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Discussione: Non posso fare a meno

  1. #101
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    Predefinito Affermando che è un dogma

    Affermando che è un dogma, la santità di Bellarmino, sta a significare che è così e basta. Non solo ma si viene a dire che il papa ha parlato... riporto le parole di Augustinus"Quanto a quello affermato dal Concilio Vaticano II ed a quello sostenuto da Giovanni Paolo II, siamo in presenza di un problema serio di compatibilità" Che cosa significa? Non si può uccidere per redimere un uomo, ma in ogni caso Bruno è stato perseguitato per le sue idee che ora sono nel mondo coltivate tranquillamente. Anzi credo che l'intolleranza e la cecità della chiesa del 1500 che usciva dal rinascimento, come quella di oggi, agevolino e promuovano l'interesse per Buno,ecco perchè la massoneria lo ha assunto a suo martire indebitamente . Chi ha promosso Bruno a Santo laico è stata la chiesa. Il satanismo come Voi lo chiamate alloggia in Vaticano come nella socetà civile. Ripeto chi ha ucciso Cristo è stato il più alto sacerdote Caifa, per un suo piano politico ben preciso, questo ci insegna il vangelo attenti ai sacerdoti in special modo quelli di più alto grado!

  2. #102
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    Predefinito

    "Ripeto chi ha ucciso Cristo è stato il più alto sacerdote Caifa, per un suo piano politico ben preciso"

    Affermazione gratuita, ma credo che molti cattolici concorderanno con lei: "e' colpa degli ebrei", semplice.
    Funziona sempre, gli umani devono trovare i colpevoli, gli umani devono autoassolversi. E' il peso della coscienza.
    Assoluzione, e poi si torna a uccidere di nuovo, legalmente s'intende.

  3. #103
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    Io do alla fede il significato che a saeculo gli dà la Chiesa. Il resto, come le elaborazioni hegeliane, non interessa. Le teorie hegeliane, infatti, partono da un presupposto tipicamente protestante (luterano). Quello è l'ambiente nel quale visse e che assorbì.
    Detto questo, ed andando ad esaminare più esattamente il problema della religione, quanto sosteneva - e che tu riporti - il filosofo tedesco non calza per la fede cristiana: è vero che la ragione aiuta a dimostrare certe verità - non a caso si dice che la fede cristiana è dotata di segni di credibilità. Tuttavia, la ragione non può scoprire a fondo il Mistero di Dio: di qui, appunto, la fede, che è certezza. Non ammette dubbi, giacché essa si fonda sulla credibilità di Dio. Se io nutrissi un minimo dubbio, metterei in forse la credibilità di Dio. Ti faccio un esempio. Se, in ipotesi, le verità cristiane fossero 1000 ed io dubitassi su una sola di queste verità, non avrei più la fede, giacché chi mi dice che Dio non si sia ingannato o che abbia ingannato sulle altre 999 verità? Viene meno il motivo per il quale si crede. Non si ha più la fede. Ecco perché, per la fede cattolica, certezza e fede si presuppongono a vicenda. Se si è certi di qualcosa - che non è dimostrato, ma che, comunque, non è contro la ragione - allora si ha fede. Se si ha fede, si ha la certezza assoluta ed incontrovertibile di qualcosa, giacché il motivo per il quale si crede è la credibilità di Dio, cioè che Egli, in quanto Verità infallibile, non può ingannarsi ed, in quanto Carità infinita, non può ingannare. Il problema tuo è che cerchi di "studiare" il cristianesimo alla luce della filosofia "laica" e "laicista" e, quindi, non ci si trova più.
    E' quel che dicevo: posto che fede per un credente ha una connotazione forte la fede in Dio è certezza e vicerversa.
    Ma altro discorso è affermare di possedere la verità giacchè la certezza nn necessariamente la implica: Newton era certo che spazio e tempo fossero due costanti in fisica ma era nel falso.
    Quando inoltre dici "in quanto verità infallibile" da un lato ne presupponi l'esistenza - ossia la poni a priori da una sua potenziale discutibilità - quando invece l'esistenza dovrebbe essere la sintesi non la tesi, perchè cm Anselmo nn puoi dimostrare qualcosa dandola per scontato, e dall'altro lato pre-giudichi - affermando che Dio è verità - ma cm puoi farlo se nemmeno hai dimostrato la sua esistenza? e a sua volta dimostrarne l'esistenza nn implica la conoscenza della sua essenza.
    A partire da Tommaso c'è quest'idea che la ragione sia un sotto-insieme della fede, si dice che philosophia est ancilla theologiae, ma direi che non è un'ancella che regge lo strascico alla padrona, ma la precede reggendo il lume.
    C'è quest'idea che ragione e fede in quanto donate da Dio siano verità e in quanto tali nn siano contraddittorie, ma questa tesi dell'armonia è un'affermazione di fede o ragione? se è di fede allora nulla garantisce questa compatibilità perchè cm dice Paolo " la fede è l'argomento che si dà alle cose che nn appaiono"; se invece è un'affermaizone della ragione il messaggio di Cristo si riduce a filosofia.
    Io non "studio" il cristianesimo cn ottica laica, lo giudico sotto quest'ottica il chè è innanzitutto diverso - perchè un conto è riconoscerne la validità e un conto è l'importanza - e poi anche inevitabile altrimenti darei per scontato di aderire ad esso.

