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  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da capaneo Visualizza Messaggio
    Se avessi detto una cosa del genere, credo avrei detto una cazzata...
    OK, tutto chiaro ora.

  2. #42
    x il Socialismo Mondiale
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    Citazione Originariamente Scritto da capaneo Visualizza Messaggio
    Inoltre, insisto sul fatto si debba dare atutti la possibilità di migliorare, non i risultati di questa possibilità e questo perchè non è realizzabile, innanzitutto, ma non è giusto e neppure etico. I progressi avvengono grazie al lavoro, ai progetti e alle visioni di pochi. Chi se lo può permettere ha il sacrosanto diritto di vedere il proprio lavoro premiato.
    E' indegno e scandaloso che il genio sia trattato come lo stupido. Per tornare all'esempio fatto nell'altro post, perchè Tizio dovrebbe sbattersi, allora? Se io fossi un fisico o un biologo di grande valore, perchè dovrei non vedere riconosciuto il mio genio ed il mio lavoro? Solo per non urtare la suscettibilità di qualche ottuso?
    Nel contesto odierno in cui le risorse naturali e industriali sono sufficienti a garantire a tutti il libero e pieno sviluppo, anche all’individuo più capace ed egoista conviene molto di più l’uguaglianza sociale (proprietà comune e controllo democratico dei mezzi di produzione), in quanto non essendo in grado da solo di produrre tutto quello di cui ha bisogno e avendo quindi sempre e comunque bisogno della cooperazione degli altri, ha tutto l’interesse che tutti gli altri membri della società siano messi nella posizione migliore possibile, con il libero accesso al prodotto sociale, per poter contribuire volontariamente alla realizzazione del benessere di tutta la società, e quindi anche del suo.
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da angus Visualizza Messaggio
    c'è un conservatorismo molto diffuso anche a sinistra
    questa la considera una scemenza.
    se devo parlare di destra e sinistra come amssim isistemi mi permetto di volare un po' più in alto, in italia quella parola vuota che è il riformismo ha ormai assunto pienamente il carattere di cambiare tutto affinchè nulla risulti invariato. lo stesso berlusconi s'è riempito la bocca delle sue "riforme", ma si tratta di provvedimenti sempre mirati a mantenere un certo status quo.
    cambiare non è necessariamente sinonimo di progredire

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da capaneo Visualizza Messaggio
    Il presupposto di quanto scrivi è frutto di un ragionamento che presuppone una comunità, una società già "strutturata". Tu osservi una comunità e ne trai teorie e conclusioni: questo è l'errore.

    La base di tutto deve essere semplice, elementare. Sei tu che parti da un "atto di fede" dando per scontato ciò che rappresenta già un successivo stadio dell'essere sociale della comunità (se mi passi una simile espressione...).

    Io, invece, parto dalla più semplice delle constatazioni (perciò non puoi dire sia "atto di fede"): ci sono uomini più alti, più bassi, più intelligenti, più belli, più determinati e (perchè no) più fortunati di altri. E' naturale, poi, che i simili e, ancor di più, coloro che si ritrovano ad avere i medesimi interessi si coalizzino per farli prevalere, ma, ciò che conta, è che la porta rimanga aperta, che la "casta" non sia chiusa.

    L'Aristocrazia venne scalzata dalla Borghesia quando la prima non aveva più la forza di prevalere, quando la seconda riuscì a far coincidere i propri interessi con quelli della maggioranza della Nazione o, se preferisci, del Popolo. Ma non ci fu Rivoluzione, tanto che i nuovi arrivati scimmiottano sempre, prima, e sostituiscono, poi, i vecchi padroni persino nei costumi, nei titoli e nelle forme. Alla fine (guarda in Francia, per citare l'esempio più clamoroso) tutta la commedia rimane la stessa, cambiando solo gli attori che, in definitiva, recitano sempre la stessa parte. Un' Evoluzione, appunto, non una Rivoluzione. Ed è per questo che il Comunismo ha fallito.

