Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Nove colonne

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Nove colonne

    Very gud…very good

    Very Gud, very good. Non solo a sinistra.
    Anche a destra nasce il quotidiano delle sinergie. Non è solo la sinistra che fonde in un’unica testata Manifesto e Liberazione. Nove Colonne, che sa tutto in largo anticipo, rende partecipi i propri lettori della più ghiotta delle notizie: è nato GUD, il Giornale Unico della Destra, direttore Ferdinando Adornato, vicedirettori tutti gli altri.

    Very Gud, very good. Raccogliendo il grido di dolore lanciato dal Secolo d’Italia: “Serve sinergia tra i giornali della destra”, il Cav. ha subito dato mandato a Ferdinando Adornato di capeggiare la grande rivoluzione che – queste le parole dell’editorialista del Secolo, Marcello De Angelis, “porterà a una riflessione più grande”. Da tanti fiumiciattoli può nascere un oceano.

    Very Gud, very good. All’appello del Secolo ha risposto senza riserve e senza obiezioni l’intero popolo del giornalismo delle libertà. Unico messaggio di affettuoso rammarico, quello di Emilio Fede. “Mi spiace di essere televisivo, altrimenti sarei con voi”. Tra le star del piccolo schermo Carlo Rossella ha, invece, dichiarato: “Travaso nel Grande Progetto la mia rubrica di lettere finora indegnamente pubblicata dal settimanale gossiparo Chi. Un contributo verrà anche dal Tg5. La rubrica Gusto chiude i battenti e i giornalisti si trasferiranno uniti e con piatti nel Gud, che così diventerà ancor più good.

    Very Gud, very good. Le adesioni della carta stampata si aprono con un pronunciamento altisonante di Maurizio Belpietro: “Da oggi il Giornale che fu di Montanelli diventa solo un ricordo, da domani saremo tutti uniti e compatti nel Gud, very good”. Belpietro porterà in dote il suo vice Paolo Guzzanti che a sua volta porterà in dote tutte le conoscenze acquisite in questi difficili anni d’odio comunista dai Fratelli Scaramellov.

    Very Gud, very good. Incondizionata l’adesione di Vittorio Feltri. Il diretto di Libero porterà con sé il formidabile segugio Betulla che a sua volta metterà a disposizione dell’eroica missione del Gud Pio Pompa, l’orecchio che ha raccolto più informazioni in questi anni difficili d’odio comunista.

    Very Gud, very good. Stava per concludersi anche la trattativa per il Messaggero di Caltagirone, una pennellata di Azzurra sul Gud ma un veto di Pierfedi Casini ha bloccato l’operazione: la pennellata di Azzurra la vuole solo sul Centro Moderato. Non ce n’è per nessuno, neanche per Follini il quale, tra l’altro, ha tentato di portare al Gud le sue Formiche immediatamente respinte col Ddt. Felicemente conclusa invece la fusione con il Tempo. L’editore Bonifaci, conclusi i suoi pediluvi, si è recato in pantofole da piazza Colonna nella vicina via del Plebiscito, a palazzo Grazioli, per consegnare direttamente al Cav. le chiavi di palazzo Wedekind. Nella sala d’aspetto era stato preceduto però dal granitico Peppino Ciarrapico, pronto a contribuire al Gud con tutte le sue testate giornalistiche, a cominciare da quella Ciociara.

    Very Gud, very good. Il Cav. ha avuto parole di ringraziamento per tutti. Anche per Pietro Longo che ha portato in Gud la tradizione dell’Umanità. Ma di fronte all’oceanica folla di aspiranti direttori ha voluto subito mettere le cose in chiaro: “Il direttore unico del giornale unico deve essere l’Adornato. Sono cinque anni che gli prometto una direzione. Lui è very good, è l’uomo giusto per il Gud”. Tutti hanno applaudito. Tra i battimani una sola voce di delusione. Quella di Anna La Rosa, star di Telecamere e vittima dell’antiberlusconismo imperante in Rai. “Anche a me promette da cinque anni una direzione”. Ma al Gud, andrà Adornato.

    Very good il Gud. Piace pure al Likud

    saluti

  2. #2
    FuoriTempo
    Ospite

    Predefinito

    arigud

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Caro Fiorello, ti scrivo

    “Carissimo Fiorello”. I protagonisti della carta stampata, e anche qualche capataz della tv, scrivono a Rosario Fiorello.
    Viva Radio2 ha risolto il contenzioso tra editori e giornalisti quando lui s’è pronunciato in favore dei giornalisti, rinunciando alle gag. Adesso editorialisti, direttori e prime firme scrivono al grande showman per farsi aiutare e risolvere altre grane.

