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  1. #31
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    Gli intereventi dopo il mio sono stati diversi e tutti piuttosto ponderati e ponderosi dunque sperando di riuscire a cogliere il succo di ogni intervento posteriore al mio (ma non è detto che ci riesca) farò una piccola postilla a quanto detto precedentemente.
    La mia paura non è tanto quella che tutto si esaurisca in un ripiegamento amicale ed in nicchie ecologiche (nel senso etimologico del termine) della lotta attraverso comuni o ritorno mitico ad una vita bucolica precapitalista, la miapaura è che una impostazione soggettivista esistenziale basata sulla concezione di un Capitale con la C maiuscola metafisico, di uno scontro totale reale e sulla personalizzazione individuale della lotta e del comunismo porti ad un certo punto oggettivamente ad un antimarxismo (come appunto accadde proprio nell'autonomia diffusa degli anni Settanta) dove si usciva dalla logica partitica ma anche da quella di movimento per entrare in una sorta di flusso non identificabile ma on identificabile coscientemente e per scelta stessa degli autonomi. Compagni e compagne guardiamo la realtà delle cose, quel progetto di nuova rivoluzione in Italia fallì quando la lotta proletaria era ai massimi livelli storici di scontro e portò con sè ad un riflusso ed ad un aggiustamento struttrale e anche sovrastrutturale del capitale (con la c minuscola) pauroso ed i cui effetti si sentono ancora oggi.
    Un fallimento simile oggi significherebbe senza grandi margini di errore secondo me la fine dell'opposizione comunista che si pone fuori dalle logiche parlamentari.
    E ad questo mi ricollego per rispondere a Redwolf. Sai perchè oggi non esiste alcuna solidarietà operaia o alcuna capacità di arrivare a quelle forme di organizzazione e di autorganizzazione nelle grandi e medie imprese del Nord Italia? Perchè il soggettivismo autonomo ad un certo punto portò la teorizzazione stessa (o meglio le teorizzazioni) ad un punto di acutizzazione non marxista della realtà che la cassaintegrazione venne presentata come strumento di lotta e di paralisi del capitale ed il capitale invece la utilizzò come metodo di epurazione e di riaggiustamento definitivo distruggendo in POCHI MESI il movimento operaio italiano del Nord (ovvero la quasi totalità del movimento operaio) e da allora non si è più ripreso.
    Non si ricada negli stessi errori del passato, perchè nel passato il movimento comunista extraparlamentare ed antagonista aveva un altra forza, un altra capacità aggregativa ed un altra distribuzione, oggi non ci possiamo permettere nemmeno un passo falso o rischiamo di starcene in breve tempo tutti a casa ad aspettare che la rivoluzione e la Nuova Democrazia possibile venga esclusivamente dalla periferia capitalista. Già qualcuno la pensa così, io almeno vorrei evitare di vedere l'area comunista delle metropoli capitaliste allo sbando totale, e proprio ora che il capitalismo mondiale comincia a perdere colpi dopo anni ed anni di aggiustamento unipolare.

    A luta continua

  2. #32
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    Cari compagni, ma quanto e come scrivete!!! Mi sento sempre più piccina e inadeguata!!!
    Confesso che quando per puro caso mi sono imbattuta nel forum,se avessi letto più post, non avrei avuto il coraggio di iscrivermi e di scrivere! Visto che ormai ci sono,con un pizzico di coraggio, ed un po’ di presunzione … continuerò a scrivere ed a cercare d’imparare.
    Chissà che questo non possa servire anche ad altri compagni che eventualmente intimiditi si astengono dall’iscriversi e dallo scrivere nel forum, ricordo a loro ed a me stessa, che Gesù, Mao e Che Guevara ,usavano un linguaggio semplice,diretto ed immediato.
    Comunque l’argomento di questo post voleva essere un altro .
    Cari compagni, perché quando leggo i vostri messaggi,siano essi di Sandinista o di Terramore,(per citarne solo due) apparentemente diversi, io mi ci ritrovo in tutti e due? Ne leggo uno e sento di sottoscriverlo,ne leggo poi un altro e idem ! Non credo di essere una persona instabile e facilmente influenzabile,penso che ciò sia dovuto al fatto che se pur con argomentazioni diverse,sfumature e personalità diverse, ciascuno di voi ,alla fine persegue il medesimo obbiettivo! Di questo ne sono pienamente convinta, quindi avanti con le discussioni, ma siate sereni,volete, vogliamo la stessa cosa.
    Un abbraccio a tutti TANIA

