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Discussione: Il Sé

  1. #1
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    Predefinito Il Sé

    Cosa è il Sé?

    Il Sè è l’Essere, unica e identica Realtà non soggetta al tempo. Eppure abbiamo la finta consapevolezza del corpo e del suo tempo.
    Il Sè ci appare come qualcosa di enesplorato e nascosto nel corpo, tre i sensi. Eppure è il corpo che è dentro il Sè e non viceversa.
    Io sono il Sè e non il corpo.

    È l’accesso a questa Realtà suprema, né immobile né non immobile, ad essere evocata nelle parole di ogni tradizione trascendente il fenomenico. La Realtà non può essere descritta né dalle parole, né dalle non parole, ma non esiste dito più grande del silenzio per indicarla. Un silenzio che risuoni possente in quelle menti svuotate da ogni contenuto e placate da una sadhana adeguata. Sri Ramana pur indirizzando ad indagare su colui che si interroga, pur supportando diversi percorsi, ha istruito attraverso il silenzio; un silenzio coltivato con attenzione da chi arrivava e arriva da tutto il mondo pur di meditare in sua presenza. In silenzio.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Chakra Visualizza Messaggio
    Cosa è il Sé?

    [LEFT]Il Sè è l’Essere, unica e identica Realtà non soggetta al tempo. Eppure abbiamo la finta consapevolezza del corpo e del suo tempo.
    Scusa il mio scetticismo, ma questa mi sembra un' affermazione molto fideista. Se parliamo di illusione non possiamo escludere nulla, neanche il Sè, che come concetto astratto è certamente più soggetto all' illusione ed alla manipolazione del corpo, che è sempre molto diretto e poco complicato nei suoi bisogni e nelle sue influenze

  3. #3
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Patto Visualizza Messaggio
    Scusa il mio scetticismo, ma questa mi sembra un' affermazione molto fideista. Se parliamo di illusione non possiamo escludere nulla, neanche il Sè, che come concetto astratto è certamente più soggetto all' illusione ed alla manipolazione del corpo, che è sempre molto diretto e poco complicato nei suoi bisogni e nelle sue influenze

    Di tutto possiamo dubitare..ma non che non esistiamo...anche se Cartesio poi identifica il vivere col pensare..generando quell'errore di prospettiva interiore che determinerà la nascita del mondo moderno senza un Centro..ma solo un pensiero..che sarebbe quello di far quattrini...
    L'Essere è il Sè..ma se pur possiamo dubitare di tutto..non possimo dubitare che esiste un soggetto che dubita..e questo Soggetto è appunto quel Sè o Atman..che si suole indicare come Assoluto..perchè originario e sostrato permanente ai mutamenti del mondo..
    Il Sè..è la Coscienza..la Consapevolezza..il Testimone..e allora sorge un dubbio...
    Se il Testimone esiste solo se il cervello lo rivela..se basta un sonnifero per dimenticare il Sè...non è che il Sè..invece di produrre il corpo..è prodotto dal corpo e dalla mente..?
    Per quale motivo debbo pensare che il Sè..non sia prodotto dalla biologia e valere solo se questa esiste..?
    MI sembrano queste..domande belle gagliarde..che necessitano qualche considerazione e investigazione..
    Possiamo dire che il corpo cambia e muta..ma il Sè..come percezione del proprio esistere..rimane sempre lo stesso...sia a 5 anni che a 50 anni...
    La nostra percezione del corpo cambia..lo sentiamo più rigido..pesante..ma il Sè..rimane sempre uguale...ma basta ciò a dire che il Sè viene prima della mente e della carne..?
    Qual'è..quella considerazione che ci fa vedere il Sè come origine di Tutto..?
    Tutto muta..ma questa percezione rimane la stessa..e se dobbiamo appoggiarci a qualcosa..è bene farlo su qualcosa che regge ..la roccia..e il Sè..qualora sia percepito..è quella roccia che non cambia con gli anni o gli umori...
    Può l'unità derivare dalla molteplicità..?
    Ma soprattutto..se il Sè..è rivelato e percepito..e non una semplice idea mentale..perchè ci da quella Pace e quel senso del Centro..di Casa..che sia il corpo e i pensieri non ci danno..?
    D'accordo che anche queste sono emozioni..ma sono emozioni benefiche..frutto del ben operare..e nella vita cosa abbiamo se non la percezione di benefico e di malefico che ci può condurre nel viaggio..?
    Ma mi rendo conto ..che anche con tutta la buona volontà..non c'è modo di dimostrare che il Sè sia l'Eterno..il Centro..l'Origine..etc..etc..
    Solo la Sua percezione diretta e immediata..ce ne rivela la natura..come vedere un oggetto bello o mangiare un buon cibo...
    Quale prova scientifica ci può incontrovertibilmente dire che le nuvole in cielo sono belle..invece di essere uno spetacolo raccapricciante..?
    Alla fine..rimane solo l'Intuizione..Guenon la chiama Intuizione Intellettuale..
    Osho..la chiama Consapevolezza..e i nomi si sprecano..per quella percezione..che una volta provata..ci da il senso dell'eternità..e quella direzione verso casa..che avevamo dimenticato..
    Se il Sè potesse essere dimostrato..o anche percepito..da tutti...non avrebbe senso parlare di esoterismo..o di meditazione..perchè tutti vivremmo in meditazione..assieme a quel Sè..vero paradiso perduto.ma alfine ritrovato..
    Insomma..il Sè si può percepire e riconoscere..per intuizione..come atto immediato e non mediato dal pensiero..e una volta percepito..anche i dubbi sulla sua natura scompaiono..perchè i dubbi esistevano solo nella mente..quella mente che il Sè..ha illuminato...e che docilmente si inchiana a chi è superiore...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  4. #4
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    Io non ho mai capito perché se possiamo dubitare di tutto non possiamo dubitare anche della nostra stessa esistenza.
    Mi riesce veramente difficile spiegarmi, ma diciamo così... Una realtà superiore essendo onnipotente potrebbe darci l'illusione di esistere mentre invece non esistiamo, neanche come esseri pensanti.

  5. #5
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    ok, rasputin, se tu non esisti, chi ha scritto quelle righe postate col tuo nick? e se tu non esisti, come fai a dubitare? il dubbio è anch'esso sintomo di esistenza, l'uomo nero o il bau bau non possono dubitare o affermare, perchè non esistono. Se non esistiamo, perchè ti dichiari fascista, assumendo un impegno preciso politico e oltre? comunque il jiva, individuo in Sè, non esiste ma nel senso che non è eterno, questo spero veda tutti d'accordo. Il punto è appurare se esista qualcosa di essenziale che non sia soggetto a 'usura' ovvero se tutto passa. Il modo migliore per appurarlo, è provare a cercarlo, anche perchè la logica ti da una indicazione, ma poi se non la realizzi non te ne fai nulla. Sapere che nel deserto c'è un'oasi, non servirà, se poi non andiamo a cercarla e non la raggiungiamo.
    però anche la logica può dare certe indicazioni.
    Per esempio, perchè l'uomo si affanna tanto a costruire cose (politiche, monumernti, entrare nella storia etc) più durature di se stesso? forse perchè dentro di se avverte la necessità di agganciare la propria esistenza contingente a qualcosa di eterno, solo cercando nel posto sbagliato.
    Del resto, anche la frase "tutto è relativo" è un non senso, dato che nel momento in cui creiamo un tutto, un qualcosa non soggetto a limiti, ecco che abbiamo un assoluto, e un assoluto per definizione non npuò essere relativo.

  6. #6
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    Ma infatti io senz'altro non passo le mie giornate a pensare se quello che mi sta intorno esiste o non esiste, semplicemente perché non avrebbe il minimo senso. E' una semplice riflessione filosofica che porta a contemplare tutte le possibilità, e visto che non abbiamo prove dell'esistenza del mondo fisico a parte i nostri stessi sensi non vedo che prove potremmo avere della nostra stessa esistenza...
    Faccio un esempio stupido... Un bambino che gioca con dei soldatini li fa agire, a suo modo si immagina una situazione reale in cui i soldatini vivono e pensano... Se Dio facesse la stessa cosa con noi? Se il libero arbitrio fosse solo un'illusione? Se il nostro pensiero neanche esistesse in realtà? Non che io sia un fan del solipsismo ma non ne ho mai capito questo limite.

  7. #7
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    La discriminazione tra IO e SE' non è semplice, se non si ha alle spalle dello studio su temi specifici. Siamo tutti identificati con l'IO, una struttura composita di varii aggregati sottili, e l'identificazione è così forte che l'idea di un SE' totalmente avulso e "altro" da questa struttura, ci meraviglia non poco.
    Si tratta di categorie totalmente differenti, e la categoria del SE' è inconcepibile al profano che non ha mai tentato un approccio a tale dimensione, tramite meditazione, ascesi o quant'altro. Io direi che si tratta davvero di una virtualità che probabilmente non riguarda nemmeno tutti gli uomini, dato che ciò che non è agito è come se non esistesse.
    Ammetterne l'esistenza è già qualcosa, ma del tutto insufficiente: occorre sperimentarla attivamente, oltrepassando l'IO, utilizzando le giuste tecniche.
    Si ripropone qui il problema del guru autentico, che sappia dove mettere le mani e guidi il discepolo con sapienza e prudenza: francamente non so , al giorno d'oggi, quanti sia possibile reperirne....

