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  1. #191
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    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima Visualizza Messaggio
    Squadrismo ?
    Fenomeno legato alla mobilitazione totale, classica categoria politica " di sinistra nazionale " non certo di destra.
    Si torna dalle Trincee, si marcia sulle città, si osserva il mondo con occhi diversi( alla figth club per capirsi).
    Chi ha percepito l'eplosione dell'elementare dentro le trincee e sui campi di battaglia può permettersi di prendere a calci nel culo tutta la borghesia cittadina (di destra e di sinistra) ed imporsi ....
    Junger disse che Fascismo e Nazional-Socialismo erano gli Dei che marciavano sulle Città per riappropiarsi di quai Templi da cui erano stati scacciati ( dal senso ipocrita e perbenista dell'auto-conservazione borghese) ....
    Direi che l'essenza dell'arditismo, da cui sarebbe quindi nato lo squadrismo, era legata alla mobilitazione della I Guerra Mondiale, ma non certo alla mobilitazione totale, nè alle categorie "di sinistra".
    L'arditismo, come l'esperienza di analoghi corpi scelti vissuta da junger, fu un fenomeno particolare all'interno del nuovo modello militare e tecnologico imposto dalla Guerra.
    Si trattò di corpi d'élite, fatti da uomini che vivevano un'intenso spirito cameratesco, nonchè una condiizone particolare rispetto a quella degli altri soldati. Essi erano votati a "vincere o morire", incarnavano lo spirito dell'antico guerriero che combatteva per fedeltà alla propria essenza, in contrasto col contadino-guerriero che combatteva per proteggere la propria terra.
    Erano gli eredi dei "corpi scelti" che esistettero presso molti popoli indoeuropei (dai Greci, ai Sanniti, ai Celti, ai Germani) che facevano della guerra un'esperienza trascendente.
    Il tutto inquadrato nel nuovo contesto creato dalla Guerra Mondiale: essi vivevano la mistica del pugnale e della bomba a mano, diversi e separati dal resto dell'esercito, visto come massa di soldati senza volto e senza nome.
    L'arditismo si configura quindi come esperienza, si può dire, elitaria ed antiegualitaria all'interno di un contesto spersonalizzante e massificante come fu quello della prima guerra moderna.
    Da qui si può ben capire come in realtà lo squadrismo nasca come trasferimetno di quest'esperienza in un contesto "di pace" che poi così pacifico non era: gli squadristi vivono l'esperienza della separazione e della diversità dal resto della massa, quindi non solo dei borghesi e mantengono la loro mistica della violenza come azione di distruzione-creazione.
    Il tutto non ha a che fare con l'idea della mobilitazione totale, della rivoluzione popolare o della rivoluzione di classe, poichè gli squadristi non si sentono classe (che presuppone la spersonalizzazione e l'assorbimento in una massa, per quanto magari sostenuta da qualche forma di misticismo, come accade per il sindacalismo rivoluzionario), ma persone.

  2. #192
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    sì, e allora?
    Questo fa dello squadrismo un fenomeno di "sinistra"?
    Non mi pare.

    Infatti non ho detto che è di sinsitra (guarda sopra...), ma ho detto che lo squadrismo nazionalrivoluzionario è anzitutto e soprattutto anti-borghese.

  3. #193
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    e ti chiedi pure il perchè?
    Come si fa ad etichettare come di "sinistra" il fenomeno squadrista?
    Me lo sono sognato io oppure erano gli squadristi fascisti a menare gli scioperanti?
    Non erano gli squadristi fascisti a devastare la sede dell'Avanti!, le cooperative, le sedi dei sindacati e delle sezioni del partito socialista?
    Me lo sono sognato io il fatto che sono stati proprio gli squadristi fascisti a rompere il patto di pacificazione fra socialisti e fascisti?
    Quoto

  4. #194
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    Mi sembra opportuno ricordare quello che disse Mussolini nella intervista
    rilasciata al POPOLO DI ALESSANDRIA in Milano il 22 Aprile 1945 presso la Prefettura di Milano in corso Monforte:

    I NOSTRI PROGRAMMI SONO DECISAMENTE RIVOLUZIONARI, LE NOSTRE IDEE
    APPARTENGONO A QUELLI CHE IN REGIME DEMOCRATICO SI CHIAMEREBBERO DI SINISTRA. SU CIO' NON PUO' ESSERCI ALCUN DUBBIO. NOI SIAMO I PROLETARI IN LOTTA CONTRO IL CAPITALISMO. SE QUESTO E' VERO, RIVOLGERSI ALLA BORGHESIA AGITANDO IL PERICOLO ROSSO E' ASSURDO. LO
    SPAURACCHIO VERO, IL PERICOLO AUTENTICO, LA MINACCIA CONTRO CUI LOTTIAMO SENZA SOSTA VIENE DA DESTRA.

