Visualizza Risultati Sondaggio: Berlusconi arriverà a fine legislatura???

Partecipanti
22. Non puoi votare in questo sondaggio
  • SI, ma dovrà dimettersi per riposarsi in una clinica

    8 36.36%
  • Si, è coriaceo, vivrà sino a 120 anni

    10 45.45%
  • NO.... questi malori sono già un segno.

    3 13.64%
  • No.. con tutte le imprecazioni che gli mandano milioni di italiani...

    1 4.55%
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Risultati da 331 a 340 di 815
  1. #331
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    La legge dell' azione è anche quella della libertà:nessun vincolo si impone spiritualmente agli esseri;essi non hanno da temere e non hanno da sperare,essi hanno da agire. (Julius Evola,Rivolta contro il mondo moderno)
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    Citazione Originariamente Scritto da Federico III Visualizza Messaggio
    Ti ho scritto, nel mio precedente post, che non si tratta di 'campanilismo', ma di una moltitudine di ragioni che non sto qui ad esplicitare, perché lo si fa già sul forum 'Movimento per l'Indipendenza della Sicilia'.

    Che c'entrano gli Ebrei in tutto questo?

    Da antropologo laureando, non posso che dirti che le 'razze' non hanno alcun motivo di essere da te menzionate, visto che non esistono. Ma ho già precisato la mia opinione in un un altro post, su questo 3d.

    Vorrei tanto sapere di che sangue parli? E' possibile parlare di 'sangue' per luoghi come la Sicilia? Non credo proprio, come non lo è per la quasi totalità della popolazione mondiale. La nostra, infatti, è una lotta consapevole delle svariate presenze etniche e culturali (non di 'razza') presenti sulla nostra terra, risultato di millenni di immigrazioni.
    Gli Arii (o Indoarii) non sono stati mai di carnagione bianca. Una parte di loro lo è diventato solo successivamente, come i mediorientali sono rimasti con maggior melanina cutanea, causa la difesa dal sole, per non parlare degli Indiani...

    Non parliamo, poi, del tuo cenno al paganesimo... Da cristiano cattolico convinto, non posso essere affatto d'accordo con te.




    innanzitutto l' opinione che lecrazze non esistono è l' opinione di ALCUNI antropologi,ce ne sono atri,razzisti e non,che dicono invece che le razze esistono,dammi qualche giorno e ti posto i nomi.

    2 gli Indoeuropei erano bianchi e come!!!!!!!


    hai mai visto i volti indiani?


    mi spieghi come fanno quelli delle caste superiori non solo ad essere bianchi,ma ad avere gli occhi e in alcuni casi i capelli chiari?

    e non dire perchè avevano commistioni con Inglesi xchè i tipi che dico non ce l' hanno , vatti a vedere i forum come Panf o Stormfront lì di immagini di donne Bianche e anche nordiche,sebbene siano una minoranza,ci sono!
    sono attrici Indù di alta casta,se ti leggi i Veda,caro antropologo,scoprirai che Indra e TUTTI i conquistatori Arii sono definiti non solo Bianchi,ma Biondi,studiua un po' prima di dire le solite storie antirazziste hai mai letto l' Iliade Achille come quasi tutti gli Eroi era definito Biondo,il medico Greco Adimante dice perl' appunto che i Grecoi non mischiati erano alti biondi e dagli occhi azzurri.
    Gli Iraniani che discendono dai Persiani ad esempio sono solitamente Bianchi

  2. #332
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide Nurra Visualizza Messaggio
    al moderatore riconosco la correttezza del forum della Destra Radicale.

    I miei interventi sono stati un po sopra le righe, forse spinto dalla rabbia per la decisione di questi ultimi giorni, presa del Parlamento Italiano di indicare nella Costituzione la Lingua Italiana come unica lingua ufficiale dello Stato Italiano.
    Neanche i Padri Costituenti si permisero di scrivere nella legge fondamentale dello Stato una simile boiata, consapevoli che l'Italia era ed è tuttora linguisticamente non omogenea.
    Francamente credevo che sarei stato censurato, ma così non è stato.
    Invece sei stato censurato mille volte, forse non te ne sei accorto perchè non hai mai fatto lo sforzo di andare a riguardare le pagine indietro. E continuerai ad essere censurato finchè non abbandonerai quei toni arroganti, quel linguaggio offensivo e quel modo di fare intollerabile. Corretti sì, fessi no.

  3. #333
    La mano sinistra del diavolo
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenris Visualizza Messaggio
    Invece sei stato censurato mille volte, forse non te ne sei accorto perchè non hai mai fatto lo sforzo di andare a riguardare le pagine indietro. E continuerai ad essere censurato finchè non abbandonerai quei toni arroganti, quel linguaggio offensivo e quel modo di fare intollerabile. Corretti sì, fessi no.

    Beh, Fenris, non hai censurato i miei (sostanzialmente), e questo mi basta.................un voto positivo per i moderatori, stavolta.........

  4. #334
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    Citazione Originariamente Scritto da Voroscilov Visualizza Messaggio
    Beh, Fenris, non hai censurato i miei (sostanzialmente), e questo mi basta.................un voto positivo per i moderatori, stavolta.........
    I tuoi non erano offensivi, per quanto contestatari. Finchè ci si mantiene su livelli di discussione civili non ho motivo di censurare. E poi tu sei una vecchia conoscenza.

  5. #335
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    Citazione Originariamente Scritto da arjuna60 Visualizza Messaggio
    innanzitutto l' opinione che lecrazze non esistono è l' opinione di ALCUNI antropologi,ce ne sono atri,razzisti e non,che dicono invece che le razze esistono,dammi qualche giorno e ti posto i nomi.

    2 gli Indoeuropei erano bianchi e come!!!!!!!


    hai mai visto i volti indiani?


    mi spieghi come fanno quelli delle caste superiori non solo ad essere bianchi,ma ad avere gli occhi e in alcuni casi i capelli chiari?

    e non dire perchè avevano commistioni con Inglesi xchè i tipi che dico non ce l' hanno , vatti a vedere i forum come Panf o Stormfront lì di immagini di donne Bianche e anche nordiche,sebbene siano una minoranza,ci sono!
    sono attrici Indù di alta casta,se ti leggi i Veda,caro antropologo,scoprirai che Indra e TUTTI i conquistatori Arii sono definiti non solo Bianchi,ma Biondi,studiua un po' prima di dire le solite storie antirazziste hai mai letto l' Iliade Achille come quasi tutti gli Eroi era definito Biondo,il medico Greco Adimante dice perl' appunto che i Grecoi non mischiati erano alti biondi e dagli occhi azzurri.
    Gli Iraniani che discendono dai Persiani ad esempio sono solitamente Bianchi
    Quindi io che ho capelli castano chiari come posso considerarmi?

    Comunque non credo nell'attendibilità di siti come Stormfront.

