
Originariamente Scritto da
willy
Infatti ero a cena fuori
Comunque sia capisco Enrico e non è che le mie scelte siano definitive. Però ormai ho ampiamente argomentato la mia posizione. Io nel pd ho creduto e per quello ho lottato, sono fino arrivato alle primarie. Entusiasmo, entusiasmo. Per me il pd era un partito liberal di centrosinistra, progressista, aperto alle istanze di giustizia sociale e ai diritti civili, un partito in grado di sbloccare questa nostro corporativo paese. Purtroppo le cose dal 2005 hanno preso una piega diversa. Prima cicciobello con la sua cicoria e l'affossamento del referendum del 2005, un vulnus che io non dimentico e che a Rutelli non perdonerò mai. Mai. Poi un'operazione, quella del Pd, che ha sapore di vertice e non mi venite a raccontare la barzelletta dei votanti ai congressi che i congressi ds so come si svolgono.
Questo pd nasce come operazione di travaso, di vertice, è la più gigantesca operazione di salvataggio di un'élite politica. Quella della Margherita e la classe dirigente diessina ormai incapace di elaborare una proposta politica autonoma.
Questo pd è un piccolo compromesso storico che in questo paese piace tanto e che per questo avrà tanti voti. Non avrà, molto probabilmente, il mio. Non ora. Per tanti motivi. Perché questo paese ha bisogno di elementi di liberalizzazione e laicità. La laicità è un altro dei problemi sul tappeto e caro enrico diciamolo pure: ne faccio una questione di persone. Io non sto un secondo nello stesso partito di binetti, bobba e carra. Liberissimi quei signori di proclamare le proprie idee ma io con chi non rispetta le libertà degli altri faccio fatica a vedermi alleato, figurarsi in un partito.
So bene che la soluzione non è nemmeno andare col prc perché da quella parte non arriverà la sospirata liberalizzazione del paese e prendo atto che siamo in minoranza noi liberal di sinistra. Ma non ce la faccio.
Ogni tanto penso che il pd possa essere la soluzione ma poi penso al manifesto del partito: una carta che definire una boiata è dire poco. Infarcita di luoghi comuni.