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da tania a.d.g. Visualizza Messaggio
    Cari compagni, ma quanto e come scrivete!!! Mi sento sempre più piccina e inadeguata!!!
    Confesso che quando per puro caso mi sono imbattuta nel forum,se avessi letto più post, non avrei avuto il coraggio di iscrivermi e di scrivere! Visto che ormai ci sono,con un pizzico di coraggio, ed un po’ di presunzione … continuerò a scrivere ed a cercare d’imparare.
    Chissà che questo non possa servire anche ad altri compagni che eventualmente intimiditi si astengono dall’iscriversi e dallo scrivere nel forum, ricordo a loro ed a me stessa, che Gesù, Mao e Che Guevara ,usavano un linguaggio semplice,diretto ed immediato.
    Comunque l’argomento di questo post voleva essere un altro .
    Cari compagni, perché quando leggo i vostri messaggi,siano essi di Sandinista o di Terramore,(per citarne solo due) apparentemente diversi, io mi ci ritrovo in tutti e due? Ne leggo uno e sento di sottoscriverlo,ne leggo poi un altro e idem ! Non credo di essere una persona instabile e facilmente influenzabile,penso che ciò sia dovuto al fatto che se pur con argomentazioni diverse,sfumature e personalità diverse, ciascuno di voi ,alla fine persegue il medesimo obbiettivo! Di questo ne sono pienamente convinta, quindi avanti con le discussioni, ma siate sereni,volete, vogliamo la stessa cosa.
    Un abbraccio a tutti TANIA

    Compagna il succo del mio discorso lungo e verboso è che con un impostazione soggettivista in poche parole ci fanno il culo a strisce .

    Comunque è chiaro che gli obiettivi siano gli stessi, ma per fortuna nessuno di noi ha la concezione staliniana di partito monolitico.
    Il dialogo serve a questo. Purtroppo il linguaggio scritto complesso è uno dei miei limiti ma spero di farmi capire e se qualcosa non ti è chiaro non hai che da dirlo. SIamo qui apposta per comunicare tra noi.

    A luta continua

  4. #34
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    Io invece, al contrario di Tania (alla quale auguro la ben venuta), non mi ritrovo né nell'analisi di Terraeamore, né in quella del Sandinista.

    Su quella di Terreamore è già stato detto l'essenziale da Sandinista: è troppo soggetivista. Il buon Pietro, quando dice che grande parte del disagio in Occidente piu che di carattere economico è "esistenziale" cade nello stesso errore: entrambi non vedono che il "disagio esistenziale" è provocato, direttamente, dalla dominazione del capitale.

    Ma adesso arrivo a quel che mi separa da Sandinista. Esso difendo una vision (lo dice lui stesso) "forse anche troppo economicista" (o materialista, non ricordo). Ebbene anch'io ho una tale visione e sono arrivato proprio da questa visione alla conclusione seguente: il corso storico ha rovinato la teoria del proletariato quale protagonista del processo rivoluzione.

    Come mai è possibile, non è forse la mia un affermazione scandalosa? No, non lo è. In realtà le cosa stanno cosi: il capitale ha compiuto la sua comunità materiale, cioè si è sussunto tutto quello che ancora esisteva al di fuori dello scambio capitalista. Ormai tutta la nostra vita è nella gabbia di ferro della merce. La proletarizzazione massiva delle società occidentali significa che tutti sono nella stessa situazione, con la differenza che alcuni godono della sopra-vivenza aumentata e altri invece sono poveri. Ma nei fatti sono tutti alienati e putane del capitale.

