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  1. #61
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    Citazione Originariamente Scritto da Skepto Visualizza Messaggio
    Differenza: il comunismo è un movimento politico, il cattolicesimo no.
    Al limite, potrebbe esserci l'espulsione da un partito, ma non la scomunica.
    sono due filosofie che si scontrano

  2. #62
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio
    ma se un cattolico si sente cattolico ma dissente alcune parole pronunciate da esponenti del Vaticano, perchè dovrebbe rinunciare alla propria fede?
    non so...chiedilo ai cattolici...hanno le loro stranissime convinzioni.....da rispettare però...

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio


    sono due filosofie che si scontrano
    Una è una filosofia politica, un'altra è religiosa. Politico=pubblico, religioso=privato. Capisci?
    There is no calamity greater than lavish desires.
    There is no greater guilt than discontentment.
    And there is no disaster greater than greed.

    Lao-Tzu

  4. #64
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio


    non so...chiedilo ai cattolici...hanno le loro stranissime convinzioni.....da rispettare però...
    infatti io conosco cattolici che non condividono alcune posizioni della Chiesa di Roma... e suppongo ce ne siano anche in Parlamento... spero...

  5. #65
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    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio
    infatti io conosco cattolici che non condividono alcune posizioni della Chiesa di Roma... e suppongo ce ne siano anche in Parlamento... spero...
    caro polemiko il problema è che per un Cattolico il papa è una figura spirituale in cui credono ciecamente, così come qualcuno crede ciecamente nello stato, così come alcuni credono fedelmente nel partito, così come alcuni credono nella libertà.
    Un cattolico "vero" segue alla lettera ciò che il vicario di Cristo dice. Se un uomo non crede alle parole del vicario di Cristo non è Cattolico. Non è così dificile mi pare. Se non credono al papa possono sempre farsi protestanti, nessuno gli vieta la cosa...

  6. #66
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    BINDI: «PROVA DI LAICITA'» - «Il governo ha fatto il suo dovere- commentato il ministro per la Famiglia Rosy Bindi - e la parola passa ora al Parlamento che nell'esaminare il testo è chiamato a dare una prova di laicità: dovrà decidere se approvarlo così come il governo lo ha presentato o se apportare delle modifiche». Con particolare riguardo all'eventuale utilizzo di parte dell'extra gettito del 2006 per interventi di sostegno mirati. Il ministro ha criticato uno dei punti del manifesto che indice il "family day", laddove "fa riferimento esplicito alla possibilità di regolare le convivenze ricorrendo alla forma del contratto privato". Il ddl del governo ha "rigorosamente evitato" questa opzione, ha argomentato Bindi alla Camera, in quanto rischierebbe di essere un "vero e proprio matrimonio privato contrapposto al matrimonio pubblico".
    VOLONTE': «PIENA SINTONIA CON LA CEI» - Luca Volontè, capogruppo dell'Udc alla Camera, ha invece espresso esprime «piena sintonia con la nota della Conferenza episcopale italiana», perché «famiglia e bene comune costituiscono un binomio irrinunciabile per chiunque, a tal punto da meritare tutta l'attenzione e l'impegno laico possibile da parte del mondo politico e civile in generale».
    ANGIUS: «CONFLITTO APERTO STATO CHIESA» - «Ormai siamo di fronte ad un aperto conflitto tra Stato e Chiesa che colpisce i principi costituzionali». È duro il giudizio del diessino Gavino Angius sull'ultima presa di posizione della Cei, nella nota diffusa oggi.
    GASPARRI: «NOTA VINCOLANTE PER I POLITICI» - «Dalla Cei è giunta una nota vincolante per quanti sostengono politiche in difesa della famiglia» secondo quanto dichiarato in una nota da Maurizio Gasparri dell’esecutivo di Alleanza Nazionale.


    28 marzo 2007

    rabbrividisco...che bella destra...paleocristiana...

