



E riguardo al tema della sicurezza intrinseca?
«A chi sostiene che la tecnologia nucleare ha raggiunto la "sicurezza intrinseca" bisogna domandare cosa succede se, durante il normale esercizio a regime di una centrale, improvvisamente gli si "stacca la spina" lasciandola senza alimentazione elettrica, neppure dal gruppo elettrogeno?
Cosa succede? Me lo dica lei.
«Succede il famoso "meltdown", la fusione del nocciolo. Una catastrofe, come a Cernobyl. Non è come staccare la spina ad un tostapane che si è incendiato. In quel caso l’incendio si esaurisce perché non c’ha più alimentazione. Invece nel caso di un reattore nucleare, la reazione primaria (di fissione dell´Uranio) viene fermata dal controllo automatico, ma le reazioni secondarie di decadimento delle scorie vanno avanti lo stesso e, quel che è peggio, sono immodificabili e non controllabili dalle barre di controllo. Ci vogliono almeno venti/venticinque anni prima che la produzione del cosiddetto "decay heat" (calore di decadimento) scenda a valori sufficientemente bassi per rendere gestibili i materiali nel reattore senza aver continuamente bisogno del raffreddamento forzato per evitare la fusione. Un reattore nucleare h come una macchina senza freni. Dal punto di vista strettamente tecnico, per viaggiare non occorre che l´auto sia dotata di freni. Basta evitare le discese ed assicurarsi di non incontrare sulla strada mai un ostacolo!».
http://www.greenreport.it/contenuti/...p?id_cont=5810
http://www.innovations-report.de/htm...cht-82232.html
New study of historical costs of nuclear power shows potential for high costs in future technologies
Te lo dico io cosa succede: i sistemi passivi sono comandati da forze naturali quali la gravità e la convezione naturale, e non richiedono nessun comando manuale nè corrente elettrica per intervenire. Se il tuo reattore viene allagato da qualche centinaio di metri cubi d'acqua, tale massa è perfettamente in grado di smaltire il calore prodotto dal decadimento nel nocciolo. Inoltre i reattori sono a coefficiente di temperatura negativo (e pure a coeff di vuoto negativo): in pratica se la temperatura aumenta, la reazione si spegne automaticamente (è questione di fisica, non di formule magiche: se diminuisce il moderatore ci saranno meno neutroni termici, e quindi meno fissioni, e quindi meno neutroni prodotti...è una catena che porta allo spegnimento). Ora non ho voglia di cercarlo, ma c'è un file strepitoso in rete, da un centinaio di pagine, che spiega per filo e per segno tutti i sistemi passivi di III generazione.
Ma di che anno è questa intervista? Nei reattori di II generazione i sistemi passivi non sono così evoluti, ma ciò non toglie che ci sono moltissime precauzioni (sono più ferrato su quelli di III gen, chiedi a Ronnie per questi). Tanto per dire, le barre scendono per gravità, e spengono la reazione. Inoltre in massima parte NON c'è grafite dentro ai reattori, e comunque attorno ci sono i muri di cemento armato, CHE A CHERNOBYL NON C'ERANO, i quali non si rompono...fatti due conti. Quindi: se manca la corrente, scendono le barre, si spegne tutto e poi si deve provvedere a asportare il calore. Sul come, nella II gen, chiedi a Ronnie. Perchè nella III generazione questo è assolutamente impossibile.
Questa è una balla in piena regola. Intanto perchè l'elettricità non può mancare...essendo la centrale stessa a fornirselaInoltre, vorrei ricordare che l'Italia parte da zero, e si piazzerebbe sicuramente quelli di III generazione...che sono sicuri senza ombra di dubbio.
AAAhhhh...e io che perdo tempo a risponderti...Greenreport! Ma che cazzo di validità hanno queste fonti....![]()


