Sempre le stesse balle... Adesso tutte le religioni sarebbero magia... Per fortuna che il ricettacolo di queste sciocchezze è quantitativamente finito.


Sempre le stesse balle... Adesso tutte le religioni sarebbero magia... Per fortuna che il ricettacolo di queste sciocchezze è quantitativamente finito.


Non siamo gli antichi magi, e non facciamo quello che facevano loro.magìa: magìa
(pl. -gìe), s. f.
propr. dottrina degli antichi magi e sacerdoti persiani, riguardante l'evocazione degli spiriti, i prodigi, la divinazione del futuro
il complesso dei riti e delle pratiche occulte esercitate col presunto aiuto del demonio o di spiriti maligni (è questa la cosiddetta magia nera) e servendosi della conoscenza delle virtù intrinseche (chimiche e fisiche) delle cose naturali, sconosciute al volgo (la magia bianca)
fig. fascino, incanto.
Le nostre pratiche non sono occulte (non facciamo occultismo).
Non evochiamo spiriti maligni, demoni; non impieghiamo conoscenze naturali sconosciute al volgo.
Non vogliamo affascinare.
Non impieghiamo arti occulte (non facciamo occultismo).1 pratica rituale che tende ad agire, mediante arti occulte, sulla natura o sull'uomo: magia nera, quella esercitata con intenti malefici nei riguardi di altri; magia bianca o naturale, quella esercitata a scopi benefici | incantesimo, fattura: fare una magia a qualcuno


Un intervento metodologico immediato a gamba tesa e in piena area di rigore aganto per falciarti con tanto mestiere ed esperienza affinchè l'arbitro non se ne avveda...
Ma suvvia aganto mio...il dibattito qui è alto tra la papessa,marco musy e barsanufio e tu ti rifugi nella più banale delle apologetiche..?
Suvvia aganto...non c'è necessità alcuna di scrivere trattati di difesa della fede...e resta il fatto-e in questo confortati-che lo stesso dibattito contro il quale tu protesti non sarebbe neppure gradito a Bottero...
Lo vedi che alla fine siete in comunione?
Suvvia Aganto...
Padre Giovanni
PS è ovvio che il cristiano nel suo percorso di sequela a Cristo Signore non è un uomo religioso,anzi assolutamente empio... Far diventare il cristiano un uomo religioso è quanto di più grottesco ci possa essere...Lascia allora che le donne e gli uomini delle religiones tradizionali e sapienziali presentino il loro vissuto con dignità e libertà e lascia che i cristiani presentino il loroo vissuto con libertà e dignità e lascia che gli uomini e le donne della cultura laica ,seriamente tale( per cortesia..lasciamo stare le parodie italiane della laicità...9 presentino con libertà e dignità il loro vissuto...
Quindi-e qui è la gamba tesa--ragazzino suvvia....


"PS è ovvio che il cristiano nel suo percorso di sequela a Cristo Signore non è un uomo religioso,anzi assolutamente empio..."
questo lo dici tu Giovanni, lo dici tu.
"discussioni epicuree" attendono.
ciao


Certo che no.
Neppure quelle dei maghi che affollano le emittenti private a tutte le ore.Le nostre pratiche non sono occulte (non facciamo occultismo).
Evocate/invocate spiriti benigni. Proprio la seconda definizione di magia "bianca" che ha riportato.Non evochiamo spiriti maligni, demoni; non impieghiamo conoscenze naturali sconosciute al volgo.
In effetti, non c'e' nulla di intellettualmente affascinante in un dogma.Non vogliamo affascinare.




