Pagina 15 di 17 PrimaPrima ... 5141516 ... UltimaUltima
Risultati da 141 a 150 di 167
  1. #141
    Lupo Sciolto
    Ospite

    Predefinito Quando parlo di Aristocrazia come Avanguardia

    Spunto interessante
    L’avanguardia


    Dominare il linguaggio, quindi. Imporre una logica nuova che decostruisca i paradigmi dominanti, che dissolva e riplasmi gli schieramenti. L’avanguardia deve distinguersi per “un’azione sistematicamente e culturalmente eversiva, che miri a introdurre in circuito idee ‘avvelenate’, che punti non tanto ad influenzare, dimostrare, convincere, organizzare burocraticamente, quanto a colpire, ad affascinare, a creare dubbi, a generare bisogni, a far crescere consapevolezze, a produrre atteggiamenti e condotte destabilizzanti. Deve, in una parola, parlare e saper parlare il linguaggio del mito, crearsi da sé il proprio pubblico, far leva pienamente sia sulle tendenze spontanee di rifiuto politico della realtà del Sistema nelle sue varie articolazioni, che sugli archetipi romantico-faustiani che ancora circolano nell’inconscio collettivo europeo” (iv).

    Scioccare e sedurre. Ma per questo occorre un altro stile, che esca definitivamente dalla ritualità vuota del nostalgismo, dagli slogan triti e ritriti, dal conformismo settario. Superare gli stereotipi, parlare un linguaggio nuovo, rifiutare le logiche del Sistema per imporne di nuove, confrontarsi con il presente e progettare il futuro – ecco il nostro obiettivo. Dobbiamo praticare – come già fece brillantemente la Nouvelle Droite nel suo periodo d’oro – la logica del terzo incluso: si partecipa al dibattito sostenendo sempre una terza opinione (logicamente usando la testa: innovare per innovare è un esercizio sterile) rispetto alle posizioni opposte in cui si dividono i seguaci del Sistema.

    In questo modo li si mette di fronte ad un discorso nuovo cui non sono preparati, li si obbliga a prendere posizione ed a ridefinire gli schieramenti. Gli individui assuefatti, per convinzione o abitudine, al discorso dominante ci danno per scontati, ci assegnano d’ufficio un’identità fatta di ignoranza e prepotenza, di nostalgia ed intolleranza, di pregiudizio ed arroganza. Il nostro compito è di sorprenderli, di far saltare le logiche ed i ritmi imposti, di sfuggire alle classificazioni e alle etichette. Quello che importa è essere nel mondo contemporaneo, sempre pronti a confrontarsi con esso ed a raccogliere le sue sfide, senza essere di questo mondo, appartenendo ad un’altra razza, ad un altro stile, legati ad altri miti e ad altri valori. Solo così si possono fugare due comportamenti speculari ma ugualmente pericolosi: l’ansia di schierarsi, di partecipare, di essere recuperati al Sistema ed ammessi alla discussione tra le “persone civili” e l’opposto ripiego su dibattiti esoterici ed insignificanti, tutti interni ad un micro-ambiente tagliato fuori dal mondo.

    Del resto la stessa Nouvelle Droite, che pure qui si è presa come esempio positivo, non ha applicato questa strategia che in modo parziale, limitandosi al solo discorso culturale e filosofico, quasi che un’idea di per sé innovativa risulti rivoluzionaria per il solo fatto d’esser detta. L’elaborazione ideologica in senso stretto va invece integrata in un’azione globale e diversificata più ambiziosa e più ad ampio raggio, seppur allo stesso tempo più umile e concreta.

