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    Predefinito Un confronto tra Oriente e Occidente

    Per voi è corretto dire che mentre l'Oriente, con i testi dell'Induismo, del Buddhismo, del Taoismo, è essenzialmente ascetico-contemplativo, metafisico e introspettivo, mentre l'essenza dell'Occidente è storico-politica? La Repubblica di Platone, testo che sta alla base della nostra cultura, è un testo politico... Il Cristianesimo è una religione attivistica e politica, che contempla, in generale, solo una salvezza nell'aldilà, una salvezza ottenuta attraverso l'agire (anche se naturalmente connesso alla preghiera ecc.) e non attraverso tecniche di meditazione o altri tipi di ascesi come in Oriente... E forse è anche per questo che l'Occidente, a differenza dell'Oriente, ha saputo conquistare il mondo e poi non ha più saputo cosa farsene... E' un po' OT ma mi interessava la vostra opinione.
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Un confronto tra Oriente e Occidente

    C'è qualcosa di più ascetico del cristianesimo?

  3. #3
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    Predefinito Rif: Un confronto tra Oriente e Occidente

    a me risulta che il buddismo sia stato attivista e politico molto prima del cristianesimo, l'induismo è considerato una religione marziale

  4. #4
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    Predefinito Rif: Un confronto tra Oriente e Occidente

    Credo si potrebbero dire molte cose in merito a questo tema.
    Oriente e occidente...
    Intanto mi sembra giusto apportare qualche precisazione, alla luce della quale sarà probabilmente più visibile l'inesattezza, sotto vari aspetti, del discorso da te cominciato.

    Innanzitutto, parlando di Sanatana Dharma, potremmo forse dire che si tratta di un esoterismo naturale.
    Intendo, con questo, dire che non esiste in esso una struttura propriamente essoterica ufficializzata che protegga e mantenga una struttura esoterica, come ad esempio nel caso del Cattolicesimo con la gnosi, o l'Islam col sufismo.
    E dico "protegga" non nel senso che la sfera essoterica riconosca pienamente quella esoterica, ma nel senso che laddove lo stato di realizzazione individuale non sia "adeguato" ad un percorso peculiare e introspettivo di un certo grado allora l'attenzione del postulante sarà per così dire catturata e quindi arrestata nella sfera più esterna, appunto essoterica.
    Nell'Induismo, quidi, essendo che non esiste questa distinzione per lo meno netta come è invece in altri ambiti, è chiaro che non si può dire di esso che rappresenti un percorso ascetico se non per chi non mostri le qualificazioni necessarie allo svolgimento dell'opera.

    Daltronde, anche pel Cristianesimo le possibilità di un'ascesi dal piano puramente sensibile all'Origine pneumatica dipende sostanzialmente dalle qualifiche intellettuali (e qui intendo il puro intelletto, ossia la cosiddetta intelligenza esoterica) dell'individuo che cerca con tanto ardire il ritorno a Casa.
    Sennonchè nell'epoca di alta involuzione in cui ci si trova a vivere possiamo tranquillamente dire che le possibilità di ascesi sono molto limitate sia in Oriente che in occidente, e tale epoca denominata Kaliyuga aprirà le porte dell'ascesi non tanto agli individui che abitano l'uno o l'altro emisfero del pianeta, quanto a coloro il cui microcosmo già in epoche passate si è garantito una parte di "Lavoro interiore" che qui si trova solo a dover proseguire ad un certo livello.

    E' doveroso aggiungere che quando si parla di chiusura del quarto ciclo, essendo che i cicli sono quattro allora, a differenza della transizione tra i cicli intermedi, l'"ambiente" altamente involutivo porta però in se i semi di un'era piena di conoscenza e in virtù di questa particolare condizione alcune fondamentali "regole" dottrinali possono per così dire essere bypassate.
    E' qui che l'idea di una conoscenza perenne a cui non si può accedere se non tramite un'organizzazione puramente "Tradizionale" da cui tale stessa conoscenza passa attraverso una catena di trasmissione mai interrotta dall'inizio dei tempi (o per lo meno dal tempo della veicolazione da parte di un Avatara) viene meno.

    L'individuo, in questo caso e mai più d'ora simbolo dell'eroe, godendo di un ambiente pre parto in cui tutte le energie fondamentali sono portate dal corpo cosmico al nuovo nascituro, può accedere anche singolarmente a quegli stati di coscienza che prima erano ad esclusivo appannaggio di gruppi elitari appartenenti appunto a determinate tradizioni.

    E' chiaro che ciò non significa che il risveglio della coscienza sia alla portata di chiunque, non avrebbe alcun senso, ma tuttavia per coloro che come dicevo poc'anzi già un lavoro l'hanno svolto, non sarà di certo impossibile portarsi per lo meno sulla riva del fiume che tutto travolge e tutto cambia.

    Mi scuso se un pò sono uscito fuori tema o se ho tediato, ma con ciò volevo sottolineare che se parliamo dell'era moderna allora è nondimeno errato parlare di migliore ascesi in Oriente o in Occidente, in quanto le possibilità esistono ovunque per coloro che le vedono e particolarmente di questi tempi...

    Zài jiàn, sifu Lorenzo

  5. #5
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    Predefinito Rif: Un confronto tra Oriente e Occidente

    Infine c'è da dire che vi è una gran differenza tra Cristianesimo e Cattolicesimo.
    Il Cristianesimo delle origini era tutt'altro che una struttura politica, e di sicuro non contemplava una sola vita nell'aldilà.
    E' stato a partire dall'epoca di Costantino e tramite vari concili che è iniziata l'involuzione vera e propria, lasciando ad oggi solo uno sbiadito ricordo di ciò che era l'impronta dei primi due secoli di vita.
    Questo per dire che è il Cattolicesimo, più che generalmente il Cristianesimo, ad appartenere al regno della Quantità e ad essere "figlio del suo tempo".

    Daltronde, se osserviamo il buddhismo lamaista prima dell'avvento del comunismo Cinese vediamo che non è mutilato di una componente politica, componente che però in questo caso è una diramazione dell'ordine Celeste e non Viceversa come avviene modernamente per le correnti politiche del mondo intero.
    Ultima modifica di sifu lorenzo; 26-02-10 alle 02:37

  6. #6
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Un confronto tra Oriente e Occidente

    Citazione Originariamente Scritto da Aristocle Visualizza Messaggio
    Per voi è corretto dire che mentre l'Oriente, con i testi dell'Induismo, del Buddhismo, del Taoismo, è essenzialmente ascetico-contemplativo, metafisico e introspettivo, mentre l'essenza dell'Occidente è storico-politica? La Repubblica di Platone, testo che sta alla base della nostra cultura, è un testo politico... Il Cristianesimo è una religione attivistica e politica, che contempla, in generale, solo una salvezza nell'aldilà, una salvezza ottenuta attraverso l'agire (anche se naturalmente connesso alla preghiera ecc.) e non attraverso tecniche di meditazione o altri tipi di ascesi come in Oriente... E forse è anche per questo che l'Occidente, a differenza dell'Oriente, ha saputo conquistare il mondo e poi non ha più saputo cosa farsene... E' un po' OT ma mi interessava la vostra opinione.
    Non sono d'accordo. Basti considerare il pitagorismo, l'orfismo, le religioni misteriche (il culto di Cibele, di Mitra, i Misteri Eleusini), le sette gnostiche, il monachesimo delle origini (sia quello dei padri del deserto, sia quello celtico)...tutti esempi di un tipo di ricerca ascetico-soteriologica con una struttura iniziatica.
    La differenza fondamentale fra la concezione occidentale e quella orientale, è, secondo me, dopo il medioevo, il peso e il valore dato all'individuo rispetto al mondo in cui vive, che porteranno all'Umanesimo e poi al Rinascimento, con tutte le ricadute storico politiche.
    Ultima modifica di sugarbabe; 26-02-10 alle 09:02

    "I don't make any rules, Nick, I go with the flow."

  7. #7
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    Predefinito Rif: Un confronto tra Oriente e Occidente

    Citazione Originariamente Scritto da sifu lorenzo Visualizza Messaggio
    Credo si potrebbero dire molte cose in merito a questo tema.
    Oriente e occidente...
    Intanto mi sembra giusto apportare qualche precisazione, alla luce della quale sarà probabilmente più visibile l'inesattezza, sotto vari aspetti, del discorso da te cominciato.

