La forza della kiesa sta nell'affermare i principi evangelici cn fermezza.inoltre ad affermare quelle problematike ke ai nostri okki passano come normali


La forza della kiesa sta nell'affermare i principi evangelici cn fermezza.inoltre ad affermare quelle problematike ke ai nostri okki passano come normali


E' evidente che la Chiesa usa la parola "dogma", da cui è facile attaccare la Chiesa (che qui viene erroneamente intesa solo come clero) nonchè i cristiani (che sono anch'essi Chiesa).
Ma che dire di coloro che hanno ghigliottinato centinaia di teste in nome della "ragione"? Non era essa un dogma indiscutibile? Una verità rivelata la cui imposizione non si deve arrestare neanche di fronte al valore della vita?
Che dire di coloro che si fidano solo di se stessi, che giudicano tutto solo a partire da se stessi, con il proprio metro di giudizio. Non sono essi DOGMA a SE STESSI? Dogma inderogabile. Guai a metterli in discussione!
Che dire di coloro che pregano il DIO SCIENZA?
Di coloro che rimettono la verità assoluta nelle mani di proprio padre?
Di coloro che fanno del divertimento un assoluto?
Non sono questi tutti DOGMI INDEROGABILI?
Ciascuno ha i suoi dogmi. Ciascuno la sua religione.
Piuttosto si dovrebbe rilevare come l'atteggiamento della Chiesa Cattolica sia molto meno dogmatico di ciò che sembra. Nei fatti se guardiamo alre realtà religiose il dogmatismo, l'autoritarismo imperversano. E non solo nelle realtà religiose, ma anche in quelle laiche e laiciste.
Tuttavia condivido un punto: che la Chiesa dovrebbe occuparsi più di pastorale morale che di dottrina morale. Vale a dire, piuttosto che scendere nei dettagli e inondare i cristiani di precetti, dovrebbe aiutare i cristiani a far progredire la propria coscienza, in modo che essi stessi siano in grado di scegliere ciò che in coscienza Dio chiede a loro.
Pace & bene.


infatti rutelli nn vuole uno stato teocratico.è un po come la dc,un partito laico ma ke ha dentro di se anke un impronta cristiana


Ma secondo me citare le ghigliottine francesi in opposizione ai fuochi dell'inquisizione è sbagliato, per due motivi
a) E' un pò bambinesco, tipo "Io ho tirato uno schiaffo, lui ha tirato un pugno"
b) non tiene conto della situazione storica della Francia repubblicana, dove sulle spalle dei contadini e dei borghesi pesavano secoli di antico regime
Poi sicuramente le altre realtà che tu citi sono da intendere con l'Islam dove non c'è divisione tra sacro e profano, tra chiesa e stato, tra laicità e clero(oppure come erano, ma erano, certe comunità protestanti del XVI secolo) e certo sono più dogmatiche di quella cattolica, però, questa realtà non ha speriementato i movimenti che ha sperimentato l'europa(Incluse le ghigliottine Francesi) che hanno messo paura ai Mullah e agli Ayhatollah che infatti tengono prigionieri interi popoli con la paura che una religione può provocare...
Infine ritengo che la chiesa non possa mettersi a dettare morale perchè tanto le repubbliche di sabti non ci sono mai state e non hanno mai funzionato...
Michele Serra, che scrive su repubblica(e che per diversi qua deve essere più o meno il diavolo) disse in un articolo che non capiva perchè le sue scelte da ateo dovessero mettere in crisi le scelte di crede.
Sono d'accordo...
Ho tanti amici atei, rispettato da tutti, seguito da nessuno convinti delle loro idee(benchè a volte non mi sottragga al ruolo di "apostolo" e predicatore).
Cosi come me che rispetto loro, ma non per questo sento la mia fede venire meno.
Ognuno deve avere il diritto di vivere la sua vita come vuole a patto di non danneggiare il prossimo, invece la chiesa stringe il pugno e fa la voce grossa, ma forse se invece di catechismo e rituali si mettesse al livello della gente...mah...i tempi cambiano, tutto passerà...tutto...


Ah Zapatista ... se tutti i credenti fossero come te, la religione potrebbe perfino cominciare a risultarmi simpatica! Ma penso anche che tu sia un mutante, perche' il DNA della fede e' un altro.




"Quando il professor Buttiglione, o chi per lui, insiste nel denunciare i guasti del relativismo etico, omette di aggiungere che il contrario di relativismo è il dogmatismo. E omette di considerare che ogni etica “relativistica”, pur producendo non di rado disordine e solitudine, non produce però oppressione. Al contrario delle etiche dogmatiche o granitiche, il cui destino è confortare le certezze di chi le possiede, e tormentare e opprimere tutti gli altri, pretendendo di farli vivere e agire dentro le certezze altrui. Le etiche dogmatiche sono dunque, a conti fatti, terribilmente egoistiche. Chi le possiede gode, si sente depositario di verità e di giustizia. Ma chi non le possiede è costretto a subirle, e come accade proprio adesso a milioni di italiani si sente in ostaggio di una morale così indifferente alla libertà degli altri da considerarla un errore, o una bestemmia, o addirittura un oltraggio alla “società naturale”, che sarebbe poi quella stabilita dalla piccola comunità dei vescovi cattolici.
Il comportamento della Chiesa ratzingeriana è, in questo senso, oppressivo e offensivo. Da relativista etico, l’unica certezza che mi sorregge è non volere e non sapere imporre la mia condotta di vita al professor Buttiglione. Lui non può dire altrettanto."
L’intervento di Michele Serra è stato pubblicato oggi su Repubblica
Mi sembra cade a fagiolo...




Certo. Un'etica assoluta che prescinda dall'oggettivita' non puo' esistere.
Puo' esistere pero' un'etica condivisa non assoluta. E di fatto esiste gia'! Cosa sono la Costituzione Repubblicana, oppure la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, se non etiche condivise (anche se non proprio da tutti)?
Esistono forse etiche assolute condivise da tutti?