
Originariamente Scritto da
capaneo
Non esiste la "società di classe", e la Storia non cammina sulla base di conflitti di classe, con buona pace di Marx.
Quanto a quel che dici, proprio perchè è vero che un idiota, con i giusti appoggi, può arrivare ai vertici, è necessario che lo Stato sia presente con opportuni "bilanciamenti". In una società organizzata democraticamente e libertariamente è molto più facile che questo accada rispetto ad una sclerotizzata e burocratizzata tipica del "Socialismo reale". Prendi due esempi estremi: gli USA e la Nord Corea. Entrambi gli Stati hanno, al loro vertice due "idioti", ma il potere di uno è bilanciato, quello dell'altro, no.
Inoltre, insisto sul fatto si debba dare atutti la possibilità di migliorare, non i risultati di questa possibilità e questo perchè non è realizzabile, innanzitutto, ma non è giusto e neppure etico. I progressi avvengono grazie al lavoro, ai progetti e alle visioni di pochi. Chi se lo può permettere ha il sacrosanto diritto di vedere il proprio lavoro premiato.
E' indegno e scandaloso che il genio sia trattato come lo stupido. Per tornare all'esempio fatto nell'altro post, perchè Tizio dovrebbe sbattersi, allora? Se io fossi un fisico o un biologo di grande valore, perchè dovrei non vedere riconosciuto il mio genio ed il mio lavoro? Solo per non urtare la suscettibilità di qualche ottuso?
Quanto al discorso sulla gerarchia, ho portato l'esempio del branco di lupi proprio per ribadire l'assoluta e generale validità di quanto ho detto, non certo per limitarmi a farlo solo con riferimento agli uomini (naturalmente, ha senso solo per animali intelligenti. Le formiche o le api non lo sono, almeno non come i mammiferi e gli animali "superiori").
Ubi lex, ibi societas, ubi societas, ibi lex.
già la considerazione della legge ( che implica, comunque, parafrasando Kelsen, un "monopolio della forza" o, porlomeno, una sua contemplazione) implica gerarchia ( chi fa rispettare la legge? sulla base di quale potere, di quale autorità?)