
Originariamente Scritto da
Myrddin-Merlino
Nell'alveo consolidato della pedofilia come malattia psichica (definizione dell'organizzazione mondiale della sanità), non mi interessano qui le giustificazioni e gli abbellimenti che la cultura può fornire del fenomeno, per quanto attiene la caratterizzazione del pedofilo, Glueck (B. C. JR. Glueck, Pedophilia Sexual Behavior and the Law, Thomas Publ., Springfield, Illinois, 1965.) formula due ipotesi (poi in parte modificate):
1) arresto dello sviluppo psicosessuale per un trauma precoce, o meglio per un'atmosfera restrittiva della sessualità:
2)) soluzione dei conflitti sessuali senza l'aiuto di fantasia e della sublimazione per un insuccesso o una distorsione del meccanismo di formazione della coscienza, dovuti, talvolta, ad una situazione psicopatologica di varia intensità.
Lo stesso autore, elaborò quattro fattori cardine come causa di pedofilia (teoria accreditata anche da Hammer (E.F. Hammer, B.C. JR. Glueck, Psychodynamic Patterns in Sex Offender: a Fourfactor Theory, in Psych. Quart., 31,2, Illus., 1º in Excepta Medica, n. 4654, 1958, p. 325-345.)):
1) reazione al complesso di Edipo, paura di castrazione e timore di rapporti con donne psicosessualmente mature;
2) inibizioni interpersonali classificabili da schizoidi e schizofreniche;
3) personalità molto debole (debole forza dell'Io) e mancanza di adeguato controllo degli impulsi;
4) concreto indirizzo intenzionale (orientamento) e minima capacità di sublimazione (degli impulsi).
Fra gli antropofenomenologi, Kunz (H. Kunz, Zur Theorie der Perversionen, in Monat. für Psychiatr., 1, 1942, p. 105) mette in rilievo, nei pedofili, la mancanza di delicatezza e di tenerezza, mentre Bräutigam (W. Bräutigam, Teoria della perversioni sessuale, IV Congresso Mondiale ) evidenzia nelle azioni pedofile l'urgenza, l'imminenza, l'impellenza, che impediscono, di fatto, le fasi graduali attraverso cui si dovrebbero sviluppare le fasi dell'avvicinamento e dell'incontro fra l'uomo e la donna fino a completarne l'unione sessuale (A. Jaria, Contributo allo studio della pedofilia e delle sue implicanze psichiatrico-forensi, in Il lavoro neuropsichiatrico, vol. 44, fasc. 3, 1968.).
Callieri e Castellani (B. Callieri, A. Castellani, Aspetti Antropologici dei Comportamenti Sessuali Abnormi, in Rassegna Medico-Forense, 1, 1970.) infine, rifacendosi in parte alla teoria psicanalitica, definiscono l'Io del pedofilo come immaturo, con una fissazione della libido «a livello di giochi sessuali infantili o una regressione a questi livelli», con «un narcisistico amore di se stessi» (B. Callieri, A. Castellani, Aspetti Antropologici dei Comportamenti Sessuali Abnormi, in Rassegna Medico-Forense, 1, 1970, p. 87-88.).
Questi elementi li ho tratti da uno studio specifico, ma c'è un'aggiunta personale che devo fare.
La limitata esperienza di casi giudiziari che ho conferma le tesi formulate dagli studiosi citati in maniera assolutamente aderente. In particolare ho notato una capacità di descrivere gli atti di violenza di cui sono statiprotagonisti, anche con l'uccisione del piccolo minore, in maniera assolutamente fredda, distaccata, senza la benchè minima partecipazione emotiva.