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  1. #31
    Amore vince la morte
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    In prossimità, desidero, del Santo dei santi
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    Citazione Originariamente Scritto da La Papessa Visualizza Messaggio
    Ammettiamo pure che sia così: ma di simili personaggi ve ne sono anche nelle altre discipline religiose, e io stessa ho conosciuto, nel passato almeno un personaggio del tutto straordinario...)
    Dunque, perchè ritenere che il cristianesimo sia l'unico e solo in grado di...?
    Da cosa deriva tale assolutismo?
    E inoltre....mi pare che il numero di tali personaggi sia assolutamente esiguo, se rapportato alla gran massa dei cristiani, anche volendo ammettere che in 2000 anni ve ne siano stati diversi altri...
    Dobbiamo dedurne che il cristianesimo è religione assolutamente elitaria....che è per pochi, e che in realtà, per la gran massa, costituisce solo illusione....
    Se lo scopo vero di ogni cristiano è la theosis, il Dio è disceso solo per coloro che già gli erano stati dati (Non ho perso nessuno di quelli che tu mi hai dato...non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele..)
    E dunque, alle radici del terzo millennio, qual'è il bilancio del cristiano?
    Carissima mia, davvero, con tutta la franchezza, a me della religio fine a se stessa ormai non interessa in fin dei conti nient'altro che il conoscere le loro rispettive storie.
    Esistenzialmente invece mi interessa come cambia la mia vita il Vangelo di Cristo, Figlio di Dio.
    Lo cambia?

    Sono testimone della Croce?

    Non so....

    Buddha, Visnu, Krisna, Lao-Tse e infiniti altri dei o semi dei, o superuomini, o superdonne, non mi parlano piu' mia cara, il mio amore e' per il volto sanguinante di Dio che prima di esser tale e' Uomo, Uomo!!!!
    Il volto di quell'uomo e' ormai l'unico che mi parla, mi scuote...
    M idispiace mia cara, il Vangelo, la Rivelazione di Cristo e' davvero unica.....

    Dio e' stato uccciso, e' morto e' morto, noi umani, noi peccatori ad averlo fatto.

    Nelle fede, nella speranza, questo Dio, questo Uomo e' risorto, nel sangue, nella carne e nello Spirito, ma soprattutto nella carne.

    Guardi, i racconti su Gesu', uomo!!! santo dio uomo!!! in carne ed ossa, sono si simili a tanti altri racconti mitici sia greci che indiani, ma ce una differenza enorme, abissale, talmente illuminante che non la vediamo; INCARNAZIONE.

    Sa cosa vuol dire questo mia cara?

    Vuol dire che quell'uomo e' immagine di ogni uomo.

    E' esistito non e' esistito?
    Ma santoiddio, ma lei esiste mia cara?
    Ma io esisto?

    In quell'uomo e' riflessa tutta la nostra umanita', in quel Dio e' riflessa tutta la nostra potenzialita' divina, in quel cadavere, in quella vita uccisa dai suoi piu' vicini, e' riflesso tutto il nostro peccato, la nostra disumanita'....

    E il cristianesimo?
    E la Chiesa una ed indivisa (come piace dire a molti)?
    E la Verita'?

    Amica mia, davvero, nessuno la convincera' mai della bonta' della Rivelazione di Dio, nessuno.
    Dinanzi alla Rivelazione o vieni spezzato, vinto, umiliato, abbassato, proprio come Lui, o rimani indifferente, un osservatore curioso.
    No, chi viene davvero vinto, spezzato dal Vangelo non avra' paura dell'abisso, del non senso della vita, dell'ingiustizia di questo mondo.
    Bisogna morire davvero a Lui per rinascere, alrimenti il seme, ogni seme rimane solo mia cara.



    E ora, dopo queste inutili parole, buttate li dal cuore, qualche riflessione seria o semiseria a propo delle sue domande:




    perchè ritenere che il cristianesimo sia l'unico e solo in grado di...?
    Da cosa deriva tale assolutismo?