    Non si tratta di fantasticherie. Se si guarda ciò che egli ha fatto, cioè che ha applicato alla filosofia il protestantesimo fideistico, allora vedrai che quanto dico ha un riscontro. Nel protestantesimo, ogni "fedele" ha una credenza a sè, è una "chiesa" a sè. E, quindi, non esistendo una verità oggettiva, ma solo soggettiva, ciò è causa dell'ateismo (come si fa, infatti, a sapere se sia vera l'affermazione di A e quella di B senza un metro oggettivo? Mancando quel metro, si deve concludere che sia A che B sono false o, per lo meno, "potenzialmente" false e, quindi, non si può credere ad entrambe: di qui l'ateismo). Ecco, perciò, che kant, sia pure inconsapevolmente, è all'origine del pensiero relativista, modernista ed ateo dei nostri giorni. Ciò che possono dire "critici" che non conoscono a fondo la fede cattolica, francamente non mi interessa.
    Kant afferma che parlare di Dio e dell'anima non ci è concesso in quanto eludono la nostra comprensione, nn afferma la loro inesistenza ma che è inutile indagare la metafisica e questo è il compito della filosofia del criticismo per lui: tentare di costruire qualcosa che nn possa semplicemente esser negato dai filosofi successivi.
    E' figlio dell'illuminismo d'altra parte, se davvero fai riferimento all'ateismo alcuni illuministi radicali tipo Diderot e D'holbach lo negavano a prescindere.
    Ma se ti lamenti dell'ateismo/relativismo moderno io guarderei piuttosto al positivismo, Marx e ai pensatori anti-dialettici di fine ottocento ma l'avversione per Dio di questi pensatori nn è figlia del pensiero Kantiano ma dei progressi della tecnica nell'ottocento

  4. #104
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Concordo.
    Questo e' il vero problema, “non uccidere il mistero“.
    Da un lato lo fanno coloro per i quali “tutto e' ragione“ (che siano scientisti, che siano positivisti neo o post, che li si chiami come si vuole insomma), dall'altro lo fanno (per paradosso), coloro per i quali “la fede e' certezza ragionevole“.
    Ad uccidere il mistero ci han provato le filosofie ottocentesche fallendo, quelle successive han abbandonato qualsiasi pretesa di onnipotenza dichiarandosi per lo più agnostiche - ma cn tendenza a nn credere (vedi Heidegger e post-modernisti) o più raramente a negare radicalmente (vedi Sartre e Severino anche se in modi totalmente differenti)
    La domanda che si pone a mio modo di vedere e di pensare è un'altra: questo mistero nn è forse necessario? posto che l'occidente si è allontanato definitivamente dall'oriente - e che a meno di radicali ripensamenti nn tornerà sui propri passi - nel momento in cui ha pensato l'essere cm divenire, io credo di si