    Il mito si afferma con ogni linguaggio possibile, anche e soprattutto con quello dell’esempio e dell’azione, affermando quotidianamente una presenza attiva nella società e sul territorio; presenza che, una volta tanto, non serva per reclamare una tangente o una poltrona ma che sia, all’opposto, la dimostrazione concreta che l’alternativa è possibile. Solo maturando la capacità di mantenere ed affermare una tale presenza nel cuore della società potremo strappare dalle mani indegne del carrozzone new-global il monopolio del pensiero alternativo, attirando di conseguenza verso il nostro campo tutte le istintualità ribellistiche e i conati di rivolta, cercando poi di “mettere in forma” e di mobilitare consapevolmente tali sentimenti espressi fino ad ora solo allo stato grezzo. Solo questo sforzo costante in direzione di un’apertura al mondo contemporaneo può permetterci di parlare il vero linguaggio del mito, che per sua natura è sempre pro-vocatorio (pro-vocare, cioè, etimologicamente, “chiamar fuori”, ovvero invitare, sfidare, tentare, eccitare, incitare; in una parola: mobilitare).

    L’alternativa è la chiusura orgogliosa in un ghetto che si crede comunità, in una setta che si crede aristocrazia, fuori dal mondo e dalle sfide della contemporaneità, eternamente in ritardo sulla storia, da tutti misconosciuti ed ignorati prima ancora che condannati e banditi.
    A noi la scelta.
    Adriano Scianca


    da Il mito e l'avanguardia - A. Scianca www.uomo-libero.com


  2. #142
    Avanguardia
    Data Registrazione
    07 Jul 2007
    Località
    Torino
    Messaggi
    4,249
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Sciolto Visualizza Messaggio
    il discorso è sensato ed interessante ma io credo che la chiave stia nel "educare" senza detenere il potere, in quanto questa è l'unica soluzione che ci si presenta..
    come? fungendo da Avanguardia, sfruttando ogni mezzo a disposizione tra cui Internet.. ovviamente tutto questo è possibile soltanto andando oltre Destra e Sinistra Culturale..
    concordo quando dici:

    ma nell'epoca in vui viviamo mi pare impossibile sia una "tecnocrazia" che una presa del potere degli "Aristocratici".. per questo parlo di 'educare senza detenere il potere'. in proposito non mi sono dispiaciuti alcuni passaggi di Adinolfi durante l'intervista a Radio Bandiera Nera

    Su questo sono in parte daccordo.
    Infatti penso sia intrinseco nell'Uomo il desiderio di cambiare la situazione delle cose attuali; a noi sta risvegliare questo desiderio che la società odierna sta soffocando

    Ovviamente lo so.. e lo stesso discorso vale per la definizione Sinistra Nazionale come differenzazione dalla sinistra liberista e da quella internazionalista e dalla destra liberista e da quella nazionale
    Comunque la trovo una "provocazione" interessante

    si l'analisi è correttissima e la condivido in pieno.
    per questo il mio pensiero è che bisogna lavorare prima fuori e una volta diventati forti si possono fare certi discorsi partitici.

  3. #143
    Avanguardia
    Data Registrazione
    07 Jul 2007
    Località
    Torino
    Messaggi
    4,249
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Sciolto Visualizza Messaggio
    Grazie!
    E' soddisfacente sentirsi dare ragione ogni tanto
    non ti capita così rararmente

  4. #144
    Avanguardia
    Data Registrazione
    07 Jul 2007
    Località
    Torino
    Messaggi
    4,249
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    C'è una bella differenza fra "nazionalsocialismo" e "socialismo nazionale". Sembra solo una disquisizione linguistica ma non lo è.
    Ad esempio, in Italia in riferimento al "nazismo" si parlava di "social-nazionalismo". Essendo le caratteristiche fondamentali del partito l'essere "nazionale" e "sociale", è chiaro che per definirne l'ideologia si aggiungeva alla fine il suffisso -ismo.
    Hitler non rivendicò mai l'appartenenza dell'ideologia nazista al socialismo, anzi parlava del socialismo come una creatura "giudaica". Può sembrare paradossale ma così è.
    Infatti molto rimarcano le differenze fra il primo nazionalsocialismo che era effettivamente più vicino ad una concezione di "socialismo nazionale" e quello di Hitler.
    Infatti la corrente di sinistra del NSDAP (quella dei fratelli Strasser) si diceva "socialista nazionale", non nazionalsocialista.
    Dimostrazione di questa differenza è la fine che hanno fatto i fratelli Strasser e la corrente più movimentista e socialista durante la notte dei lunghi coltelli a causa dei dissensi interni.
    E, se devo dare un mio parere, i residui delle origini del NS sono causa di ciò che di problematico vi fu nel nazismo.