    Non credo nel cristianesimo, credo nel Signore quello Stesso di Abramo, Isacco e Giacobbe rivelatosi pienamente nel Nome dell'Unigenito e sono membro della Chiesa una ed indivisa (come piace dire a molti), per Grazia di Dio.

    Religio e' solo un mezzo, potente, glorioso, ma pur sempre rimane un mezzo.
    Questa nostra religio e' unica e tremenda perche' sa che non e' eterna (almeno dice di sapere), sa che si estinguera' nel Regno, questa la sua missione.
    Fino alla fine dei secoli, mia cara, vuol dire un mandato a termine, vuol dire scopo, progetto, conversione dei popoli all'economia di salvezza di Dio rivelato pienamente nel Nome del Figlio.

    Da cosa arriva l'assolutismo?

    Dalla paura mia cara, come ogni ismo...e' la paura il motore della tirannia, di ogni tirannia (la conosce la storia di Lenin e della famiglia Romanov...ecco, un esempio).

    Dalla mancanza di fede autentica, mia cara, e' la mancanza di fede e speranza a generare ogni ismo, e si sa che ogni ismo non conosce veramente il mistero della carita'.




    E inoltre....mi pare che il numero di tali personaggi sia assolutamente esiguo, se rapportato alla gran massa dei cristiani, anche volendo ammettere che in 2000 anni ve ne siano stati diversi altri...


    verissimo...
    grazie a Dio questi sono esistiti, nonostante tutto, grazie a Dio, questi santi sono esistiti eccome, e io uno l'ho conoscuto, mamma mia, che fortuna, che dono.






    Dobbiamo dedurne che il cristianesimo è religione assolutamente elitaria....che è per pochi, e che in realtà, per la gran massa, costituisce solo illusione....

    No affatto!!!
    Questa la vera differenza tra l'epicureismo (filosofia di vita che apprezzo), o il buddhismo (prassi di vita che ho seguito in passato), e la Rivelazione cristiana, quest'ultima o e' per tutti ma tutti tutti proprio tutti, o e' un inganno.




    Se lo scopo vero di ogni cristiano è la theosis, il Dio è disceso solo per coloro che già gli erano stati dati (Non ho perso nessuno di quelli che tu mi hai dato...non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d'Israele..)

    Il vero scopo di ogni cristiano e' morire mia cara, morire davvero.
    E questo non e' la comprensione di anatta' buddhista, non e' la realizzazione dell'unita' tra Atman e Brahman indiano, non e' il diventare se stesso di saggezza socratica, non e' il risveglio nell'Uno neoplatonico, no mia cara, noi cristiani abbiamo un'altra figura Umanodivina dinanzi a noi, figura di piena accettazione del bene e del male, accettazione piena e totale della sofferenza e della morte non come inganno, non come illusione, non come lila, no, accettazione della Realta' della terra, della vita reale come il sangue, come il sangue mia cara.
    Resurrezione??

    Si mia cara, io credo davvero che Cristo abbia tirato a se tutto questo come mai nessun uomo ne' prima ne' dopo di lui.
    Quest'uomo, questo volto, questa figura, queste narrazioni sulla sua vita che la Santa Chiesa una ed indivisa (come piace dire a molti), custodisce e preserva....si solo quest'uomo, solo lui solo lui e' il mio vero Dio, solo lui amica mia.
    E'una questione di amore mia cara, quando sei innamorato lo sai e non devi giustifacare niente, piangi, ridi, preghi, invochi, t'arrabbi, speri, ami ami e ami ancora.





    E dunque, alle radici del terzo millennio, qual'è il bilancio del cristiano?

    Meraviglioso amica mia!!!!!!
    Meraviglioso....

    che dono esser suoi figli, seguaci, credere e sperare nel Suo Nome...
    Meraviglia delle meraviglie carissima.


    Un abbraccio

    Grazie, se non pensavo a lei non avrei scritto queste parole forse banali...

