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Discussione: Non posso fare a meno

  1. #31
    desiderium
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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos Visualizza Messaggio
    Ma cosa c'entra Pinochet che era capo di stato e legittimo dittatore del Cile? Della sua politica risponderà a Dio, ci mancherebbe che la Chiesa facesse politica, a patto appunto che la politica non legiferi contro la Chiesa e contro Dio
    anche Hitler era legittimo dittatore. allora fece bene pio xii a tacere. caro catholikos, come vedi la tua logica si presta a scellerate conseguenze.

    anche stalin era dittatore. eppure pio xii combattè strenuamente il comunismo. per caso la sua era ingerenza? non sia mai a dire certe cose!

    c'è qualcosa che non quadra nella difesa di pinochet da parte delle alte gerarchie ecclesiastiche. troppo facile prendersela con bruno, no?

  2. #32
    desiderium
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio

    Il punto fondamentale è questo: la verità non va ricercata, se questo è il nostro approccio alla verità nn la troveremo
    questo lo dici tu, caro ingegnere tanto avvezzo alla filosofia

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da Abaelardus Visualizza Messaggio
    anche Hitler era legittimo dittatore. allora fece bene pio xii a tacere. caro catholikos, come vedi la tua logica si presta a scellerate conseguenze.

    anche stalin era dittatore. eppure pio xii combattè strenuamente il comunismo. per caso la sua era ingerenza? non sia mai a dire certe cose!

    c'è qualcosa che non quadra nella difesa di pinochet da parte delle alte gerarchie ecclesiastiche. troppo facile prendersela con bruno, no?
    Cosa c'entra Bruno con Pinochet?
    Pinochet è un eroe dell'anticomunismo e il comunismo è la fase più violenta dell'anticristianesimo novecentesco.
    Nel 2000 c'è il neopositivismo.

    Bruno era un eretico e come tale fu giustamente condannato.

  4. #34
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    Predefinito Siete dei duri

    Siete dei duri monolitici, ma il vaticano secondo dovrebbe aver cambiato la rotta intollerante? Bruno è stato uno sbaglio, è stato ucciso perché le sue tesi davano fastidio, ma ormai la chiesa ha tante anime al suo interno, si sta lacerando.Sentendo voi, sareste dispospi, nel nome di Cristo a restituire alla santa inquisizione il potere di eliminare le persone con pensieri pericolosi.
    Oggi succederebbe un'ecatombe, dovete essere buoni per forza con que discorsi correreste il pericolo di essere abbrustolati. Chiamatevi fortunati che siete nati nel XX° secolo. Ricordatevi che chi ha ucciso cristo è stato il capo dei sacerdoti del sinedrio, i Romani hanno solo eseguito, loro malgrado l'incombenza. Per molte persone Bruno ha avuto la stessa sorte di Cristo, rappresenta lo sfogo della cattiveria umana.
    Al mio paese c'è un proverbio che suona così:<< Battere le noci, spalare la neve e uccidere gli uomini sono tre cose inutili>>. Dato che le noci cadono da sole, la neve si scioglie e gli uomini finiscono in ogni caso nelle braccia della morte.

  5. #35
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    E' milleni che tolleriamo le peggio cose, anche ad intra.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Abaelardus Visualizza Messaggio
    vabbè qua la storia ognuno se la scrive a modo suo.
    Mica vero .... basta farla senza pregiudizio anti-cattolico ed obiettivamente

