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Discussione: Tibet

  1. #241
    Signore di Trieste
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Non so se si sia capito bene. Tra il 1921 e il 1954 erano stati condannati a morte 642.000 persone. Le condanne non furono tutte eseguite. C'è una discrepanza tra quanto dice Zemskov (che per intenderci è un anti-comunista), e quanto di dice nel filmato. Questa discrepanza non cambia però l'ordine di grandezza, ed è relativa al modo di interpretare i delitti politici e quelli comuni come alle persone le cui condanne a morte furono cambiate in pene detentive. Tutto ciò che è stato scritto prima del 1993 soprattutto in occidente si è rivelato completamente infondato. Ad esempio durante la Guerra civile 1917-21 i bolscevichi fucilarono 12.000 persone i bianchi, comprese le forze liberal-democratiche dell'intesa intervenute in Russia, Italia inclusa ne fucilarono 85 mila!!!!! Questo per dimostraee quanto fossero sanguinari i rossi!!!
    L'antisemitismo in URSS è una invenzione delle lobby sioniste americane che volevano respingere l'accusa di essere servi dei comunisti. Lo spiegano bene Frinkelstein (L'industrai dell'Olocausto)e Edward Said (Orientalismo), la collaborazione delle lobby ebraiche americane di estrema destra con la caccia all'ebreo comunista che si scatenò in USA dopo la fine della guerra. Così ad esempio si inventarono la congiura dei medici ebrei, la quale aveva un piccolo difetto come persecuzione antisemita...mancavano gli ebrei. In quel periodo ebrei americani fuggivano in URSS.
    Dimostrare che Stalin il cui tutore fin da bambino era un ebreo (che lui chiamò al cremlino in seguito), i cui figli sono sposati con ebree o ebrei, i cui nipoti sono a tutti gli effetti ebrei, colui che lo sostituiva al Cremlino quando era lontano da Mosca era Kaganovich che era ebreo, il Commissario generale dell'Armata Rossa durante la guerra e Michlis ebreo, parecchi generali dell'Armata Rosaa come il geniale Creniakosky erano ebrei ecc ecc... insomma le solite idiozie su cui non vale nemmeno la pena scrivere una riga. Che poi questa merda sia ospitata in un sito dei fasci del "socialismo nazionale" alias nazional-socialismo assieme agli scritti di Evola e Himmler la dice lunga.
    Il nemico oggettivo: il totalitarismo sovietico e i suoi bersagli interni" di Victor Zaslavsky. Giugno 2000