    A questo punto allora è bene secondo me riflettere sulle elaborazioni più avanzata del movimento dell'autonomia. Si, proprio quella che critica Sandinista. Visto che non c'è niente da aspettare da un partito, dalle masse, meglio lavorare qui e adesso a forme di dissidenza immediate, senza curarsi di portarsi le masse dietro.

    Il proletariato esiste ma proprio rivoltandosi contro questo mondo si abolisce in quanto proletariato per diventare comunità umana. In verità è strano il proletariato, è un entita storica che appena esiste già si abolisce.
    Quando non c'è il proletariato c'è la massa consumista.
    Quando c'è il proletariato ma non si vuole abolire, si ha un capitalismo di Stato burocratico.
    Quando ci sono le masse in movimento, si ha invece il fascismo.
    Quando le masse consumano senza rompere i coglioni di nessuno, siamo invece nella democrazia borghese.

  5. #35
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    Opinione del tutto personale, forse un po’ strana.
    Le classi (qualsiasi) si definiscono sulla base del ruolo che svolgono nel processo di riproduzione della società, di aspetti economici, delle loro filosofie e delle ideologie che utilizzano. Questo vale per tutte le classi.
    Per me negli ultimi 2 secoli c’è stata solo una classe rivoluzionaria (in certe congiunture storiche): i piccolo borghesi. Gramsci, Lenin, Che Guevara avevano 2 cose in comune: erano rivoluzionari e piccolo borghesi.
    Il proletariato è qualcosa che si individua solo su base economicistica e che comprende elementi di più classi (come operai e contadini) quindi lo escludo dall’analisi.
    La classe operaia invece è il soggetto della trasformazione rivoluzionaria di Marx. Si definisce come classe nata in seguito alla rivoluzione industriale, legata alla fabbrica e che ha creato delle proprie subculture comunitarie di fabbrica e di quartiere, che sono un riammodernamento delle precedenti culture contadine.
    Oggi queste culture comunitarie sono in crisi irreversibile e, non a caso, la classe operaia sta scomparendo in tutti i paesi industrializzati, nonostante la crescente proletarizzazione.
    Tra parentesi non credo che la classe operaia sia mai stata una classe rivoluzionaria, ma bensì ribelle. Cioè una classe capace di contestare il dominio della borghesia industriale, metterne in pericolo il dominio, strappare concessione, ecc. ma non di fare la rivoluzione da sola.
    Le sole trasformazioni radicali in senso comunista sono avvenute sulla base dell’alleanza piccolo borghesi-operai in Russia o piccolo borghesi-contadini in Cina, ovvero dall’agire insieme tra classe rivoluzionaria e classe ribelle.
    Con questo non voglio dire che i piccoloborghesi siano sempre ribelli, non è vero. Per esempio spesso sono ribelli come mostra l’esperienza del fascismo italiano oppure perfettamente integrati nel capitalismo come oggi.
    Dico solo che è successo nel passato e tutti i movimenti rivoluzionari sono stati guidati da piccolo borghesi e che questo fatto non è mai stato analizzato a sufficienza.

  6. #36
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    Se posso inserirmi nella discussione, vorrei aggiungere una riflessione.
    L'immobilismo delle masse, chiamatele come vi pare, piccolo borghesi, proletarie ecc. è determinato in parte anche da un fattore strettamente culturale. Viene instillata nella gente l'illusione nel futuro migliore, nell'economia che prima o poi decollerà, nell'assunzione a tempo indeterminato, nella tecnologia, nello scalare verso una posizione abita.
    Questo io lo chiamo Positivismo, è il peggiore dei mali e va sradicato, non per evitare di instillare nella gente qualcosa di positivo nel quale credere (sennò anche tendere al Socialismo sarebbe un pensiero positivista) piuttosto per riportare tanti proletari su di un piano realista di quella che è la propria condizione sociale.
    Guardate che negli USA per fare un esempio, questo modo di pensare è utilizzato da chi detiene il potere proprio per imbrigliare le messe proletarie, gli promettono un futuro migliore, gli propinano il famoso "sogno americano" secondo il quale tutti possono farcela, il proletario illuso non si ribella perchè ha paura che se un giorno il suo "sogno" si avverasse potrebbe essere infranto da altri proletari come lui.

