





Mah!
Probabilmente (spero per te) sono io che non riesco a "comunicare".
Provo a "dettagliarti" la condizione alla quale MI STO riferendo:
- sedazione con morfina a 30mg/h IN CONTINUO
- coma epatico (funzione epatica=0 e valore bilirubina OLTRE 25)
- funzione gastrica: inesistente.
- funzione intestinale: inesistente
- "mobilità" muscolare/articolare: inesistente se non quella legata alla funzione respiratoria.
- emorragie interne varie.
- "tempesta" metastatica in atto.
- etc.
Vuoi continuare con le tue seghe mentali sull'omicidio "improprio" del vecchietto non consenziente?


Ti avevo già fatto l'esempio di Eluana Englaro, in altra discussione tempo fa. E' vita quella? E' giusto che un padre non possa elaborare il lutto per una figlia morta a tutti gli effetti? Pena di morte o atto misericordioso, in quel caso specifico?
Prova ad uscire dagli schemi dei tuoi dogmi, qualche volta...


De Hennezel, ricorda la storia di un medico tedesco che (nonostante ciò fosse illegale nel suo paese) ha praticato l’eutanasia. Hacketal - questo il nome - ha poi girato un filmato per giustificare la pratica. Il caso, particolarmente drammatico e toccante, è quello di una donna colpita da un tumore al viso, operato molte volte e ormai giunto a proporzioni insostenibili. La vicenda è emblematica, perché la donna - nel filmato - dimostra di provare un’atroce sofferenza, dovuta non solo al dolore fisico causatole dalla malattia, ma soprattutto alla perdita totale della propria identità. E’ la situazione nel suo insieme che la spingerà a chiedere ed ottenere che le venga praticata l’eutanasia.
"Io sono un morente prossimo venturo e sostengo che il diritto alla morte è un diritto non meno sacrosanto di quello alla vita. L'assistenza ai malati terminali dovrebbe imporsi un limite: la loro volontà. Non vedo perché un uomo debba essere condannato dalla legge, che considera intoccabile il dovere di vivere anche a costo delle sofferenze più atroci, e dalla cosiddetta morale, a un dolore senza scampo ed essere di peso agli altri, soprattutto ai parenti più stretti. Nella mia morale questa condanna non c'è"
(Indro Montanelli)