    L'ideologia marxista-leninista non aveva mai avuto risvolti razzisti. La campagna antisemita fu fomentata dallo stalinismo in una Unione Sovietica appena uscita da una guerra sanguinosa, in cui gli ebrei avevano dato un massiccio contributo alla vittoria. La loro lealtà al regime era fuori discussione. Per spiegare la campagna contro i "cosmopoliti", i "nazionalisti ebraici", i "sionisti", i "medici assassini", parole in codice usate dalla propaganda staliniana in riferimento agli ebrei si deve analizzare non tanto la psicologia della leadership staliniana o la paranoia del dittatore, quanto una complessa "ragion di stato". Come abbiamo già menzionato, nella situazione dell'immediato dopoguerra il regime aveva una grande necessità di trovare "nemici interni" credibili. La leadership staliniana era pronta a sfruttare ogni tipo di pregiudizio, a fomentare ogni forma di odio storico per intensificare la mobilitazione di massa e rafforzare la stabilità interna incrinata a causa del mancato miglioramento del tenore di vita dopo la vittoria militare. La scelta del gruppo ebraico come bersaglio si basò su un freddo calcolo razionale: la presenza di un esteso antisemitismo popolare, incrementato durante la guerra dalla propaganda nazista, e la posizione strutturale degli ebrei come gruppo visibile, facilmente identificabile, i cui membri occupavano posizioni di prestigio e privilegio, furono le ragioni principali che indussero l'amministrazione staliniana a colpirli.
    Gli ebrei non soltanto rappresentavano il solito capro espiatorio, ma fornivano un bersaglio perfetto per coinvolgere più gente possibile nell'attività terroristica, con la promessa di incentivi materiali, e per stabilire tra il popolo e il potere un legame cementato dal sangue delle vittime. Nel 1948 Stalin ordinò l'assassinio di Solomon Mikhoels, famoso attore e presidente del Comitato antifascista ebraico.
    Negli archivi sovietici si trovano documenti che provano non soltanto la pianificazione meticolosa e dettagliata della repressione ebraica, ma anche l'alto grado di coinvolgimento personale da parte di Stalin. Il dittatore in persona dava istruzioni agli organi di sicurezza su come provocare il terrore antiebraico. Basti citare la lettera a Stalin del 23 aprile 1952 scritta dal vice ministro della sicurezza statale, generale Pitovranov, dalla prigione in cui era stato rinchiuso nel corso di una delle periodiche purghe della polizia segreta. Nella lettera a Stalin il generale presentava le sue proposte per una migliore organizzazione del Ministero della sicurezza statale (MGB). Sulla repressione degli ebrei scriveva in particolare: "Tutto quello che si faceva nella lotta contro i nazionalisti ebraici, che ora rappresentano un pericolo ancora maggiore di quello della colonia tedesca nell'URSS prima della guerra contro la Germania, era limitato a fatti sporadici contro singoli o gruppi locali. Per condurre questa lotta in maniera efficiente, il Ministero della sicurezza statale dovrebbe coraggiosamente applicare il metodo che Lei aveva suggerito quando ricevette noi, i collaboratori del Ministero, nell'estate del 1951, e cioè: creare a Mosca, a Leningrado, in Ucraina (in particolare a Odessa, Leopoli, Cernovitz), in Bielorussia, in Uzbekistan (Taskent, Samarkanda), Moldavia, nella provincia di Chabarovsk (Birobizan), in Lettonia e in Lituania gruppi nazionalisti composti da agenti della polizia segreta, creando la leggenda del loro collegamento con i circoli sionisti all'estero. Se non agiamo come secondo la prassi e non affrettiamo gli arresti, si potranno, utilizzando questi gruppi, identificare appieno i nazionalisti ebraici e al momento opportuno inferire il colpo."[ricevuta la lettera, Stalin ordinò di liberare il generale Pitovranov che tornò subito al suo posto nell'MGB ed ebbe in seguito un brillante carriera]
    La campagna antisemita organizzata dagli organi di sicurezza e dai mass media sovietici negli ultimi anni del regime staliniano per la sua ferocia e per le dimensioni si può paragonare a quella della Germania nazista degli anni Trenta. I preparativi per la deportazione degli ebrei erano in pieno sviluppo e furono interrotti soltanto dopo la morte di Stalin.

    http://isole.ecn.org/reds/formazione...zaslavsky.html

  2. #242
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    Ah tra l'altro una delle roccaforti attuali del PCFR e il Birobizan, la regione degli ebrei. Mentre in Israele si possno vedere ancora nei Kibbutz i ritratti di Stalin, quelli fatti mettere dal vecchiop stalinista Itzahk Rabin. Che Stalin e Lenin e in generale i comunisti fossero contro i nazionalisti ebrei, i nazionalisti ucraini e i nazionalisti russi o quelli lituani mi sembra chiaro: infatti erano internazionalisti e gestivano un paese multietnico. Erano per il patriottismo sovietico ma contro il separatismo etnico e razziale. Naturalmente forse bisognerebbe citare anche qualche storico serio invece di un qualsiasi fanatico neo-con alla destra di Hitler come Zaslavsky.

  3. #243
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Ah tra l'altro una delle roccaforti attuali del PCFR e il Birobizan, la regione degli ebrei. Mentre in Israele si possno vedere ancora nei Kibbutz i ritratti di Stalin, quelli fatti mettere dal vecchiop stalinista Itzahk Rabin. Che Stalin e Lenin e in generale i comunisti fossero contro i nazionalisti ebrei, i nazionalisti ucraini e i nazionalisti russi o quelli lituani mi sembra chiaro: infatti erano internazionalisti e gestivano un paese multietnico. Erano per il patriottismo sovietico ma contro il separatismo etnico e razziale. Naturalmente forse bisognerebbe citare anche qualche storico serio invece di un qualsiasi fanatico neo-con alla destra di Hitler come Zaslavsky.
    ho controllato il sito non è fascista, ho trovato articoli interessanti

    zaslavsky non mi sembra neo

    da quello che so ha studiato a san pietroburgo, laureato in storia e docente al universita, libri che ha scritto sono molto interessanti dal punto di vista storico, è vero che tratta argomenti scomodi ma non mi sembra neo

  4. #244
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    Joseph Halevi, "I soviet e gli ebrei"