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio
    ma se un cattolico si sente cattolico ma dissente alcune parole pronunciate da esponenti del Vaticano, perchè dovrebbe rinunciare alla propria fede?
    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio


    non so...chiedilo ai cattolici...hanno le loro stranissime convinzioni.....da rispettare però...
    Ripeto, perché forse non tutti l'hanno in mente, che fare pressione privata su un dipendente pubblico affinché faccia, ometta o modifichi l'esecuzione dei suoi doveri è reato; non puoi pagare un politico affinché approvi una legge, la sua banca non può minacciarlo di sospendergli un finanziamento se non fa ostruzionismo nei confronti di una certa legge, eccetera eccetera. Questo include la minaccia di scomunica, che è un atto rivolto verso al privato. Ripeto, sarebbe reato.

    Detto questo, aggiungo che la Costituzione dà libertà di culto finché essa non è contraria alle leggi dello Stato. Quindi, non è neppure vero che "le stranissime convinzioni sono da rispettare": lo sono, finchè non sfociano in concussione.
    There is no calamity greater than lavish desires.
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    Lao-Tzu

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da gigionaz Visualizza Messaggio
    Ma no, ma no... Ieri è venuto il prete a casa mia, per benedirla, ha detto la sua preghiera ed io ho pure detto amen in fondo. Sono ateo ma mica imbecille.
    Riconosco che ha uno spazio sacro che è il suo. Mi fa pure piacere di vederlo al lavoro.
    Ma qui nessuno mostra di conoscere i fondamenti dello stato laico. Non so se vi hanno insegnato a scuola che lo stato laico si mangia i bambini, come, si dice, facessero i cinesi (e i comunisti tout court). Se è così, mette conto di informare che lo stato laico poggia la sua base sulla tutela delle libertà di tutti.
    Di TUTTI, dico. E la politica deve avere una visione areligiosa. Cioè, svincolata dalle credenze.