    Spero di essere stato chiaro nell'esporre il pensiero, certo è che il proletariato marxianamente parlando lo possiamo trovare ad esempio nel sud-est asiatico, nelle megafabbriche che producono merci per le multinazionali. Nei paesi con capitalismo avanzato il discorso è leggermente diverso, ma non cambia il fatto che chi detiene i mezzi di produzione e il capitale è il padrone, chi non li detiene è il proletario, semplificando al massimo.

  7. #37
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    Sono sempre più colpito dalla quantità di interventi, e anche dalla personale qualità di ciascuno. E' un gran bene, d'altronde si parla di qualcosa che, seppur apparentemente teorico, ha una vasta importanza in termini di prassi.
    Voglio aggiungere,ma forse solo ribadire meglio ancora un concetto che ho già espresso. In alcuni interventi vedo insistere sul fatto che l'essenziale sia riportare il proletariato a pensare se stesso come classe spogliata di tutto, senza mezzi, senza una vita dignitosa e soggetta a padroni proprietari.
    Io vi dico che questa strada è forse la più breve a livello di spicciola logica,ma è la più lunga a livello di risultati. Qui alla gente bisogna svelare l'immiserimento quotidiano della lora vita, e soprattutto bisogna svelare a tutti ( indipendentemente dal loro ruolo sociale oggettivo, questo non mi stancherò mai di dirlo ) che stanno vivendo una vita dimezzata dove la lotta contro il prossimo, seppur latente e involontaria è il motivo dominante dell'esistenza.
    Chi può fare dire svelare qusto ?
    Semplicemente chi lo vede.
    Soggettivista o no questa mia idea l'ho maturata dopo tante conversazioni con gente comune, dopo tanti fallimenti in un approccio di tipo "proletaristico" e dopo tanto avvicinamento a persone che vengono da tradizioni politiche diverse, ma che vogliono esattamente la stessa cosa ( tanta gente ad esempio che aspira ad una società comunista in termini cristiani o spiritualisti, o tanta gente che è irrigidita dalla retorica, a loro giudizio, di un linguaggio marxista che non reisce a fare breccia nei cuori ) .
    E per questo, seguendo anche Tania, vi dico: riappropriamoci di un modo semplice e allo stesso tempo marxista ( per ciò in cui il marxismo ci può aiutare a livello di analisi ) di dire le cose alle persone che non le vedono, perché immersi nelle subdole logiche del sistema politico ed economico.

  8. #38
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    Terraeamore, comprendo il tuo punto di vista che , correggimi se sbaglio, deriva probabilmente dalla presa di coscienza che il cosiddetto proletariato è sempre di più imbavagliato e diviso e che abbandonata la logica marxista di una rivoluzione dal basso si passa a quella anarchica di una rivoluzione individuale, portata avanti da piccole comunità-gruppi di persone.
    Si può introdurre inoltre la visione marxista - leninista del partito avanguardia che comanda la rivoluzione "dall'alto".

    I punti divista sono ben diversi e ognuno ha comunque il pregio di tendere sempre verso l'obbiettivo comune: il socialismo.

    Vorrei essere pragmatico per un attimo e fare una riflessione:
    considero proletari, gli operai, sia industriali che artigiani che agricoli, i piccoli impiegati, i disoccupati, i lavoratori atipici.
    Considero proletari anche i piccoli "imprenditori" ovvero che autonomamente prende partita iva e incomincia a lavorare (spesso non ci sono alternative a questa scelta e vi assicuro che è veramente coraggiosa, visto che spesso chi lavora autonomamente oltre che non essere rappresentato è pure molto debole a livello economico).
    Partiamo da queste classi che rappresentano la maggioranza dei lavoratori italiani, a queste includiamoci anche buona parte dei pensionati, molti di questi vivono con poche centinaia di euro al mese.

