Gli intereventi dopo il mio sono stati diversi e tutti piuttosto ponderati e ponderosi dunque sperando di riuscire a cogliere il succo di ogni intervento posteriore al mio (ma non è detto che ci riesca) farò una piccola postilla a quanto detto precedentemente.
La mia paura non è tanto quella che tutto si esaurisca in un ripiegamento amicale ed in nicchie ecologiche (nel senso etimologico del termine) della lotta attraverso comuni o ritorno mitico ad una vita bucolica precapitalista, la miapaura è che una impostazione soggettivista esistenziale basata sulla concezione di un Capitale con la C maiuscola metafisico, di uno scontro totale reale e sulla personalizzazione individuale della lotta e del comunismo porti ad un certo punto oggettivamente ad un antimarxismo (come appunto accadde proprio nell'autonomia diffusa degli anni Settanta) dove si usciva dalla logica partitica ma anche da quella di movimento per entrare in una sorta di flusso non identificabile ma on identificabile coscientemente e per scelta stessa degli autonomi. Compagni e compagne guardiamo la realtà delle cose, quel progetto di nuova rivoluzione in Italia fallì quando la lotta proletaria era ai massimi livelli storici di scontro e portò con sè ad un riflusso ed ad un aggiustamento struttrale e anche sovrastrutturale del capitale (con la c minuscola) pauroso ed i cui effetti si sentono ancora oggi.
Un fallimento simile oggi significherebbe senza grandi margini di errore secondo me la fine dell'opposizione comunista che si pone fuori dalle logiche parlamentari.
E ad questo mi ricollego per rispondere a Redwolf. Sai perchè oggi non esiste alcuna solidarietà operaia o alcuna capacità di arrivare a quelle forme di organizzazione e di autorganizzazione nelle grandi e medie imprese del Nord Italia? Perchè il soggettivismo autonomo ad un certo punto portò la teorizzazione stessa (o meglio le teorizzazioni) ad un punto di acutizzazione non marxista della realtà che la cassaintegrazione venne presentata come strumento di lotta e di paralisi del capitale ed il capitale invece la utilizzò come metodo di epurazione e di riaggiustamento definitivo distruggendo in POCHI MESI il movimento operaio italiano del Nord (ovvero la quasi totalità del movimento operaio) e da allora non si è più ripreso.
Non si ricada negli stessi errori del passato, perchè nel passato il movimento comunista extraparlamentare ed antagonista aveva un altra forza, un altra capacità aggregativa ed un altra distribuzione, oggi non ci possiamo permettere nemmeno un passo falso o rischiamo di starcene in breve tempo tutti a casa ad aspettare che la rivoluzione e la Nuova Democrazia possibile venga esclusivamente dalla periferia capitalista. Già qualcuno la pensa così, io almeno vorrei evitare di vedere l'area comunista delle metropoli capitaliste allo sbando totale, e proprio ora che il capitalismo mondiale comincia a perdere colpi dopo anni ed anni di aggiustamento unipolare.
A luta continua




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