    Ho letto con ritardo, dovuto allo stato di tristezza nella quale mi hanno immerso ciò che è accaduto alla nostra cara Giuliana Sgrena e la morte di Nicola Calipari, l'ottimo articolo di K. S. Karol sull'Unione sovietica e gli ebrei del 4 febbraio. Vorrei aggiungere alcune note nella stessa direzione delle osservazioni di Karol. Mio padre Eliezer Halevi già Hurwitz, apparteneva, nella Palestina del mandato britannico, al personale politico dell'Achdut ha-Avodà, partito sionista cruciale per la formazione dello stato di Israele, nonché, attraverso le formazioni militari Palmach da esso controllate, colpevole dell'espulsione di centinaia di migliaia di palestinesi e della distruzione e cancellazione di interi villaggi arabi.

    Di cultura russa e yddish mio padre proveniva dalla Bessarabia zarista. Rybnitza, la sua città natale, fece poi parte della republica sovietica di Moldavia. In quella zona il regime zarista aveva imposto agli ebrei una specie di residenza obbligatoria e i pogrom erano molto frequenti. Durante l'appoggio occidentale agli eserciti bianchi contro l'Armata rossa nel periodo della cosiddetta Guerra civile, mio padre e la sua famiglia sopravvissero a pogrom antisemiti causati oltre che dai bianchi anche dalle forze di invasione rumene e polacche.

    Secondo i suoi racconti, essi si salvarono grazie al tifo petecchiale che fece scappare la soldataglia entrata in casa e grazie al fatto che alla fine l'Armata rossa di Trotzki riuscì a cacciare bianchi e invasori dalla città instaurando il soviet. Emigrato poi in Palestina e diventato un attivista del movimento sionista mio padre non trasformò mai lo scontro con il movimento comunista circa il sionismo in una negazione del ruolo svolto dai bolscevici nel por fine al ciclo dei pogrom.

    Nel 1966, quando io già vivevo in Italia lontano dai miei, Eliezer venne inviato dal suo partito israeliano come delegato al famigerato congresso di unificazione Psi-Psdi (avendo fatto la campagna d'Italia nell'Ottava Armata britannica e avendo sposato nel 1945 mia madre Mazal Hasson, ebrea italo-sefardita di Lucca, mio padre parlava molto bene l'italiano che divenne la nostra lingua di famiglia). Ricordo ancora come a un pranzo durante il congresso un bolso quanto altolocato dirigente socialdemocratico, «riformista» dunque, espresse simpatia a mio padre per aver vissuto in Russia durante la Guerra civile ed aver subito le angherie antisemitiche dei... . bolscevici! «No mai!» rispose perentoriamente Eliezer spiegando poi come fossero andate effettivamente le cose.

    I genitori e un fratello di mio padre rimasero in Urss a Rybnitza. Nel 1939 i miei nonni paterni per ordine delle autorità sovietiche vennero trasferiti a Tashkent nell'Asia centrale. Pochi al mondo sanno di questa vicenda, cioè del traferimento alla vigilia del conflitto mondiale di migliaia di ebrei dalle zone limitrofe alla frontiera occidentale dell'Urss verso l'Asia centrale sovietica. Tuttavia la diversità nel tipo di vita era tale che i miei nonni paterni chiesero il permesso di poter rientrare a Rybnitza cosa che fecero poco prima dell' invasione nazista dell'Urss. Essi morirono esattamente come nella descrizione di Karol: «La Wehrmacht faceva delle retate in grande scala degli ebrei e li uccideva». A scoprirlo fu il fratello di mio padre che combattè nelle file dell'Armata rossa dalla lontana Orel fino a Vienna.

    E come ben capì Churchill quando ancora i nazisti avanzavano nel territorio dell'Urss, «l'Armata rossa sta(va) strappando le budella dal ventre dell'esercito tedesco». I «riformisti» lo vogliono occultare e scordare, io, anche come persona di origine ebraica, assolutamente no.
    da
    Il manifesto

    I cialtroni che stanno prendndo per il culo trenta81 spacciato il salvataggio di 1 milione di ebrei attraverso il trasferimento in oriente come "deportazione".