    Non si può cambiare lo spirito degli uomini, ma è possibile sfruttarne le qualità o i difetti per evolvere la società tutta: nessuno lavorerà naturalmente di più se non otterrà benefici personali, per sè o i suoi figli, ma se la quota prelevata dallo Stato sarà progressiva relativamente al frutto del lavoro prodotto, allora sì che il vantaggio sarà comune e possibile (x es. supponiamo che il minimo per vivere dignitosamente sia 100. Se Tizio ha le qualità per produrre 300 e sa che, comunque, gli verrà lasciato sempre solo 100, non ha nessun interesse a produrre 300 e, statene certi, non lo farà. Ma se a Tizio si dice:" per il bene comune, 1/4 (e solo quello) di quanto produrrai ti sarà tolto", allora è probabile che Tizio si impegni a produrre non solo 300, ma anche 350 o, addirittura, 400.)
    Compito (fondamentale) dello Stato sarà quello di permettere che chiunque possa avere la possibilità di affermarsi e che nessuno possa essere schiacciato dallo strapotere (innanzitutto economico) di altri, proprio perchè, per chiudere il cerchio, gli uomini non sono tutti uguali.



    ...dici che il comunismo ha fallito...partiamo da qui...

    ...senza accendere una diatriba infinata intorno a che cosa effettivamente sia fallito (era quella del blocco la realizzazione migliore del comunismo?)...

    ...tralasciando queste considerazioni, chiedo invece a te: il capitalismo ha vinto?

    Certo oggi gran parte del pianeta e' retto da logiche capitaliste...ma a che prezzo?

    Com'e' strutturata e distribuita la ricchezza globale, con quale logiche?

    Se il capitalismo genera ricchezza per pochi e poverta' per molti, perche' non ci chiediamo: e' questa la condizione necessaria perche' il capitalismo trionfi?

    Accolgo il tuo invito a partire dalle constatazioni piu' semplici...

    ...io constato che dove c'e' il capitalismo c'e' sfruttamento...questa e' una vittoria?

    Se tizio ha le qualita' per produrre per 300 e sa che gli verra' lasciato 100...

    Capisco i presupposti e le implicazioni di questo tuo esempio...

    ...ma la societa' non e' formata solo da Tizio, o da tanti Tizio...

    ...ci sono dei Caio che potrebbero e vorrebbero produrre 500, ma non riescono a produrre, oppure dei Sempronio che non sappiamo neanche quanti e quali capacita' di produrre avrebbero poiche' la societa' in cui vivono non li ha permesso, fin dall'origine, di alimentarle e coltivarle e affinarle (ad esempio, per una condizione di poverta' ed indigenza)...


    ...se ci rendessimo conto, ad esempio, che se tutti (o quasi tutti) producessero 100 (ed avessero le condizioni dall'inizio per farlo), tutti (o quasi tutti) avrebbero 80?

    E se scoprissimo che quell'80 permettesse di ridimensionare i disequilibri di una societa' capitalista?

    Lascio un 20 perche', a parte qualche ortodosso socialista esegeta del marxismo puro (Gian Maria, mi riferisco a te , ma correggimi se sbaglio...), io mi rendo conto ed accetto che, a prescindere dal sistema e dal modello, un lavoratore non usufruisca, almeno non in maniera diretta, percepibile e cosciente, parte del frutto del proprio lavoro...

    ...vuoi perche' va al padronato e alla sovrastruttura statale (nel modello capitalista), vuoi perche' puo' andare ad alimentare settori della collettivita' con i quali la persona di riferimento puo' non venire mai a contatto (possibile nei modelli comunisti)...


    ...tieni presente pero' che il tuo esempio partiva dal concetto di capacita' produttiva individuale...il discorso sarebbe piu' complesso...come misurare ad esempio la capacita' produttiva di un insegnante, di un funzionario di partito, di un religioso?

