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Discussione: E' ora di finirla

  1. #1
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    Predefinito E' ora di finirla

    Da Repubblica

    "SULLA riforma delle pensioni sento circolare troppe parole al vento. E invece è ora di fare i conti con la realtà: è in gioco la nostra credibilità con l'Europa, la stabilità della nostra finanza pubblica, e soprattutto il futuro dei nostri giovani". Tommaso Padoa-Schioppa è preoccupato. Da Damiano a Epifani, da Ferrero a Bonanni, ministri e sindacalisti sdottoreggiano di "scaloni" previdenziali da eliminare, invece che da perfezionare. Di coefficienti di trasformazione da aumentare, invece che da ridurre. Visti dalla "trincea" del Tesoro, a Via XX Settembre, sembrano i passeri di Arthur Koestler, che in "Schiuma della terra" cinguettano sui fili telegrafici, mentre il telegrafo trasmette l'ordine di uccidere tutti i passeri.

    Sul tavolo del superministro dell'Economia c'è un dossier di 20 pagine, appena sfornato dalla Ragioneria dello Stato, che spazza via senza pietà le "troppe parole al vento" che volano in questi giorni, dentro e fuori dalla maggioranza.

    Se il governo ascoltasse davvero le richieste che fioccano da Cgil - Cisl-Uil e da tante parti dell'Unione, e rinunciasse a qualunque intervento sulle pensioni, l'effetto per i conti pubblici sarebbe "devastante", come scrivono i tecnici. La rinuncia all'applicazione del famigerato "scalone" introdotto dalla riforma Maroni (che nel 2008 porta l'età pensionabile da 57 a 60 anni) di qui ai prossimi vent'anni costerebbe a regime una cifra astronomica: 164,1 miliardi. La rinuncia alla rivalutazione dei coefficienti di trasformazione (che pure è già prevista dalla legge Dini e dal memorandum firmato con le parti sociali a settembre scorso) sempre di qui ai prossimi 20 anni costerebbe a regime la bellezza di 35 miliardi. In totale, secondo il dossier della Ragioneria, una "bomba" da 200 miliardi di euro.
    Quasi 400 mila miliardi di vecchie lire.

    Se Prodi e Padoa-Schioppa cedessero al canto dei passeri che cinguettano sui fili del telegrafo unionista, di qui al 2028 il sistema previdenziale esploderebbe e il bilancio dello Stato salterebbe per aria.

    "Lo voglio dire senza alcuna intenzione polemica - chiarisce in queste ore il ministro del Tesoro - ma solo per amore di verità: queste sono le cifre con le quali dobbiamo fare i conti. Ed è bene che queste cifre le conoscano tutti, alla vigilia del confronto sul Welfare e sulla previdenza". Padoa-Schioppa, nei colloqui di questi giorni con il premier e con i suoi interlocutori internazionali, ci tiene a chiarire che "il problema delle pensioni, per l'Italia, va visto sotto tre profili diversi".

    Il primo è un profilo di sostenibilità della finanza pubblica. "Chi sostiene che i soldi ci sono, e che possiamo rinunciare senza problemi allo scalone e alla revisione dei coefficienti, deve tenere conto dei numeri veri". Il costo di questa rinuncia, come dimostra il dossier della Ragioneria, è pari appunto a 200 miliardi di euro. "Chi dice che possiamo lasciare le cose come stanno - è il ragionamento del ministro - ha ora anche il dovere di dire: come colmiamo questo enorme buco che si crea, nelle casse della previdenza e nei conti dello Stato?".

    A preoccupare Padoa-Schioppa, in questi ultimi giorni, sono state alcune dichiarazioni di qualche suo collega, che con troppa disinvoltura si è affrettato a dire che rinunciare allo scalone di Maroni costa solo 450 milioni nel 2008, e che dunque le risorse compensative ci sono tutte. L'obiezione del ministro del Tesoro è indiscutibile: "I calcoli vanno fatti a regime". E a regime, secondo il dossier della Ragioneria, il costo del mancato scalone sarebbe il seguente: 450 milioni nel 2008, 4,4 miliardi nel 2009, 6,8 miliardi nel 2010, 8,5 miliardi nel 2011, e 9 miliardi all'anno per tutti gli anni successivi. Un'escalation inarrestabile. Tale, secondo le previsioni dei tecnici, da "alterare l'equilibrio della finanza pubblica e pregiudicare il risanamento per i prossimi anni".