  5. #245
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    Testata: Il Manifesto
    Data: 04 febbraio 2005
    Pagina: 12
    Autore: K.S.Karol
    Titolo:
    «Il mito dell'Urss antisemita»

    L'antisemitismo è esistito e continua a esistere in tutti i paesi cristiani. Negli Stati uniti, per esempio, ci sono ancora club o banche o perfino alberghi dove gli ebrei non sono ammessi. Non sembra che la comunità ebraica ne sia infastidita e non ne parla. In Europa le cose sono più complicate come testimonia il clamore suscitato da Israele che, sulla base di alcuni episodi dovuti all'estrema destra, denuncia un antisemitismo diffuso in Francia. Ma paradossalmente è all'Urss, paese che ha salvato il più gran numero di ebrei e dove durante la guerra non c'è stata l'ombra di un qualsiasi antisemitismo, che si indirizza la maggior parte dei rimproveri. Essendo stato testimone di quegli anni vorrei fare una messa a punto. Sorpresa dalla rapida avanzata dell'esercito tedesco a partire dal 22 giugno 1941 o non avendo forze sufficienti per arrestarlo, l'Armata Rossa gli ha lasciato grandissimo spazio in Ucraina, in Bielorussia e poi nella Russia medesima. La Wermacht faceva delle retate in grande scala degli ebrei e li uccideva. Erano fatti di dominio pubblico e nessuno che io sappia cercava di negare la tragedia. Ylia Ehrenburg e Vassili Grossman sono state le voci più conosciute della lotta contro l'invasione tedesca ma molti giornalisti ebrei meno noti vi hanno attivamente partecipato. Inoltre un anno prima dell'invasione tedesca la Nkvd aveva deportato in Siberia un gran numero di polacchi dall'Ucraina e dalla Bielorussia occidentali fra i quali degli ebrei e all'inizio della guerra furono tutti rilasciati. Un certo numero ha potuto arruolarsi nell'esercito polacco del generale Anders che ha lasciato l'Urss l'anno dopo per fare la guerra in medioriente. Quelli che sono rimasti nell'Urss avrebbero fornito più tardi l'ossatura dell'amministrazione del nuovo stato di Israele. D'altra parte l'Urss aveva fondato all'inizio della guerra il Comitato antifascista ebreo (Caf) destinato a sollecitare negli Stati uniti, che fino al dicembre del 1942 rimanevano neutri, un movimento d'opinione favorevole all'Armata Rossa.

    Questi sono i fatti. Dopo la guerra e la formazione dell'Onu il governo sovietico s'è battuto attivamente per la creazione dello stato ebreo in Palestina e uno dei suoi satelliti, la Cecoslovacchia, ha fornito le armi alla resistenza anti inglese degli ebrei. Avendo perduto durante la guerra più di venti milioni di cittadini l'Urss non ha potuto o non ha voluto distinguere con clamore l'assassinio degli ebrei sovietici. Questo non ha urtato l'opinione occidentale e non ha impedito al governo di Israele, in tutti gli anniversari della vittoria, di fare l'elogio dell'Unione sovietica. «Il popolo ebreo non dimenticherà mai il ruolo decisivo dell'Urss nello schiacciare la Germania nazista» si leggeva nei messaggi. Poi, era l'autunno 1948, il primo ambasciatore di Israele Golda Meyr è arrivata a Mosca e una notevole folla - fra ventimila e cinquantamila persone - venne a festeggiarla. E' stata la prima manifestazione pubblica spontanea che ha colto di sorpresa il regime. Stalin ha dovuto rendersi conto che le simpatie di un gran numero di ebrei russi si indirizzavano piuttosto a Israele che al loro proprio paese. Era egli stesso antisemita? C'è ormai tutta una letteratura in proposito in occidente ma è difficile trarne delle conclusioni. Uno dei figli di Stalin, come anche sua figlia, hanno sposato degli ebrei, cosa che in genere non avviene nelle famiglie antisemite. Un amico georgiano Boris Kurashvili mi ha riso in faccia quando gliel'ho chiesto: «Non troverai in quel che Stalin ha scritto una sola parola di critica nei confronti degli ebrei né di denigrazione dell'ebraismo».

    La guerra fredda era al culmine e il governo sovietico cominciò a denunciare quelli che definiva «cattivi patrioti» tacciandoli di «cosmopolitismo». Nello stesso tempo a Minsk il geniale attore ebreo Salomon Mikhoels fu vittima di un incidente d'auto al quale molti ebrei stentano a credere. Alla fine del 1948 il Comitato antifascista ebreo del quale era stato presidente è stato sciolto non avendo più ragion d'essere. Il vertice della campagna contro il «cosmopolitismo» fu raggiunto alla fine del 1952 quando otto professori di medicina ebrei furono arrestati sotto l'accusa d'aver nuociuto alla salute di alcuni dirigenti del paese. Il «complotto dei camici bianchi» ha fatto scorrere molto inchiostro anche fuori dell'Urss. Immediatamente dopo la morte di Stalin, nel marzo del 1953, tutti gli incolpati furono rilasciati e riabilitati.