Notizie Ansa
Giappone:svelato incidente nucleare
Avvenuto nel 1999, non aveva avuto conseguenze
(ANSA) - TOKYO, 15 MAR - Un pericoloso incidente nucleare, privo di conseguenze, e' avvenuto in una centrale giapponese nel 1999 ed era stato tenuto segreto. Lo hanno rivelato a Tokyo fonti del ministero dell'Economia, precisando che il reattore, situato nella prefettura di Shiga, entro' in uno stato critico per una reazione avviatasi durante una sperimentazione a causa di un errore commesso nel movimentare il combustibile.Non vi furono perdite radioattive ma il sistema di spegnimento automatico non funziono'.
15 Mar 11:05
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Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Ancora alti i livelli di radioattività
Allarme per il sarcofago di Chernobyl
Aperti 100 metri quadrate di nuove falle. La struttura è fortemente instabile e deve essere ricoperta da un altro guscio STRUMENTI
Il «sarcofago» di Chernobyl
CHERNOBYL, DAL NOSTRO INVIATO - Il nostro avvicinamento al sarcofago in cui è rinchiuso il relitto della centrale nucleare esplosa il 26 aprile 1986 viene scandito da un contatore Geiger dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Partiamo di buon mattino da Kiev, l'elegante capitale ucraina che dista 120 km dalla centrale nucleare, e lo strumento non arrivava nemmeno a un bip al secondo (un cps, ossia un conteggio al secondo, come dicono gli esperti). A Ivankiv, la cittadina a 50 km da Chernobyl che accolse la maggior parte dei profughi inseguiti dalla nube radioattiva, si passa a due bip al secondo. Diventano cinque sulla strada che porta dal villaggio di Chernobyl a quel che resta dell'impianto. E addirittura cinquanta bip al secondo a cento metri dalla possente muraglia in cemento armato del sarcofago, fin dove i severi custodi permettono di avvicinarsi.
Sono passati esattamente vent’anni dal maggiore incidente della storia dell'energia nucleare, ma la radioattività ambientale delle zone direttamente colpite non accenna a diminuire, assicurano i numerosi controllori di terreni e villaggi attorno alla ex centrale. Lo stesso sarcofago, costruito per durare trent’anni, continua a sprofondare e inclinarsi, mentre sulle pareti si aprono vistose crepe da cui escono polveri e radioattività. Gli isotopi di più lunga durata sono passati dal cuore del reattore esploso, all'aria, alla terra, alle piante agli animali, all'uomo. Continuano a riciclarsi senza attenuazioni, a dispetto dei numerosi interventi di bonifica: rimozione del terreno inquinato e aspirazione delle polveri. Nessuna meraviglia: la quantità di radiazioni liberate dall'esplosione è stata rivalutata anno dopo anno: l'ultimo bilancio parla dell'equivalente di 400 atomiche di tipo Hiroshima. Ci vorranno millenni prima che tutto questo carico di radiazioni e particelle si esaurisca. Ma il disastro ambientale che ha condannato un territorio di 3 mila km quadrati alla desertificazione, 150 mila abitanti alla perdita irreversibile di case e averi, e diversi milioni di ucraini, bielorussi e russi a sopportare le conseguenze sanitarie del fallout radioattivo, non esaurisce una tragedia che sembra infinita.
"La struttura in cemento armato, il cosiddetto sarcofago, costruito a tappe forzate nel 1986 per sigillare quel che resta del combustibile nucleare fuso a oltre mille gradi, è sottoposta a un incessante processo di deformazione e indebolimento”, spiega l"ingegnere Julia Marusic, mentre ne indica le parti più vulnerabili da una casamatta affacciata direttamente su un versante del sarcofago e su un modellino in scala ridotta. "Il risultato è che, malgrado gli interventi di consolidamento e riparazione effettuati a più riprese, buchi e crepe continuano ad aprirsi. Le nuove falle hanno raggiunto una superficie totale di circa 100 metri quadrati, la pioggia si infiltra al ritmo di 2200 metri cubi l'anno, le strutture si deformano e sprofondano nel terreno, mentre il rischio di un collasso di vaste proporzioni cresce".
Per scongiurare il peggio, entro il 2010 dovrebbe essere costruita una nuova copertura di concezione completamente diversa: una specie di cupola alta 100 metri che sarà montata accanto alla centrale e poi trasportata su binari, fino a ricoprire l'attuale sarcofago: un espediente per risparmiare agli operai radiazioni letali in fase di costruzione. Ma i costi sono già lievitati da 700 milioni a oltre un miliardo di dollari, e la comunità internazionale (28 Paesi) che aveva promesso di sobbarcarsi le spese, tentenna. Per questo, il senatore Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente e il parlamentare europeo Vittorio Agnoletto, hanno manifestato davanti alla centrale, chiedendo il rispetto dei tempi di realizzazione della nuova struttura di protezione e contenimento e il blocco del progetto governativo che prevede l’apertura di 11 nuovi impianti nucleari entro il 2030.
Franco Foresta Martin
26 aprile 2006
Corriere della sera
Scienze e tecnologie
Guarda quante balle scrivono sul corriere della sera..![]()
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Embè? La materia viene dall'energia e può ritornare energia, mica muore con l'olio santo e tutti i parenti attorno.
Per la miseria, quando ero giovane facevo i pacchetti di antimateria, li acceleravo alla velocità della luce e li mandavo a collidere con la materia, e la "annichilivo".
E così, per pochi miliardesimi di secondo, venivano fuori le famose "particelle subatomiche", serve appunto a sapere come è fatta la materia, è scienza.
Lo dice pure il padre Dante: fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.
E se prima dovevo faticosamente bruciare un ramo per rischiarare la tenebra ora trasformo in energia un grammo di materia e ci illumino città intere.
E' nella natura dell'uomo indagare i misteri del creato, se così non fosse al posto della casa avremmo la tana, al posto della ragione l'istinto, al posto della storia solo un eterno presente.
http://www.infn.it/multimedia/partic...no/adafne.html