    (So già che ti sembrerà che mi stia arrampicando sugli specchi, spero perlomeno di essermi spiegato bene )
    Bingo

  5. #145
    Avanguardia
    Data Registrazione
    07 Jul 2007
    Località
    Torino
    Messaggi
    4,249
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    E' vero anche questo. Però se ci pensiamo col Fascismo vi fu l' "aristocrazia della trincea" rappresentata dagli squadristi fedeli al Duce Benito Mussolini che riuscì a dimostrare tramite la (sacrosanta) violenza squadrista contro la feccia rossa e la dimostrativa marcia su Roma la forza, ridordinatrice di fronte al caos dello Stato liberale, del Fascismo. Questa prova di forza legittimò il potere del Fascismo che poi dopo ricevette anche il consenso popolare.
    Una volta preso il potere però il regime si pose il problema di formare una nuova classe dirigente (che potremmo considerarla come l'equivalente dell'aristocrazia di cui stiamo parlando) forgiata secondo i principi del Fascismo. Da qui lo Stato Etico che tramite la sua opera di educazione, avrebbe poi attuato una rigorosa selezione interna.
    Va anche detto che bisognerebbe che si ripetessero certe condizioni storiche grazie a cui maturò il Fascismo.
    Ad esempio, una guerra che coinvolga un certo numero di persone.
    Però, visto come si svolgono ora le guerre, la vedo dura.

    Sulla tecnocrazia starei attento....oggi per tecnocrati si intendono i vari Dini, Padoa Schioppa, Visco, Montezemolo, il defunto Gianni Agnelli, Monti, Amato, Draghi, ecc. che non sono proprio il massimo
    E sull'educazione, l'8 settembre ci dimostra quanto fallì il suo scopo il Regime.

  6. #146
    Lupo Sciolto
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Stan Ruinas Visualizza Messaggio
    non ti capita così rararmente
    lo so.. è uno squallido modo per ricevere ancora più approvazione

  7. #147
    Registered User
    Data Registrazione
    24 May 2005
    Località
    ROMA
    Messaggi
    2,706
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Stan Ruinas Visualizza Messaggio
    E sull'educazione, l'8 settembre ci dimostra quanto fallì il suo scopo il Regime.
    ...questo, sembrerebbe dar ragione a Eresia M. nella sua 'tensione totalitaria'

  8. #148
    Lupo Sciolto
    Ospite

    Predefinito

    altro spunto interessante che dimostra come Socialismo e "Aristocrazia" non siano incompatibili.
    Citazione Originariamente Scritto da Giorgio Locchi
    Il socialismo prussiano
    E’ interessante ricordare in questa sede quale fu l’atteggiamento di Spengler nei confronti del nazionalsocialismo hitleriano. Esso fu francamente ostile, e talora velenoso, anche se questa ostilità si collocava all’interno della dialettica anti-egualitaria (nel suo saggio La Rivoluzione Conservatrice [versione originale], Armin Mohler [alias] pone non a caso Spengler tra "i trotzkisti del nazionalsocialismo"). Negli scritti postumi dell’autore del Tramonto le allusioni alla "stupidità" di certe idee nazionalsocialiste sono frequenti. Egli si fa scherno apertamente della comune nozione di razza, sottolineando, contrariamente a quanto veniva professato dalla NSDAP, "che 'razza' si confonde sempre con 'selezione', 'élite'" e che essa è dunque "il prodotto di una classe", non di un popolo. Queste reticenze erano quelle di un social-aristocratico, sostenitore del "socialismo prussiano", il quale vedeva nel nazionalsocialismo un movimento di massa "democratico" e plebeo. In ciò si mostrava in linea con le posizioni di altri esponenti della Konservative Revolution, per i quali la "rivoluzione anti-egualitaria" non poteva che essere perseguita da un’élite solitaria, risolutamente svincolata dalle masse, e che rimproverarono violentemente ad Hitler di essersi messo al servizio della plebe qusando, all’indomani della tragica esperienza del novembre 1924, egli decise, con il partito, di fare delle masse il proprio strumento.

