

Cazzata mica tanto. In fondo anche quel riferimento si trova in Evola, che non condannava il colonialismo perchè espansionista e conquistatore di popoli stranieri, ma perchè ispirato da motivi "economici" e mercantili.
Secondo me l'area dovrebbe incominciare a pensare di più ai destini dell'Italia e, in un'ottica più ampia, all'Europa piuttosto che difendere strenuamente il principio secondo cui tutti i popoli, in quanto uguali, debbano avere l'autodeterminazione.








non è nuovo per noi, ma, o perlomeno a me non risulta, non mi pare che nell'antica Grecia esistesse la parola "comunismo"Quindi è un'etichetta che è stata messa a posteriori.
Dove si vuole andare a parare? Chiedilo a Stan è lui che ha introdotto il discorsoper dire che l'aristocrazia è "anche di sinistra".






Avevo già affrontato il discorso poco tempo fa con EresiaMaxima e su uno dei vostri 3d.
L'egualitarismo dice che tutti gli uomini, o meglio, usando una terminologia più "liberale", tutti gli individui sono uguali e quindi dotati degli stessi diritti.
Il principio di autodeterminazione di tutti i popoli è una conseguenza dell'egualitarismo poichè il primo è semplicemente una proiezione del secondo su vasta scala.
E la conseguenza di tutto ciò è il dover sostenere, come più volte ho detto, tutte le battaglie per l'indipendenza. Quindi ci si dovrebbe schierare con i sudtirolesi, i valdostani, i sicialiani, i sardi, i padani, ecc. perchè in effetti conducono le loro battaglie indipendentiste in nome di quel principio, promosso non a caso dall'ex presidente americano Wilson nell'immediato dopoguerra.
Io invece reputo che l'autodeterminazione non sia una cosa dovuta, un diritto. Ritengo che sia un qualcosa che un popolo debba dimostare di sapersi conquistare. L'autodeterminazione non la si rivendica come un diritto. La si cerca di ottenere, con tutti i mezzi possibili se necessario.
E nello scegliere con "chi stare" (se proprio poi si debba scegliere, perchè, ricordiamocelo, non è mica un obbligo) si devono considerare una serie di fattori considerevoli: geopolitici, di affinità ideale, culturale, spirituale ed etnica.