  6. #336
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    Citazione Originariamente Scritto da Squalo Visualizza Messaggio
    La religione Cristiana è aperta a tutti, non è una religione ristretta accessibile solo se si ha la pelle bianca o nera o i capelli biondi o neri.

    Gli insegnamenti Cristiani presumo che siano in antitesi con una visione razziale della società. Per essere Cristiani basta accettare i principi di uguaglianza e fratellanza che contraddistinguono questa religione. Se parliamo di religione etnica questa è senza ombra di dubbio l'ebraismo dove per poter accedere bisogna essere ebrei di nascita.
    infatti non dico che il Cristianesimo sia una religione "etnica".
    Ma non è che il Cristianesima dica "siamo tutti uguali, non esistono differenze". Altrimenti sarebbe comunismo e collettivismo.
    Il Cristianesimo riconosce che tutti, in quanto esseri umani, siamo figli di Dio poichè Dio ha creato il mondo e quindi il genere umano...ma non dice che al suo interno non esista alcun tipo di differenza!
    Il Vangelo non dice "non esistono le razze".

  7. #337
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    Predefinito continuiamo

    Rispondo ai veri interlocutori con la certezza che una polemica sia giusta per chiarire delle inesattezze storiche e politiche; non per fare delle gare con chi la pensa diversamente da me, non sono un amante della dialettica ma i miei doveri di Italiano e di Romano mi pongono delle necessità davanti alla rozza blasfemia dei microlocalisti e dei condominialisti illusi.

    IO il Nord lo conosco abbastanza bene caro Vor.

    Primo perché ci vivo da anni.
    Secondo perché ho un cognome radicato tra il Veneto e l’Emilia e parte della mia famiglia è originaria del Veneto profondo a pochi km da un paese dove parlano un dialetto gotico arcaico.
    Terzo un'altra parte della mia famiglia, quella Pugliese (mia zia) si è trapiantata a Milano sposandosi uno dei pochi milanesi purosangue rimasti a Milano e ho i cugini metà pugliesi e metà milanesi vissuti a Milano.
    Quarto: un mio ex compagno di casa era della Guardia Nazionale Padana e oggi ha gettato nel lavandino tutto ciò che fece all’epoca tornando a Marco Aurelio, Platone, Augusto, Cicerone, Socrate etc etc definendosi un “fascista laico di religio romano-mediterranea”. Non un cretino ma uno che ha studiato molto la faccenda e ha passato tutto il mondo del nazipadanismo.

    NON sono del Nord ma ho una qualche conoscenza della faccenda come anche tu potrai riconoscere.

    IL sentimento identitario del Nord, quando i Veneti emigravano in massa in Argentina ed Australia NON ESISTEVA se non in misura fortemente localistica dato che un Genovese ed un Triestino non hanno nulla a che vedere come un Milanese ed un Veneto o un Bergamasco ed un Goriziano e un Bolognese etc etc.

    Tutta la questione è nata dal Dio Denaro e dal progetto marcoecnomico della Fondazione Agnelli di cui Miglio faceva parte assieme ad altri maggior enti leghisti.

    NON bastando la questione economico fiscale sono passati al Celtismo ed al Germanismo.
    Il primo ha un qualche senso (qualche, non tutti i sensi), il secondo è una assurdità palese basta andare in Alto Adige e vedere che Trento e la sua provincia sono nettamente diverse dall’area con forte presenza tedesca.
    Già un Tedesco d’hoc considera un Bavarese una cosa “strana”, uno Svizzero come un qualcosa di nettamente diverso e un Austriaco in un altro senso ancora.
    E i Tedeschi intelligenti, la maggioranza senza dubbio, amano l’Italia e la sua Unità, sarà per squallido folklore o per borghese turismo ma si inorridiscono al sapere che questa Penisola si spacchi pur avendo problemi pesanti e differenze non da poco.
    Ma se una persona viaggia e vede degli Italiani li riconosce all’istante e viene riconosciuto all’istante sia che si parli di Milanesi che di Bolognesi che di Siciliani.
    A parte che oramai, ed è un bene proprio per il suddetto cretinismo delle valli, ci sono state (non solo ora ma anche nei secoli passati) mescolanze notevoli anche coatte per causa dei regnanti che mandavano mano d’opera da una parte all’altra della <Penisola per ragioni militari e di alleanze contingenti.
    Gli eserciti poi erano tutti mercenari nei secoli precedenti la Riv Francese, per cui masse di Napoletani al servizio del Re di Spagna si impiantavano in Lombardia ad esempio.
    Ora poi, negli ultimi decenni la omogeneizzazione degli Italiani è aumentata con l’emigrazione o la stessa Università.
    La vs Heimat valligiana è una realtà di nicchia ma rimarrà tale solo per fare dei festival della Polenta ai Funghi, qualcosa di assolutamente residuale e giustamente turistico.
    L’Identità Nazionale invece, rifiutata da queste frange politiche è già una realtà di fatto, e non penso di essere io ad avere avuto conoscenze di Sardi sballati o amici e ragazze siciliane rinnegati.
    IN questo forum parliamo Italiano e non una selva di dialetti, i quali poi sono qualcosa di diverso dalle lingue avendo essi delle radici comuni di tipo neolatino come anche il Provenzale, il Catalano etc; basta avere accesso ad un minimo di fonti di linguistica e nessuno direbbe che in Italia (a parte le minoranze linguistiche su cui ammetto capitoli a parte) ci sono radici diverse dal latino nei dialetti; salvi poi inserimenti allogeni specifici per zona (Arabi, Ispanici,Greci,Germanici etc).
    Ma il dettaglio non è la totalità di un qualsiasi cosa, uno prende due quadri di ispirazione cubista o neoclassicista o macchiaiola e vede stili assimilabili seppur soggetti e particolari diversi, penso che per le aree dialettali o culturali sia la stessa cosa; almeno per chi è un minimo attento.
    Le identità locali sono qualcosa di bellissimo se parte di un progetto organico maggiore, la Nazione, la quale poi può costruire assieme ad altre Nazioni un progetto transnazionale superiore in senso geopolitico (Europa, Eurasia, Eurosiberia, Eurafrica, Eurabia a seconda dei gusti e dei progetti).
    I passaggi intermedi sono quelli che garantiscono una salutare logicità ed armonia del progetto superiore altrimenti dalla Valle alla Regione già si finisce con la guerra civile.
    Come sta succedendo a Parma dove quei poveri fessi del Comune rifiutano gli stemmi della Regione Emilia-Romagna con le 3 torri addosso alla Polizia Municipale in ragione della legittimità identitaria del simbolo ducale su codeste palandrane azzurro-netturbino.