Questi fatti ed altri simili, che è troppo lungo enumerare, avvenivano per inculcare l'adorazione di un solo Dio e impedire quella di molti e falsi dèi. Avvenivano mediante la schietta e confidente fede religiosa e non con incantesimi e formule composte con l'arte di un'infame curiosità che chiamano magia, o con termine più detestabile stregoneria o con uno più accettabile teurgìa (Cfr. Platone, Conv. 203e; Filebo 44c; Plotino, Enn. 4, 4, 42-44; Giamblico, De myst. 1, 9. 3, 25; Diodoro, 1, 76).
I pagani pretendono di discriminare queste pratiche e vogliono far apparire degni di condanna individui dediti ad arti illecite, perché anche il volgo li considera operatori di maleficio. Sono quelli che, dicono, si dedicano alla stregoneria. Fanno apparire invece degni di lode gli altri che considerano dediti alla teurgia. Eppure gli uni e gli altri sono asserviti ai falsi riti dei demoni sotto il nome di angeli.
[...]
Dici bene comunque che la teurgia è da evitarsi, sia per il rischio delle leggi come della pratica in sé. Magari i poveri disgraziati ascoltino da te questo avvertimento e si allontanino da essa per non esserne trascinati o meglio non vi si appressino neanche. Affermi anche che l'ignoranza e i molti vizi che ne conseguono non sono purificati mediante alcuna iniziazione ma solo mediante il, cioè la mente ossia intelletto del Padre perché conosce la volontà del Padre. Tu non credi che sia il Cristo perché lo disprezzi a causa del corpo ricevuto da una donna e dell'umiliazione della croce. Ti ritieni cioè capace di cogliere dalle sfere superiori una più alta sapienza per avere rifiutato sprezzantemente le cose più basse (Porfirio, dal De regr. an. fr. 7).
Ma egli dà compimento a ciò che i santi profeti hanno con verità preannunziato di lui: Manderò in rovina la sapienza dei sapienti e riproverò la prudenza dei prudenti (Cfr. Is 29, 14; 1 Cor 1, 19).
Infatti non manda in rovina e non riprova la propria sapienza in essi, perché egli l'ha donata, ma quella che si arrogano coloro che non hanno la sua. Per questo, dopo aver ricordato il passo profetico citato, l'Apostolo continua con le parole: Dov'è un sapiente? dove un letterato? dove uno scienziato di questo mondo? Forse che Dio non ha reso insipiente la sapienza di questo mondo? Infatti poiché il mondo per colpa della propria sapienza non ha conosciuto Dio nella sapienza di Dio, egli ha deciso di salvare i credenti nella insipienza della evangelizzazione. Dato che, soggiunge, i Giudei chiedono i prodigi e i Greci ricercano la sapienza, noi invece annunziamo con l'evangelizzazione il Cristo crocefisso, scandalo per i Giudei, insipienza per i Greci, ma per i Giudei e i Greci chiamati Cristo Virtù e Sapienza di Dio, poiché ciò che è insipiente di Dio è più sapiente degli uomini e ciò che è debole di Dio è più forte degli uomini (Cfr. 1 Cor 1, 19-25).
I sapienti e i forti di un proprio supposto valore disprezzano questa dottrina come insipiente e debole. Ma questa è la grazia che sana i deboli, i quali non vantano per orgoglio una propria falsa felicità ma dichiarano piuttosto con umiltà una infelicità vera.
(Cfr. S. Agostino, De Civitate Dei contra Paganos libri XXII, PL 41, Liber X, 9 ss.)


Invece io non disprezzo affatto nè teurgia, nè magia, nè gnosi, nè sapienze antiche nè misteriosofie, poichè tutte date all'uomo per conoscere sè stesso, la natura, occulta e manifesta, e il mondo superiore con i suoi innumeri abitatori, buoni e cattivi. Nulla di tutto questo è disprezzabile nè accantonabile, mai. Ma è sempre volontà degli ultimi propugnatori di "verità assolute" (ultimi in ordine di tempo), far piazza pulita di tutto il precedente, pro domo sua.
La grandezza dell'Uno senza secondo si manifesta nell'effusione dei suoi doni all'uomo, nel molteplice che fa precipitare in terra, e questo molteplice è TUTTO parte di Lui, assolutamente. Dovrei dunque disprezzare le antiche sapienze da Lui donate? Esse sono tuttora validissime, nè dipendono minimamente dai tempi storici, ma appartengono all'eterna pertinenza umana e superna. La scienza misteriosa della natura, la lettura dei cieli, l'invocazione alle potenze celesti, la sacra divinazione, tutto questo apparterrà sempre validamente all'uomo saggio, che non le disprezzerà, ma le utilizzerà con giudizio, per la propria e l'altrui edificazione, a gloria dell'Ineffabile.
Le faziosità, i fanatismi, le arroganze, le discriminazioni religiose, i cavillosi distinguo non fanno per me: essi allontanano dalla verità, che è sempre incommensurabilmente oltre le gabbie costruite dagli uomini.


Se ti aggrada, "uomo saggio", invoca pure le potenze celesti, sforzati di leggere gli astri, ricorri pure ai tuoi auguri (maghi, astrologi, veggenti, ecc.) per predire il tuo e l'altrui domani ... ma ...
"Ricordati del tuo creatore ... prima che si oscuri il sole ... e ritorni la polvere alla terra, com'era prima, e lo spirito torni a Dio che lo ha dato.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, e tutto è vanità.
Conclusione del discorso, dopo che si è ascoltato ogni cosa: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo per l'uomo è tutto.
Infatti, Dio citerà in giudizio ogni azione, tutto ciò che è occulto, bene o male".
(Cfr. Ecclesiaste 12, 1-14)