
Originariamente Scritto da
Augustinus
Io do alla fede il significato che a saeculo gli dà la Chiesa. Il resto, come le elaborazioni hegeliane, non interessa. Le teorie hegeliane, infatti, partono da un presupposto tipicamente protestante (luterano). Quello è l'ambiente nel quale visse e che assorbì.
Detto questo, ed andando ad esaminare più esattamente il problema della religione, quanto sosteneva - e che tu riporti - il filosofo tedesco non calza per la fede cristiana: è vero che la ragione aiuta a dimostrare certe verità - non a caso si dice che la fede cristiana è dotata di segni di credibilità. Tuttavia, la ragione non può scoprire a fondo il Mistero di Dio: di qui, appunto, la fede, che è certezza. Non ammette dubbi, giacché essa si fonda sulla credibilità di Dio. Se io nutrissi un minimo dubbio, metterei in forse la credibilità di Dio. Ti faccio un esempio. Se, in ipotesi, le verità cristiane fossero 1000 ed io dubitassi su una sola di queste verità, non avrei più la fede, giacché chi mi dice che Dio non si sia ingannato o che abbia ingannato sulle altre 999 verità? Viene meno il motivo per il quale si crede. Non si ha più la fede. Ecco perché, per la fede cattolica, certezza e fede si presuppongono a vicenda. Se si è certi di qualcosa - che non è dimostrato, ma che, comunque, non è contro la ragione - allora si ha fede. Se si ha fede, si ha la certezza assoluta ed incontrovertibile di qualcosa, giacché il motivo per il quale si crede è la credibilità di Dio, cioè che Egli, in quanto Verità infallibile, non può ingannarsi ed, in quanto Carità infinita, non può ingannare. Il problema tuo è che cerchi di "studiare" il cristianesimo alla luce della filosofia "laica" e "laicista" e, quindi, non ci si trova più.