  8. #8
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    Visione del Sè nel Buddhismo:

    «O Sariputra, qualsiasi figlio o figlia di un nobile lignaggio che desideri seguire la pratica della «Perfezione della Saggezza» dovrebbe comprendere che i cinque costituenti psicofisici sono privi di una loro propria (inerente) natura. La forma è vacua. La vacuità è forma. La vacuità non è altro che forma, e la forma non è altro che vacuità. Allo stesso modo, le sensazioni, le discriminazioni, gli elementi di formazione e la coscienza sono vacui. Similmente, Sariputra, tutti i fenomeni sono vacui. Sono privi di caratteristiche (inerenti); non nascono, non muoiono; sebbene non siano contaminati non sono separati dalle contaminazioni; non diminuiscono nè crescono. Perciò, Sariputra, in termini di vacuità, non esistono sensazioni, nè discriminazioni, né elementi di formazione, né coscienze; né occhi, né orecchie, né naso, né lingua, né corpo, né mente; né forme visive, né suoni, né odori, né sapori, né sensazioni tattili, né oggetti della coscienza mentale; non esistono elementi visivi, né elementi mentali (o alcun altro dei diciotto elementi), e nemmeno elementi della coscienza mentale. Non c'è ignoranza, né estinzione dell'ignoranza, non esiste il divenire vecchi, né la morte, né l'estinzione della vecchiaia né della morte(né alcun altro dei dodici anelli dell'origine interdipendente). Allo stesso modo, non vi è sofferenza, né origine di tutte (le sofferenze), né il suo cessare, né il sentiero (che conduce alla Liberazione). Non esiste né Saggezza primordiale, né realizzazioni, né mancanza di realizzazioni.. Perciò, o Sariputra, poiché i Bodhisattva non hanno realizzazioni essi vivono basandosi sulla «Perfezione della Saggezza»; poiché la loro mente è libera dalle ombre della nescienza essi sono senza paura. Trascendono l'errore e raggiungono il punto finale: il Nirvana. Tutti i Buddha che si manifestano nei tre tempi si svegliano completamente nell'Illuminazione perfettamente piena seguendo la «Perfezione della Saggezza».Perciò, il mantra della «Perfezione della Saggezza», il mantra della grande conoscenza, il mantra supremo, il mantra che non ha paragone, è un mantra che elimina tutte le sofferenze, non ti ingannerà, quindi conoscilo come vero!

    Dal Sutra del Cuore - Il Sutra della Perfezione della Saggezza
    http://www.lamrim.it/articles.asp?id=1

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin! Visualizza Messaggio
    Io non ho mai capito perché se possiamo dubitare di tutto non possiamo dubitare anche della nostra stessa esistenza.
    Mi riesce veramente difficile spiegarmi, ma diciamo così... Una realtà superiore essendo onnipotente potrebbe darci l'illusione di esistere mentre invece non esistiamo, neanche come esseri pensanti.
    Mi sembra che stai esponendo i principi dell'Advaita Vedanta..
    Noi infatti non esistiamo come individui..siamo un riflesso del Sè universale..
    Siamo un'illusione..un sogno...il Sè...ci sta sognando..si identifica nel sogno e allora ci sentiamo esistere come separati..e tutto il nostro impegno sta nello svegliarci ..nell'interrompere l'identificazione..e quindi il sogno..per far si che questa realtà superiore..riprenda possesso di se stessa..dopo essersi illusa di esistere come ..noi...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da La Papessa Visualizza Messaggio
    La discriminazione tra IO e SE' non è semplice, se non si ha alle spalle dello studio su temi specifici. Siamo tutti identificati con l'IO, una struttura composita di varii aggregati sottili, e l'identificazione è così forte che l'idea di un SE' totalmente avulso e "altro" da questa struttura, ci meraviglia non poco.
    Si tratta di categorie totalmente differenti, e la categoria del SE' è inconcepibile al profano che non ha mai tentato un approccio a tale dimensione, tramite meditazione, ascesi o quant'altro. Io direi che si tratta davvero di una virtualità che probabilmente non riguarda nemmeno tutti gli uomini, dato che ciò che non è agito è come se non esistesse.
    Ammetterne l'esistenza è già qualcosa, ma del tutto insufficiente: occorre sperimentarla attivamente, oltrepassando l'IO, utilizzando le giuste tecniche.
    Si ripropone qui il problema del guru autentico, che sappia dove mettere le mani e guidi il discepolo con sapienza e prudenza: francamente non so , al giorno d'oggi, quanti sia possibile reperirne....
    Prima di avventurarsi nella realizzazione..occorre conoscere la strada ..almeno in teoria..perchè l'annulamento dell'io..se non viene assorbito nella Consapevolezza o Sè...trascina l'incauto nella pazzia..nel pantano..poi..ci vorranno molti anni per ritornare a possedere quell'io che avevamo distrutto scioccamente...
    Ecco che allora esistono le tecniche di meditazione..come esercizio di sostituzione dell'io con l'Atman..e cominciare a percepire il sapore della non mente..che realizzata tutta insieme e senza adeguata preparazione teorica..conduce a grossi guai ...
    In dei conti.. prima di qualsiasi viaggio..sono necessarie delle buone mappe..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

 

 
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