  2. #32
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    Beh,caro pfjodor, una bella e ardente professione di fede, la sua, intensa e convinta, davanti alla quale tutti ci dobbiamo fermare.
    Ma una professione di fede, per l'appunto, non una argomentazione....
    Ma va bene così....

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Dinanzi alla Rivelazione o vieni spezzato, vinto, umiliato, abbassato
    A me ha fatto l'effetto opposto.

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da La Papessa Visualizza Messaggio
    In questi giorni, all'interno di un altro forum che frequento, mi è stata contestata l'interpretazione che conoscevo della Messa in quanto rito teurgico, all'interno del quale si verificherebbe una transustanziazione reale delle specie del pane e del vino, così come mi fu insegnato da bambina...
    teurgìa s. f. [dal gr. ϑεουργία, comp. di ϑεός “dio” e ἔργον “opera, attività”; lat. tardo, eccles., theurgĭa]. – Termine usato nella tarda filosofia neoplatonica (soprattutto da Porfirio, nel 3° sec. d. C., e da Giamblico, nel 3°-4° sec.) per indicare l'arte di costruire statue e immagini capaci di attrarre la presenza in esse degli dei, e, più in generale, il complesso di riti e di tecniche magiche atte a creare rapporti privilegiati fra gli dei e gli uomini.
    (Tratto dal Vocabolario della Lingua Italiana I.E.I. - Treccani, Roma, 1986)
    Ovviamente la consacrazione delle specie eucaristiche non ha nulla di magico.

    Non è l'uomo che fa diventare le cose offerte Corpo e Sangue di Cristo, ma è Cristo stesso, che è stato crocifisso per noi. Il sacerdote, figura di Cristo, pronunzia quelle parole, ma la virtù e la grazia sono di Dio. "Questo è il mio Corpo, dice". Questa parola trasforma le cose offerte.
    (San Giovanni Crisostomo, De proditione Iudae homilia, 1, 6: PG 49, 380)


    Nel Santissimo Sacramento dell'Eucaristia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l'anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero. «Tale presenza si dice "reale" non per esclusione, quasi che le altre non siano "reali", ma per antonomasia, perché è sostanziale, e in forza di essa Cristo, Dio e uomo, tutto intero si fa presente».
    (C.C.C. Art. 3, § 1374)



    Citazione Originariamente Scritto da La Papessa Visualizza Messaggio
    Ebbene, una teologa cattolica allineatissima mi ha detto che la mia interpretazione non aveva nulla di reale: il sacrificio era avvenuto una volta per tutte illo tempore, e i cristiani riuniti in assemblea lo ricordavano, ma nessun sacrificio si ripeteva all'altare....perciò un puro rito anamnestico, pulito e lindo, senza spargimento di sangue, senza intervento dall'alto (orrore la parola "teurgia", che richiamava riti pagani e magici!).
    Cristo « Dio e Signore nostro, [...] si è immolato a Dio Padre una sola volta morendo sull'altare della croce per compiere una redenzione eterna: poiché, tuttavia, il suo sacerdozio non doveva estinguersi con la morte (Eb 7,24.27), nell'ultima Cena, "nella notte in cui veniva tradito" (1 Cor 11,23), [...] [volle] lasciare alla Chiesa, sua amata Sposa, un sacrificio visibile (come esige l'umana natura), con cui venisse significato quello cruento che avrebbe offerto una volta per tutte sulla croce, prolungandone la memoria fino alla fine del mondo, e applicando la sua efficacia salvifica alla remissione dei nostri peccati quotidiani ».
    (Concilio di Trento, Sess. 22a, Doctrina de ss. Missae Sacrificio, c. 1: DS 1740)