    Questa non è una fola, questa è la REALTA’ di quando un popolo rinuncia al suo progetto superiore accontentandosi di rifugiarsi nelle fantasiose nostalgie di Ducati, Tarantelle, Formaggini, Scaccia pensieri, Mascherate etc etc. Guarda caso tutte cose benedette da certe aree economico-politiche che poi hanno facile gioco a mascherare il loro neofedudalesimo alla Identità parodistica della Vera Identità Nazionale.
    Sono le locali Casse di Risparmio (oramai terminali del sistema bancario maggiore come a Parma la CARIPARMA e Piacenza) e Confindustrie che vogliono questo, per addomesticare di più amministrazioni e finanze locali e poterle gestire come ad un tavolino di Risiko.
    Polizia locale, Magistratura Locale, Scuola Locale etc etc e poi i Cuffaro prenderanno il potere ovunque, benedetti dal popolo beota, come sta succedendo adesso non solo al Nord.

    Cme per chiudere questo intervento, forse troppo lungo, voglio dire che i Sardi hanno dalla parte loro una lingua vera e non un dialetto, per cui hanno qualche legittimità in più.
    MA infatti hanno una certa autonomia ed una giusta rivalutazione della loro tradizione e cultura, ma la Val Brembana o altri ancora??
    MA parliamo di cose serie!

    NON lo dico perché voglio farmi buoni i Sardi ma per onore di verità anche se aborro ogni tipo di microidentitarismo che definsico la forma peggiore di antifascismo (spesso, infatti sono fenomeni capeggiati da Centri Sociali e Comunisti o Anarchici della peggior risma), perché dell’Idea di Patria ne fanno una paridostica inversione verso il basso.

    Questa mia considerazione personale prescide poi dalla questione federale o meno, dato che Svizzera e Germania sono federali ma sono nazioni, io accetterei una Confederazione più che una Federazione, ma sono Idee mie.
    Tutte queste ipotesi sono compatibili con l’Idea Tradizionale Italico-Romana e con il suo lascito inequivocabile (chi si rifà alle tribù di chissàchi vada pure, non lo credono neppure i discendenti di tali Tribù).
    Roma ha garantito la autonomia dei Municipia con una leggera tassazione, la permanenza degli Statuti e delle istituzioni municipali e la separazione tra diritto romano e jus gentium per i non romani che si gestivano con le loro leggi e consuetudini senza dovere sottostare al Diritto Romano. Poi chi diventava cittadino, diventava pari a tutti gli altri romani e non subiva discriminazioni godendo di un sistema giuridico organizzato e non famoso per la faziosità.
    La cittadinanza la avevano quelli che se lo meritavano e le città che avevano servito Roma con onore e con dedizione, poi c’è stata la decadenza etnica che dicono ma la decadenza è parte del nostro mondo e affligge tutti gli Imperi e le popolazioni.
    D'altronde altre Nazioni e Popoli non sono stati meno sfortunati, sono durati sicuramente meno che i Romani.
    Roma cmq ha garantito un buon governo,un sistema giuridico imparziale e con notevoli consensi e una autonomia amministrativa che nessun popolo ha mai goduto quando concquistato o sottomesso.
    Per cui seppur mi mettessi ad ipotizzare diritti ed autonomie ai Sardi non mi porrei fuori della mia Tradizione giuridico religiosa.

    Che tu non verseresti una goccia di sangue per la Puglia non me ne fotte nulla, ora le Regioni di Italia hanno bisogno di ben altro che il sangue di qualcuno.

    Che razza di falsi e ipocriti voi siate è ora chiaro, tanto per restare in tema: voi sareste gli Europeisti?
    I patrioti veri hanno combattuto per la Grecia ai tempi della guerra di Liberazione contro i TUrchi,voi invece siete solo dei Nani nelle vs gallerie.
    "Son contento quando consumo senza pagare un pò meno quando pago e non consumo"

  8. #338
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    infatti non dico che il Cristianesimo sia una religione "etnica".
    Ma non è che il Cristianesima dica "siamo tutti uguali, non esistono differenze". Altrimenti sarebbe comunismo e collettivismo.
    Il Cristianesimo riconosce che tutti, in quanto esseri umani, siamo figli di Dio poichè Dio ha creato il mondo e quindi il genere umano...ma non dice che al suo interno non esista alcun tipo di differenza!
    Il Vangelo non dice "non esistono le razze".
    La religione Cristiana ha fra i principi quelli dell'uguaglianza e della fratellanza universale a prescindere dalle differenze (o almeno, questi sono gli insegnamenti che diedero a me come a molti). Che poi questi siano principi discutibili è un altro paio di maniche...

  9. #339
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    Predefinito Patria e Cristianesimo

    questo articolo è di Italia SOciale

    Italiani traditi

    (Ida Magli, OMAGGIO AGLI ITALIANI, una storia per tradimenti, Ed-Rizzoli-BUR, 2005)