    Innanzitutto, parlando di Sanatana Dharma, potremmo forse dire che si tratta di un esoterismo naturale.
    Intendo, con questo, dire che non esiste in esso una struttura propriamente essoterica ufficializzata che protegga e mantenga una struttura esoterica, come ad esempio nel caso del Cattolicesimo con la gnosi, o l'Islam col sufismo.
    E dico "protegga" non nel senso che la sfera essoterica riconosca pienamente quella esoterica, ma nel senso che laddove lo stato di realizzazione individuale non sia "adeguato" ad un percorso peculiare e introspettivo di un certo grado allora l'attenzione del postulante sarà per così dire catturata e quindi arrestata nella sfera più esterna, appunto essoterica.
    Nell'Induismo, quidi, essendo che non esiste questa distinzione per lo meno netta come è invece in altri ambiti, è chiaro che non si può dire di esso che rappresenti un percorso ascetico se non per chi non mostri le qualificazioni necessarie allo svolgimento dell'opera.

    Daltronde, anche pel Cristianesimo le possibilità di un'ascesi dal piano puramente sensibile all'Origine pneumatica dipende sostanzialmente dalle qualifiche intellettuali (e qui intendo il puro intelletto, ossia la cosiddetta intelligenza esoterica) dell'individuo che cerca con tanto ardire il ritorno a Casa.
    Sennonchè nell'epoca di alta involuzione in cui ci si trova a vivere possiamo tranquillamente dire che le possibilità di ascesi sono molto limitate sia in Oriente che in occidente, e tale epoca denominata Kaliyuga aprirà le porte dell'ascesi non tanto agli individui che abitano l'uno o l'altro emisfero del pianeta, quanto a coloro il cui microcosmo già in epoche passate si è garantito una parte di "Lavoro interiore" che qui si trova solo a dover proseguire ad un certo livello.

    E' doveroso aggiungere che quando si parla di chiusura del quarto ciclo, essendo che i cicli sono quattro allora, a differenza della transizione tra i cicli intermedi, l'"ambiente" altamente involutivo porta però in se i semi di un'era piena di conoscenza e in virtù di questa particolare condizione alcune fondamentali "regole" dottrinali possono per così dire essere bypassate.
    E' qui che l'idea di una conoscenza perenne a cui non si può accedere se non tramite un'organizzazione puramente "Tradizionale" da cui tale stessa conoscenza passa attraverso una catena di trasmissione mai interrotta dall'inizio dei tempi (o per lo meno dal tempo della veicolazione da parte di un Avatara) viene meno.

    L'individuo, in questo caso e mai più d'ora simbolo dell'eroe, godendo di un ambiente pre parto in cui tutte le energie fondamentali sono portate dal corpo cosmico al nuovo nascituro, può accedere anche singolarmente a quegli stati di coscienza che prima erano ad esclusivo appannaggio di gruppi elitari appartenenti appunto a determinate tradizioni.

    E' chiaro che ciò non significa che il risveglio della coscienza sia alla portata di chiunque, non avrebbe alcun senso, ma tuttavia per coloro che come dicevo poc'anzi già un lavoro l'hanno svolto, non sarà di certo impossibile portarsi per lo meno sulla riva del fiume che tutto travolge e tutto cambia.

    Mi scuso se un pò sono uscito fuori tema o se ho tediato, ma con ciò volevo sottolineare che se parliamo dell'era moderna allora è nondimeno errato parlare di migliore ascesi in Oriente o in Occidente, in quanto le possibilità esistono ovunque per coloro che le vedono e particolarmente di questi tempi...

    Zài jiàn, sifu Lorenzo
    Concordo su tutto. Vorrei aggiungere un particolare appreso un tempo da un personaggio straordinario che sicuramente era da considerarsi un maestro. Questi mi disse una volta, nel corso di una conversazione riservata, che il materiale umano a disposizione in quest'epoca oscura era generalmente di scarsa qualità dal punto di vista interiore, ma al di là di questo vi erano atti che DOVEVANO essere compiuti da alcuni che scendevano nella qualità di istruttori, semi che dovevano essere gettati sia pure in terreni non ottimali. L'iniziatore aveva questo compito anche in tempi oscuri e inadatti: richiamare a sè coloro che convibravano con la propria realtà, richiamare coloro che "erano suoi" nonostante i difetti e le impurezze di fondo e fertilizzare con il suo tocco la loro terra. Ognuno poi avrebbe reso secondo la propria natura, nei tempi che gli erano congeniali: l'importante era che quel seme non sarebbe andato perduto mai nelle incarnazioni successive, avendo la natura di un fuoco trasmutativo il cui compito era quello di trasmutare per intero la natura caduca del discepolo conducendolo alla conquista dell'assoluto. Sottolineò che questo "doveva "essere fatto, ma non specificò in base a quale occulta regola.
    Un discepolo mi raccontò poi che un giorno a bruciapelo gli aveva chiesto: "Ma in quanti siete in questo momento sul pianeta?" E lui senza dare il tempo di finire la frase rispose "Quattro", altrettanto a bruciapelo.

    Riporto così come mi è stato raccontato.
    Ultima modifica di primahyadum; 26-02-10 alle 10:42
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Un confronto tra Oriente e Occidente

    Citazione Originariamente Scritto da sifu lorenzo Visualizza Messaggio
    .

    Daltronde, se osserviamo il buddhismo lamaista prima dell'avvento del comunismo Cinese vediamo che non è mutilato di una componente politica, componente che però in questo caso è una diramazione dell'ordine Celeste e non Viceversa come avviene modernamente per le correnti politiche del mondo intero.


    Comunque, qui è necessario distinguere lignaggio per lignaggio. Il sistema dei Tulku ha permesso in genere una maggior presa di potere temporale nel Tibet. Maestri importanti come l'attuale Shamarpa e Namkai Norbu sono piuttosto critici verso questo sistema, ma forse è una posizione in parte condivisa dallos tesso Dalai Lama. Ma ancora più importante è stato il patronato concesso dall' imperatore cinese ai primi Karmapa e dai kahn mongoli ai lama Sakya.
    Ad ogni modo fa riflettere che le realizzazioni fossero decisamente maggiori nell'India dei mahasiddha erranti, del tutto alieni da preoccupazioni di ordine politico..

  9. #9
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    Predefinito Rif: Un confronto tra Oriente e Occidente

    Citazione Originariamente Scritto da Aristocle Visualizza Messaggio
    Per voi è corretto dire che mentre l'Oriente, con i testi dell'Induismo, del Buddhismo, del Taoismo, è essenzialmente ascetico-contemplativo, metafisico e introspettivo, mentre l'essenza dell'Occidente è storico-politica?

    Io direi che mentre in occidente l'uomo nella sua ricerca si è proiettato di piu verso l'esterno(cercando di modificare trasformare adattare cio che gli sta intorno),in oriente il percorso è sempre stato verso l'interno(sviluppando tecniche che gli permettessero di essere in armonia con cio che li circonda).

  10. #10
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    Predefinito Rif: Un confronto tra Oriente e Occidente

    credo che a livello attuativo l'oriente miri ad una integrazione dell'unita realizzativa personale e parziale anche se slegata da vincoli contingenti verso l'unità totale

    l'occidente nell'unica dottrina realizzativa che io riconosco vivente ab origine (la romanitas) si realizza attraverso il rito comune, attraverso lo ius publicum si riesce a coagulare l'ente e l'essere definitivo, in relazione ad una forza circolare e circondariale, ad una forma rituale ben definita non modificabile (una cassa di risonanza , un voluto come dato) diretta alla trascendenza dell'essere puro sino al principio sintetico della funzione trasfigurante e quindi nella sintesi dell'essere puro " i molti nell'uno prima, la negazione e l'assenza degli attributi dopo,... verso la suprema non dualità"

    a noi dunque per natura la perseveranza nel fas, lo ius, e il mos
    furono i riti italici ad entrare in grecia, e non viceversa.

    Platone, "libro delle leggi"

 

 
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