E' ben diversa la produzione di energia tramite la fissione di atomi pesanti di uranio....dalla fusione che avviene nel sole..con idrogeno che si trasforma in elio...nel sole gli atomi si aggregano..mentre nella fissione di disgregano..
e mentre il sole crea la vita..l'uranio crea la morte..
In parole povere ..nella fissione nucleare frantumi un atomo che darà vita a vari isotopi radioattivi che saranno radioattivi..come il plutonio.. per migliaia di anni..
anche la famosa fusione ottenuta in laboratorio non è come sembra..
Si sente dire spesso che la fusione D-T è pulita perché non sarebbe altro che l'energia del Sole riprodotta sulla Terra. Nulla di più errato. La reazione del Sole è senza neutroni. La reazione D-T produce invece un neutrone con più di tre quarti dell'energia emessa: questo neutrone è la causa principale delle quantità di scorie radioattive prodotte anche da un reattore a fusione.
Questo dice Rubbia...
Gli scienziati devono studiare ed è giusto..e l'energia nucleare è importantissima..perchè credo che tramite la sua funzione di deterenza..trasformerà la guerra in una impossibilità..
ma poi..una volta studiata..bisognerebbe tornare all'energia che la Natura ci offre..che il sole ci offre..trarmite la sua potenza..che produce i venti e gli uragani..e le onde del mare..
Energia c'è in abbondanza..e la scienza dovrebbe studiare i sistemi migliori di immagazzinarla..e lasciar stare la distruzione della materia che ha creato il buon Dio..e questo..significherebbe dare un valore alle cose..non reputarle semplici oggetti..e se l'Occidente ha reso possibile la scienza perchè ha considerato la Natura oggetto..adesso è arrivato il momento di considerala vita..e averne rispetto...che ciò che viene donato..come il sole..è più benefico di ciò che viene rubato..l'atomo..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
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Io a differenza di te non mi limito a sapere che "rischio nella vita è maggiore di 1" ma so anche cosa compone "rischio" e quali fattori sono preponderanti e te lo dico, così poi stai zitto. Leggi bene i grafi.Ti ho detto tremila volte ..ma non ti entra in testa..che tutto ciò che costruisce l'uomo..non è sicuro al 100%...e lo puoi domandare anche agli ingegneri..e ai costruttori di casseforti...la sicurezza assoluta non esiste
E poi l'inquinamento per fonte:
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


No. Informati!
http://www.unscear.org/unscear/en/chernobyl.html
La radioattività della zona interdetta di Chernobyl, cioè i trenta km di raggio descriventi un cerchio attorno ad essa, è pari a 500 MilliRem dose efficace per anno. La cifra di Piazza San Pietro all'anno è di 800 [il selciato di porfido è pieno di torio] e le catacombe di Santa Priscilla arrivano ben oltre. Nessuno si strappa le vesti anzi.
Ci sono città - la città di Kerala per esempio - che pero' vivono anche a 10.000 MilliRem senza problemi, giacchè la radiazione pericolosa per l'uomo lo diventa solo se sono superate dosi di molti più MilliRem anno.
Quando Chernoby era pericolosa le radiazioni non consentivano di avvicinarsi per troppo tempo, infatti alcuni operai subirono la Acute Radiation Syndrome, per la precisione 200 casi documentati uno per uno. Oggi non ci sono radiazioni del genere nè nei dintorni nè nella prossimità della centrale. Dovresti stare più attento quando parli a non dire inesattezza, o a quotare fonti che sono niente affatto chiare o precise quando parlano.
Circa il sarcofago posso confermare che sono utili alcuni interventi nell'immediato e che il sarcofago nuovo sarà da farsi in futuro. Le ragioni stanno nel fatto che la centrale era molto mal progettata ed avendo una struttura quadrata -tipica delle centrali russe di quel tipo- aveva le testate d'angolo
La testata d'angolo su cui fu posata la doppia trave che vedi qui
Era sottilissima -come puoi vedere- e in cemento, per di più indebolita dall'effetto dell'espolosione che distrusse largamente il muro sottostante.
Non a caso opere di consolidamento hanno previsto in quella e soprattutto nell'altra, dall'altro lato dell'impianto, l'affiancamento di basamenti in acciaio alle testate che scaricassero sulle architravi dei locali a fianco parte del peso del travame metallico
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


Georgetown University, Stanford University e UC Berkeley.
http://www.berkeley.edu/news/media/r..._nuclear.shtml
The paper, published in the April 1 issue of the journal Environmental Science and Technology, warns power companies that nuclear power may not be financially attractive even with generous government subsidies.
http://explore.georgetown.edu/resear...cumentID=20709