    BENITO MUSSOLINI 22 APRILE 1945


    ndr: sette giorni piu' tardi i carri armati del capitalismo occupavano Milano.

    ONORE al DUCE!
    fuoco sulla destra!

  5. #195
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    infatti l'amministrazione comunale milanese era socialista.

    Sì ma gli scontri vi furono anche con i cosiddetti bianchi in vaste zone della pianura padana. Vi furono scontri con carabinieri e guardie regie. Talvolta, in certe zone, pure con i nazionalisti. Venivano colpiti tutti coloro che non erano fascisti. Questa interpretazione storica che tu fai propria è speculare alla storiografia marxista o neo-marxista, te ne accorgi?

  6. #196
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Sciolto Visualizza Messaggio
    le botte ai socialisti erano date in segno di rottura con quel sistema partitico burocratico e con lo strapotere riformistico nel psi...
    non ho detto che sei antifascista ho detot che parli come un antifascista.
    le argmentazioni che mi hai dato per definire gli squadristi di destra mi sembrano scarsine no... io reputo il movimento fascista di sinistra fino alla presa del potere, oltre gli chemi predefiniti da quel momento in poi.

    No, non è esatto il movimento fascista durante il biennio rosso non era di sinistra, ma "fascista", quindi è logico che non si può dire che sia di destra ma non si può dire nè tantomeno che sia di sinistra. E' proprio questo uno degli aspetti totalmente rivoluzionari di questo movimento; ossia, il saper coadiuvare entrambe le ideologie,scaturenti a loro volta in un altra ossia quella fascista, d'altronde questo è anche confermato dalle azioni che svolgevano...non esitavano ad assaltare una sezione dell'Avanti ma quando c'era da picchiare gli industriali non ci pensavano due volte.

  7. #197
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Direi che l'essenza dell'arditismo, da cui sarebbe quindi nato lo squadrismo, era legata alla mobilitazione della I Guerra Mondiale, ma non certo alla mobilitazione totale, nè alle categorie "di sinistra".
    L'arditismo, come l'esperienza di analoghi corpi scelti vissuta da junger, fu un fenomeno particolare all'interno del nuovo modello militare e tecnologico imposto dalla Guerra.
    Si trattò di corpi d'élite, fatti da uomini che vivevano un'intenso spirito cameratesco, nonchè una condiizone particolare rispetto a quella degli altri soldati. Essi erano votati a "vincere o morire", incarnavano lo spirito dell'antico guerriero che combatteva per fedeltà alla propria essenza, in contrasto col contadino-guerriero che combatteva per proteggere la propria terra.
    Erano gli eredi dei "corpi scelti" che esistettero presso molti popoli indoeuropei (dai Greci, ai Sanniti, ai Celti, ai Germani) che facevano della guerra un'esperienza trascendente.
    Il tutto inquadrato nel nuovo contesto creato dalla Guerra Mondiale: essi vivevano la mistica del pugnale e della bomba a mano, diversi e separati dal resto dell'esercito, visto come massa di soldati senza volto e senza nome.
    L'arditismo si configura quindi come esperienza, si può dire, elitaria ed antiegualitaria all'interno di un contesto spersonalizzante e massificante come fu quello della prima guerra moderna.
    Da qui si può ben capire come in realtà lo squadrismo nasca come trasferimetno di quest'esperienza in un contesto "di pace" che poi così pacifico non era: gli squadristi vivono l'esperienza della separazione e della diversità dal resto della massa, quindi non solo dei borghesi e mantengono la loro mistica della violenza come azione di distruzione-creazione.
    Il tutto non ha a che fare con l'idea della mobilitazione totale, della rivoluzione popolare o della rivoluzione di classe, poichè gli squadristi non si sentono classe (che presuppone la spersonalizzazione e l'assorbimento in una massa, per quanto magari sostenuta da qualche forma di misticismo, come accade per il sindacalismo rivoluzionario), ma persone.

    straquoto! Da incorniciare!