    “Carissimo Fiorello”. Per ordine d’importanza, va da sé, citiamo la lettera di Paolo Mieli, il direttore del Corriere della Sera. E’ giusto una lettera in cui il direttore – profondendosi in complimenti, non ultimi quelli per l’imitazione di Scapagnini – rivolge a Fiorello questa supplica: “Una sola cosa ti chiedo: convinci Nanni Bazoli ad ascoltare i miei consigli e non solo quelli di Gad Lerner”. Anche dalla Repubblica hanno richiesto l’intercessione di Rosario. Con una lettera di pregiata Carta di Fabriano, il noto notissimo critico letterario Pietro Citati chiede a Fiorello di fare pressioni su Ezio Mauro perché non gli tagli più le lenzuolate che invia per le pagine di cultura. Il noto notissimo critico ha allegato in folio una composizione poetica che, per carità di Patria, ci limitiamo ad accennare: “
    Nel presepio, tra il bue e l’asinello, orsù pastori: mettete Fiorello. E’ l’amico del Bambinello. E di tutto il giornalismo più bello”.

    “Carissimo Fiorello, amico dei giorni più lieti”. Anche un editore reclama soccorso. Così, infatti, scrive Yaki Elkann. E’ il padrone della Stampa, il quotidiano di Torino, e a Fiorello, pur sempre il testimonial più efficace della già scricchiolante Fiat, chiede “un aiuto”. Questo: “Ho bisogno di far tornare il sorriso alla Stampa, Giulio Anselmi mi tiene sempre il muso. Potrebbe cortesemente mettere una buona parola con Marcel. e convincerlo a riprendere il timone del mio giornale? E nel mentre ci troviamo la strada per i piedi: può convincere mio fratello Lapo a tornare al Lingotto?”.

    “Ciao Fiore, ti chiedo un favore”. Barbara Palombelli, l’altra star radiofonica, ha una richiesta ben precisa: “Da quando sono al Tg5 la mia vita è sotto assedio. Ti prego di aiutarmi, sono assillata da Carlo Rossella che vuole la sua imitazione a Viva Radio2 o, in subordine, l’imitazione di Gianni Riotta detto Johnny purché parli in palermitano stretto e mangi pane con la meuza invece di esprimersi in inglese e ingurgitare hot dog”. Anche Claudio Cappon, direttore generale della Rai, scrive a Fiorello: “Caro Rosario, fatto salvo il nostro rapporto aziendale, vengo con questa mia adirti, tuttaunaparola, che con il rinnovo del contratto di Enzo Biagi di sicuro ci sarà la moria delle vacche come tu e Baldini ben sapete. Senza nulla pretendere perciò io ti chiedo di convincere il grande vecchio a passare a più mite cifra perché qualmente che va in onda a noi ci cala lo share e ci perdiamo tutti gli introiti di pubblicità. Salutandoti indistintamente, Cappon Claudio che sarei io unitamente ai vertici dell’azienda con Curzi e Petruccioli”.

    “Carissimo Fiorello”. Non può mancare all’appello Paolo Guzzanti: “Perdona per il disturbo ma solo tu mi puoi aiutare. Con la commissione Mitrokin ho dato ampie prove di sapere fare il varietà, non si discute, solo che i miei figli non vogliono sentirne manco a bastonate di prendermi in compagnia con loro all’Ambra Jovinelli, né su Marte, né tampoco nel martirologio degli epurati in Rai. Fosse per me farebbero un’eccezione, fanno invece obiezione sul terzetto che ho composto con grande amore e fatica. Al mio fianco, infatti, ci sono Scaramella e il conte Igor Marini. Puoi perciò convincere Berlusconi a darci – chessò? – almeno la conduzione di Striscia la Notizia? Io sono disposto a fare il Gabibbo, fallo sapere a chi di dovere.
    Viva l’occidente, viva il controspionaggio!”.