    Ma come cazzo fate a lamentarvi dell'integralismo islamico?
    O vi state preparando alla 'guerra di civiltà'?
    Nella tradizione politico-culturale dell'Occidente (e in Italia più che altrove) si è venuta affermando l'idea che un'impostazione autenticamente liberale dovrebbe essere, per forza di cose, anche e soprattutto laica. Tale tesi ha avuto un tale successo che non soltanto la maggior parte di quanti si dicono liberali afferma ad ogni piè sospinto la propria laicità, ma anche molti credenti (cattolici, protestanti, ebrei, e così via) si sentono sempre più in dovere di fare pubblica e ripetuta confessione della loro profonda adesione ai principi del cosiddetto Stato laico.
    È però il caso di chiedersi quale sia l'autentico significato dell'aggettivo "laico" e soprattutto cosa comporti l'ideologia di cui tale termine-concetto è evidentissima espressione.
    Non è qui il caso di ripercorrere la lunga e ben nota evoluzione etimologica di tale parola. Più importante è invece ricordare che questa espressione - nel linguaggio contemporaneo - si riferisce essenzialmente allo Stato. I fautori della laicità, in definitiva, chiedono che lo Stato sia laico ed in tal modo essi gli domandano di rimanere estraneo dinanzi ai dibattiti religiosi, rinunciando a sposare una confessione contro le altre.
    C'è quindi un elemento che subito salta agli occhi: la stretta corrispondenza tra Stato e laicità.
    Questo, a mio giudizio, è il primo e fondamentale elemento che impedisce ad ogni autentico libertario, davvero coerente e conseguente, di definirsi "laico". Quanti sono impegnati nell'immaginare e costruire ordini politici senza Stato e oltre lo Stato non hanno alcuna possibilità di restare impigliati in logiche subdolamente stataliste e viziate dal mito dell'ineluttabilità del potere sovrano. Essi sono impegnati a liberare l'uomo dalla violenza statale, al fine di permettergli di vivere entro ordinamenti da lui scelti (sulla base delle sue convinzioni religiose, morali, culturali e così via).
    Quando si dice - ed è certo vero - che il linguaggio del laicismo è largamente ottocentesco e destinato ad opporre credenti e non credenti (o clericali e non clericali), si apre allora la strada ad una comprensione della realtà molto più profonda di quanto non appaia a prima vista. Non solo, in effetti, questo rilievo evidenzia la centralità di tale concetto in dibattiti e conflitti politici ormai davvero lontani (tipici di un'epoca dominata da irredentismi, nazionalismi e guerre "per l'unità"), ma permette ugualmente di cogliere come la cultura laico-statale continui ad immaginare una coatta coesistenza tra individui e comunità che, se fossero liberi, sceglierebbero di condurre esistenze indipendenti.
    Ogni appello al laicismo e alla laicità è quindi viziato dal permanere di una cultura profondamente (anche se spesso inconsapevolmente) illiberale, in quanto ignara del diritto di ogni uomo a ricercare la propria felicità senza sottostare ad alcuna terrena sovranità. Una simile cultura è anche dimentica del carattere del tutto artificioso che è proprio del dominio della classe politica e degli apparati burocratici che proliferano attorno ad essa.
    Vi è poi un'altra considerazione da farsi. La retorica laica si alimenta di un principio tanto ridicolo quanto pericoloso: quello della neutralità dello Stato. In realtà, per definizione, ogni organizzazione umana è caratterizzata da culture, scelte e volontà ben precise. Il cosiddetto "Stato laico" può anche rivendicare a sé una supposta indifferenza di fronte alle diverse prospettive religiose, ma non può certo pretendere che quanti assistono al dispiegarsi della sua azione possano davvero credere ad una tale innocenza. Nei fatti, d'altra parte, se pensiamo anche solo alla storia italiana noi ritroviamo innumerevoli appelli all'autonomia delle istituzioni pubbliche e al tempo stesso, però, dobbiamo rilevare come gli ordinamenti che si sono succeduti siano stati - di volta in volta - variamente utilizzati da questo o quel gruppo di potere culturalmente ben definito: massonico-risorgimentale, clerico-fascista, democristian-socialista, tecnocratico-comunista.
    L'uso costante dell'apparato statale laico in questa o quella direzione, però, non deve occultare alcuni dati ben più importante, che possono essere così riassunti: lo Stato è un'entità post-cristiana (e anche sostanzialmente anti-cristiana) che fin dalla propria origine si è sforzata di "secolarizzare" taluni concetti propri della tradizione religiosa biblica e, in modo particolare, l'idea di trascendenza.
    Lo Stato è un'istituzione post-cristiana dal momento che esso si è affermato all'indomani della disgregazione dell'ordine medievale. È ben noto, d'altra parte, che ciò che i "moderni" vollero spregativamente chiamare "Medio Evo" (descrivendolo quale età di decadenza tra due splendide civiltà, quella greco-romana e quella rinascimentale) meglio andrebbe definita come "Cristianità".
    Lo Stato si afferma quale entità sovrana, allora, imponendosi quale monopolio della violenza di stampo burocratico e territoriale, ma anche entrando in conflitto con l'autorità (religiosa e morale) della Chiesa. Lo Stato è quindi un'istituzione che adotta una strategia di auto-rappesentazione quale entità neutrale (laica) proprio al fine di meglio combattere le persistenze religiose di un'epoca se non del tutto finita, quanto meno sul viale del tramonto.
    Gli uomini di Stato, in realtà, adottarono varie strategie. Dopo che Niccolò Machiavelli aveva suggerito al principe di porsi al di sopra della morale corrente o usare la religione quale mero instrumentum regni, non mancherà chi disinvoltamente ricorrerà sia alla prima che alla seconda strategia: facendosi persecutore e difensore dei credenti proprio al fine, in un modo o nell'altro, di sottomettere la società civile.
    La logica della laicità si inserisce qui. Di fronte all'evidente arbitrio di un potere politico che nega le identità e le pratiche religiose (o anche che le difende in maniera discriminatoria), il progetto politico egemone sette-ottocentesco affermerà l'esigenza di un potere che può essere neutrale proprio perché si pone al di sopra degli individui e delle loro pratiche religiose. Esso incarna un'autorità terrena e positiva che, però, ritiene di essere l'unica possibile garante della libertà religiosa e della stessa libertà tout court. E questa, certamente, è la più grave delle trappole concettuali poste difesa dello Stato moderno e che nell'idea di laicità continuano a ricercare argomenti e legittimità.
    Un'ultima considerazione. Lo Stato che si pretende laico è un organismo che usa la violenza della tassazione e l'arbitrio della regolamentazione. Esso quindi calpesta la dignità dell'uomo in ogni momento e anche nella sua esistenza più prosaica (e non solo nelle fasi di massimo "trionfo", coincidente con l'avvento di regimi totalitari e con lo scatenamento di guerre sanguinose).
    Quanti si ritengono liberali e libertari (e per questa ragione hanno a cuore la libertà umana ed avversano ogni forma di coercizione) sono allora costretti a guardare all'idea di "laicità" come ad un'astuzia della ragion di Stato: tanto più pericolosa quanto più essa si mostra abile ad occultare la propria vera natura e ad offrire un'impossibile copertura "liberale" a quanto vi è di più criminale nella modernità politica e nelle sue molteplici manifestazioni.

    di Luca Serena

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da Kronos Visualizza Messaggio
    GASPARRI: «NOTA VINCOLANTE PER I POLITICI» - «Dalla Cei è giunta una nota vincolante per quanti sostengono politiche in difesa della famiglia» secondo quanto dichiarato in una nota da Maurizio Gasparri dell’esecutivo di Alleanza Nazionale.


    28 marzo 2007

    rabbrividisco...che bella destra...paleocristiana...
    attento, perchè a dire 'ste cose si passa per intolleranti.
    Della serie laico=antipapa=anticattolico=intollerante=violento =comunista

  10. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio


    caro polemiko il problema è che per un Cattolico il papa è una figura spirituale in cui credono ciecamente, così come qualcuno crede ciecamente nello stato, così come alcuni credono fedelmente nel partito, così come alcuni credono nella libertà.
    Un cattolico "vero" segue alla lettera ciò che il vicario di Cristo dice. Se un uomo non crede alle parole del vicario di Cristo non è Cattolico. Non è così dificile mi pare. Se non credono al papa possono sempre farsi protestanti, nessuno gli vieta la cosa...

    si Pollock... ma un "vero" cattolico sa che il dogma dell'infallibilità papale (o infallibilità pontificia) afferma che il Papa, essendo sostenuto e ispirato dallo Spirito Santo nel suo incarico di Vicario di Cristo, non può sbagliare. Ciò non si applica tuttavia a tutti gli atti e le parole pronunciate dal Papa, ma vale solo quando egli proclama un nuovo dogma o comunque afferma una dottrina in modo definitivo. I documenti ordinariamente emanati dal Papa, come le encicliche, normalmente non sono coperti dall'infallibilità. Quindi suscettibili di non approvazione da chi si definisce cattolico. Il Papa dice anche che non si deve fare sesso prima del matrimonio, facendo un rapido sondaggio dovremmo dedurre che tutti quelli che hanno fatto sesso prima di contrarre matrimonio devono abbandonare la chiesa cattolica perchè il Papa ha detto così?... se fosse veramente così in Italia suppongo rimarrebbero pochissimi "veri" cattolici ... e questo del sesso prematrimoniale è solo uno dei moltplici esempi di predica pontificia che è spesso inascoltata dai fedeli di religione cattolica....

 

 
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