    Un vecchio detto recita testualmente: ogni popolo ha il governo che si merita, ergo: se l’Italia di oggi è governata da Berlusconi e domani lo sarà probabilmente da Prodi, vuol dire che sono questi i capi dai quali il popolo italiano vuol essere rappresentato.
    Dopo la salutare boccata di ossigeno che è entrata nei miei polmoni attraverso la lettura del saggio di Ida Magli, Omaggio agli Italiani, una storia per tradimenti, BUR, 2005, a questo adagio, che col tempo è diventato un luogo comune, rinuncio ben volentieri.
    Voglio subito aggiungere e spiegare il perché ho riacquistato fiducia nel popolo italiano, nella mia gente; esporrò questo mio rinnovato ottimismo citando e commentando alcuni brani del volume che, con qualche piccola eccezione, rappresenta un’iniezione di fiducia per gli ottimisti come me e un solenne ammonimento per quel coro di cornacchie e di uccelli di malaugurio che, in tonaca e senza tonaca, hanno sempre predicato e lavorato per scenari catastrofici della nostra tormentata Nazione, parola che scriverò sempre con la N maiuscola.
    Nel trascrivere i brani che considero tra i più interessanti e positivi, farò mie alcune osservazioni dell’autrice suggerendo la comparazione con gli scrittori (Arturo Reghini, Amedeo Armentano, Manlio Magnani e altri) i quali, ingiustamente ignorati quando non boicottati dalla cultura ufficiale e non, l’Associazione Culturale IGNIS ha riproposto all’attenzione degli italiani più sensibili e intelligenti (vds. il sito: http://aignis.sites.uol.com.br) riservandomi a conclusione di questa recensione l’esame di alcune posizioni sulle quali non concordo totalmente con l’Autrice.
    Partendo dal concetto posto in evidenza che l’Italia è sul punto di essere distrutta come popolo e come Nazione né più né meno di come i romani fecero coi cartaginesi, l’autrice dirige la sua attenzione sui canali attraverso i quali il potere si accinge a concludere questa demolizione.
    Con una felice analogia l’antropologa scrittrice asserisce che “una massa informe di individui, privi di qualsiasi connotato di identità, fra i quali possano così mischiarsi altri popoli, altre religioni, con l’intento di non provocare alcuna crisi di rigetto” è analoga “all’operazione che si compie per effettuare un trapianto d’organo : sopprimere le difese immunitarie, accecare la vigilanza della Natura nei confronti dell’ingresso di corpi estranei. I popoli, così come gli organismi, diventano debolissimi, incapaci di reazioni, di ribellioni”.
    “Con il solito coro all’unisono, politici di tutte le tendenze, mezzi di informazioni e capi religiosi hanno martellato i sudditi fino a plagiarli: se volete finalmente godere la Pace, dovete rinunziare a voi stessi, a tutto quello che fino ad oggi ha formato il vostro patrimonio di valore, e consegnarvi al futuro senza volto di una uguaglianza che in realtà è sottomissione agli unici che un volto lo conserveranno, molto più forte di prima: i detentori del potere”.
    Ebbene, cercherò di rendere più esplicito questo concetto della Magli già di per sé molto chiaro, chiamando con il loro nome le cose che hanno un nome: in che modo il potere può raggiungere questo obiettivo? Qualsiasi antropologo conosce la risposta: attraverso la società multirazziale e la babele linguistica che rappresentano un livellamento verso il basso, e se in Italia ed in Europa si è appena agli inizi suscitando allarmanti interrogativi, in altre parti del pianeta ha già dato i suoi frutti, consistenti nella massificazione di popoli totalmente privi di spina dorsale, senza alcuna identità sia nei tratti somatici, sia in quelli culturali, che si godono una pace regolata dal potere, intessuta di buonismo e di permessivismo in nome della quale il potere governa indisturbato i sudditi ad esso sottoposti in tutti i settori della vita pubblica e privata, sudditi che non reagiscono più a nessun sopruso, a nessuna violenza, a nessun arbitrio. A questi popoli è concesso soltanto di rappresentare il loro “nazionalismo” nelle competizioni sportive e nelle partite di calcio: è questa la ragione per cui al fenomeno “sportivista” viene dato sempre maggiore spazio nei media ed attira grandi investimenti da numerosi settori della finanza e del capitalismo mondiali.
    Nello stesso modo in cui il “principio della Pace ha disgregato l’Impero Romano” ed ha gettato il seme della discordia tra i popoli europei, adesso non fa altro che disgregare l’intelligenza e la mente dei popoli neo-latini sottoposti quotidianamente ad un bombardamento di propaganda pacifista che non solo li ha resi inerti di fronte alla tracotanza dei poteri forti, ma li fa incapaci di vedere al di là dell’interesse e dell’egoismo individuale.
    La necessità di individuare quali sono le forze palesi e occulte che si sono mosse e si muovono ancora oggi dietro la realizzazione dell’Unione Europea porta l’autrice a fare inevitabilmente il nome della Massoneria, dell’Alta Finanza e degli Ebrei, consapevole senz’altro di mettere il dito in un vespaio. Sulla Massoneria esiste una bibliografia sterminata, molti però continuano a credere che dietro al futuro Governo Mondiale e “al progetto dell’unione europea ci siano soltanto le forze della Massoneria” soprattutto da quando dalla Costituzione Europea è stato eliminato qualsiasi riferimento alle cosiddette radici cristiane dell’Europa.
    Per quanto riguarda l’Italia è bene fare alcune precisazioni di carattere storico.
    Arturo Reghini in un suo articolo intitolato “Il patriottismo della massoneria italiana” apparso sulla rivista Atanòr nel 1924, per rispondere ai velenosi attacchi dei gesuiti contro la massoneria accusata di tenere le fila del movimento internazionalista ai danni dell’Italia, dimostrò con dati di fatto che, a differenza di alcuni ordini religiosi, la massoneria italiana dava garanzie di italianità e di fedeltà agli ideali risorgimentali, senza venir meno ai suoi fondamenti iniziatici.(vedasi: Roberto Sestito, Storia del Rito Filosofico Italiano, FirenzeLibri 2003).
    Il Grande Oriente d’Italia, guidato oggi da un Gran Maestro con un passato di mazziniano e di simpatizzante per lo schieramento politico di destra e di estrema destra, non può essere certamente sospettato di tramare nell’ombra per la “fine delle Nazioni, delle Patrie, delle Culture, degli “stili” dei popoli”. Se così fosse, starebbe lavorando al suicidio di un’Istituzione trasformata e ribassata a un semplice club di tipo rotariano; nulla di particolarmente allarmante, sia ben chiaro, poiché altre Obbedienze sarebbero pronte e avrebbero tutti i titoli per raccoglierne l’eredità e lo spirito patriottico che in passato l’ha animata. Inoltre, gran maestri e gran commendatori dei diversi riti dovrebbero sapere che in campo iniziatico l’Italia vanta un primato che né inglesi, né francesi, nonostante la loro prosopopea, le possono insidiare, primato che al momento opportuno può essere sempre rivendicato e dimostrato.
    Molte forze in Europa sono sicuramente all’azione per vedere questa “fine” , senza poter escludere che alcune si annidino all’interno delle stesse istituzioni massoniche le quali strumentalizzano lo spirito universalistico della massoneria italiana per sottometterlo al globalismo e all’internazionalismo di gruppi e potentati non italiani perseguenti uno scopo totalmente diverso da quello istituzionale. Ma questo losco inquinamento non è nato oggi: basta leggersi gli scritti di Reghini sulla Massoneria per rendersi conto delle innumerevoli angherie subite dagli italiani. Ebbene, se così fosse si starebbe preparando l’aggregazione di “forze” le quali nell’ inseguire la finalità segnalata dalla Magli finirebbero per ufficializzare la rottura con la nostra tradizione spirituale e con il classico “stile” italiano.
    Anche “la Chiesa di Roma – precisa la Magli – si è unita al coro (dei distruttori ndc) ... Eppure anche lì, nel comportamento della Chiesa c’era, sia pure accuratamente nascosta, la volontà di punire e distruggere gli Italiani, gli ultimi sì a raggiungere la gioia di diventare , ma che, per ottenerla, avevano combattuto contro lo Stato Pontificio ed erano riusciti a toglierglielo”.
    Ed eccoci arrivati al punctum dolens del discorso sulla Chiesa. La domanda che io mi pongo è la seguente: la Chiesa ha digerito il risorgimento italiano? si è trasformata in chiesa nazionale? O cova dentro il suo seno uno spirito di revanche e al momento opportuno la vedremo pronta a sferrare un colpo micidiale contro gli italiani rei di averla umiliata a Porta Pia e di averle tolto il potere temporale? E in che modo la Chiesa Cattolica e tutto il cristianesimo approfitteranno dell’attuale Unione Europea e del potere politico che la rappresenta a Bruxelles per dirigere un colpo mortale contro l’Italia? Sarà la Chiesa come terzo potere la nuova cerniera tra gli altri due poteri che vogliono strangolarci?
    Non entro in problemi escatologici i quali non mi interessano, anche se a conclusione del presente articolo farò alcune considerazioni sulla “divinità” di Cristo e sul cristianesimo, ma denuncio subito il pericolo che i su riportati interrogativi parafrasati dal libro della Magli rappresentano per la nostra Nazione.