    Hegel e' solo la conclusione di questo percorso folle, che vede gia' in Kant il suo precursore (difatti Hegel riconobbe eccome il suo debito nei confronti di costui).
    Le differenze tra i due sn estremamente profonde in ogni caso, Kant è figlio dell'illuminismo mentre Hegel - cn le dovute differenze però - è infuenzato dal romanticismo nord-europeo, la volontà di Hegel di comprendere oltre la comprensione stessa lo smarca da Kant il quale rispetto alla metafisica ha un'approccio debole mentre invece Hegel ne ha uno estremamente forte, ritenendo di poterla contemplare e che la ragione umana (che nn è quella analitica ma quella dialettica) possa comprenderla totalmente e compiutamente.
    Hegel vede piuttosto in Kant il grande avversario, colui che dice " la ragione ha dei limiti " mentre per Hegel ha carattere di onniscienza - motivo per cui sarà grato a Fichte di aver superato Kant -

    Be', se questo sistema (che badate bene, continua a rigenerarsi e risollevarsi nonostante tutte le distruzioni che ha subito in questi ultimi due secoli, e la cosa e' davvero inquietante), se esso venne concepito come pienamente cristiano, allora credo che la “follia nietzchana“ non potesse che essere un farmaco salutare, oltre che inevitabile.
    Questa che ebbe il coraggio, l'ardire di proclamarsi “anti-cristiana“.
    Ovviamente aveva di mira quel cristianesimo li', scolastico e sistematico.
    Cristianesimo come sola morale, come razionalita' assoluta.
    Non c'è dubbio che Nietszche avesse di mira l'aspetto morale e quello sistematico del cristianesimo, ma nn è solo questo: l'errore dell'uomo per Nietszche è l'errore di Euripide, di Socrate, di Cristo stesso: nascondere Dioniso pensando - e sperando inconsapevolmente - che tutto sia Apollo: l'errore è quello della scienza che tenta di comprendere il mondo razionalizzandolo e quello della religione che proietta verso il cielo le speranze dell'uomo: è il tentativo fallace di entrambe di sfuggire al divenire, al nn senso della realtà, alla danza orgiastica Dionisiaca che la tragedia greca aveva cominciato a mettere da parte: Dio stesso è la costruzione fittizia che Nietszche punta a distruggere affinchè l'uomo viva davvero la vita capendo di danzare sul baratro e contemplando l'esistenza cm un tenersi in equilibrio sul nulla.

  5. #105
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Primo: attenzione ad appiattire totalmente la rivelazione cristiana alla filosofia platonica.
    Sarebbe un grosso errore, innanzitutto perchè l'influenza è neoplatonica più che platonica in senso stretto, ma anche perchè significherebbe da un lato non tener conto delle altre tradizioni a cui il cristianesimo ha attinto e sopratutto appiattire tragicamente l'importanza della rivelazione: il figlio di Dio che si fa carne e sangue e che predica un'amore dal carattere universale, un messaggio di avvicinamento e consolidamento del rapporto uomo-Dio, una parola che significa negare l'importanza della mondanità-temporalità a favore della dimensione dell'eterno: probabilmente una differenza marcata rispetto al Dio della tradizione ebraica che instaura il potere terreno attraverso un popolo eletto che ne fa le veci e che ne subisce la collera nel momento in cui le sue leggi morali sn trasgredite.

    Detto questo una parola per Severino: lasciando per perdere i vari "Severiniani" l'importanza di questo pensatore per la filosofia contemporanea è tutto fuorchè irrilevante, è anzi l'unico filosofo vivente in grado di potersi confrontare cn Heidegger dal mio punto di vista.