  5. #45
    capaneo
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    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    ... ha tutto l’interesse che tutti gli altri membri della società siano messi nella posizione migliore possibile, con il libero accesso al prodotto sociale, per poter contribuire volontariamente alla realizzazione del benessere di tutta la società, e quindi anche del suo.
    Non quando questo dovesse significare un insulso spreco di energia e di tempo.
    Alcuni non ci arrivano, ad altri non interessa, altri ancora non vogliono. Così, in una classe elementare non ha senso rallentare chi è più dotato. Non ha senso garantire un titolo di studio comunque ottenuto. Sacrosanto dare la possibilità a tutti di arrivare ad una laurea, imbecille ed indecente abbassare la qualità della preparazione in nome di assurde idee di una astratta uguaglianza.
    Il '68 ha fatto questo nella scuola (e non solo, purtroppo). Con quali risultati, lo vediamo.

  6. #46
    Cuore Nero
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    “Essere di Destra significa, in primo luogo, riconoscere il carattere sovvertitore dei movimenti scaturiti dalla rivoluzione francese, siano essi il liberalismo, o la democrazia o il socialismo. Essere di Destra significa, in secondo luogo, vedere la natura decadente dei miti razionalistici, progressistici, materialistici che preparano l'avvento della civiltà plebea, il regno della quantità, la tirannia delle masse anonime e mostruose. Essere di Destra significa in terzo luogo concepire lo Stato come una totalità organica dove i valori politici predominano sulle strutture economiche e dove il detto “a ciascuno il suo” non significa uguaglianza, ma equa disuguaglianza qualitativa. Infine, essere di Destra significa accettare come propria quella spiritualità aristocratica, religiosa e guerriera che ha improntato di sé la civiltà europea, e – in nome di questa spiritualità e dei suoi valori – accettare la lotta contro la decadenza dell'Europa”

    Adriano Romualdi


    il nè destra nè sinistra, la pagliacciata dei fronti comuni, sono tutte fanfaronate.

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982 Visualizza Messaggio
    COme da titolo, volevo chiedervi seriamente cosa intendete voi per "destra".
    Grazie.
    Destra significa vivere in un mondo fatto di regole, dove governi la disciplina l'ordine e la sicurezza...
    Sinistra significa la caciara, ognuno fa quel che cazzo gli pare, le regole chi se ne fotte, gli individui son sempre buoni e tutto è colpa della società, i maschi diventano donne e donne uomini, diamo i bambini alle coppie omosessuali e se ci capita pure ad una coppia di pedofili...

  8. #48
    are(a)zione
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    Citazione Originariamente Scritto da vero_uomo Visualizza Messaggio
    DESTRA: posizione in grado di governare un paese in maniera giusta e imparziale,avere un italia italiana con regole molto chiare e decise,assenza di droghe e immigrazione e tutela del cittadino al 100%,coppie di fatto etero e non contro natura,religione.

    SINISTRA: droga,immigrazione a volonta,cittadino poco tutelato,criminalità,poca serietà,aumento di tasse,carovita,aumento di pensioni,pedofilia,matrimoni gay,adozioni di bambini per i gay e chi più ne ha più ne metta..

    Ma secondo te, il qualunquismo è un'arte o una prassi?

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da FederalLucano Visualizza Messaggio
    Destra significa vivere in un mondo fatto di regole, dove governi la disciplina l'ordine e la sicurezza...
    Sinistra significa la caciara, ognuno fa quel che cazzo gli pare, le regole chi se ne fotte, gli individui son sempre buoni e tutto è colpa della società, i maschi diventano donne e donne uomini, diamo i bambini alle coppie omosessuali e se ci capita pure ad una coppia di pedofili...
    Quindi se una persona desidera ordine e sicurezza, e l'uguaglianza degli uomini (è un altro aspetto uscito fuori da questa discussione) è di destra o sinistra?

  10. #50
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982 Visualizza Messaggio
    Quindi se una persona desidera ordine e sicurezza, e l'uguaglianza degli uomini (è un altro aspetto uscito fuori da questa discussione) è di destra o sinistra?
    come stanno le cose oggi...dovrebbe essere di destra.

 

 
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