    Quando la Chiesa celebra l'Eucaristia, fa memoria della pasqua di Cristo, e questa diviene presente: il sacrificio che Cristo ha offerto una volta per tutte sulla croce rimane sempre attuale (Cfr Eb 7,25-27): «Ogni volta che il sacrificio della croce, col quale "Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato" (1 Cor 5,7), viene celebrato sull'altare, si effettua l'opera della nostra redenzione». (Cfr. Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 3: AAS 57 (1965) 6)
    (Cfr. C.C.C. Art. 3, § 1364)


    Il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell'Eucaristia sono un unico sacrificio: «Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi». (Concilio di Trento, Sess. 22a, Doctrina de ss. Missae Sacrificio, c. 2: DS 1743)
    «E poiché in questo divino sacrificio, che si compie nella Messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che "si offrì una sola volta in modo cruento" sull'altare della croce, [...] questo sacrificio [è] veramente propiziatorio». (Ibidem)
    (Cfr. C.C.C. Art. 3, § 1367)

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da La Papessa Visualizza Messaggio
    Beh,caro pfjodor, una bella e ardente professione di fede, la sua, intensa e convinta, davanti alla quale tutti ci dobbiamo fermare.
    Ma una professione di fede, per l'appunto, non una argomentazione....
    Ma va bene così....
    mia cara, io di argomenti come vede non ne ho, non so che dirle, si rivolga agli esperti o a quelli che tali si professano.

    Ecco mi pare che il buon Druid le venga incontro, potrebbe essere un opportunita'...

    Non so,provi.

    In amicizia

  6. #36
    Amore vince la morte
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    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    A me ha fatto l'effetto opposto.
    Cosa intendi dire Aganto?

    ciao

  7. #37
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    On ne peut bien écrire que de ce qu'on ignore
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    Ero bambino, e mi preparavo alla Prima Comunione. La mia parrocchia era nel centro di Firenze, una immensa chiesa di fantastico e psichedelico barocco, fondata da una radunata d'uomini che nobilitarono la loro natura mercantile - la quale tuttavia fino alla fine li rincorse e li giudicò - giocando ad essere cavalieri, amanti e trovieri della Santa Vergine.

    Il parroco insegnava ai bambini le parti della Messa. A quei tempi si faceva ancora. Ricordo però che un rito mi colpì moltissimo. La purificazione del calice. Dopo la consacrazione, il sacerdote agisce sul calice prima versandovi dell'acqua e facendola scorrere sulle pareti interne della coppa, successivamente asciugandola con una candida pezza di lino. Va bene. Ma perché si chiama purificazione? Cos'è più puro del sangue del Signore?

    Mi ci volle un po' di tempo per capire. C'è un'impurità di Dio per il mondo. Il sacro va tenuto a distanza, venerato forse: ma arginato. Bisogna proteggersi da lui, dal suo dilagare, perché potrebbe trasformarci in Baccanti, condurci su un monte Citerone a compiere immoralità, devastazioni, a squartare e inghirlandarci delle viscere dei nostri figli. E allora no: riti, riti precisi, accurati, definiti, riti per accostarsi al sacro ma anche per scostarsene, per allontanarsi, per rimetterlo nella scatola e chiudere il coperchio.

    L'iconostasi delle chiese orientali sia chiusa in fretta, e si aprano le sue porte solo in presenza di persone esperte che possano richiuderle. Non le tocchino gli apprendisti stregoni. Le porte dovrebbero avere il simbolo della Trinità come il triangolo di rischio di contaminazione nucleare sui laboratori, l'epitrachileion dovrebbe essere indossato come il grembiule protettivo del radiologo.

    Non condivido l'opinione della teologa allineata. La Messa è un vero e proprio sacrificio, e il Signore compare sulla mensa in stato di immolazione, ossia col sangue separato dal corpo. Il sacro si riversa per ogni dove e contamina tutto.