    Da il Foglio

    saluti

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Eco di incubi

    Incubò, incubì, incubà. I segni dei sogni.
    Tutti i sogni brutti dei giganti dell’informazione. Ha cominciato da par suo Umberto Eco, l’illustre semiologo ha rilasciato alla Zeit una lunga confessione, poi ristampata dalla Repubblica, dove ha raccontato i suoi incubi notturni e Nove Colonne adesso, proprio perché Eco non può non aver colto il segno, si pregia di elencare ai propri lettori tutti i sogni guasti degli altri protagonisti della carta stampata e non
    .
    Incubò, incubì, incubà. Tutti decifrano i segni.
    Così come il grande semiologo anche Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, ha il suo incubo ricorrente: viaggiare in uno scompartimento di seconda classe in compagnia di Nanni Bazoli, il suo editore più molesto mentre lo interroga sulla Genesi e l’influenza del cardinale Siri sulla formazione di Giulio Anselmi. Anche Pigi Battista però, condirettore con Mieli del Corriere, ha il suo incubaccio sullo stomaco. Non c’è notte che non sogni di essere ammaliato da Rossana Rossanda, la fattucchiera del secolo scorso, e da lei condotto in un’alcova elettrificata.

    Incubò, incubì, incubà. I segni dei sogni.
    Gianni & Riotto detto Johnny non può essere da meno del grande autore del “Nome della Rosa”. Anche il direttore del Tg1 fa brutti sogni che sono segni. Pur alzandosi presto, ogni notte, si ritrova lungo la strada Agrigento-Raffadali tutta pavesata di striscioni inneggianti “Johnny”, applaudito da clientes in coppola e complimentato con baci e abbracci da Totò Cuffaro. Tutti i veri grandi hanno il sonno pesante e letterario. Tutti fanno brutti sogni. Qualcuno soffre incubi nobili. Gad Lerner, per esempio, al pari di Franz Kafka de “La Metamorfosi”, altro che fischi, ogni volta che scivola nelle lenzuola si trasforma in una delle tante zanzare che infestano le Langhe. E non è finita. Il povero Lerner, pur di pungiglion dotato, si vede braccato da un Aldo Cazzullo, l’erede riconosciuto da Giorgio Bocca, armato di Zanzara Flit.

    Incubò, incubì, incubà.
    Inutile dire qual è l’incubo di Bocca: ritornare camerata e restare ai suoi cari tempi del Fascio mentre Giampaolo Pansa, al contrario, si gode le sue radiose giornate di sincero antifascismo. E tanti sono i segni dei sogni. Pietro Calabrese, direttore di Panorama, sogna l’incubo di essere sostituito da un momento all’altro da Renato Brunetta. Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore, sogna una spaventevole situazione: sostituire da un momento all’altro, nel cuore di Vittorio Feltri, Renato Farina. Ezio Mauro trova il suo incubo nel restare sempre direttore di Repubblica.

    Incubò, incubì, incubà. Tutti sulla sequela di Umberto Eco.
    Pietro Citati, il grande critico, sogna l’incubo di andare al mercatino e non trovare l’ombra di un pomodorino. Paolo Guzzanti, firma di punta del giornalismo eroico, sogna di arrivare finalmente al Cremlino solo che non piega Vladimir Putin alla verità, al contrario, lo spietato zar, pena la condanna in Siberia, impone al presidente della commissione Mitrokhin un drammatico aut aut: o scrivere “I Fratelli Scaramellov” per dare vieppiù lustro alla letteratura russa, o indossare la gloriosa uniforme dell’Armata rossa e servire di guardia al Mausoleo di Lenin. Tutti fanno brutti sogni. Antonio Socci, polemista cattolico e strano cristiano, deve ogni volta subire l’apparizione di Betulla tra le nubi torpide di Morfeo mentre urla inutilmente al Betulla:
    “Spostati ché non mi fai vedere la Madonna!”. Quello si sposta solo che sbuca Vittorio Messori. Un vero incubo.

    Incubò, incubì, incubà.
    Lucia Annunziata si sveglia con lo spavento di non sapere più parlare l’americano ma solo il salernitano. Carlo Rossella, direttore del Tg5, si alza con l’ansia di essere uscito da casa con scarpe che non sono Tod’s, bensì dei fratelli Rossetti. Enzo Biagi, da par suo, non sogna di diventare Gugliemo da Baskerville, sogna piuttosto di tornare in tivù (come tutti noi gli auguriamo) solo che la sua apparizione è tale e quale quella di Michele Santoro. Biagi torna sugli schermi biondo ossigenato costretto a cantare dalla regia “Bello ciao”.

    da il Foglio

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. Nove colonne
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 20-08-08, 10:15
  2. Nove colonne
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-08-08, 10:19
  3. Nove colonne
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-10-06, 10:23
  4. Nove colonne
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-10-05, 10:23
  5. Nove colonne
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-01-05, 05:44

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito