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Discussione: Il Sé

  1. #71
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da Genyo Visualizza Messaggio
    Forma e sostanza, coincidono. Non sono due.
    E' questo uno degli aspetti più difficili da capire del buddhismo.
    Per il buddhismo non esiste dualità, non esiste unità.
    Per me, la coscienza è assolutamente buddhista, vale a dire che risponde pienamente a come essa è stata sperimentata nella tradizione buddhista, che ovviamente ritengo essere la più elevata mai apparsa sulla faccia della terra.
    Nelle proprie cose bisogna essere convinti fino in fondo anche quando si sbaglia, è l'unico modo per evolvere.
    per testadiprazzo, che non capisce la filosofia e i suoi termini:

    "forma e sostanza non sono due", con la "dualità" non c'entrano nulla.

    forma e sostanza significa che la forma, qualsiasi essa sia, rivela sempre la sua reale sostanza, ovvero, non può nascondere nulla.

    La "dualità", è un altro piano dialettico. Essa esisterà sempre. La Via buddhista, così come altre Vie probabilmente, è quel percorso che si prefigge di risolvere il dualismo senza creare un monismo.

    Quando dico che, per me, il buddhismo è la Via più elevata, esprimo una mia opinione che tu intendi generalisticamente come una affermazione assoluta.
    Il buddhismo, PER ME, è la religione più elevata mai apparsa sul pianeta.
    Libero chiunque altro di pensarla come vuole. Io non voglio convertire nessuno.

  2. #72
    decolonizzare l'immaginario
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    Il buddhismo non è nè indiano, nè giapponese, nè cinese, nè orientale, ma cosmico. La meditazione non è una tecnica.
    Il buddhismo, e tantomeno la tradizione Zen NON hanno bisogno di traduttori per le popolazioni "occidentali" in quanto si spiegano da sè, nella pratica è contenuto l'esito. Shusho-ichinyo. Pratica e realizzazione coincidono.

  3. #73
    decolonizzare l'immaginario
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  4. #74
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Genyo Visualizza Messaggio
    per testadiprazzo, che non capisce la filosofia e i suoi termini:

    "forma e sostanza non sono due", con la "dualità" non c'entrano nulla.

    forma e sostanza significa che la forma, qualsiasi essa sia, rivela sempre la sua reale sostanza, ovvero, non può nascondere nulla.

    La "dualità", è un altro piano dialettico. Essa esisterà sempre. La Via buddhista, così come altre Vie probabilmente, è quel percorso che si prefigge di risolvere il dualismo senza creare un monismo.

    Quando dico che, per me, il buddhismo è la Via più elevata, esprimo una mia opinione che tu intendi generalisticamente come una affermazione assoluta.
    Il buddhismo, PER ME, è la religione più elevata mai apparsa sul pianeta.
    Libero chiunque altro di pensarla come vuole. Io non voglio convertire nessuno.
    Mi sembra che i problemi che poni.. si generano tutti nella forma..a cui sei particolarmente attaccato in quanto ti impedisce questo attaccamento di vedere la sostanza....che accumuna quelle che si chiamano iniziazioni e non tanto religioni.. appartertendo le prime alla coscienza e le seconde alla mente..
    Il monismo è solo una fase di passaggio..una direzione percorribile verso la coscienza o consapevolezza....direzione obbligata per noi..che dobbiamo sostituire la presenza..all'incoscienza..in attesa di rifondere anche la presenza..il quell'altrove superiore al monismo e a qualsiasi definizione..
    Ma se ci fermiamo alla parole..non sfuggiamo ai sofismi..e all'apoteosi delle forme.. private di qualsiasi sostanza.....e questa realizzazione..è l'ingresso nella Verità..per la porta secondaria..dove l'apparire dei ripostigli e delle cucine..ci indica ancora il duro lavoro da fare per essere ammessi..dove vogliamo andare senza facili scorciatoie...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  5. #75
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Mi sembra che i problemi che poni.. si generano tutti nella forma..a cui sei particolarmente attaccato in quanto ti impedisce questo attaccamento di vedere la sostanza....che accumuna quelle che si chiamano iniziazioni e non tanto religioni.. appartertendo le prime alla coscienza e le seconde alla mente..
    Il monismo è solo una fase di passaggio..una direzione percorribile verso la coscienza o consapevolezza....direzione obbligata per noi..che dobbiamo sostituire la presenza..all'incoscienza..in attesa di rifondere anche la presenza..il quell'altrove superiore al monismo e a qualsiasi definizione..
    Ma se ci fermiamo alla parole..non sfuggiamo ai sofismi..e all'apoteosi delle forme.. private di qualsiasi sostanza.....e questa realizzazione..è l'ingresso nella Verità..per la porta secondaria..dove l'apparire dei ripostigli e delle cucine..ci indica ancora il duro lavoro da fare per essere ammessi..dove vogliamo andare senza facili scorciatoie...

