



Esagerato..
Come sempre,il mio problema non e' sui contenuti teorici,ma personale,l'atteggiamento,(arrogante),l'educazione ,(in casa d'altri).
Come puoi vedere sotto.
E' SEMPRE E DOVUNQUE "UN FATTO PERSONALE",
"politica" inclusa,anzi,coi suoi giochi di potere essa lo e' specialmente.






Neppure l'aria e l'acqua o le materie prime sono,necessariamente in senso assoluto "beni pubblici".
Esse sono di chi puo' averle ,lavorarle, gestirle.
l' "espropriazione proletaria" generalizzata o prolungata e' uno spaventapasseri mai esistito ,se non sotto forma di esercito nazionale imperialista ed organizzatissimo.
E poi :
Non c'e alcun bisogno di "tradurre" in largo consenso.
Il buon senso e la verita' sono gia' quelle che sono,senza traduzioni,non e' questa l'essenza del "naturale"?




Sempre sottile e affilato. Complimenti.
Ripeto nuovamente. Il problema dello stato che non tutela e rispeta totalmente la libertà individuale del singolo abitante del territorio di competenza dello stato anche se minimo, esisterà sempre.
Ma esisterà sempre anche il problema della comunità anarchica che dificilmente esisterebbe senza regole che ne spieghino i modi di vivere comuni. In conseguenza di ciò nasce un istituzione. Chiamiamola pure "Stato". O "Stato minimo". O "Enclave". Dal basso o dall'alto è sempre "Archè".
L'anarcocaptialismo è per me un principio ispiratore, un modo di vivere, un essenza interiore.Lo stato minimo, è il "mio" compromesso politico tra l'ideale e il reale.
Mi piacerebbe se potesse anche solo esistere, anche abbastanza frenquentemente. Anche a macchia di Leopardo in un mondo di Stati Massimi, si chiamino Fascisti o Comunisti.




Grazie per la risposta e per le argomentazioni; io non voglio qui nè provocare ne convincere nessuno; solamente da studioso della materia libertaria in tutte le sue coniugazioni ho sollevato alcuni spunti.
Paradossalmente ho sempre criticato l'incongruenza di quei pensatori anarchici di matrice socialista, collettivista, sindacalista che pensano insieme di abolire lo Stato, il monopolio della violenza, ma ridistribuire in qualche modo le ricchezze.
l'anarco capitalismo individualista, semplicemente, è coerente coi presupposti che fissa per la sua azione politica. Punto.
Poi posso ammettere una coerenza interna ad un sistema di valori che non condivido, ma mi sembrava ovvio l'intento era sollevare questioni e non provocazioni.