    da Considerazioni inattuali sulle ultime opere di Spengler
    www.uomo-libero.com

  9. #149
    Lupo Sciolto
    Ospite

    Predefinito

    riporto su
    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Sciolto
    Spunto interessante
    L’avanguardia


    Dominare il linguaggio, quindi. Imporre una logica nuova che decostruisca i paradigmi dominanti, che dissolva e riplasmi gli schieramenti. L’avanguardia deve distinguersi per “un’azione sistematicamente e culturalmente eversiva, che miri a introdurre in circuito idee ‘avvelenate’, che punti non tanto ad influenzare, dimostrare, convincere, organizzare burocraticamente, quanto a colpire, ad affascinare, a creare dubbi, a generare bisogni, a far crescere consapevolezze, a produrre atteggiamenti e condotte destabilizzanti. Deve, in una parola, parlare e saper parlare il linguaggio del mito, crearsi da sé il proprio pubblico, far leva pienamente sia sulle tendenze spontanee di rifiuto politico della realtà del Sistema nelle sue varie articolazioni, che sugli archetipi romantico-faustiani che ancora circolano nell’inconscio collettivo europeo” (iv).

    Scioccare e sedurre. Ma per questo occorre un altro stile, che esca definitivamente dalla ritualità vuota del nostalgismo, dagli slogan triti e ritriti, dal conformismo settario. Superare gli stereotipi, parlare un linguaggio nuovo, rifiutare le logiche del Sistema per imporne di nuove, confrontarsi con il presente e progettare il futuro – ecco il nostro obiettivo. Dobbiamo praticare – come già fece brillantemente la Nouvelle Droite nel suo periodo d’oro – la logica del terzo incluso: si partecipa al dibattito sostenendo sempre una terza opinione (logicamente usando la testa: innovare per innovare è un esercizio sterile) rispetto alle posizioni opposte in cui si dividono i seguaci del Sistema.

    In questo modo li si mette di fronte ad un discorso nuovo cui non sono preparati, li si obbliga a prendere posizione ed a ridefinire gli schieramenti. Gli individui assuefatti, per convinzione o abitudine, al discorso dominante ci danno per scontati, ci assegnano d’ufficio un’identità fatta di ignoranza e prepotenza, di nostalgia ed intolleranza, di pregiudizio ed arroganza. Il nostro compito è di sorprenderli, di far saltare le logiche ed i ritmi imposti, di sfuggire alle classificazioni e alle etichette. Quello che importa è essere nel mondo contemporaneo, sempre pronti a confrontarsi con esso ed a raccogliere le sue sfide, senza essere di questo mondo, appartenendo ad un’altra razza, ad un altro stile, legati ad altri miti e ad altri valori. Solo così si possono fugare due comportamenti speculari ma ugualmente pericolosi: l’ansia di schierarsi, di partecipare, di essere recuperati al Sistema ed ammessi alla discussione tra le “persone civili” e l’opposto ripiego su dibattiti esoterici ed insignificanti, tutti interni ad un micro-ambiente tagliato fuori dal mondo.

    Del resto la stessa Nouvelle Droite, che pure qui si è presa come esempio positivo, non ha applicato questa strategia che in modo parziale, limitandosi al solo discorso culturale e filosofico, quasi che un’idea di per sé innovativa risulti rivoluzionaria per il solo fatto d’esser detta. L’elaborazione ideologica in senso stretto va invece integrata in un’azione globale e diversificata più ambiziosa e più ad ampio raggio, seppur allo stesso tempo più umile e concreta.