    Devo partire da lontano, da quell’infausto 1929, quando l’uomo della provvidenza firmò i Patti Lateranensi col Vaticano. Si dica quel che si vuole, si pensi cosa si vuol pensare, la verità è una sola: nel momento in cui firmava, l’uomo della provvidenza passava lo scettro del comando alla Chiesa che lo riprendeva vittoriosamente e senza colpo ferire dopo che Garibaldi e tutto il movimento risorgimentale glielo avevano tolto. Se per venti anni, la personalità del duce, la sua dittatura personale e gli altri avvenimenti mondiali hanno reso meno evidente questa verità, subito dopo la caduta del fascismo essa è emersa in tutta la sua drammaticità: lo scettro era già passato nelle mani del papa il quale per comandare non avrebbe avuto più bisogno neanche del potere temporale. Difatti gli bastò la Democrazia Cristiana cui affidò il comando per “delega”, sistema di cui aveva già larga esperienza e che è pronto ad esercitare anche in futuro non appena saranno maturi i nuovi equilibri politico-economici che si stanno delineando in Occidente con l’Unione Europea: è proprio un caso l’elezione di un papa tedesco e l’ubicazione della BCE in Germania?
    La cerniera era già salda e i delegati si misero subito in azione nel loro lento lavoro di erosione e di distruzione: dalla mafia alle stragi di stato, dall’economia assistita (fonte di corruzione) all’atlantismo, dall’inflazione all’euro, è stato tutto un lungo susseguirsi di avvenimenti che avevano solo un fine: umiliare gli italiani, prostrarli, indebolirli, rincoglionirli. Risultato: dopo tanti anni gli italiani si sono improvvisamente scoperti più poveri, più deboli, schiacciati da poteri che sono loro tradizionalmente e storicamente ostili.
    Ma gli italiani – e qui la Magli inizia il suo lungo e brillante excursus storico – discendono dai romani. Ne sono gli eredi storici e spirituali e anche se non lo volessero sono destinati ad accettare questa eredità e a farla propria; – memento Italia, esclamerebbe Virgilio e Leopardi gli farebbe eco – non puoi sottrarti al tuo destino che è nell’Impero! O governi i popoli a te fatalmente sottomessi o sarai ridotta peggio che a serva di osteria! Ne sono essi degni? La Magli non ha dubbi: si, ne sono degni, lo sono sempre stati e lo sono anche oggi nonostante i tradimenti del potere anzi, soprattutto per questo. A quale altro popolo, il mito, la storia, la civiltà - e non parlo del sacro che alla Magli non piace ma la cui presenza nella storia di Roma è stata provata da numerosi autori - ha assegnato un simile destino, ha affidato una responsabilità così grande? Questo primato ce lo possono insidiare i tedeschi? Gli americani? Gli ebrei?
    Guardiamo un momentino solo gli ebrei, popolo intelligente e tenace, per non dilungarmi troppo: dopo la seconda guerra mondiale gli ebrei hanno inventato il sionismo allo scopo di occupare la terra dei palestinesi, hanno tirato fuori la Bibbia per santificare la più funesta delle guerre civili in corso in Medio Oriente: fratelli semiti che si scannano tra loro da oltre quarant’ anni e non contenti del sangue che scorre in Palestina tentano di esportarlo anche in Europa con le minacce che quotidianamente i siti islamici lanciano contro di noi.
    Ma torniamo agli Italiani e quindi ai Romani nostri antenati.
    Scrive la Magli: “...nella volontà di cancellare ogni loro merito (dei Romani) ... c’è stata fin dall’inizio la falsificazione dell’opera dei Romani. La chiamo “falsificazione” perché condotta volontariamente.... Tuttavia essa non è mai stata messa in rilievo da nessuno, neanche dagli Italiani più critici nei confronti della tradizione storica”.
    Gentile signora Magli, mi permetta di dissentire profondamente dalla sua affermazione giacché questa falsificazione è stata messa in rilievo in uno dei suoi scritti più belli da Arturo Reghini il quale non era uno storico, ma un filosofo e un iniziato ed ha fatto molto parlare di sé negli anni caldi del primo dopoguerra quando la polemica sul ruolo degli italiani e sulla tradizione romana era viva in riviste e giornali animati dagli uomini di punta del futurismo e delle avanguardie letterarie italiane.
    Per rispondere ad alcuni dei tanti denigratori della romanità ecco quel che scriveva Reghini su UR (1928) nel saggio intitolato “Della Tradizione Occidentale”:
    “Per svalutare intellettualmente ed iniziaticamente i Romani, li si dipinge come un popolo rozzo, brutale, bellicoso, alieno dalla filosofia, preoccupato dei problemi materiali e pratici della vita, incapace di ogni astrazione ed idealità. E poiché, secondo i pregiudizi teosofici, martinisti, ed in genere cristiani e profani, il vero iniziato deve essere incapace di ammazzare una mosca, deve struggersi di amore per il prossimo, deve disprezzare e persino odiare questo basso mondo e badare a salvare dal peccato, dall’ira di Dio, dal pianto e dallo strider dei denti la propria anima, risulta allora manifesto che, ponendo alla base della vita sociale non l’amore e la carità ma l’jus, il fas ed il mos, combattendo virtute praediti, non porgendo la destra a chi ti percuote sulla sinistra e viceversa, tracciando strade su tutti i continenti, costruendo ponti su tutti i fiumi e non curandosi della filosofia, si dimostra di non possedere l’iniziazione.”
    L’intero studio di Reghini al quale rimando (Arturo Reghini, Imperialismo Pagano e Tradizione Italica, Ignis) è una confutazione degli errori e delle maldicenze, soprattutto ad opera dei francesi i quali sì, come naturali discendenti dei Galli non mandano giù la sonora lezione di Cesare ad Alesia, ma anche e soprattutto una riconferma delle straordinarie virtù civili e morali dei Romani che la nostra scrittrice riesce molto bene a individuare riconoscendole in alcune specifiche abilità degli italiani versati nella musica, nell’architettura, nella lingua, nell’ingegneria, nelle scienze e come puntualizzerò più avanti soprattutto nella politica, anche se non sempre esercitata a vantaggio del popolo italiano.
    “E’ vero – conferma la Magli – che buona parte della fama di Roma proviene dalle vittorie belliche, in quanto, come sappiamo, si è voluto negare ai Romani, per disprezzarli, qualsiasi qualità intellettuale; ma Cesare... è un grande scrittore ed etnologo”.
    Era qualcosa di più, il grande Cesare; lo dichiara il maestro di Arturo Reghini, il musicista e pitagorico Amedeo Armentano, nello scritto “Due parole ai pigmei” (vds. Amedeo Armentano, Massime di Scienza Iniziatica, Ignis) quando scrive per rispondere a un altro dei tanti denigratori della romanità: “Cesare fu il solo uomo dell’antichità manifestamente divino. La civile virtù, il senno, la forza, la maschia bellezza, la determinazione volontaria di ogni suo gesto e l’abbraccio imperiale alla terra dicono, di questo romano, ciò che la tradizione e la storia di altri popoli non può autorevolmente dire dei suoi eroi e dei suoi Dii. Noli me tangere.”.
    Ed io ripeto: noli me tangere, anche se la frase farà illividire di rabbia i moderni picconatori della nostra storia che a Bruxelles sognano di demolire gli ultimi bastioni dell’italianità romana e latina incoraggiati altresì dalle parole di Benedetto XVI che a Colonia ha esortato a vigilare sul “ritorno del paganesimo come male che genera i totalitarismi”.
    Sulla presunta irreligiosità dei Romani l’incomprensione degli storici è totale ed assoluta, in quanto non riescono a concepire una forma religiosa diversa da quella imposta dalle religioni monoteistiche di origine orientale, ma se c’è una cosa che Roma ha aborrito fin dalla sua fondazione è la concezione asiatica della divinità. L’argomento è trattato con grande competenza di storico e di sapiente da Manlio Magnani nella sua opera Supremo Vero ancora inedita. Egli scrive:
    “La reazione solare si manifestò in Roma.
    La difficoltà di questo manifestarsi potete misurarla dalla stessa composizione del mito, cioè dagli elementi compositi che intervengono nella narrazione intorno a Romolo che è liberato dalle acque ma che però ha bisogno di nutrice o in quella di Jupiter.
    Tuttavia la solarità si afferma: il Re è signore del Fuoco; si afferma e si impone. Roma combatte, vince, sommette tutti i popoli e contro quelli nei quali la tradizione aveva più degenerato nella lunarità usa speciale ardore e severità. Vedete infatti che nulla risparmiò né degli Etruschi, né dei Cartaginesi. Roma, fissa nel principio solare non può transigere. Suoi simboli l’Aquila capace di salire nel cielo di Etona, sino al Sole; l’ascia e il fascio. Persino deve essere spietata con i Libri di Numa e con i Pitagorici. La scienza degli uni e degli altri veniva da colui che non seppe resistere sul volo dell’aquila. La reazione solare in Roma ebbe prevalente aspetto politico civile. Non era più possibile nel mondo il tipo di civiltà saturnio, ma invece quello militare-politico; e tale infatti la caratteristica più appariscente della romanità. Tentativi in ugual senso si erano manifestati in altri luoghi, esempio quello di Alessandro, però senza l’efficacia, l’imponenza, la proiezione del romano.
    Un certo elemento della Tradizione, trasfuso poi anche nel mito corrente o exoterico indica la purezza genetica dell’inspirazione romana e la caratteristica che doveva adottare realizzandosi praticamente. Saturno era occultato”.
    Il Romano, aggiunge più avanti Magnani, praticava il rito antichissimo in cui il capo interrogava il Dio senza pregarlo, avendo come mezzo di comunicazione il fulmine.
    In questo senso è corretto dire che il sacro era al loro servizio perché il Romano nell’esercizio del proprio culto impersonava il sacro e lo sottometteva alla propria esigenza, non per il gusto di mistificarlo, ma per il reale rapporto di potenza-sapienza-amore che intercorreva tra il mondo divino e quello umano, senza escludere che il mondo romano fosse una reale ipostasi concreta e vivente priva di ogni circonlocuzione sentimentale, del mondo degli dei.
    Magnani, più semplicemente avrebbe detto che, fin quando Roma si mantenne fedele alla pura concezione solare, si tenne lontana da tutte le suggestioni religiose, quando fu circondata e ammaliata da un esercito di dii e di dee con le loro coorti di riti e di iniziazioni Roma cadde nella rete dell’orientalismo ellenizzante ed ebraizzante.
    La Magli sostiene – ed in buona parte ha ragione - che la Grecia è stata “il maggiore impedimento per capire la civiltà romana”. Non perché la civiltà ellenica sia stata una grande fioritura del pensiero umano che avrebbe offuscato la cultura latina: al contrario, è stata a volte manipolata pregiudizialmente e in contrapposizione alla cultura latina sempre con il solito intento di denigrare Roma e fare di Atene il faro della civiltà occidentale: i Romani però che certamente erano più intelligenti dei loro detrattori amarono molto la lingua, la poesia, la filosofia dei greci e fecero dell’Ellade la loro seconda patria, ciò che permise a un greco come Giorgio Gemisto Pletone di svegliare in Cosimo de’ Medici l’amore per la filosofia platonica agli inizi del Rinascimento e di dare così il via al grande risveglio umanistico in Italia e in Europa dopo secoli di dominio e di oscuramento delle coscienze operato dal cristianesimo.
    Dalla Grecia purtroppo sono transitate, per ragioni forse più geografiche che filosofiche, molte delle infezioni esotiche e settarie di origine orientale che hanno corroso dal di dentro il corpo della latinità il quale, privato dei suoi organi interni primari e più antichi, è stato poi dai cristiani usato per un uso religioso e politico che di romano aveva ed ha la facciata esterna e la liturgia, cose di cui i romani non si sarebbero minimamente interessati. Gli italiani però, pur mutilati della loro vera anima, non hanno mancato di continuare ad esprimere le loro tante virtù e le loro magnifiche doti.
    Al punto in cui siamo arrivati, considerata valida sotto tutti gli aspetti la retrospettiva della Magli, ci si chiede: è questo ancora il tempo della dietrologia e delle tribune letterarie? I professori di storia e gli uomini di cultura in genere prenderanno finalmente coscienza che è giunto il momento di passare all’azione per cui i discorsi che stiamo facendo qui e che abbiamo fatto nel passato cessano di essere semplici occasioni di scambi di idee e di diverse e anche opposte visioni culturali per trasformarsi in animati dibattiti politici dove il cristianesimo finisce col tornare ad essere il più importante punto all’ordine del giorno né più e né meno di come sarà stato ai tempi della Giovane Italia di Mazzini o della Carboneria sotto il potere temporale della Chiesa? Quante volte ancora si deve ripetere che il cristianesimo è stato il grimaldello col quale l’Oriente ha aperto le porte del tempio latino per farvi entrare le loro orde asiatiche di predicatori di ciance?
    Senza volerlo, ho cominciato a parlare di Cristo e del cristianesimo, sul quale non condivido l’ottimismo manifestato dalla Magli in alcuni capitoli del suo libro. Se dovessimo porre sui piatti di una bilancia il bene e il male causati dal cristianesimo all’Europa, la bilancia penderebbe di molto dalla parte del male; e non mi si venga a dire che siamo tributari a Gesù di una grande dottrina morale perché prima di Cristo ignoravamo gli insegnamenti del Vangelo; nella filosofia greca e nei costumi dei popoli italici (vedasi i “Detti Aurei” di Pitagora) di quegli insegnamenti ce n’è a iosa: basta solo cercarli e metterli in pratica.
    Non voglio però avventurarmi in complicate disquisizioni teologiche che non mi interessano e di fronte alle quali i filosofi di Atene e i magistrati romani, sorpresi dalle assurde elucubrazioni sul corpo di Cristo, la morte, i miracoli e amenità di questo genere, rabbrividirono.
    Chi era Cristo e quale sorte gli fosse riservata, ce lo dicono gli stessi Vangeli quando raccontano come quel paziente uomo di Ponzio Pilato rimandò l’infelice prigioniero al sinedrio ebraico il quale se ne liberò rapidamente condannandolo a morte. Fine della storia. Fine della vita di Gesù.
    Il resto comincia con l’ebreo Paolo e con altri settari della sua risma che circa 30 anni dopo la morte del loro campione cominciarono a tramare l’assalto politico a Roma e all’Impero nei modi e nello stile tipici dei terroristi dell’epoca, sicché i fondamentalisti di oggi, islamici, giudaici o cristiani che siano, non fanno altro che ripercorrere il solco tracciato dai loro illustri antenati, con l’aggravante dei mezzi offerti dalla scienza moderna, frutto in parte di quella civiltà che si erano proposti di distruggere.
    “La rivoluzione che Gesù propone è una rivoluzione liberante dai rituali ossessivi dell’ebraismo” e più oltre “La cultura ebraica era (ed è) soffocante”. La Magli vede quindi la questione di Gesù come un problema interno all’ebraismo. Purtroppo non è solo così, perché più avanti ella riconosce che “un indebolimento politico e militare dell’Impero apre le porte all’universalismo cristiano che non avrebbe potuto comunque affermarsi se non fosse stato prima pensato e realizzato dai Romani”.
    E’ molto strano che un eversore della legge ebraica possa trovare udienza nel mondo romano, dalla Magli presentato nelle sue pagine come un mondo efficiente, maturo, e soprattutto progredito in tutti i campi del sapere e della vita civile. Gesù è un eversore tout court e lo dimostra il fatto che i cristiani “quando sono stati chiamati a riconoscere la majestas davanti al magistrato rifiutando di farlo (si rifiutavano di bruciare un grano di incenso di fronte alla statua dell’Imperatore, ndc) proprio per non adorare l’Imperatore” si dimostrarono sovversivi dell’ordine romano.
    Per quanto mi riguarda il discorso sul cristianesimo potrebbe finire qui, ma sarei un ingenuo se pensassi che un dibattito sulle religioni monoteistiche di origine asiatica possa esaurirsi in un articolo o in un libro. L’importante quindi è mantenere aperto e vivo un dibattito che, ripeto ancora una volta, era già stato avviato da illustri personaggi agli inizi del novecento (tanto per restare in epoca moderna).
    Molti italiani forse ignorano che il problema sollevato da Ida Magli e da lei stessa molto bene attualizzato alla luce degli ultimi avvenimenti politici, era stato già ampiamente esaminato; oggi però, ripresentandosi in tutta la sua drammaticità e pericolosità si illumina di una luce sinistra.
    Nel 1914 Arturo Reghini di fronte all’invadenza del partito clerico-nazionalista (laici e preti strettamente alleati) scrisse Imperialismo Pagano invitando gli italiani a riflettere. Concluse così il suo scritto: “Nazionalismo e cattolicismo sono termini antitetici persino etimologicamente! Storicamente ed intrinsecamente il nazionalismo cattolico è una assurdità! Noi esortiamo gli italiani sinceri a non volersi prestare al giuoco della Chiesa Romana ; ed a costituire un partito imperialista laico, pagano, ghibellino che si inspiri unicamente alla tradizione italica di Virgilio, di Dante, di Campanella, di Mazzini.”.
    Se oggi gli Italiani vogliono ritrovare la loro anima rinascimentale e romana, devono riscoprire un’unità politica vera, non quella ingannevole proposta dal potere. Devono costruire un rapporto col mondo orientale ed ebraico diverso da quello perseguito dalle potenze occidentali che sono l’espressione del fondamentalismo cristiano in guerra con quello islamico per il controllo delle fonti energetiche. L’Italia è l’unica potenza europea dalla quale dipende il destino di tutte le altre Nazioni mediterranee e quindi deve avere il coraggio di fare scelte coraggiose, di ricominciare a fare la storia, perché dalla nostra debolezza nasce l’arroganza e l’arbitrio degli altri i quali anche se meno dotati di noi in termini civili e umani pur di sopravvivere e di continuare a regnare non ci penseranno due volte a buttare nella spazzatura i valori veri della giustizia e dell’umanesimo latino, esercitando contro di noi la violenza più bruta e distruggendo quel poco che ancora resta della nostra intelligenza e della nostra cultura.
    "Son contento quando consumo senza pagare un pò meno quando pago e non consumo"