    Il placido prevosto dalle guance rosate e dalla bocca a culo di gallina che sale i gradini dell'altare accompagnato dalle strimpellate annisessanta di quattro ragazzini - accontentandosi di far le fusa all'omelia - ecco, non sa la potenza spaventosa che le sue parole stanno per scatenare. S-catenare. La signora in tailleur seduta sulla panca sbadigliando e facendosi vento con il foglietto delle letture non immagina che accanto a lei un Serafino terribile, il cui solo sguardo potrebbe incenerire il sistema solare, si prostra velandosi il volto con le ali a proteggersi - lui! a proteggersi - dalla luminosità eccessiva del mistero. No, tutto questo è spaventoso, grazie a Dio non possiamo vederlo, e com'è umana - nella Bahavad Gita - la preghiera di Arjuna a Krsna quando, dopo aver chiesto al dio di mostrarsi quale egli è, immediatamente dopo lo scongiura di riprendere forma umana e tollerabile.

    Nella cornice di credenza cristiana, Dio ha la bella pensata - e, nel primo volume della deliziosa quadrilogia di Thomas Mann su Giuseppe, gli angeli sono in disaccordo, e fanno no-no-no con la testa, e gli dicono pensaci, te ne pentirai - di rendere una creatura familiare al sacro. Non apparendo in forma di tale creatura, ma diventando essa. Il che è obiettivamente assurdo, come sarebbe il comportamento di un ingegnere folle che volesse mettere il motore di un Concorde sulla sua Vespa 50.

    Da Cristo in poi l'uomo è diventato come il bambino figlio - e un po' stupido - di un potentissimo Re. Si permette di saltargli in braccio e di tirargli la barba - mentre i suoi dignitosissimi ministri tremano della sua Maestà e non osano alzare lo sguardo. Durante le cerimonie il figlioletto vaga per la sala del trono, sollevando le vesti ai cerimonieri, facendo i capricci, le boccacce, urlando, nascondendosi. Ovviamente i ministri sopportano pazientemente - ma non escludo che tra di loro si sussurrino che il Re è un po' andato, non ci sta più con la testa, è come un vecchio nonno perso d'amore che si lascia fare tutto, e che il bambino sarà carino ma accidenti che rompiscatole e poi questo granché non sembra affatto e comunque alle cerimonie di stato potrebbe anche fare a meno di portarlo.

    Il privilegio che Dio ha voluto accordare all'uomo è che la divinizzazione non lo travolge e non lo squassa. Cresce in lui come scorre il sangue reale nelle vene del principino inconsapevole e fessacchiotto. Certo, vi sono dei principini particolarmente consapevoli, sui cui volti splende più che in altri il riflesso della regalità. Ma questo non cambia il fatto che la divinizzazione sia un fatto più ontologico che esistenziale. Ciò che non mi sembra sia ben compreso dagli gnostici, che dettero un valore ontologico alla consapevolezza esistenziale. La vera difficoltà - e il vero splendore - è vedere - non so - Calderoli nella trasparenza della sua scaturigine divina :- ).

    Grazie, Barsanufio

  8. #38
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    QUOTE Ovviamente la consacrazione delle specie eucaristiche non ha nulla di magico.QUOTE

    Ma infatti "teurgico" non vuol dire "magico": al di là dei riferimenti filosofici e storici, per teurgia s'intende "opera da parte di Dio", e questo soddisfa il voluto, mentre la magia è opera del mago, cioè di un uomo....

    Ma gli altri riferimenti mi appaiono abbastanza contorti ed involuti....
    Sono molto più d'accordo con quanto riportato da Barsanufio:


    QUOTE Non condivido l'opinione della teologa allineata. La Messa è un vero e proprio sacrificio, e il Signore compare sulla mensa in stato di immolazione, ossia col sangue separato dal corpo. Il sacro si riversa per ogni dove e contamina tutto.