    Il mito si afferma con ogni linguaggio possibile, anche e soprattutto con quello dell’esempio e dell’azione, affermando quotidianamente una presenza attiva nella società e sul territorio; presenza che, una volta tanto, non serva per reclamare una tangente o una poltrona ma che sia, all’opposto, la dimostrazione concreta che l’alternativa è possibile. Solo maturando la capacità di mantenere ed affermare una tale presenza nel cuore della società potremo strappare dalle mani indegne del carrozzone new-global il monopolio del pensiero alternativo, attirando di conseguenza verso il nostro campo tutte le istintualità ribellistiche e i conati di rivolta, cercando poi di “mettere in forma” e di mobilitare consapevolmente tali sentimenti espressi fino ad ora solo allo stato grezzo. Solo questo sforzo costante in direzione di un’apertura al mondo contemporaneo può permetterci di parlare il vero linguaggio del mito, che per sua natura è sempre pro-vocatorio (pro-vocare, cioè, etimologicamente, “chiamar fuori”, ovvero invitare, sfidare, tentare, eccitare, incitare; in una parola: mobilitare).

    L’alternativa è la chiusura orgogliosa in un ghetto che si crede comunità, in una setta che si crede aristocrazia, fuori dal mondo e dalle sfide della contemporaneità, eternamente in ritardo sulla storia, da tutti misconosciuti ed ignorati prima ancora che condannati e banditi.
    A noi la scelta.
    Adriano Scianca


    da Il mito e l'avanguardia - A. Scianca www.uomo-libero.com


    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Sciolto
    altro spunto interessante che dimostra come Socialismo e "Aristocrazia" non siano incompatibili.
    Citazione Originariamente Scritto da Giorgio Locchi
    Il socialismo prussiano
    E’ interessante ricordare in questa sede quale fu l’atteggiamento di Spengler nei confronti del nazionalsocialismo hitleriano. Esso fu francamente ostile, e talora velenoso, anche se questa ostilità si collocava all’interno della dialettica anti-egualitaria (nel suo saggio La Rivoluzione Conservatrice [versione originale], Armin Mohler [alias] pone non a caso Spengler tra "i trotzkisti del nazionalsocialismo"). Negli scritti postumi dell’autore del Tramonto le allusioni alla "stupidità" di certe idee nazionalsocialiste sono frequenti. Egli si fa scherno apertamente della comune nozione di razza, sottolineando, contrariamente a quanto veniva professato dalla NSDAP, "che 'razza' si confonde sempre con 'selezione', 'élite'" e che essa è dunque "il prodotto di una classe", non di un popolo. Queste reticenze erano quelle di un social-aristocratico, sostenitore del "socialismo prussiano", il quale vedeva nel nazionalsocialismo un movimento di massa "democratico" e plebeo. In ciò si mostrava in linea con le posizioni di altri esponenti della Konservative Revolution, per i quali la "rivoluzione anti-egualitaria" non poteva che essere perseguita da un’élite solitaria, risolutamente svincolata dalle masse, e che rimproverarono violentemente ad Hitler di essersi messo al servizio della plebe qusando, all’indomani della tragica esperienza del novembre 1924, egli decise, con il partito, di fare delle masse il proprio strumento.

    da Considerazioni inattuali sulle ultime opere di Spengler
    www.uomo-libero.com

    .

  10. #150
    Lupo Sciolto
    Ospite

    Predefinito

    da Azione Tradizionale Luglio/Agosto 2007 reperebile sul sito dell'associazione culturale Raido www.raido.it

    L’implosione della democrazia
    Ovvero piccolo manifesto contro la democrazia

    Viviamo oggi
    in una sedicente democrazia.Governo del popolo letteralmente. Ma chi comanda,
    in realtà? Già di per sé, la parola,
    nasconde una falsità. Vediamo meglio.
    Viviamo in una società che ha l’impronta indelebile
    (speriamo ancora per poco) della Rivoluzione
    francese. E quindi l’individualismo,
    il relativismo, la presunta uguaglianza degli
    uomini, hanno la preminenza assoluta su tutto.
    Ognuno ha la
    sua verità, la sua giusta
    causa e i
    suoi diritti. Secondo tale logica, ovviamente,
    è giusto che ognuno abbia i propri
    diritti e che ognuno abbia continue pretese
    da fare. Al dovere di un tempo, si è sostituito
    il diritto. E allora
    orgoglio omosessuale,
    orgoglio laico
    e orgoglio gattaro
    (anche questo,
    già!). E orgoglio
    pedofilo. Perché
    no? Non fa una
    piega, e perché ci
    si scandalizza tanto
    se anche loro
    chiedono (ed otterranno
    tra poco

