
Originariamente Scritto da
Dr.Hans
Bisogna vedere però cosa intendi con "critica" al grande capitale, sulla quale in linea di principio possiam essere d'accordo tutti.
Se poi però vai in profondità, vedrai che Rifondazione, senza il grande capitale, non avrebbe un nemico su cui sparare a parole, e sul quale fondare la propria esistenza. Nella realtà Bertinotti è mentalmente figlio del grande capitale, in quanto sindacalista della Trimurti CGIL-CISL-UIL, che è il fiore all'occhiello del grande capitale.
Nerio Nesi, ex presidente di BNL, era PCI e poi è passato a Rifondazione, tanto per darti un'idea.
E Berlusconi, che sembra così un capitalista selvaggio, ha sempre avuto contro il grande capitale di Stato, le grandi famiglie parassite, in quanto è sempre stato estraneo al sistema, e non è mai stato accettato. Ecco perché Confindustria preferirebbe e vuole di fatto Veltroni.
Riguardo al referendum, ognuno tira l'acqua al suo mulino. Ti faccio solo riflettere che, qualora non si arrivasse ad una legge maggioritaria, ma si tornasse al proprozionale corretto, il grande capitale eserciterebbe sempre il suo potere corruttore sui partiti, che col proporzionale sarebbero sempre molti, mentre col maggioritario dovrebbe fare una scelta di campo, cosa che per ora ha fatto: il centro sinistra, da sempre organico ad esso (assieme alle Coop rosse, multinazionali che non pagano tasse e truffano i soci con la bufala dello scopo mutualistico).
Ora come ora, non andare al referendum significa lasciare nelle mani del potere oligarchico sinistro-margehritino contiguo alla grande industria di Stato: e il fatto che Montezemolo abbia firmato significa solo che ha voluto dare un messaggio forte e chiaro a Veltroni e D'Alema.