che poi i partigiani della Garibaldi (eroe risorgimentale di unità nazionale) avevano un tricolore con la stella rossa dentro...Mica una bandiera rossa...


che poi i partigiani della Garibaldi (eroe risorgimentale di unità nazionale) avevano un tricolore con la stella rossa dentro...Mica una bandiera rossa...


Negare cosa, io sono italiano e sono pure fiero di esserlo. Devo negare che sono nato in un paese che ha migliaia di anni di civiltà, negare la nostra cultura, le nostre tradizioni, è un modo scemo di combattere il nazionalismo scemo, fatto di famfare e stupidi morgofgli di bandiera dei destri, che poi sono i prinmi a consegnarsi mani e piedi al primo padrone che incontrano, lo hammo fatto con i nazi, lo fanno ora con i neocon USA. Io difendo, anzi le solide matrici nazional popolari di gran parte della nostra cultura, una cultura, pensiamo solo al neolrealismo, che senza staccarsi dalle sue radici popolari, ha creato il cinema moderno, solo per fare un esempio.
Razzismo non è riconoscersi in una cultura, in una tradizione, ma pretendere che quella cultura o tradizione sia superioriore alle altre, è pretendere, con un razzismo tipico dell'italietta del "io non sono razzista, ma.....", l'integrazione, perchè si sottintende che ci si debba integrare in una cultura superiore, con valori più alti, io pur essendo fiero della mia cultura, sono altrettanto consapevole che gli arabi siano dfieri di una cultura che ha insegbnato a noi a scrivere, a fare di matematica, anavigare con la bussola e non con il fiuto, a leggere gli astri, non con gli oracoli, ma come astronomi. E' la parità, l'accettazione, il rispetto che fa la democrazia, e che uccide il razzismo. e sembra strano, ma la nostra cultura è sempre stata una cultura di accoglienza. Ai destri famatici, che sventolano simboli della roma imperiale, vorrei ricordare che per secoli Roma ha accolto e che per editto imperiale in roma non esistevano cittadini o culture o religioni si seria o serie b erano tutti cittadini romani.


Senza dimenticare per tutti gli storici difensori dell'URSS che la Seconda Guerra Mondiale nell'Unione Sovietica da Stalin in poi (cosa che permane tutt'oggi) viene chiamata la Grande Guerra Patriottica visto e considerato anche che il popolo che ebbe più vittime nella Seconda Guerra Mondiale fu proprio l'URSS con 20.000.000 di morti tra militari e civili.
Grande Guerra Patriottica. Ma questo sfugge a chi ancora sta aspettando che gli spuntino i peli sul mento.
Icomunisti negano la questione nazionale. Roba da ridere persino se lo dicesse uno di Forza Italia. Persino Trotzkij scrisse articoli sull'importanza della questione nazionale ucraina.
Ma basta con sti mentecatti.
A luta continua




Basta co' 'sta storia, siete tutti fasci infiltrati!!! Ahahaha![]()
Volevo scriverlo almeno una volta in vita mia...![]()


??
Non la questione, il concetto di "identità". La questione nazionale, nel senso di gente che crede di essere superiore ad altra solo perchè nata in un dato territorio, parlante la stessa lingua o peggio perchè di colore uguale, purtroppo esiste eccome e va analizzata e affrontata, ovviamente a mio parere per essere superata senza alcun rimorso. E come ho già detto ciò non comporta l'eliminazione o l'omologazione delle varie culture, semplicemente perchè il concetto di identità con la cultura, sempre a mio parere, non ha nulla a che fare. Sandokan cita i vari movimenti culturali "italiani" (che tra l'altro senza le influenze esterne all'Italia mai sarebbero esistiti), ma non mi pare che nel mondo attuale l'identità nazziunala si contraddistingua in questo senso, anzi.....gente che scorreggia di "essere fiero di essere italiano" e che contemporenamente conosce Fenoglio o Visconti è, ad occhio, in nettissima minoranza. Poi sicuramente il concetto di nazione è stato storicamente importante (sicuramente costituì un passo avanti ad esempio nello sviluppo del concetto di sovranità), ciò non toglie che abbia avuto anche i suoi begli effetti nefasti (fascismo, razzismo, imperialismo) e che ormai, in italia e nei paesi egemoni, non abbia più senso.....condivido invece che possa essere utilizzato strumentalmente contro le aggressioni imperialiste in alcune situazioni (come fecero Togliatti e le brigate Garibaldi per connotare la lotta antifascista). Di sicuro non credo minimamente che per trovare una soluzione contro il capitalismo si debba tornare al concetto di nazione.


Permettimi di fare alcune correzioni. Non è affatto vero che "movimenti culturali.....non sarebbero...", è vero invece che essi sono nati in modo contemporaneo in luoghi diversi, e che solo le differenti origoini culturali e di tradizione fecero sembrare cose diverso, che invece erano del tutto eguali. Altre invece hanno visyo il solo italiano come loro culla, pensiamo solo al rinascimento, per il resto il contributo di pensatori italiani è stato determinante, pensiamo all'illuminismo, ed allo stesso marxismo, il valore di gramsci è ancora del tutto ignoto, invece che prostrarsi al marxismo di paese in sottosviluppo, leninismo o peggio stalinismo, avremmo fatto meglio a pensare a lui come riferimento ideale.


Ma di identità nazionale chi ne parla? Non esiste nemmeno l'identità nazionale nè alcuna altra identità perchè richiede categorie di analisi puramente metafisiche e non certo scientifiche o di analisi marxista. Visto che non ne parla nessuno di identità ma che ne parli a fare tu? Solo per creare confusioni? In cosa è possibile rintracciare un progetto identitario quando si parla di comunità dinamiche aperte? E ripeto per l'ennesima volta che questo progetto comunitario è lo stesso portato avanti (anzi direi con assoluta mancanza di basi etniche presenti invece nel progetto zapatista o neozapatista che dir si voglia) dall'EZLN e dal Fronte Zapatista. Eppure non ho mai visto nessuno di voi stracciarsi le vesti al nome di Marcos o Moises O Tacho, ed anzi il Chiapas è diventato in questi anni una sorta di meta di pellegrinaggio di tutta l'area della sinistra radicale (tra l'altro dimenticando che in Messico ci sarebbe dal 1994 come l'EZLN anche il progetto rivoluzionario dell'EPR nello stato di Guerrero).
Ora visto che qui a quanto pare tutti sono esperitissimi del concetto filosofico di comunità che noi promuoviamo e tentiamo di elaborare vorrei che qualcuno di voi mi spiegasse la differenza tra il nostro concetto di comunità aperta e dinamica e quella neozapatista (a parte la totale assenza nel nostro di qualsiasi concetto etnico presente invece nel secondo dalla terza dichiarazione dalla Selva Lacandona in poi).
Finisco dicendo che quanto tu riporti è puro nazionalismo becero e reazionario e se come sempre volete tornare sugli stessi errori del passato e lasciare come nella Germania degli anni Venti questi argomenti alle destre populiste o magari anche quelle neofasciste fate pure. In Germania si è visto l'effetto.
Ma che nessuno poi però si metta ad esaltare il bolivarismo o Chavez o le Farc o l'EZLN o l'FPLP o la Rivoluzione Cubana perchè sarebbe proprio il classico gesto di incoerenza nemmeno teorica ma scadentemente ideologica patologica della sinistra italiana.
E parlare di comunità aperte e di nazionalitarismo non significa certo mettersi a fare lo stronzo di turno intervistato da Studio Aperto (ma anche il presidente postcomunista "ma ancora comunista" della camera) che dice "sono orgoglioso di essere italiano". Poi se la vuoi vedere così non è che nessuno di noi ci può stare a perdere il sonno.
A luta continua
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belin, ne parla diffusamente sandokan, io gli ho semplicemente risposto.


Beh Sandokan può aver usato una parola come "identità" che può portare a fraintendimenti se decontestualizzata ma quanto afferma diffusamente mi sembra chiarisca pienamente il suo pensiero. Comunque a questo ti risponderà lui.
Poi guarda ti ripeto, dopo un pò è inutile stare a fare il muro contro muro, io mi stanco e mi annoio, quanto detto più e più e più volte dovrebbe essere molto chiaro a tutti coloro che hanno imparato a leggere e scrivere almeno da un anno.
Se si vuole comunque tirarla avanti a fraintendimenti e chiarimenti maliziosi tanto per continuare a rimestare sperando che prima o poi venga fuori un concetto da poter incorniciare come squisitamente reazionario e disvelatore, oh che ti devo dire, buon divertimento. Certo che non deve essere un grosso spasso stare a spulciare tutto parola per parola e sillaba per sillaba nell'attesa del deus ex machina.
A luta continua