    La stessa preoccupazione, per Padoa-Schioppa, è arrivata di fronte alle dichiarazioni dei leader sindacali, che si dichiarano contrari all'aumento dei coefficienti, se non addirittura favorevoli ad una loro riduzione. Ma anche su questo punto, il responso della Ragioneria è choccante: "Il mancato aggiornamento dei coefficienti di trasformazione - si legge nel dossier - comporta un onere aggiuntivo per i conti pubblici pari a 35 miliardi nei prossimi 20 anni, a 250 miliardi da adesso al 2040 e a 510 miliardi da adesso al 2050".

    Grandezze esorbitanti, pari rispettivamente a 17 e a 34 punti di Pil. "Ne risulterebbe compromessa in misura assai significativa - è la conclusione dei tecnici - la sostenibilità di medio-lungo termine dei conti pubblici italiani, con pesantissime ripercussioni sull'andamento sia del debito che del deficit". Di queste cifre, secondo il ministro, Epifani, Bonanni e Angeletti non possono non tener conto. Per ragioni di compatibilità finanziaria, ma anche per motivi di lealtà politica. L'aggiornamento dei coefficienti, oltre che riconfermato nel memorandum d'autunno, è previsto nero su bianco dalla legge Dini del '95.

    La conseguenza logica che ne trae Padoa-Schioppa è chiarissima: "I sindacati hanno concordato quella legge con il governo di allora, articolo per articolo. E oggi non è proprio possibile concertare l'attuazione di una legge". Il principio è inattaccabile: stupisce semmai che ora Cgil-Cisl-Uil abbiano il coraggio (o l'incoscienza) di rimetterlo in discussione.

    ...

    Ma c'è un terzo ed ultimo profilo, che a Padoa-Schioppa sta a cuore perfino più dei primi due. Come ha ben detto Bini-Smaghi, "chi dice che sulle pensioni tutto deve restare com'è ha il dovere di spiegare ai giovani che entrano oggi sul mercato del lavoro come intende risolvere il loro problema previdenziale, che è forse il più grave e il più serio di tutti". Anche per questo, è non solo tecnicamente impossibile, ma sarebbe anche moralmente intollerabile l'idea di non toccare i coefficienti, e di non intervenire sull'età pensionabile. Il dossier della Ragioneria parla chiaro anche su questo: il tasso di occupazione degli ultra - 50enni è pari al 30% in Italia, contro il 37% della Francia, il 41% della Germania, il 56% della Gran Bretagna, il 61% della Danimarca, e il 40,7% della media Ue. E' l'ennesima anomalia italiana, sulla quale non si può non intervenire. "Vedremo come", è l'osservazione che Padoa-Schioppa fa in queste ore di turbolenta vigilia del confronto. Ma con due paletti ben piantati fin dall'inizio: non c'è scambio possibile tra eliminare lo scalone o rinunciare alla rivalutazione dei coefficienti. La seconda è irrinunciabile perché sta scritta in una legge. Il primo può essere perfezionato, ma piuttosto che eliminarlo è preferibile tenerselo così com'è.

    Questa è la sfida: il sindacato accetterà di fare lo slalom tra questi paletti? Il ministro del Tesoro ha le idee chiare. Vuole discutere a tutto campo, e discutere con tutti. Per questo, a Via XX Settembre si sta studiando un colpo a sorpresa: convocare al tavolo sulle pensioni, insieme alle confederazioni sindacali e alle imprese, anche gli organismi più rappresentativi dei giovani e degli studenti. "Perché la riforma delle pensioni - è la conclusione di Padoa-Schioppa - riguarda anche e soprattutto loro. E perché un Paese che non sa più pensare ai giovani, è un Paese senza futuro".

    http://www.repubblica.it/2007/01/sez...tti-padoa.html

    ------------

    Bene, ora qualcuno ha qualcosa "di sinistra" o "di destra" da dire?
    O magari finalmente si dirà qualcosa di sensato?
    Forza Tommaso. Sei la nostra ultima speranza.

    ciao
    Ugo

  2. #2
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    Stamattina a Omnibus erano ospiti Giordano e Tremonti. E Tremonti, con molta semplicità, ha fatto lo stesso discorso che si legge nell'articolo.

    Nessuno ha replicato e tanto bene, poco dopo le sue parole, è stata chiusa la trasmissione.

  3. #3
    Ha da venì Baffone
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    Io ho qualcosa da dire :

    1) I conti dell'INPS per le pensioni sono a posto
    2) Quello che non è a posto sono i conti della Pubblica Assistenza,
    inspiegabilmente conteggiati insieme alle pensioni ... malgrado più volte
    i sindacati ed i partiti di sinistra abbiano chiesto di separare le 2 cose.
    3) Se qualcuno pensa di finanziare la spesa corrente dello Stato con
    la pelle dei pensionati o degli attuali versatori di contributi INPS si sbaglia
    di grosso !!! E questo vale anche per Mr. TPS ...
    Mia madre diceva ... "come ti ci ho messo al mondo, ti ci levo !"
    Lo stesso vale per me "come ti ho votato, ti faccio scendere dalla poltrona
    a calci in c**o"

    Ergo ... fate come vi pare, tassate i SUV, mettete la tassa sui bananas,
    vendetevi Palazzo Chigi ... ma non toccate né le pensioni né l'età pensionabile.
    Al limite, vedete di eliminare le migliaia di pensioni fasulle concesse ai
    clientelismi di tutti i governi precedenti ... di destra, centro e sinistra ...
    e che costituiscono uno scandalo ed un insulto per il cittadino onesto.

  4. #4
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    L'uomo saggio è colui che interpreta la realtà in rapporto all'assoluto e non al contingente.
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    Come può Prodi non assecondare i 2/3 dell'ala radicale del suo governo

    Come può Prodi non assecondare i voleri della sua base elettorale, ovvero la CIGL

    Questo ormai è un caso disperato di prostituzione politica

    Per zittire lo Schioppo è più logico che triplica o quadruplica i contributi previdenziali e i conti quadrano per un'altra decina di anni...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Piotr Visualizza Messaggio
    Io ho qualcosa da dire :

    1) I conti dell'INPS per le pensioni sono a posto
    2) Quello che non è a posto sono i conti della Pubblica Assistenza,
    inspiegabilmente conteggiati insieme alle pensioni ... malgrado più volte
    i sindacati ed i partiti di sinistra abbiano chiesto di separare le 2 cose.
    3) Se qualcuno pensa di finanziare la spesa corrente dello Stato con
    la pelle dei pensionati o degli attuali versatori di contributi INPS si sbaglia
    di grosso !!! E questo vale anche per Mr. TPS ...
    Mia madre diceva ... "come ti ci ho messo al mondo, ti ci levo !"
    Lo stesso vale per me "come ti ho votato, ti faccio scendere dalla poltrona
    a calci in c**o"

    Ergo ... fate come vi pare, tassate i SUV, mettete la tassa sui bananas,
    vendetevi Palazzo Chigi ... ma non toccate né le pensioni né l'età pensionabile.
    Al limite, vedete di eliminare le migliaia di pensioni fasulle concesse ai
    clientelismi di tutti i governi precedenti ... di destra, centro e sinistra ...
    e che costituiscono uno scandalo ed un insulto per il cittadino onesto.
    Non so da dove trai i tuoi dati. Io mi fido di più di quelli della Ragioneria dello Stato.

    Fermo restando che si doveva separare le pensioni dall'assistenza, resta il fatto che nel complesso costa troppo e "separare" non vuol dire "tagliare". A sn proporranno pure la separazione e poi? Poi cosa tagli? Perchè qualcosa si deve tagliare. Sei pronto a tagliare la Cassa Integrazione che grava sull'INPS? Le pensioni di invalidità civile? Perchè tagliare le pensioni fasulle non basta..