    Io non ho "posto problemi", ho spiegato un piano dialettico che non è quello che tu avevi inteso.
    Capisco quello che dici a proposito di "passaggio", tuttavia il buddhismo vuole fare chiarezza da subito, secondo la sua tradizione, a proposito di dualismo e monismo e vacuità.
    Nel buddhismo si preferisce sgombrare il campo subito da intralci inutili e questo fa parte della sua pedagogia universale.
    Le religioni, sono sempre iniziazioni, questo è assodato da lungo tempo.
    La terminologia appropriata, anche in metafisica, è molto importante ai fini di un corretto comunicare di concetti non sempre così precisabili, che tuttavia vanno precisati più fedelmente possibile e non approssimati.
    In filosofia e in religione bisogna essere precisi tanto quanto lo sono i matematici, su un piano diverso, ma precisi. Ciao.

  6. #76
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Genyo Visualizza Messaggio
    Io non ho "posto problemi", ho spiegato un piano dialettico che non è quello che tu avevi inteso.
    Capisco quello che dici a proposito di "passaggio", tuttavia il buddhismo vuole fare chiarezza da subito, secondo la sua tradizione, a proposito di dualismo e monismo e vacuità.
    Nel buddhismo si preferisce sgombrare il campo subito da intralci inutili e questo fa parte della sua pedagogia universale.
    Le religioni, sono sempre iniziazioni, questo è assodato da lungo tempo.
    La terminologia appropriata, anche in metafisica, è molto importante ai fini di un corretto comunicare di concetti non sempre così precisabili, che tuttavia vanno precisati più fedelmente possibile e non approssimati.
    In filosofia e in religione bisogna essere precisi tanto quanto lo sono i matematici, su un piano diverso, ma precisi. Ciao.
    Nessuno più di me ama la precisione del linguaggio metafisico..anche se solo Guenon..con preoccupazioni di esposizione dottrinale..senza stratagemmi di natura pratica..o di scuola..mi sembra che ci riesca egregiamente..e..infatti..quando parlo di metafisica..il mio linguaggio è guenoniano..in quanto lo reputo mentalmente il più corretto...
    Il Principio..o Nirvana..o l'Impermanenza..o Brahman..sono nomi che indicano la medesima cosa..e cioè..l'Infinito senza qualificazioni..nirguna..e l'Impermanenza..significa propri questo..che nulla si fissa..o è stabile rispetto al Principio che lo genera...che è veramente permanente nella sua impermanenza..se è consentito un gioco di parole..
    Nello zen..si tende al risultato finale..quello che ho chiamato illuminazione di secondo grado..che poi è l'identificazione col Principio..o illuminazione senza semi..ma affinchè l'operazione interiore vada a buon fine..è pur sempre necessario che l'ego ..prima di essere sacrificato all'Impermanenza..si sacrifichi alla Consapevolezza..o Essere...e..solo a questo punto..è pronto il trampolino di lancio verso il Brahman Inqualificato...e non una disintegrazione psichica..
    In realtà esistono delle tappe..ben definite nell'iniziazione..e per questo viene distinta dal misticismo di natura sentimentale..e queste tappe hanno vari nomi..e costituiscono dei nodi da superare..
    Nello zen il viaggio è veloce..e non ci si sofferma sulle tappe intermedie..e da qui la polemica sull'illuminazione graduale o istantanea..ma ..è un problema mal posto...
    Chi vuole pervenire alla non mente..all'Illuminazione...pur facendo le stesse tappe può viaggiare velocemente o lentamente..e solo in questo sta la differenza tra le varie Vie..che incontrano le preferenze psichiche dei popoli a cui si rivolgono..
    Gli indoeuropei hanno una mentalità speculativa..e da qui..il privilegiare discorsi e concezioni..che ..naturalmente ..rispetto al Principio non valgono nulla..ma aprono solo la strada o la comprensione..
    Gli orientali..invece..nel buddismo..hanno trovato un'esperienza..perchè hanno capito che la metafisica è solo un gioco da ragazzi..che si trastullano nei concetti..per questo lo zen non se ne occupa..e arzigogola invece in considerazioni psichiche e mentali..di natura più operativa..
    Ma ambedue le Vie..considerano i discorsi..il piano mentale..completamente irrilevante rispetto al raggiungimento finale..che è lo stesso..che poi sarebbe l'Identificazione in quel Principio il cui parlarne sarebbe troppo o troppo poco..perchè al dì là del pensiero..
    Esistono molti cartelli in molte lingue che indicano la stessa cosa..ma bisogna andare oltre al linguaggio..e vedere l'Essenza..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #77
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    "Nelle proprie cose bisogna essere convinti fino in fondo anche quando si sbaglia, è l'unico modo per evolvere."