  10. #340
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    Citazione Originariamente Scritto da Spartacus74 Visualizza Messaggio
    IO il Nord lo conosco abbastanza bene caro Vor.
    Primo perché ci vivo da anni.
    Secondo perché ho un cognome radicato tra il Veneto e l’Emilia e parte della mia famiglia è originaria del Veneto profondo a pochi km da un paese dove parlano un dialetto gotico arcaico.
    Terzo un'altra parte della mia famiglia, quella Pugliese (mia zia) si è trapiantata a Milano sposandosi uno dei pochi milanesi purosangue rimasti a Milano e ho i cugini metà pugliesi e metà milanesi vissuti a Milano.
    Quarto: un mio ex compagno di casa era della Guardia Nazionale Padana e oggi ha gettato nel lavandino tutto ciò che fece all’epoca tornando a Marco Aurelio, Platone, Augusto, Cicerone, Socrate etc etc definendosi un “fascista laico di religio romano-mediterranea”. Non un cretino ma uno che ha studiato molto la faccenda e ha passato tutto il mondo del nazipadanismo.

    Bello sfoggi di titoli. Ora ti elenco i miei : nato e cresciuto nel cuore del Piemonte, parte materna in mezzo alla Langhe, quella paterna tra le montagne del Cuneese, in area già OCCITANA (sulla carta forse non sono nemmeno al 100% piemontese, pertanto....). Ricerche genealogiche, durate anni, sul mio cognome, ci hanno permesso di risalire ed identificare la presenza dei miei antenati sulle montagne del monregalese sino al 1566 (vale a dire il concilio di Trento. Prima non si può materialmente risalire, ma potrebber essere rimasti sul posto anche 1000 anni per quel che si sà.................)

    Pertanto per tradizione e compagnia, il sentimento delle mie parti lo conosco meglio di te,permetti ?


    IL sentimento identitario del Nord, quando i Veneti emigravano in massa in Argentina ed Australia NON ESISTEVA se non in misura fortemente localistica dato che un Genovese ed un Triestino non hanno nulla a che vedere come un Milanese ed un Veneto o un Bergamasco ed un Goriziano e un Bolognese etc etc.Tutta la questione è nata dal Dio Denaro e dal progetto marcoecnomico della Fondazione Agnelli di cui Miglio faceva parte assieme ad altri maggior enti leghisti.
    1) Ripeti la stessa solfa, che è il cavallo di battaglia di voialtri per screditare il Nordismo. Su questo siamo in diametrale contrapposizione, al punto che ogni risposta sarebbe inutile. Io continuerò a pensare ciò che penso e tu altrettanto. Solo una cosa sappi............tutte le cose che ho sentito sin dalla mia infanzia in tutti gli ambienti conosciuti a propisito di nord e meridione, NON avevano nulla a che fare con motivazioni economiche..........c'è molto di più sotto, ma gente come te non potrà mai accettarlo perchè rappresenterebbe la fine di tutti i tuoi ideali spiritual-unitari

    2) Una persona come GIANFRANCO MIGLIO , tu non potresti nemmeno nominarla per disparità dei titoli in campo : docente di SCIENZE POLITICHE alla CATTOLICA di Milano per circa 30 anni , dopodichè magnifico rettore nella stessa per diversi anni. Uno dei primi, e tuttora pochi ad avver eseguito in italia, uno studio approfondito sulla produzione sociologica di Max Weber. Deputato diverse volte (una già nella prima repubblica), costituzionalista di fama, autore di decine di testi accademici (lui per davvero, a differenza di un Renato del Ponte o tutti i vostri entusiasti "ricercatori" della corrente italico-romana.......)

    Da parte di una persona (come te) che difficilmente può aver frequentato una qualsiasi università trovo molto difficile che sia ammissibile alcuna critica di natura culturale a un personaggio del genere..........(scusami la brutalità "ad personam" a cui sto arrivando adesso, ma te le vai a cercare da solo).

    3) In CANADA (dove gente che conosco è stata....) la comunità italiana è nota in maniera positiva a tutti gli altri gruppi, proprio perchè in buona parte veneta.


    NON bastando la questione economico fiscale sono passati al Celtismo ed al Germanismo.
    Il primo ha un qualche senso (qualche, non tutti i sensi), il secondo è una assurdità palese basta andare in Alto Adige e vedere che Trento e la sua provincia sono nettamente diverse dall’area con forte presenza tedesca.
    Già un Tedesco d’hoc considera un Bavarese una cosa “strana”, uno Svizzero come un qualcosa di nettamente diverso e un Austriaco in un altro senso ancora.

    Il Celtismo e il Germanismo sono il naturale cuore dell'ideologia etnonazionalist/etnofederalista (non confondermi continuamente con la Lega Nord, Grazie).

    Il primo (Celtismo) è importante in tutti i sensi perchè costituisce un substrato etnico che fu reale ed indiscutibile per gran parte del Nord. Il Germanesimo ha , ammetto, un valore nettamente inferiore, ma tuttavia avvertibile (i Longobardi hanno fatto parte della storia del paese), il Nord (Longobardia Maior) costituiva il loro territorio principale , dal momento che quasi il 90% dei Longobardi si stanziò lì ponendo come capitale PAVIA e come città più importanti MILANO e VERONA (più molti importanti ducati, come a TORINO, ASTI, TREVISO, etc.......a differenza di un paio di ducati e poco altro nel meridione)

    Vale la pena di rievocarlo dunque.



    Ma se una persona viaggia e vede degli Italiani li riconosce all’istante e viene riconosciuto all’istante sia che si parli di Milanesi che di Bolognesi che di Siciliani.
    Come no ? talmente uguali che a me si rivolgono in Francese.......



    A parte che oramai, ed è un bene proprio per il suddetto cretinismo delle valli, ci sono state (non solo ora ma anche nei secoli passati) mescolanze notevoli anche coatte per causa dei regnanti che mandavano mano d’opera da una parte all’altra della <Penisola per ragioni militari e di alleanze contingenti.
    Gli eserciti poi erano tutti mercenari nei secoli precedenti la Riv Francese, per cui masse di Napoletani al servizio del Re di Spagna si impiantavano in Lombardia ad esempio.
    Gli eserciti mercenari di un tempo erano anche molto ridotti numericamente. Le tue "masse" erano quattro gatti rispetto ai locali.

    E' inutile che tenti di mettere in dubbio le identità altrui, non ne sei in grado............






    IN questo forum parliamo Italiano e non una selva di dialetti, i quali poi sono qualcosa di diverso dalle lingue avendo essi delle radici comuni di tipo neolatino come anche il Provenzale, il Catalano etc; basta avere accesso ad un minimo di fonti di linguistica e nessuno direbbe che in Italia (a parte le minoranze linguistiche su cui ammetto capitoli a parte) ci sono radici diverse dal latino nei dialetti; salvi poi inserimenti allogeni specifici per zona (Arabi, Ispanici,Greci,Germanici etc).
    Meno male per te.....se no non capiresti più un cazzo. Comunque, caro mio, non basta che una lingua bbia radici latine per essere considerata uguale ad un'altra. Il Francese NON è Italiano. L'Occitano NON è Italiano. E molti dialetti del nord GALLO-Italici sono più affini al francese che all'Italiano standard (che deriva dall'idioma tosco-italico di Dante)

    Spartacus, capisco che devi difendere la tua corrente di pensiero e le tue opinioni, ma non superare la soglia del ridicolo per idmostrare le tue tesi...........



    Ma il dettaglio non è la totalità di un qualsiasi cosa, uno prende due quadri di ispirazione cubista o neoclassicista o macchiaiola e vede stili assimilabili seppur soggetti e particolari diversi, penso che per le aree dialettali o culturali sia la stessa cosa; almeno per chi è un minimo attento.
    Di nuovo, non attaccarti a meri sofismi per sostenere le tue tesi............



    Le identità locali sono qualcosa di bellissimo se parte di un progetto organico maggiore, la Nazione, la quale poi può costruire assieme ad altre Nazioni un progetto transnazionale superiore in senso geopolitico (Europa, Eurasia, Eurosiberia, Eurafrica, Eurabia a seconda dei gusti e dei progetti).
    I passaggi intermedi sono quelli che garantiscono una salutare logicità ed armonia del progetto superiore altrimenti dalla Valle alla Regione già si finisce con la guerra civile.
    Io rispetto tutto questo a modo mio : Italia Confederale






    Cme per chiudere questo intervento, forse troppo lungo, voglio dire che i Sardi hanno dalla parte loro una lingua vera e non un dialetto, per cui hanno qualche legittimità in più.
    MA infatti hanno una certa autonomia ed una giusta rivalutazione della loro tradizione e cultura, ma la Val Brembana o altri ancora??
    MA parliamo di cose serie!
    I dialetti sono tutti lingue. In particolare poi quelli GALLO-italici, che appartengono al gruppo delle lingue gallo-romanze assieme a Francese, Occitano, e Catalano, e NON con l'idioma tosco-italiano.

    TU parli di serietà ??, ma sai di cosa parli ??



    Che razza di falsi e ipocriti voi siate è ora chiaro, tanto per restare in tema: voi sareste gli Europeisti?
    Certo che lo siamo. Io sono per l'Europa potenza, ma anche per la difesa della identità. E se tu per rappresentarmi utilizzi un campano un siciliano o un laziale, NON mi rispetti affatto.

 

 
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