    Secondo: la verita' come "aletheia", di matrice parmenidea o eraclitea che sia (scegliete voi), non e' la verita' biblica.
    Attenzione anche a questa distinzione. Se Heidegger ha fatto di tutto per eliminarla questa differenza, non significa che dobbiamo seguirlo pedissequamente.
    La verità dell'essere è unica e il linguaggio è la casa dell'essere, le incomprensioni escono quando viene smarrito il significato autentico delle parole, da qui la necessità di un ritorno al linguaggio: è proprio la scarsa attenzione che l'uomo moderno pone in esso che porta a smarrire il significato autentico dell'essere

  6. #106
    VINCIT OMNIA VERITAS!
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    "O voi che avete gli intelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto'l velame de li versi strani."
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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos Visualizza Messaggio
    Aspettando che il presidente francese chieda perdono per la decapitazione di Luigi XVI
    Grande!!
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  7. #107
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    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Affermando che è un dogma, la santità di Bellarmino, sta a significare che è così e basta. Non solo ma si viene a dire che il papa ha parlato... riporto le parole di Augustinus"Quanto a quello affermato dal Concilio Vaticano II ed a quello sostenuto da Giovanni Paolo II, siamo in presenza di un problema serio di compatibilità" Che cosa significa? Non si può uccidere per redimere un uomo, ma in ogni caso Bruno è stato perseguitato per le sue idee che ora sono nel mondo coltivate tranquillamente. Anzi credo che l'intolleranza e la cecità della chiesa del 1500 che usciva dal rinascimento, come quella di oggi, agevolino e promuovano l'interesse per Buno,ecco perchè la massoneria lo ha assunto a suo martire indebitamente . Chi ha promosso Bruno a Santo laico è stata la chiesa. Il satanismo come Voi lo chiamate alloggia in Vaticano come nella socetà civile. Ripeto chi ha ucciso Cristo è stato il più alto sacerdote Caifa, per un suo piano politico ben preciso, questo ci insegna il vangelo attenti ai sacerdoti in special modo quelli di più alto grado!
    Caro sideros, hai un bel po' di confusione.
    Innanzitutto la proclamazione di santità è irrevocabile ed è qualificata, da sempre, un fatto dogmatico: cioè un fatto indiscusso, che non ammette la prova contraria. Una sorta di dogma di fede. Così come non si discute della santità di un S. Francesco d'Assisi, non si discute della santità di un S. Roberto Bellarmino o di un S. Josemaria Escrivà de Balaguer. Sono tutti santi. E la proclamazione della santità impegna l'infallibilità del Papa.
    Quanto al Concilio Vaticano II, non siamo propriamente in materia di fede, bensì in materia pastorale e, quindi i suoi documenti vanno presi nel loro senso pastorale, non dogmatico.
    E dajè poi a Bruno che è stato perseguitato per le sue idee .... Egli era un criminale e come criminale andava trattato. Perchè non parli dell'omicidio da lui commesso?
    Chi ha promosso Bruno sono state le forze sataniche, l'elite di Satana, che è la massoneria (ricordi l'inno a Satana di carducci, noto massone. Un caso?).
    Poi scrivi una baggianata: cioè che il satanismo abita in Vaticano. Che io sappia non si pratica il culto a Satana. Al più, si è introdotto il fumo di satana, dal momento che si sono avallate riforme contrarie alla fede o comunque maleodoranti per la fede (e qui potrei fare un elenco lunghissimo: basti però far l'esempio dell'empio Bugnini).

