





Io non ho mai parlato di divieti, ne hai parlato solo tu. Io alludevo agli incentivi.
Se in un paese poverissimo il governo promette 1000 $ ad una donna per non fare l'8° figlio, secondo me quella è ben felice perché, almeno per qualche tempo, ha di che sfamare gli altri 7.
Poi possiamo discutere quanto vuoi sul fatto che le tasse con le quali reperire quei 1000 $ ... e bla bla bla. La questione non da certezze neanche a me, ma dico che non sarebbe affatto un crimine cominciare a prendere in considerazione politiche denataliste.
Secondo me è inconcepiblile sostenere che che c'è una giustizia, magari divina, come scrivi tu, nel morire di fame. In tutti questi discorsi che fai c'è un chiaro deficit di umanità e di sensibilità.
Sul resto del post siamo d'accordo.


Qui le cose sono due:
- o non ti rendi conto di quello che scrivi, e allora posso provare a fartelo capire io;
- oppure te ne rendi conto e allora sei irrecuperabilmente affetto da una forma di egocentrismo che si manifesta anche in una concezione ultra-antropocentrica.
Credi davvero che ad osservare, ad esperire, a vivere la natura sia solo l'uomo?
La natura la vedono tutti gli esseri viventi dotati di occhi. Alcuni la vedranno in bianco e nero o solo in vicinanza, se hanno una vista meno sviluppata, altri a colori o anche in lontananza, se hanno una vista più sviluppata.
Credi davvero che solo l'uomo si crei nella mente delle idee delle cose?
Credi che i leopardi o le scimmie, prima di arrampicarsi su un albero, pensino: "Qua deve venire un uomo a dirci se questo è un albero, sennò noi non ci possiamo arrampicare perché corriamo il rischio che non sia un albero e che sia un costone di roccia, e senza corde, chiodi e moschettoni caschiamo di sotto, perchè solo l'uomo vede la natura e noi altri non la vediamo" ?
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Quando un leopardo o una scimmia si arrampicano su un albero, credi che non lo vedano e non riconoscano in esso un albero, cioè l'idea che si sono fatta loro dell'albero, ovvero il nome che dentro di loro danno all'albero? Se non lo riconoscessero non ci si arrampicherebbero, perchè loro sanno dove possono arrampicarsi e dove no, sanno che sui costoni di roccia non ci si possono arrampicare mentre sugli alberi ci si possono arrampicare.
La natura e lì per tutti gli esseri viventi, non solo per l'uomo. Esiste a prescindere dall'uomo. Non la conosce solo l'uomo.
Ripeto: mai letta una stupiddagine peggiore di quella che tu hai scritto prima, e che continui pure a difendere.


L'essere va pensato, nn annichilito, non ridotto all'ente o di esso nn ne avremo più ni-ente.Certo che la riflessione sull'essere ci porta sino a un certo punto, proprio perchè l'essere nn si svela mai nella sua totalità ma appare celandosi nell'orizzonte fenomenico.Pensando l'essere cm metafisica viene meno perfino lo scopo dell'uomo, salvaguardarne il senso così cm si prepara con costanza la casa in attesa di un'ospite che potrebbe arrivare


E' irrilevante sapere cosa ne sarà del mondo dopo di noi in quanto noi abbiamo senso solo in relazione ad esso: quando esso sarà e noi saremo nn solo nn sapremo dare una risposta ma nemmeno formulare la domanda.Idealismo o realismo? l'uomo produce da sè l'oggetto per poter prendere autocoscienza o l'oggetto ha un'essenza più profonda che va al di là del suo manifestarsi sotto forma di fenomeno? nessuna conoscenza umana può rispondere a questa domanda e ogni conoscenza umana è fallace, quindi semplicemente nn è interessante saperlo dal momento che dal nostro punto di vista numenon e fenomenon nn possono che coincidere


L'essere pensato non è l'essere.. ma la sua immagine nel pensiero..un oggetto..un ente quindi..e in questo processo di riduzione al pensiero..l'essere perde la sua natura e acquista quella che le nostre possibilità mentali gli assegnano...
Uscire dal pensiero..per ascoltare l'essere ..la sua presenza..la sua voce originale senza la mediazione della mente..è quella forma di conoscenza che si chiama meditazione senza oggetto..essere che ascolta se stesso...
E averla dimenticata..ha portato l'Occidente al pensiero debole..perchè tutto ciò che appare al pensiero..è limitato dal pensiero stesso e dalle sue leggi..
Il ritorno al senso dell'essere..ottenuto per percezione immediata..metafisica..intuitiva..incontrovertibil e perchè non mediata da nulla..è il restaurare quel pensiero forte..senza il quale..nulla è certo..o valido..o desiderabile...e tutte le case risultano fondate sulla sabbia..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Cioè, vediamo se ho capito bene: l'essere dell'uomo è un essere-nel-mondo (sic!) e quindi non si può parlare del mondo senza parlare dell'uomo, mentre l'essere dell'orso è un essere-su-Marte, e quindi quando si parla dell'orso bisogna parlare di Marte e non della Terra, cioè del Mondo? Giusto?
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Dicono che le seghe mentali rendano ciechi.
Sarà vero?