I giornalisti facciano il lavoro a casa loro.
E' più importante finanziare il terrorismo con i riscatti o essere informati?
Preferisco risparmiare vite umane e avere meno informazione.


I giornalisti facciano il lavoro a casa loro.
E' più importante finanziare il terrorismo con i riscatti o essere informati?
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There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't
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Secondo quale norma lo stato Italiano paga i riscatti per queste figure?


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Lo Stato deve tutelare quei giornalisti che rimangono all' interno della cintura di sicurezza delimitata dai militari.
Se i giornalisti escono da questa cintura di sicurezza devono sapere che lo fanno a proprio rischio e pericolo e, se verranno rapiti, sapranno in partenza che lo Stato non tratterà e manterrà e quindi molto probabilmente verranno uccisi.
Questo è quello che dovrebbe accadere a mio modesto avviso.
Saluti Liberali


Oli, questo poveretto è finito nei guai perchè gli inglesi hanno (violando tutti i codici etici dei giornalisti) infiltrato una spia nel suo staff. I taliban si sono accorti e si sono un po'incavolati.
Infatti vedi che stranamente Prodi ha fatto capire che ha pagato il riscatto, ma non sono arrivate le solite lamentele dai Paesi alleati. Chissà come mai... secondo me perchè la cagata l'ha fatto uno dei nostri "alleati".


per me possono morire
vadano a fare gli impiegati come gli altri
non si mettano in pericolo e poi ci rompono i coglioni


Fantastico. Molto civili certi interventi qui sopra, sì sì sì.
Peccato che non mi sembra esattamente la stessa cosa equiparare (come di fatto qualcuno ha fatto qua) chi va in Yemen a farsi la vacanza e vede il sequestro come una variabile per rendere la cosa più eccitante e chi rischia la pelle per informare la comunità.
Sapete, senza di loro, per fare un esempio per assurdo, se in Afghanistan venisse sganciata un'atomica, oppure se i nostri soldati facessero un'opera di pulizia etnica stuprando le afghane e ammazzando tutti gli afghani maschi abili a combattere, oppure anche se la situazione si sta facendo tragica per i nostri ragazzi, non lo sapremmo.
Chi se ne frega?
Insomma...


La riflessione che voleva fare Oli è se sia giusto mandare giornalisti "nel territorio nemico". Un tempo i giornalisti in guerra ci andavano vicino ai soldati e non andavano a fare i reportages nel territorio nemico. Adesso invece vogliono fare gli avventurieri e fare i sondaggi idioti tra la popolazione locale, così non si può andare avanti. Mi sembra quindi evidente che se un giornalista va in zona di guerra e vuole fare l'eroe deve sottoscrivere un'assicurazione per pagare un eventuale riscatto o, se non lo fa, arrangiarsi con la sua famiglia.


Preferisco mille volte che i soldi delle mie tasse vengano spesi così piuttosto che per mandare l' esercito ad occupare l' Irak (cosa che fra l'altro costa mille volte tanto) in seguito alla disinformazione su armi di distruzione di massa inesistenti e altrettanto inesistenti rapporti di Saddam con Al'Qaida. Un giornalista che si rispetti fa inchieste, non passa le veline dei comandi militari.