  8. #108
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    E' quel che dicevo: posto che fede per un credente ha una connotazione forte la fede in Dio è certezza e vicerversa.
    Ma altro discorso è affermare di possedere la verità giacchè la certezza nn necessariamente la implica: Newton era certo che spazio e tempo fossero due costanti in fisica ma era nel falso.
    Quando inoltre dici "in quanto verità infallibile" da un lato ne presupponi l'esistenza - ossia la poni a priori da una sua potenziale discutibilità - quando invece l'esistenza dovrebbe essere la sintesi non la tesi, perchè cm Anselmo nn puoi dimostrare qualcosa dandola per scontato, e dall'altro lato pre-giudichi - affermando che Dio è verità - ma cm puoi farlo se nemmeno hai dimostrato la sua esistenza? e a sua volta dimostrarne l'esistenza nn implica la conoscenza della sua essenza.
    A partire da Tommaso c'è quest'idea che la ragione sia un sotto-insieme della fede, si dice che philosophia est ancilla theologiae, ma direi che non è un'ancella che regge lo strascico alla padrona, ma la precede reggendo il lume.
    C'è quest'idea che ragione e fede in quanto donate da Dio siano verità e in quanto tali nn siano contraddittorie, ma questa tesi dell'armonia è un'affermazione di fede o ragione? se è di fede allora nulla garantisce questa compatibilità perchè cm dice Paolo " la fede è l'argomento che si dà alle cose che nn appaiono"; se invece è un'affermaizone della ragione il messaggio di Cristo si riduce a filosofia.
    Io non "studio" il cristianesimo cn ottica laica, lo giudico sotto quest'ottica il chè è innanzitutto diverso - perchè un conto è riconoscerne la validità e un conto è l'importanza - e poi anche inevitabile altrimenti darei per scontato di aderire ad esso.
    E torniamo al solito discorso dell'esistenza di Dio. A me i discorsi della vana filosofia laica non servono. Il fatto che tu studi o giudichi il cristianesimo con questo strumento vuol dire che utilizzi strumenti inadeguati: è come se, volendo estirpare un dente, ti servissi della zappa o di un macete!!! Siamo lì.
    A me non serve dimostrare l'esistenza di Dio, perchè appunto la do per acquisita. E' un dato di fatto come l'esistenza del sole o della luna o delle piante. Forse mi metto a dimostrare l'esistenza di ciò? No. Esistono e basta. Non mi serve sapere altro. Comunque, sul punto, ti rinvio QUI. A me basta quanto afferma la Scrittura: "Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha costruito tutto è Dio" (Eb 3, 4). Questa basta e avanza.

    Kant afferma che parlare di Dio e dell'anima non ci è concesso in quanto eludono la nostra comprensione, nn afferma la loro inesistenza ma che è inutile indagare la metafisica e questo è il compito della filosofia del criticismo per lui: tentare di costruire qualcosa che nn possa semplicemente esser negato dai filosofi successivi.
    E' figlio dell'illuminismo d'altra parte, se davvero fai riferimento all'ateismo alcuni illuministi radicali tipo Diderot e D'holbach lo negavano a prescindere.
    Ma se ti lamenti dell'ateismo/relativismo moderno io guarderei piuttosto al positivismo, Marx e ai pensatori anti-dialettici di fine ottocento ma l'avversione per Dio di questi pensatori nn è figlia del pensiero Kantiano ma dei progressi della tecnica nell'ottocento
    Di grazia, il positivismo ed il razionalismo non sono forse figli dell'illuminismo? Quando tutto si riduce a fideismo, l'ateismo e l'agnosticismo sono dietro l'angolo. Non ho detto che Kant fosse ateo, ma che da lui son state poste le basi del successivo sviluppo da cui sono nate il relativismo e l'ateismo moderni. E ciò in quanto ha applicato alla filosofia la dottrina luterana sulla sola fide. Le premesse sono lì.

  9. #109
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    E torniamo al solito discorso dell'esistenza di Dio. A me i discorsi della vana filosofia laica non servono. Il fatto che tu studi o giudichi il cristianesimo con questo strumento vuol dire che utilizzi strumenti inadeguati: è come se, volendo estirpare un dente, ti servissi della zappa o di un macete!!! Siamo lì.
    A me non serve dimostrare l'esistenza di Dio, perchè appunto la do per acquisita. E' un dato di fatto come l'esistenza del sole o della luna o delle piante. Forse mi metto a dimostrare l'esistenza di ciò? No. Esistono e basta. Non mi serve sapere altro. Comunque, sul punto, ti rinvio QUI. A me basta quanto afferma la Scrittura: "Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha costruito tutto è Dio" (Eb 3, 4). Questa basta e avanza.
    Questo è un modo cm un altro per sottrarsi a un dialogo: è cm affermare " io la penso così al di là di tutto quel che tu puoi dire a sostegno delle tue argomentazioni", nn c'è peggior sordo di chi non vuol sentire insomma.
    Che l'esistenza di Dio sia per te una certezza non lo contesto ma non pretendere che lo sia per gli altri dato che non hai alcuna argomentazione rilevante a proposito: qui sta la violenza e la prevaricazione che la fede incarna per definizione.