    Dopo il breve passaggio al potere di Nikita Krusciov, è a Leonida Breznev che si deve la legge non scritta sulla limitazione dei posti per gli studenti ebrei in alcune facoltà di scienze. E' stato di nuovo uno scandalo e stavolta un certo di numero di ebrei ha chiesto di lasciare il paese. Il governo ha rifiutato il visto di uscita e da qui il nome di refusniki che gli è rimasto addosso. A Washington il governo degli Stati uniti ha preso delle misure di boicottaggio economico e proibito le esportazioni verso l'Urss di alcune tecnologie. Questa legge resta in vigore ancora malgrado che l'emigrazione degli ebrei dalle frontiere ex sovietiche avvenga ormai liberamente indirizzandosi più verso gli Stati uniti che verso Israele.

    In conclusione è chiaro che mettere sullo stesso piano la Germania nazista e l'Urss nell'accusa di antisemitismo è un'assurdità. Nessun paese ha avuto nei quadri superiori dell'esercito tanti ebrei quanto l'Armata Rossa. Certo con la campagna contro il «cosmopolitismo» seguente al 1948 sono state apportate delle restrizioni all'educazione superiore degli ebrei ma le conseguenze devono essere state minime considerando il numero di accademici e professori di origine ebraica. Mentre i contatti fra gli ebrei russi e ucraini con i loro correligionari degli Stati uniti hanno largamente facilitato l'emergere di oligarchi di origine ebrea in Russia.

    Vladimir Putin, che non porto nel cuore, è andato alla cerimonia commemorativa di Auschwitz conducendo con sé i veterani dell'esercito sovietico che avevano liberato il campo e qualche ex prigioniero. Nel suo discorso ha parlato di molte cose ma non ha pronunciato le parole shoah o olocausto.

    La Russia conosce in questo momento una forte ondata di xenofobia diretta in priorità contro i ceceni e l'insieme di caucasici ma che naturalmente si accompagna qua e là di un acceso antisemitismo. Così in una lettera aperta alcuni editori e uomini politici di tendenza nazionalista - compresi nove deputati, cinque del partito Patria e quattro del Partito comunista - hanno chiesto l'interdizione di ogni organizzazione ebraica. Putin certamente non darà loro ascolto. Ma l'instabilità della situazione russa può portare al governo gente meno «liberale» degli attuali dirigenti e allora il problema dell'antisemitismo, che dal 1917 era scomparso in Russia, rischia di esplodere.
    http://www.informazionecorretta.it/m...z=110&id=12782

  6. #246
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    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    ho controllato il sito non è fascista, ho trovato articoli interessanti

    zaslavsky non mi sembra neo

    da quello che so ha studiato a san pietroburgo, laureato in storia e docente al universita, libri che ha scritto sono molto interessanti dal punto di vista storico, è vero che tratta argomenti scomodi ma non mi sembra neo
    Ah Zaslavsky non sarebbe neo-con. Ammazza è culo e camicia con Ferrara.

  7. #247
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Ah Zaslavsky non sarebbe neo-con. Ammazza è culo e camicia con Ferrara.
    Victor Zaslavsky mi spiace ma non mi sembra che sia neo, non ho trovato riscontri in lui che mi faccia pensare che sia neo, anche radio radicale lo segue per cui se sarebbe neo non lo farebbero intervenire

  8. #248
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    Citazione Originariamente Scritto da senzanome Visualizza Messaggio
    finalmente uno che parla in modo umano e non giustificando le schifezze fatte dal governo cinese
    Citazione Originariamente Scritto da senzanome Visualizza Messaggio
    guarda che la cosa è così lapalissiana che difendere il governo cinese contro i tibetani è veramente un insulto alla ragione.
    Ecco i presunti socialisti ai dati cosa rispondono,con le solite cazzatelle


    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    La campagna antisemita fu fomentata dallo stalinismo in una Unione Sovietica appena uscita da una guerra sanguinosa, in cui gli ebrei avevano dato un massiccio contributo alla vittoria.
    Certo se ne inventano di cazzate per screditare il socialismo.
    Facciamo rispondere direttamente a Stalin,mi sembra interessante cosa dica sull'antisemitismo:

