

A una sola condizione sono disposto ad accettare la nuova costituzione europea , che esprima una netta condanna verso il matrimonio gay e che riconosca esplicitamente i meriti esclusivi dei santi tribunali dell'inquisizione ; il merto dell'unita europea in quel periodo .


solo che questo diritto naturale deve coincidere con il dettato della chiesa cattolica,,,,,,,, altrimenti non è diritto naturale......
per fate un solo esempio il fatto che molte religioni compresi i mormoni (cristiani) accettino la poligamia..........e che in tutto il mondo uomini e donne raramente si accontentino di un solo partner per loro è solo peccato che porta direttamente all'inferno.......![]()
il male piurtroppo è che per far vedere che esistono devno sempre inventarsi un nemico........
un tempo i pagani , che hanno sterminato a milioni, poi gli eretici, poi le streghe, poi gli ebrei (altri milioni), poi i divorziati, poi le donne che abortiscono calunniate come assassine, ora i gay.....
anche se eventuali concessioni legali non toglierebbero nulla alle famiglie cosiddette regolari loro devono scalgiarsi contro qualcuno per dimostrare che esistono e raccogliere i consensi dei boccaloni.
ovvero quelle personalità condizionabili che un tempo andavano ad applaudire i roghi.
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


a mio modesto parere la conta dei morti non ha senso poichè sono causati dalle particolarità democrafice del paese ove avviene la strage.
paesi come la russia, la cina o l'india da sempre sono oggetto di grandi stragi poichè sono paesi vastissimi, abbastanza avanzati tecnicamente e culturalmente e dove vi vivono milioni di persone.
quando ad esempio mi si dice che stalin ha ucciso più persone di hitler io rispondo "e te credo!", mica vorremo paragonare la situazione socio-economica russa con quella europea?
è chiaro che un morto è sempre un morto ma i grandi numeri sono l'effetto di precise contingenze democrafice ed economiche.
non si possono paragonare situazioni molto differenti.
alrimenti dobbiamo ragionare come berlusconi secondo il quale il fascismo è stata na cosuccia da niente