    Di grazia, il positivismo ed il razionalismo non sono forse figli dell'illuminismo? Quando tutto si riduce a fideismo, l'ateismo e l'agnosticismo sono dietro l'angolo. Non ho detto che Kant fosse ateo, ma che da lui son state poste le basi del successivo sviluppo da cui sono nate il relativismo e l'ateismo moderni. E ciò in quanto ha applicato alla filosofia la dottrina luterana sulla sola fide. Le premesse sono lì.
    Certo che sono, ma a parte il fatto che Kant è il primo a rifiutare ogni posizione da scientismo positivistico ti pare normale attribuire l'origine di un male ad un pensatore solo perchè il sio pensiero è stato sviluppato da terzi diversamente dalle sue convinzioni? a me per nulla, considerando tra l'altro che l'illuminismo vero non negava Dio ma affermava l'impossibilità di indagarlo mostrando la futilità a livello epistemologico della speculazione neoplatonica, patristica e scoltastica quando intendeva oltrepassare le capacità di comprensione della ragione tramite la fede: parlando cioè di Dio.

  10. #110
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    Predefinito E' una questione di punti di vista

    Tu hai delle certezze sei sicuro di chi è santo per sempre e di chi è il delinquente. La tua mentalità non ammette grigi, sei monolitico tutto ad un pezzo. Tu conosci chi è il buono e chi è il cattivo. Solo le tue considerazioni sono il giusto. Ti chiedo, ma per chi parli per te o per la chiesa di Roma?
    Sei un sputa sentenze che ti manca la base per un cristiano L'UMILTA, TI MANCA PROPRIO, oltretuitto presuntuoso. La certezza non è dell'uomo, la fede è cosa diversa, dato che la fede non ha nulla a che spartire con la certezza. San Giuseppe da copertino si definiva l'ignorante fra gli ignoranti e quando entrava in preghiera volava. San Francesco Giullare di Dio affascinava la gente e incantava gli animali. Devi convenire che il tuo modo di approcciarti in una discussione nel relazionarti è molto scadente, sostenendo delle tesi bislacche, ma insisti coriaceo. Un vecchi adagio evangelico dice "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te", Eco Bellarmino ha messo in moto un meccanismo bestiale, doveva prevedere le conseguenze e evitare una morte così orribile, che lui non avrebbe voluto neanche per se.
    Non ha applicato la grande regola evangelica che ha applicato Giuliano Imperatore, non ha mai torto un capello a nessun cristiano, voleva solo restaurare il paganesimo mandato in crisi da Costantino, ed è stato etichettato come Apostata, il bene e il male non hanno una separazione entta. Bisogna leggere le opere di Bruno e allora si capisce la grandezza del suo pensiero e le sue tesi erano speculazioni profonde Su Dio e su tutto cio che apparteniene alla sfera del religioso. E' facile accusarlo di satanismo un modo sbrigativo per eliminarlo dalla scena era SCOMODO questo è il vero motivo.Dopo 500 anni dalla morte fa ancora paura il suo pensiero perchè era profondo e preparato per i postari. Le idee fanno molta più paura delle azioni.
    Le idee di Bruno sono vive e vivranno nel ricordo del suo inutile martirio operato da persone cariche di odio che pretendo di conoscere il divino. La storia di Caifa il sommo sacerdote si ripete ,ancora un povero Cristo è stato ucciso per le sue idee.

 

 
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