Ipocrisie:
La Dichiarazione della S. Congregazione per la Dottrina della Fede (1974) così si pronuncia:
"Il diritto alla vita resta intatto in un vegliardo, anche molto debilitato; un malato incurabile non l'ha perduto".


Ipocrisie:
La Dichiarazione della S. Congregazione per la Dottrina della Fede (1974) così si pronuncia:
"Il diritto alla vita resta intatto in un vegliardo, anche molto debilitato; un malato incurabile non l'ha perduto".






sono di quelle pretese assurde e inutili che le chiese sbandierano per dimostrare di esserci e di acquisire potere...........e di avere pensieri profondi oltre che ammantati di mistero e divinità..........
.più obbedirai a queste assurdità più obbedirai quando ti chiederànno soldi o voti.
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)






Appunto, amico Azy: ipocrisie.
Anche perchè, all'epoca; più che la cicuta o una spadata sul gargarozzo (per dire) non è che avessero tanti altri sistemi per TERMINARE una sofferenza.
Nel post sopra; ho sottolineato il termine usato dalla S. Congregazione per la Dottrina della Fede: "incurabile".
Ipocrisia: c'è un'infinità di patologie CRONICHE "incurabili".
Diversa cosa è un malato TERMINALE; altrettanto "incurabile".
Ma, "diversamente definito" da questi cosidetti difensori della "vita".




Nuvoli: «Staccate le macchine»Da ieri, Giovanni Nuvoli, non prende più i farmaci salvavita. Unico sollievo, i sonniferi per dormire di notte. I cittadini possono scrivere direttamente via fax a Giovanni per un commento sulla sua situazioneALGHERO - «Non voglio più curarmi, staccate le macchine». Questo il messaggio che ieri, Giovanni Nuvoli, l’ex arbitro algherese affetto da Sla, ha comunicato al dottor Carlo Sini, a due infermieri ed un assistente, presenti nella sua stanza di Alghero. Unascelta paventata già più volte, ma affidata ora all’associazione “Luca Coscioni”. Nuvoli ha detto basta alla somministrazione di antidepressivi, flebo e visite specialistiche, mentre continuerà a prendere i sonniferi che lo fanno riposare di notte. Inoltre non si sottoporrà più ai prelievi del sangue e rifiuterà il cambio della cannula. L’unico medico che vuole al suo capezzale è l’urologo Guillot, un professionista con il quale c’è un consolidato rapporto di amicizia. Giovanni non rifiuta cibo e bevande ed ha chiesto di proseguire con la ventilazione di ossigeno. Ha però già annunciato che rifiuterebbe le cure in caso di instabilità clinica, cioè se le sue condizioni di salute dovessero ulteriormente aggravarsi. Va sottolineato che Giovanni Nuvoli non ha chiesto di staccare le macchine in seguito al caso Welby, ma, come risulta dalle cartelle cliniche dell’ospedale di Oristano, già dal “Febbraio 2003” dichiara, alla presenza dell’intera equipe di rianimazione, della moglie Maddalena e della madre, di non voler essere tracheotomizzato. Allegato, un secondo verbale dello psicologo conferma la consapevolezza di Giovanni riguardo l’iter della malattia e l’inevitabile conclusione. Oggi la sua decisione è ancora una volta chiara: «Non voglio che mi attacchiate alle macchine». Chi volesse salutare Giovanni può farlo inviandogli un fax allo 079/951037.
Nella foto: Giovanni Nuvoli
http://www.alguer.it/notizie/alghero...cate_macchine/
Povero Giovanni, non sa che chi "difende la vita" se ne frega delle sue volontá... che stia attento peró a "non fare pubblicitá alla morte" o rischia di fare la fine di Welby e di essere trattato peggio dei mafiosi o dei dittatori sanguinari.


Amico K.,
vado cercando opinioni; non "quote".
Lo ammetto; è un 3ad "personalistico": ed anche l'amico Zazo (qui sopra), pur con tutta la mia condivisione per il caso Nuvoli, non ha còlto lo "spirito" del topic.
Mi sto riferendo a PERSONE in stato di semi-incoscenza (coma vigile, sedazione, etc.) in fase TERMINALE: pochi giorni, a volta.
Pochi giorni che, però, comportano sofferenze ATROCI ed insopportabili sia al malato sia alle persone che gli sono vicine.
I casi Welby e Nuvoli, se mi è concesso il "modo"; sono un passo PRIMA.
Siamo al concetto dell'habeas corpus.
Qui, come dicevo anche nel titolo; siamo al RISPETTO della dignità DELLE persone.