    Pero'....

    Saggezza zen o saggezza di Genyo?



    ps.
    3d assai interessante. Sono uscite allo scoperto tante incomprensioni e questo e' un bene.
    Ripeto, una marmotta conosce meglio zen di tutti quanti noi, Genyo incluso.
    Ah, dimenticavo, devo dire che mi infastidisce quando Genyo parla del buddhismo come se esistesse solo il "Sutra del loto" e il Mahayana.
    Mi infastidisce assai, ma tanto so che a lui non gliene importa niente.
    Lui e' convinto, e prosegue.....anche se sbaglia.
    Sia come sia, e' giusto, e' bene che qualcuno glielo dica.

  8. #78
    decolonizzare l'immaginario
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    "Nelle proprie cose bisogna essere convinti fino in fondo anche quando si sbaglia, è l'unico modo per evolvere."


    Pero'....

    Saggezza zen o saggezza di Genyo?



    ps.
    3d assai interessante. Sono uscite allo scoperto tante incomprensioni e questo e' un bene.
    Ripeto, una marmotta conosce meglio zen di tutti quanti noi, Genyo incluso.
    Ah, dimenticavo, devo dire che mi infastidisce quando Genyo parla del buddhismo come se esistesse solo il "Sutra del loto" e il Mahayana.
    Mi infastidisce assai, ma tanto so che a lui non gliene importa niente.
    Lui e' convinto, e prosegue.....anche se sbaglia.
    Sia come sia, e' giusto, e' bene che qualcuno glielo dica.

    C'è una scissione in te.
    Prima o poi dovrai risolverla.
    E lì si è soli.

  9. #79
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    Per quanto mi riguarda, "non solo soli", ma forse non concorderai.
    Ma questo e'un altro discorso.


    Piuttosto, Ti prego Genyo, di che "scissione" parli?
    Ti ho semplicemente manifestato il mio disappunto, tutto qui. Scissione?
    Quando parli del "buddhismo" parli come se fosse tutto racchiuso nell'episodio tanto caro ai praticanti zen, quello di Mahakssappa e dell'Illuminato. Quello del fiore per intenderci.
    Questo e' un punto di vista, ed e' anche leggittimo, ma non puoi pero' ridurre la complessita' di questa gigante tradizione religiosa alla sola via C'han.
    E'scorretto questo, davvero. I seguaci della Terra Pura (e' solo un esempio tra tanti possibili), non so quanto concorderebbero con te quando dici: " buddhismo insegna...".
    Ci sono tradizioni buddhiste che riguardo alla dottrina dell'anatta hanno visioni diverse da quella di chi sposa la lettura che ne fa il Sutra del Loto.
    Insomma, dai, credo che ti rendi conto anche tu di cosa voglio dire.


    Ciao

  10. #80
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    Mi riferisco a queste tue parole Genyo:


    "Non esiste nessun IO e nessun Sè che possano essere sostanziati nel buddhismo, esiste solo l'interdipendenza o coproduzione-condizionata.
    I termini convenzionali di IO e Sè, spesso designano l'uno il sè relativo, convenzionale; l'altro il Sè universale ovvero la Vacuità per il buddhismo.
    Quindi, un Sè, che non ha nulla di antropocentrico ed è cosmologico.
    Non esiste nulla, per il buddhismo, che abbia natura propria."



    Guarda che concordo IN PIENO Genyo.
    Anche con la tua: "pure di questo "Uno" bisogna liberarsi" Buttalo via".
    Son perfettamente d'accordo, magari, davvero, magari...

    Quello che voglio puntualizzare e' che mi sembra poco corretto dire "per il buddhismo". Piu' chiaro ora la mia critica?
    Per cui, la mia domanda rimane; che "scissione" Genyo?



    Grazie



    ps.
    Riguardo invece a Osho e il buddhismo, qui invece concordo pienamente con Genyo.
    Osho non e' inquadrabile in nessuna delle tradizioni che si rifanno al Buddha e ai suoi insegnamenti.
    La forzatura di Testa, per quanto mi riguarda, e' un "buco nell'acqua".

 

 
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