    Il placido prevosto dalle guance rosate e dalla bocca a culo di gallina che sale i gradini dell'altare accompagnato dalle strimpellate annisessanta di quattro ragazzini - accontentandosi di far le fusa all'omelia - ecco, non sa la potenza spaventosa che le sue parole stanno per scatenare. S-catenare. La signora in tailleur seduta sulla panca sbadigliando e facendosi vento con il foglietto delle letture non immagina che accanto a lei un Serafino terribile, il cui solo sguardo potrebbe incenerire il sistema solare, si prostra velandosi il volto con le ali a proteggersi - lui! a proteggersi - dalla luminosità eccessiva del mistero. No, tutto questo è spaventoso, grazie a Dio non possiamo vederlo, e com'è umana - nella Bahavad Gita - la preghiera di Arjuna a Krsna quando, dopo aver chiesto al dio di mostrarsi quale egli è, immediatamente dopo lo scongiura di riprendere forma umana e tollerabile. QUOTE


    In queste parole, autenticamente tradizionali, ritrovo la vera valenza del rito sacrificale, dalla notte dei tempi cuore e fondamento di ogni culto religioso.Se non vi è discesa divina, se non vi è effusione di sacro, hic et nunc, si tratterà solo di un pallido memoriale, di un rito d'anamnesi prima del quale, e dopo il quale, tutto rimane tale e quale: sereno, pulito, ordinato.
    L'effusione del sacro dovrebbe lasciare storditi, in trance per un paio di giorni, come è successo a me un paio di volte nella mia vita....
    Chi l'ha provato....non può tornare indietro. Non più.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Cosa intendi dire Aganto?

    ciao
    Che non mi ha spezzato, vinto, umiliato, abbassato, ma piuttosto rafforzato, che mi ha fatto vincere, che mi ha innalzato, esaltato.

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Il parroco insegnava ai bambini le parti della Messa. A quei tempi si faceva ancora. Ricordo però che un rito mi colpì moltissimo. La purificazione del calice. Dopo la consacrazione, il sacerdote agisce sul calice prima versandovi dell'acqua e facendola scorrere sulle pareti interne della coppa, successivamente asciugandola con una candida pezza di lino. Va bene. Ma perché si chiama purificazione? Cos'è più puro del sangue del Signore?
    Fa parte del formalismo magico, lo stesso formalismo e le stesse simbologie che affollano tutti i riti di tutte le religioni.


    Mi ci volle un po' di tempo per capire. C'è un'impurità di Dio per il mondo. Il sacro va tenuto a distanza, venerato forse: ma arginato. Bisogna proteggersi da lui, dal suo dilagare, perché potrebbe trasformarci in Baccanti, condurci su un monte Citerone a compiere immoralità, devastazioni, a squartare e inghirlandarci delle viscere dei nostri figli. E allora no: riti, riti precisi, accurati, definiti, riti per accostarsi al sacro ma anche per scostarsene, per allontanarsi, per rimetterlo nella scatola e chiudere il coperchio.
    Lei ha una particolare sensibilita' che sarei tentato di definire psicoanalitica. Freud chiamerebbe cio' che ha scritto sopra una reverie.
    Lei intuisce e trasla simbolicamente molto di cio che Freud si affanna a spiegare analiticamente.
    Sembra quasi che stia giocando al gatto col topo.

    Non condivido l'opinione della teologa allineata. La Messa è un vero e proprio sacrificio, e il Signore compare sulla mensa in stato di immolazione, ossia col sangue separato dal corpo.
    Neppure io.
    Ora la Chiesa si vergogna di affermare cio' che nel passato ha sempre sostenuto: ovvero la reale e sustanziale, per usare gli stessi aggettivi che qualcuno ha opportunamente indicato sopra, trasformazione di materiale biologico.
    Ma non c'e' dubbio che quando il dogma fu affermato (rivelato? proclamato?), Papi e preti pensavano proprio quello. Oggi il tutto suona ridicolo, e la Chiesa e' costretta alla solita patetica ritirata, dopo aver incautamente fatto affermazioni scientificamente falsificabili (e regolarmente falsificate).

    La vera difficoltà - e il vero splendore - è vedere - non so - Calderoli nella trasparenza della sua scaturigine divina :- ).
    Io ho la stessa difficolta' con molti altri mammiferi della mia stessa specie.

 

 
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