    tempo) una giornata
    tutta per loro,
    per dimostrare che
    ci sono e che ne sono orgogliosi? Perché i finocchi
    sì e loro no? Passeranno pochi anni, e
    anche questo rientrerà nella normalità assoluta.
    E’ scontato. Tutto scritto.
    E così in politica
    . Ognuno segue i propri interessi.
    Ogni candidato politico è spinto a fare
    innanzitutto il proprio bene, a soddisfare il
    proprio utile, poi magari quello di chi
    “rappresenta” o meglio di chi lo ha votato. I
    partiti vogliono prendere il potere, per ottenere
    il quale presentano programmi che si
    avvicinano il più possibile alle preferenze degli
    elettori. In tal modo non più la politica
    forma la popolazione, ma sarà essa a formare
    la classe dirigente, che a questo punto,
    ovviamente, non può più dirsi tale. Per massimizzare
    il numero dei voti a proprio favore i
    partiti tenderanno a convergere verso politiche
    centriste, politiche che soddisfano l’ipotesi
    dell’elettore medio, con una conseguente
    corsa verso il centro. L’attuale sistema politico,

    che prevede una minima soglia di sbarramento
    al 4%, è la logica figlia di questo sistema.
    Fuori i piccoli partiti, esclusi gli
    “estremismi”, per inglobare tutti in grandi
    enormi coalizioni. Alleanze forzate, gioco al
    compromesso e quindi indebolimento della
    posizione iniziale, doppiezza e cosiddetto
    log
    rolling
    (scambio di voti). Queste le conseguenze
    delle nostre democrazie. Vi sembrano
    positive? Domanda retorica.

    Con at.com lo stiamo vedendo
    giornalmente,
    grazie al continuo contatto coi media.
    Molte notizie del genere dobbiamo anche
    scartarle. Le nefandezze, e le mani infilate
    nelle tasche degli elettori sono la norma. Ed
    è sempre peggio.
    Solo una piccola
    parte della popolazione
    rimane soddisfatta
    dei programmi
    promessi
    dai politicanti, ed il
    malcontento si estende
    ad ogni
    mandato. Ogni anno
    è sempre più
    evidente. La sfiducia
    è dilagante, ma
    le cose rimangono
    invariate. Mano a
    mano l'interesse
    per la "cosa pubblica" diminuisce, mentre gli
    affari dei pochi, anche per questo, si gonfiano.
    Dinanzi a tutto ciò ci potrebbe essere la
    soluzione del "non votare", che determinerebbe
    una restrizione della base elettorale, al
    punto di farla mancare e di lasciare a bocca
    asciutta coloro i quali ci speculano sopra. In
    poche parole, potrebbe servire a mandare a
    casa....
    E’ quello che serve per mandare a casa la
    democrazia dei peracottari e dei politici mollicci
    e fastidiosi. Per farla finita con la democrazia
    dei mediocri.

    E contrapporre ad essa un’Aristocrazia
    :
    il governo dei migliori. Sentite già come
    cambia il suono, com’è armonico e completo.
    A-r-i-s-t-o-c-r-a-z-i-a.
    Ma per arrivarci dobbiamo esserlo. Per esserlo,
    dobbiamo provare noi stessi. Giornalmente.
    Migliorarsi, per essere i migliori. Vediamo
    di praticarla questa aristocrazia dell’azione.

    Oggi. Subito.



 

 
Pagina 15 di 17 PrimaPrima ... 5141516 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 27-04-11, 23:58
  2. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-04-11, 22:40
  3. Risposte: 22
    Ultimo Messaggio: 04-08-08, 18:41
  4. Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 21-05-08, 23:57

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito