



il paleolibertarismo fra l'altro, salvo che su questo forum, è un pò in decadenza...chissà che questa sia l'alba di una nuova era...![]()
Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.


Ormai mi sono reso conto che tutte le etichette politiche hanno perso il loro senso originario, anche il conservatorismo.
Ad esempio, prima del New Deal Alfred J. Nock si sarebbe scandalizzato nel sentirsi definire "conservatore", ma già durante l'epoca Roosevelt uno studioso del conservatorismo quale Clinton Rossiter lo annoverò tra gli "individualisti conservatori" e successivamente tanti altri studiosi della destra USA pongono Nock quale pietra basilare dell'intero movimento conservatore, in quanto gli saranno debitori non solo i libertari, ma anche gli anticomunisti e perfino i tradizionalisti. Anche un tory come Russell Kirk si era formato infatti sull'opera del capostipite del libertarismo.
Tra l'altro, un aspetto profondamente conservatore di Nock era il suo pessimismo e il suo sentimento nostalgico per la Old America. La consapevolezza di sentirsi un "superflous man" e di dover parlare per un "remnant", un residuo... Ciò lo avvicina a mio avviso ad altri conservatori elitisti quali un Tocqueville e un Ortega. E al nostro stesso Prezzolini, forse...


Prima volevo proprio citare Nock e la sua distinzione tra mezzi politici e mezzi economici. Lo stesso Chodorov disse che avrebbe dato un cazzotto sul naso a chiunque lo definisse conservatore, anzi, si definì spesso di estrema sinistra, eppure è uno dei capisaldi della Old Right e il suo pensiero è esattamente quello illustrato dall'articolo.


Guarda, anche io per molto tempo ho respinto l'idea dell'antistatalismo, perchè la ritenevo funzionale al libertarismo di sinistra. Tuttavia a furia di ragionarci su, grazie anche all'esempio concreto della politica americana, mi sono reso conto che se vogliamo togliere la terra sotto i piedi della sinistra dobbiamo combattere l'idea che tutti i risultati si ottengano per mezzo dello stato. Per avere lo stato come amico i conservatori dovrebbero infatti gestirlo unicamente LORO. E questo, come si può ben comprendere, in una democrazia non è possibile. Ora, mettendo da parte un discorso propriamente etico sulla natura dello stato, mi preme evidenziare gli effetti negativi che fatalmente produce già sul piano utilitaristico. Infatti, fedele al principio "oggi a me domani a te", chi permette allo stato di occuparsi di ciò che sta a cuore a te fornirà le armi che il tuo avversario un domani utilizzerà CONTRO di te. Mentre se metti da parte lo stato, ciò che costruisci tu attraverso un'azione libera resterà in mano a te e non potrà da nessuno esserti usata contro.
Facciamo il caso della religione cattolica. Quella vaticana è una monarchia assoluta, l'unica monarchia assoluta oggi esistente, ove il potere è concentrato nel Papa, punto di riferimento per tutta la Cristianità. Nel Novecento abbiamo visto come l'alternarsi di papi progressisti o conservatori abbia provocato non solo disorientamento tra i fedeli, ma anche veri e propri scismi. Ed oggi c'è chi, fuoriuscito dal cattolicesimo ufficiale considera di fatto Paolo VI un antipapa.
Nonostante l'alta figura di Ratzinger, la Chiesa cattolica verte oggi in uno stato di grave crisi, dovuta al fatto che una consistente parte della Cristianità non si riconosce più nelle gerarchie ecclesiastiche. E' una chiesa, come ha scritto qualcuno, senza un papa.
Viceversa, nell'arcipelago di confessioni cristiane che pullulano in America, ove non esistono gerarchie di alcun tipo, il fervore religioso è in costante aumento e la forza politica che oggi ha la destra cristiana è sotto gli occhi di tutti. E questo nonostante il fatto che durante gli anni ottanta alcuni celebri predicatori siano stati colpiti da scandali che se avessero colpito il Vaticano avrebbero colpito al cuore la Chiesa cattolica nel suo complesso.
A me non interessa qui discutere se lo stato sia un'entità "criminale" in ogni tempo e luogo. Preferisco limitarmi alla situazione odierna, in un Occidente ove la democrazia è una scelta ormai irreversibile. E stando così le cose non posso non notare che ogni azione contraria ai principi conservatori viene messa in pratica dalla sinistra tramite l'uso della coercizione statale. Lo stato etico non è solo fascista, non è solo conservatore, ma è anche squisitamente progressista. Ognuno utilizza lo stato ai suoi fini e negli ultimi sessant'anni è stata la sinistra ad utilizzarlo maggiormente e più intensamente. Di questo bisogna prendere atto.
E' inutile che la destra utilizzi lo stato oggi che è al potere perchè quando per forze di cose dovrà lasciarlo alla sinistra le avrà concesso di fatto le armi con cui questa le si riverserà fatalmente contro.


Credo che la forza delle cose spingerà un pò dovunque -negli ambienti di destra- alla contrapposizione tra stato progressista e soggettività conservatrici.
I conservatori -in una gamma persino piuttosto ampia del termine-dovranno rassegnarsi ad ammettere l'irreformabilità e l'irrecuperabilità della democrazia occidentale moderna.
Ci sarà una lunga fase di convivenza di sistemi binari stato-privatopie.
Il re-imbarbarimento del Vecchio Continente è nei fatti, è un processo in atto.
Ovviamente il pensiero paleoconservatore non può che sfociare -sul piano operativo- in una lega di posse comitatus .
Ultima modifica di amerigodumini; 03-03-10 alle 22:42


Certo, perchè all'epoca di Chodorov conservatori erano tipi come De Gaulle e MacMillan. Negli stessi Stati Uniti per molti anni si sono definiti conservatori, nella destra, solo Kirk, Goldwater e pochi altri. Buckley, inviso a molti libertarian, si definiva essenzialmente un "individualista", molti si dicevano "jeffersoniani". L'uso massiccio del termine "conservatore" per la destra USA avvenne progressivamente dopo Goldwater e soprattutto con Reagan, quando pure Hayek diventò di fatto (e contrariamente al suo volere) un conservatore.
Oggi, dopo un periodo di confusione, sembra che il conservatorismo USA abbia rimesso l'accento sull'antistatalismo per cui lo stesso Ron Paul è un conservatore, o meglio un "conservatore libertario" come si usa dire.
PS: L'"articolo" è mio, eh...![]()


Jnana ti dico: dal mio punto di vista anche il Fascismo è stato il frutto della volontà "privata".
Un'alleanza tra Signorie diverse: Corona, Altare e Milizia-Partito del Dvce.
Naturalmente tutto questo al netto delle sovrastrutture ideologiche e formali.
E'solo un esempio per dirti che alla parola stato è bene non corrispondano riflessi condizionati difensivi.


io non faccio auguri inutili (che merito è compiere gli anni ? neanche ci fosse qualcosa da festeggiare)
ma saluto le considerazioni lucide
il "medioevo alle porte", più che il gaudioso auspicio di pochi illusi, è la dura ma inesorabile realtà del caos a venire
Ultima modifica di Pompeo; 03-03-10 alle 22:53


Grazie Pompeo
Vediamo scorrere i fatti con distacco.
Non esprimiamo giudizi di merito ma valutiamo disinteressatamente gli scenari.
La giustizia privata si inserisce coi suoi nuovi circuiti tribunalizi nel sistema ufficiale.
La medicina alternativa dilaga e si insinua in quella convenzionale.
Le polizie private sono oggi una delle forme di industria più incrementata.
Le religioni si riproducono e si segmentano autonomamente anche all'interno delle stesse istanze ortodosse (quindi non mi riferisco nemmeno alla chincaglieria next age).
Le grandi aziende perseguono finalità neofeudali assolutamente irriducibili ad ogni effettiva riconducibilità ad alvei sia pure nazional-imperiali.
I politici che si affermano sono sempre di più anche semplici Capi carismatici senza alcuna pretesa di rappresentanza organica di corpi sociali o di sistemi ideologici coerenti.
Certo ribadisco che tutto questo continuerà per un pezzo a convivere con le strutture dominanti derivate dallo statalismo moderno e progressista.
Qui ci interessa solo cogliere il senso di marcia chiaro e netto di certi fenomeni di smottamento.