    E che tra questo qualcosa ci DEVONO essere le pensioni lo si capisce da un dato agghiacciante che deve esserti sfuggito e che riporto:
    Il dossier della Ragioneria parla chiaro anche su questo: il tasso di occupazione degli ultra - 50enni è pari al 30% in Italia, contro il 37% della Francia, il 41% della Germania, il 56% della Gran Bretagna, il 61% della Danimarca, e il 40,7% della media Ue
    E francamente vorrei proprio vederti a dimostrare che in Italia non son state concesse troppe pensioni, troppo presto o troppo generose a chi non se li meritava e ora si sta mangiando quelle dei propri figli.

    Ciao
    Ugo

  6. #6
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    La statistica sulla % dei lavoratori ultra 50enni e' agghiacciante: il 70% non lavora!!
    Tutti usurati? Nel modulare qualsiasi riforma pensionistica occorre miscelare un mix di considerazioni che attengono anche al sociale e alla politica ma c'e' una componente sin qui sempre dimenticata che invece dovrebbe contare per il 99%: LA MATEMATICA!!!
    Stiamo parlando di uno stipendio differito finanziato con quanto accantonato durante il periodo lavorativo, se usciamo da questa logica salta tutto.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Ugo2000 Visualizza Messaggio

    E francamente vorrei proprio vederti a dimostrare che in Italia non son state concesse troppe pensioni, troppo presto o troppo generose a chi non se li meritava e ora si sta mangiando quelle dei propri figli.

    Ciao
    Ugo
    Il solo fondo pensione dei ferrovieri ha un deficit annuale di circa 5 miliardi di euro, ripianati regolarmente dallo stato attraverso finaziarie sempre più mostruose.

    Un governo di estrema sinistra come quello attuale è matematicamente impossibile che possa correggere simili mostruosità. Anzi, temo proprio che non potrà far altro che far precipitare la situazione...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Nostradamus Visualizza Messaggio
    Il solo fondo pensione dei ferrovieri ha un deficit annuale di circa 5 miliardi di euro, ripianati regolarmente dallo stato attraverso finaziarie sempre più mostruose.

    Un governo di estrema sinistra come quello attuale è matematicamente impossibile che possa correggere simili mostruosità. Anzi, temo proprio che non potrà far altro che far precipitare la situazione...
    Voi siete una contraddizione vivente... adesso il governo è diventato di estrema sinistra, ieri sulla finanziaria distruggeva le famiglie povere... ma con che faccia hai il coraggio di scrivere qui?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Ugo2000 Visualizza Messaggio
    Non so da dove trai i tuoi dati. Io mi fido di più di quelli della Ragioneria dello Stato.

    Fermo restando che si doveva separare le pensioni dall'assistenza, resta il fatto che nel complesso costa troppo e "separare" non vuol dire "tagliare". A sn proporranno pure la separazione e poi? Poi cosa tagli? Perchè qualcosa si deve tagliare. Sei pronto a tagliare la Cassa Integrazione che grava sull'INPS? Le pensioni di invalidità civile? Perchè tagliare le pensioni fasulle non basta..

    E che tra questo qualcosa ci DEVONO essere le pensioni lo si capisce da un dato agghiacciante che deve esserti sfuggito e che riporto:


    E francamente vorrei proprio vederti a dimostrare che in Italia non son state concesse troppe pensioni, troppo presto o troppo generose a chi non se li meritava e ora si sta mangiando quelle dei propri figli.

    Ciao
    Ugo
    Ugo, il problema esiste ma non è colpa di chi lavora per 35 anni su
    un'impalcatura e che, se sopravvive, andare in pensione a 60 anni
    è concedere fin troppo come sacrificio.
    Inoltre, le pensioni normali sono troppo basse e vanno aumentate.