  8. #198
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Direi che l'essenza dell'arditismo, da cui sarebbe quindi nato lo squadrismo, era legata alla mobilitazione della I Guerra Mondiale, ma non certo alla mobilitazione totale, nè alle categorie "di sinistra".
    L'arditismo, come l'esperienza di analoghi corpi scelti vissuta da junger, fu un fenomeno particolare all'interno del nuovo modello militare e tecnologico imposto dalla Guerra.
    Si trattò di corpi d'élite, fatti da uomini che vivevano un'intenso spirito cameratesco, nonchè una condiizone particolare rispetto a quella degli altri soldati. Essi erano votati a "vincere o morire", incarnavano lo spirito dell'antico guerriero che combatteva per fedeltà alla propria essenza, in contrasto col contadino-guerriero che combatteva per proteggere la propria terra.
    Erano gli eredi dei "corpi scelti" che esistettero presso molti popoli indoeuropei (dai Greci, ai Sanniti, ai Celti, ai Germani) che facevano della guerra un'esperienza trascendente.
    Il tutto inquadrato nel nuovo contesto creato dalla Guerra Mondiale: essi vivevano la mistica del pugnale e della bomba a mano, diversi e separati dal resto dell'esercito, visto come massa di soldati senza volto e senza nome.
    L'arditismo si configura quindi come esperienza, si può dire, elitaria ed antiegualitaria all'interno di un contesto spersonalizzante e massificante come fu quello della prima guerra moderna.
    Da qui si può ben capire come in realtà lo squadrismo nasca come trasferimetno di quest'esperienza in un contesto "di pace" che poi così pacifico non era: gli squadristi vivono l'esperienza della separazione e della diversità dal resto della massa, quindi non solo dei borghesi e mantengono la loro mistica della violenza come azione di distruzione-creazione.
    Il tutto non ha a che fare con l'idea della mobilitazione totale, della rivoluzione popolare o della rivoluzione di classe, poichè gli squadristi non si sentono classe (che presuppone la spersonalizzazione e l'assorbimento in una massa, per quanto magari sostenuta da qualche forma di misticismo, come accade per il sindacalismo rivoluzionario), ma persone.

    Quoto anch'io, ma ti rendi certamente che questo è l'antitesi più netta del mondo del mercato. Del borghese, diciamo pure. Sicuramente hai letto "Il Borghese" di Sombart...

  9. #199
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti Visualizza Messaggio
    Quoto anch'io, ma ti rendi certamente che questo è l'antitesi più netta del mondo del mercato. Del borghese, diciamo pure.
    sì, il problema però è che molti qua identificano "destra" con "borghesia" e sinistra con "anti-borghesia".
    E non è che sia proprio così....anche perchè, diciamocelo chiaro e tondo, se è esistita ed esiste una destra moderata e liberale, è esistita ed esiste una destra sinceramente anti-egualitarista, anti-democratica, anti-liberale e anti-comunista.

  10. #200
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti Visualizza Messaggio
    Sì ma gli scontri vi furono anche con i cosiddetti bianchi in vaste zone della pianura padana. Vi furono scontri con carabinieri e guardie regie. Talvolta, in certe zone, pure con i nazionalisti. Venivano colpiti tutti coloro che non erano fascisti. Questa interpretazione storica che tu fai propria è speculare alla storiografia marxista o neo-marxista, te ne accorgi?
    scusami ma ti smentisci da solo.
    I Fascisti non attaccavano gli industriali perchè "padroni", "ricchi", ecc. ma perchè anti-fascisti o schierati in difesa del regime liberale. Quindi, anti-borghesi sì, ma non perchè classe sociale "ricca" ma perchè si era contro lo spirito perbenista e pantofolaio della borghesia.
    Sugli attacchi fra nazionalisti e fascisti, vedi l'episodio di Taranto, Mussolini ne prese le distanze:
    Vengo alla violenza. La violenza non è immorale. La violenza è qualche volta morale. Noi contestiamo a tutti i nostri nemici il diritto di lamentarsi della nostra violenza, perché paragonata a quelle che si commisero negli anni infausti del '19 e del '20 e paragonata a quella dei bolscevichi di Russia, dove sono stati giustiziati due milioni di persone e dove altri due milioni di individui giacciono in carcere, la nostra violenza è un giuoco da fanciulli. D'altra parte la violenza è risolutiva, perché alla fine del luglio e di agosto in quarantotto ore di violenza sistematica e guerriera abbiamo ottenuto quello che non avremmo ottenuto in quarantotto anni di prediche e di propaganda. Quindi quando la nostra violenza è risolutiva di una situazione cancrenosa, è moralissima sacrosanta e necessaria. Ma, o amici fascisti, e parlo ai fascisti d'Italia, bisogna che la nostra violenza abbia dei caratteri specifici, fascisti. La violenza di dieci contro uno è da ripudiare e da condannare. La violenza che non si spiega deve essere ripudiata. C'è una violenza che libera ed una violenza che incatena; c'è una violenza che è morale ed una violenza che è stupida e immorale. Bisogna adeguare la violenza alla necessità del momento, non farne una scuola, una dottrina, uno sport. Bisogna che i fascisti evitino accuratamente di sciupare con gesti di violenza sporadica, non giustificata, le brilllantissime e splendide vittorie dei primi di agosto. Questo attendono i nostri nemici i quali da certi episodi e, francamente, da certi ingrati episodi come quello di Taranto, sono indotti a credere ed a sperare od a lusingarsi che la violenza essendo diventata una specie di secondo abito, quando noi non abbiamo più un bersaglio su cui esercitarla, la esercitiamo su noi o contro di noi o contro i nazionalisti. Ora i nazionalisti divergono da noi su certe questioni, ma la verità va detta ed è questa: che in tutte le battaglie che abbiamo combattuto li abbiamo avuti al nostro fianco.

 

 
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