    Ora che abbiamo i proletari, dobbiamo fare uno sforzo per educarli, e portarli verso una consapevolezza di classe (marx) e quindi verso uno scontro.
    Nel mio pragmatismo però non credo che in questo momento storico si possa chiedere una rivoluzione e per due motivi principali:

    -chi detiene il potere detiene anche i mezzi di informazione di massa e quindi l'opinione pubblica e la cultura.
    -l'Italia è sotto stretto controllo da parte di potenze imperialiste straniere e nel caso si creasse una frattura farebbero di tutto per ricucirla, lo hanno già fatto ampiamente sguinzagliando agenti (CIA - Mossad - Gladio).

    Lottiamo contro qualcosa di grande, molto grande e troppo spesso molti compagni non ragionano in questi termini.
    Ci sono persone che danno per scontato ad esempio che se ci fosse una manifestazione violenta le forze dell'ordine democraticamente si limiterebbero a usare idranti al posto delle pistole, e questa convinzione è sbagliata perchè nel momento in cui un sistema ha paura, questo si difende con tutti i mezzi possibili, ne sono testimoni tutti quei compagni uccisi nelle manifestazioni di piazza.

    Mi piacerebbe sentire che ne pensate e a prire un confronto.

  9. #39
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    Caro Walter a parte chiederti due righe di presentazione politica..concordo con te....il sistema è forte e forse l'unica cosa possibile oggi è ridefinire i termini di comunita' senza i quali nesun cambiamento è neppure ipotizzabile.

  10. #40
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    Caro compagno Sandinista,
    sono stata un po’ indecisa se postare o meno questo messaggio,ho paura che esso possa essere interpretato come una “ voglia di malevole polemica” nei confronti tuoi e di altri compagni del sito,ti assicuro che questo non ‘è assolutamente nelle mie intenzioni, anzi desidero cogliere questa occasione per esprimervi tutta la mia ammirazione, sapendo che da voi molto posso apprendere.
    Rispondendo al mio ultimo post, esprimi il timore che argomentando “ con un’impostazione soggettivista in poche parole ci fanno IL CULO A STRISCE “
    Caro compagno,ti rendi conto quanto possa essere potenzialmente negativo e pericoloso questo timore? E non solo perché dei compagni eventualmente “intimoriti”possano astenersi da intervenire nel forum, ma estendendo il tuo discorso si possono detrarre ulteriori considerazioni….pericolose.
    Prendiamo un compagno a caso, può essere Tania o Peppiniello, cosciente di non essere “all’ altezza della situazione “che fa? DELEGA E CONTINUA A DELEGARE !!! Delega ai compagni più preparati e acculturati, delega a loro il presente,e cosa ancor più grave delega LA TEORIZZAZIONE DEL “SUO “ FUTURO DA COMUNISTA.
    Che differenza c’è tra queste deleghe, e quelle che noi cittadini facciamo, firmando una cambiale in bianco, quando con il voto deleghiamo ai politici la facoltà,di decidere per noi?
    Devono esserci ancora pochi compagni che decidono,e altri più numerosi che eseguono?
    Certe avanguardie,intellettuali e non , estraniati dalla situazione reale, troppi danni hanno provocato al comunismo italiano !
    Per quanto mi riguarda io non ci sto più!!!
    Sinceramente compagno, io la paura che qualcuno mi possa fare il culo a strisce,non l’ho mai avuta e non c’è l’ho, cosciente anche del fatto che volendo il culo a strisce potrei farlo anch’io! Magari con strumenti diversi dai tuoi.
    Rimanendo sempre fedele e coerente alle cose in cui credo, non mi sottraggo all’empatia ,all’ascolto,e dal cercare nell’altro l’umanità.,e non credo che queste possano essere solo doti femminili.
    Caro compagno,non se non hai capito,ma se io non sono riuscita a spiegarmi bene,chiedimi, ti risponderò,siamo qui per questo no? TANIA

 

 
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