    Ripeto ... qui si cerca di scaricare sulle pensioni un problema di spesa
    corrente per altre cose ... i contributi servono per la pensione e non
    per altro ... quindi bisogna agire così se si vuole essere corretti :

    1) Separare e distinguere subito Pensioni da Pubblica Assistenza per
    non prendere più per i fondelli i pensionati con il gioco delle 3 carte.
    2) Controllare tutte le pensioni di anzianità ed invalidità, soprattutto
    al sud ... eliminandole e recuperando il denaro rubato da coloro che ne
    hanno ingiustamente beneficiato fino ad ora.
    3) Ridurre drasticamente le pensioni di manager e politici, che sono
    migliaia ed i cui importi superano di più di 10 volte gli importi di una
    persona comune che ha lavorato tutta la vita.
    4) Se malgrado ciò, servono altri soldi per tappare il buco della pubblica
    assistenza ... non si scarichi la cosa sulle pensioni ma si mettano in conto
    per le prossime finanziarie, finanziando appunto la spesa corrente con le
    tasse e le imposte e non con i contributi.

    Infine, io non so niente di medie europee e balle varie ... dico solo che
    si stanno prendendo in giro i pensionati ed i lavoratori onesti.
    Prima facciamo un'opera di trasparenza e pulizia, poi si parlerà di medie
    europee ed allungamento della vita media ... distinguendo anche fra chi
    ha tirato su calcina per 35 anni e chi si è fatto fare i lavoretti dalla
    segretaria sotto la scrivania per 50 anni ... c'è una notevole differenza !

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Piotr Visualizza Messaggio
    Ugo, il problema esiste ma non è colpa di chi lavora per 35 anni su
    un'impalcatura e che, se sopravvive, andare in pensione a 60 anni
    è concedere fin troppo come sacrificio.
    Inoltre, le pensioni normali sono troppo basse e vanno aumentate.
    No, ma è colpa di chi ha lavorato da bidello o da guardiano di un museo pe 15 anni sei mesi e un giorno. E poi, al suo 40esimo compleanno se ne è andato in pensione e c'è restato 40 anni.
    Ma siccome chi va in pensione dopo 15 anni prendeva un assegno pari al 30-35% dell'ultimo stipendio, ecco che entrava a buon dirtto nel numero dei "poveri" da aiutare con continui e ingiustificati aumenti della pensioni minime.
    Meno ideologia e più lucidità.

    Ripeto ... qui si cerca di scaricare sulle pensioni un problema di spesa
    corrente per altre cose ... i contributi servono per la pensione e non
    per altro ... quindi bisogna agire così se si vuole essere corretti :

    1) Separare e distinguere subito Pensioni da Pubblica Assistenza per
    non prendere più per i fondelli i pensionati con il gioco delle 3 carte.
    ok
    2) Controllare tutte le pensioni di anzianità ed invalidità, soprattutto
    al sud ... eliminandole e recuperando il denaro rubato da coloro che ne
    hanno ingiustamente beneficiato fino ad ora.
    Forse intendevi quelle di invalidità fasulle perchè sono loro i furti più corposi. Gli altri cmq se ci sono non sono suff a risanare le finanze
    3) Ridurre drasticamente le pensioni di manager e politici, che sono
    migliaia ed i cui importi superano di più di 10 volte gli importi di una
    persona comune che ha lavorato tutta la vita.
    4) Se malgrado ciò, servono altri soldi per tappare il buco della pubblica
    assistenza ... non si scarichi la cosa sulle pensioni ma si mettano in conto
    per le prossime finanziarie, finanziando appunto la spesa corrente con le
    tasse e le imposte e non con i contributi.

    Infine, io non so niente di medie europee e balle varie ... dico solo che
    si stanno prendendo in giro i pensionati ed i lavoratori onesti.
    e tra questi annoveri anche chi ha lavorato 15 anni come bidello? O i ferrovieri che maturavano le pensioni con coeff di rivalutazione (se si chiamano così) del 3% contro il 2% della dipendenza privata?
    Prima facciamo un'opera di trasparenza e pulizia, poi si parlerà di medie
    europee ed allungamento della vita media ... distinguendo anche fra chi
    ha tirato su calcina per 35 anni e chi si è fatto fare i lavoretti dalla
    segretaria sotto la scrivania per 50 anni ... c'è una notevole differenza !
    Interessante! E come li individui quelli che si sono tenuti la segretaria sotto la scrivania per 50 anni?

    ciao
    Ugo

 

 
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