Nell’enciclica Veritatis splendor, Papa Giovanni Paolo II esprime esemplarmente l’insegnamento tradizionale della Chiesa in ordine all’integrazione armonica fra le inclinazioni naturali, come sono manifestate all’uomo dalla dimensione corporea, e l’ordine razionale, colto dalla ragione assistita dalla grazia di Dio.
Richiamandosi espressamente all’Istruzione "Donum vitae" su il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione, della Congregazione per la Dottrina della Fede, emessa in data 22 febbraio 1987 , il Sommo Pontefice sottolinea come le inclinazioni naturali anticipino e suggeriscano i princìpi normativi che la ragione compiutamente definisce alla luce del destino eterno cui ciascun uomo è chiamato dall’Amore di Dio. Nella realtà corporea è inscritta la legge naturale: "[...] essa si riferisce alla natura propria e originale dell’uomo, alla "natura della persona umana", che è la persona stessa nell’unità di anima e di corpo, nell’unità delle sue inclinazioni di ordine sia spirituale che biologico e di tutte le altre caratteristiche specifiche necessarie al perseguimento del suo fine" . Come sottolinea l’istruzione Donum vitae, la legge morale "[...] non può essere concepita come normatività semplicemente biologica, ma deve essere definita come l’ordine razionale secondo il quale l’uomo è chiamato dal Creatore a dirigere e a regolare la sua vita e i suoi atti e, in particolare, a usare e disporre del proprio corpo" . Non vi sono "valori spirituali", "valori sentimentali", "valori attinenti alla sfera della corporeità", separati gli uni dagli altri, misurabili secondo i calcoli delle scienze quantitative, che il legislatore avrebbe il compito di massimizzare secondo la legge della maggior quantità per il maggior numero. Operando in un modo siffatto si prescinderebbe del tutto dal tener conto della giusta misura, costituita dalla legge naturale, come legge che si riferisce alla "natura della persona umana", limitandosi alla comparazione tra grandezze meramente quantitative, con l’inevitabile annientamento del diritto. Nessun bene — neppure la vita umana — possiede un valore assoluto, un valore, cioè, che prescinda dal significato morale in riferimento al bene della persona nella sua integralità. Insegna Papa Giovanni Paolo II nell’enciclica Veritatis splendor che il fondamento del dovere di rispettare la vita umana sta nella dignità della persona e non semplicemente nell’inclinazione naturale a conservare la vita fisica: "Così la vita umana, pur essendo un bene fondamentale dell’uomo, acquista un significato morale in riferimento al bene della persona che deve essere sempre affermata per se stessa: mentre è sempre moralmente illecito uccidere un essere umano innocente, può essere lecito, lodevole o persino doveroso dare la propria vita (cf. Gv 15, 13) per amore del prossimo o per testimonianza verso la verità" .
Il metodo adottato dalla giurisprudenza costituzionalistica contemporanea in tema di aborto, così come in moltissimi altri settori dell’esperienza giuridica, corrisponde a quello criticato da Platone, poiché si esaurisce nel porre a confronto fra loro i due valori — il grande e il piccolo —, senza procedere all’indispensabile comparazione di ciascun valore con la giusta misura, ovvero con il criterio del diritto. Così la vita del feto, pur esso "valore", secondo il Giudice supremo italiano che pronunciò la sentenza del 1975, come vita di chi ancora non sarebbe compiutamente vita — "il piccolo" —, dovrebbe soccombere di fronte all'interesse della madre, come interesse di chi già possiede la capacità di azionare giudizialmente la sua pretesa — "il grande" — : vita del feto e interesse della donna — il "piccolo" e il "grande" — sono posti a confronto fra loro con esclusivo riguardo al bilanciamento dei costi sociali ricollegabili al sacrificio dell’uno e dell’altro, senza alcuna attenzione al rapporto reciproco di ciascuno di essi con il criterio morale che definisce in radice lecita o illecita la condotta che volontariamente attenta a ciascun bene. Secondo Platone, se si ammettesse che il più grande a nient’altro stia in relazione se non al più piccolo, e si misconoscesse la necessità del confronto con la giusta misura, allora sarebbe annientata la possibilità stessa del diritto e della politica, così come di qualsivoglia altra arte.
"E dunque bisogna porre che due siano questi modi di essere e queste distinzioni del grande e del piccolo, e non dobbiamo [...] considerarli soltanto nel loro rapporto reciproco, ma, come si è detto appena sopra, dobbiamo piuttosto, da un lato distinguere il loro reciproco rapporto, dall’altro lato anche quello in cui si trovano con il giusto mezzo" (Platone, Politico).


Ianuario sei pregato di cambiare il tuo avatar al più presto.


Eh? Ti ho scritto sopra che alla Chiesa dobbiamo una dozzina di secoli di cultura occidentale.. e non mi sono messo di certo a contare gli indios ammazzati per "cristianizzarli" o la crociata contro gli Albigesi. È chiaro che il cristianesimo di oggi è un tantino diverso da quello del 1500.
E, anche oggi, il cristianesimo di ROma è una cosa, quello del Messico o delle Filippine è tutt'altro.
Contrariamente al sistema sovietico, il cattolicesimo romano controlla quello dei Paesi meno avanzati, trascinandoli in avanti. Al contrario, il socialismo sovietico si trovò a trascinare nell'abisso quello espresso da Paesi estremamente avanzati come Ungheria e Cechia.




il bene della persona non è una cosa eterea e indefinibile , il bene della persona non è un concetto filosofico , perchè la dignità della persona è deteminata dalla sua moralità , quindi la dignità della persona fu definita dalla SANTA INQUISIZIONE con le sue sante sentenze che facendo una sintesi tra ebraismo e legge romana , forgiarono il nuovo uomo europeo !
SOLO la Santa Inquisizione ci dice cosa è il diritto naturale !!!!!!!!
Ewwiva la Santa INQUISIZIONE !!!!!!!!
Ritorniamo alla Santa Inqusizione ; ritorniamo ai roghi per i peccattori
pubblici ! !!!


beatifichiamo tutti i giudici della Santa Inquisizione perchè espressero la giusta sintesi tra fede e ragione , cosa che oggi ci sognamo !!
Ristabiliamo quei tribunali e mettiamoci solo laici dentro !
Esiste una condanna che può emettere la semplice ragione !