividere, senza un iniziale ambizione elettorale, senza leader maximi e senza gerarchie autoreferenziali.
Naturalmente, andrebbero eliminati a priori i personalismi, le ambizioni poltronare, i tornaconti, il fazionismo spicciolo, il tatticismo inconcludente, la nostalgia fine a se stessa, ecc ecc...
E qui non sono più tanto sicuro...
Altrimenti, meglio supportare da esterno le battaglie (e, magari, anche le persone) che si reputano giuste


Condivido.
La prospettiva della creazione di un network è assolutamente interessante, così come le tattiche organizzative dei gruppi di affinità.
Immagina però un Movimento unitario costituito come network di gruppi di affinità: questo si che potrebbe essere un progetto politico interessante. Immagina, quindi, un movimento XXX costituito da gruppi di affinità anticapitalisti, animalisti, ambientalisti, laici, ecc... in cui i vari gruppi si muovono autonomamente su determinate e specifiche tematiche, ma fanno comunque riferimento ad un progetto politico più generale ed unitario.
Esempio: greenpeace. Al suo interno ci sono animalisti, ambientalisti, antinuclearisti, ecc.... C'è chi lavora sui mari, chi sulle montagne, chi sulle foreste. Ma tutti i gruppi fanno comunque riferimento ad un unico movimento (Greenpeace appunto).
Non so se mi sono spiegato.


Io ho votato la prima opzione , il PDL e Berlusconi non sono invincibili , hanno un bisogno tremendo di militanti e gente che li appoggi (miravano ad 1 milione di tessere , sono arrivati ad appena 18.000...) in questo gioco di scacchi l'entrismo ci sta tutto , iscriversi , fare militanza e poi , a livello culturale e politico , portare gradualmente l'acqua al proprio mulino.
D'altronde è un pò lo stesso metodo entrista usato dal PCI nei paesi democratici , la stragetia gramsciana , l'infiltrazione nei media , nelle scuole , nella magistratura etc...
strategia attuata dopo che avevano constatato sulla propria pelle l'inconcludenza di azioni rivoluzionarie (stroncate dalla polizia o dall'esercito) e lo scarso appeal elettorale.
Strategia che sarebbe agevolata per l'Area in quanto il PDL è un movimento culturalmente allo sbando , senza ideali di riferimento , per cui gli si puà far ingoiare un pò di tutto , usando ovviamente tattiche "esoteriche" e non dirette , che potrebbero venir squalificate come fasciste o naziste.
Ultima modifica di Robert; 11-02-10 alle 12:07
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


Se pensi che portando al PDL cinquemila attacchini (tale è il valore medio del gammarata DR in un ambito di politica reale e forze reali) di cambiare un partito fondato a similitudine di una gigantesca impresa commerciale, penso che vedere il film Spartaco troppe volte, ti abbia creato qualche scompenso.
E' una cosa che può riuscire in ambito locale e relativamente ad elezioni amministrative.
Ma dove realtà DR riescono a muovere migliaia di voti (l'esempio che mi viene è quello di CP a Roma).
Per il resto....
Ah, per quel che concerne il bacino culturale.
A livello di politica reale, non amministri con pippe evoliane, futuriste o rivoluzionarconservatrici, ma con spietato pragmatismo e logica del guadagno e con posizioni che ti permettono di infiltrarti nella società reale (Avvocati, Medici, Manager, ecc. )
Tutta roba che la DR semplicemente non ha e non potrà avere proprio per la sua forma mentis media.
Disse il Supremo : "Sono di estrema destra A MODO MIO" ....