    "Lo sciovinismo nazionale e razziale è una sopravvivenza di costumi antiumani che sono propri al periodo del cannibalismo. L'antisemitismo, quale forma estrema di sciovinismo razziale, è la più pericolosa sopravvivenza di cannibalismo.
    L'antisemitismo è utile agli sfruttatori come parafulmine che eviti al capitalismo il colpo dei lavoratori. L'antisemitismo è pericoloso per i lavoratori come falso sentiero che li stacca dal giusto cammino e che li porta nella giungla. Per questa ragione i comunisti, quali conseguenti internazionalisti, non possono non essere inconciliabili e mortali nemici dell'antisemitismo.
    Nell'URSS si persegue nel modo più severo con la legge l'antisemitismo come fenomeno profondamente avverso al sistema sovietico. Gli antisemiti attivi si puniscono, in base alle leggi dell'URSS, con la pena di morte."

  9. #249
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    Citazione Originariamente Scritto da trenta81 Visualizza Messaggio
    ho controllato il sito non è fascista, ho trovato articoli interessanti

    zaslavsky non mi sembra neo

    da quello che so ha studiato a san pietroburgo, laureato in storia e docente al universita, libri che ha scritto sono molto interessanti dal punto di vista storico, è vero che tratta argomenti scomodi ma non mi sembra neo
    Ha scritto addirittura dei libri di storia? No perchè io ero rimasto al notorio incontro tra Hitler e Stalin per spartirsi il mondo avvenuto in piena seconda guerra mondiale per poi dichiarare insieme guerra agli USa e sterminare gli ebrei sovietici. Uno che da credito a simili cazzate, sarebbe uno storico?
    Insomma li hai citati tutti: i nazisti, i radicali e Zaslavsky. Cita anche qualcuno che ci sia simpatico dai...

  10. #250
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Ha scritto addirittura dei libri di storia? No perchè io ero rimasto al notorio incontro tra Hitler e Stalin per spartirsi il mondo avvenuto in piena seconda guerra mondiale per poi dichiarare insieme guerra agli USa e sterminare gli ebrei sovietici. Uno che da credito a simili cazzate, sarebbe uno storico?
    Insomma li hai citati tutti: i nazisti, i radicali e Zaslavsky. Cita anche qualcuno che ci sia simpatico dai...
    ma quel sito non è neo, anzi vai a darci un occhiata, ho postato un articolo anche nel post dei combattimenti

    Viktor Zaslavsky
    Note biografiche
    Nato a San Pietroburgo il 26/09/'37. Laurea in Storia presso l'Università di San Pietroburgo.
    Curriculum
    Professore Ordinario di Sociologia Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli.

    Ha insegnato anche all'Università di Leningrado, all'Università di California, Berkeley, alla Stanford University, alla Memorial University, Canada, alle Università di Venezia, Firenze, Napoli e Bergamo.
    Pubblicazioni recenti
    - La Russia postcomunista. Da Gorbaciov a Putin, (con L. Gudkov), Roma: Luiss University Press, 2005.
    - Lo stalinismo e la sinistra italiana. Dal mito dell'URSS alla fine del comunismo 1945-1991,Milano: Mondadori, 2004.
    - Storia del sistema sovietico: l'ascesa, la stabilità, il crollo, 2-da ed., Roma: Carocci, 2004.
    - Le Massacre de Katyn, Paris: Editions du Rocher, 2003.
    - "L'atteggiamento sovietico verso l'integrazione europea", in P. Craveri, G. Quagliariello (a cura di) Prospettiva atlantica, prospettiva europea, Roma Rubbettino, 2003.
    - "The Post-Soviet Stage in the Study of Totalitarianism. New Trends and Methodological Tendencies", in Russian Politics and Law, n. 1, 2003.
    - "Sistemi totalitari nella prospettiva comparata", in V. Strada (a cura di), Totalitarismo e totalitarismi, Venezia: Marsilio, 2003.
    - "L'antiamericanismo organizzato nell'Unione Sovietica staliniana", in Nuova Storia Contemporanea, 2, 2003.
    - "Aprile 1948, l'insurrezione mancata. La politica mediterranea di Stalin e i suoi riflessi sull'Italia", in Ventunesimo secolo, 1, 2002.
    - "Una rivoluzione silenziosa. La fase decisiva della transizione postcomunista russa", in Ventunesimo secolo, 2, 2002.

    http://www.luiss.it/docenti/curricula/index.php?cod=C93

 

 
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