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    La fede non è la verità, la fede è il percorso per giungere alla verità: Dio.
    Nella tradizione occidentale generalmente si dice che "si è alla ricerca della verità" cm se essa fosse altrove, e questo è un'approccio che nn porta da nessuna parte e infatti non ha portato da nessuna parte: si dice infatti che si vuole giungere alla verità, e se la cerchiamo significa che non è qui d'altra parte...noi "ci mettiamo a bussare" alla sua porta.
    Ma se la verità sta lì allora il cammino intrapreso sta nella non verità e bussando nessuno aprirà la porta.
    Il punto fondamentale è questo: la verità non va ricercata, se questo è il nostro approccio alla verità nn la troveremo, non possiamo che pensare di esser già in essa eternamente.
    La fede presuppone la verità: io credo in Dio in quanto Verità.
    A me personalmente i discorsi filosofici interessano poco. Magari quelli teologici sì. La Verità, per chi ha la fede, non serve cercarla: l'ha trovata nella Chiesa. Quindi, non ci si mette a bussare ad altre porte. Il discorso che fai (cioè quello della ricerca) potrebbe andar bene per chi non crede, ma non per chi è credente.
    Scherzi poi che siamo "immersi" nella Verità? Forse, ma i frammenti di verità presente nelle realtà mondane è frammista ad errori, che non portano alla Verità, ma, sovente, rendono credibile (apparentemente) l'errore. Detto altrimenti, gli "elementi di verità" che si trovano fuori della Chiesa cattolica, vi si trovano per accidens, involti nell'errore, e di per sé non solo non costituiscono "elementi di santificazione" ma sono di ostacolo alla salvezza perché contribuiscono a rendere più credibile l'errore. La peggiore menzogna, diceva Jacques Hours, è quella che più contiene di verità. Infatti così il maligno riesce a catturare meglio le anime.
    S. Beda il Venerabile, come ricorda S. Tommaso, diceva che "non c'è una dottrina falsa, la quale non inserisca nel falso qualche verità”. Per questo, per l'Aquinate, l'insegnamento menzognero contiene talora elementi di verità, giacché poiché l’intelletto si lascia condurre alla falsità dall’apparenza della verità, come la volontà si lascia trascinare al male dall’apparenza del bene. Di qui le parole del Crisostomo: “È stato concesso al demonio di dire talora delle verità, per avallare, con quel poco di verità, la sua menzogna”.

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Abaelardus Visualizza Messaggio
    anche Hitler era legittimo dittatore. allora fece bene pio xii a tacere. caro catholikos, come vedi la tua logica si presta a scellerate conseguenze.

    anche stalin era dittatore. eppure pio xii combattè strenuamente il comunismo. per caso la sua era ingerenza? non sia mai a dire certe cose!

    c'è qualcosa che non quadra nella difesa di pinochet da parte delle alte gerarchie ecclesiastiche. troppo facile prendersela con bruno, no?
    Hitler, effettivamente, era legittimo, ma era tiranno alla luce della dottrina cattolica. Pio XII - che non tacque affatto - appoggiò un tentativo di attentato contro il dittatore tedesco, in nome di quanto da secoli si sostiene circa la tirannia.
    Stalin si oppose a Dio. Questo dato tu ignori.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Siete dei duri monolitici, ma il vaticano secondo dovrebbe aver cambiato la rotta intollerante? Bruno è stato uno sbaglio, è stato ucciso perché le sue tesi davano fastidio, ma ormai la chiesa ha tante anime al suo interno, si sta lacerando.Sentendo voi, sareste dispospi, nel nome di Cristo a restituire alla santa inquisizione il potere di eliminare le persone con pensieri pericolosi.
    Oggi succederebbe un'ecatombe, dovete essere buoni per forza con que discorsi correreste il pericolo di essere abbrustolati. Chiamatevi fortunati che siete nati nel XX° secolo. Ricordatevi che chi ha ucciso cristo è stato il capo dei sacerdoti del sinedrio, i Romani hanno solo eseguito, loro malgrado l'incombenza. Per molte persone Bruno ha avuto la stessa sorte di Cristo, rappresenta lo sfogo della cattiveria umana.
    Al mio paese c'è un proverbio che suona così:<< Battere le noci, spalare la neve e uccidere gli uomini sono tre cose inutili>>. Dato che le noci cadono da sole, la neve si scioglie e gli uomini finiscono in ogni caso nelle braccia della morte.
    Chi sarebbero le "molte persone" secondo cui Bruno avrebbe subito "la stessa sorte di Cristo"? Forse i laicisti, i massoni e gli atei? se sono loro, non fanno credito. Anzi, rafforzano la convinzione che si sia trattato di una condanna santa e meritoria, inflitta legittimamente ad un eretico ed omicida.
    Per incidens, mi sia permesso tornare per un attimo alla sorte dei Santi. Moltissimi Santi subirono processi inquisitoriali (S. Teresa d'Avila, S. Giovanni della Croce, S. Giuseppe da Copertino, S. Rosa da Lima, S. Ignazio di Loyola, S. Pio da Pietrelcina, ecc. ...), però qual è la differenza con il Bruno ed altri come lui? I primi si sottomisero alla Chiesa, vedendo nel giudizio di essa la volontà di Dio; il secondo no: preferì ribellarsi. Nei primi, quindi, rifulse la santità e l'umità, nel secondo l'orgoglio satanico. Questo giusto per puntualizzare. Esemblare fu quanto compì S. Giovanna Antida Thouret: dinanzi al suo vescovo che la minacciò di scomunica stette in silenzio ed uscendo ne baciò in ginocchio la porta, vedendo in ciò la volontà di Dio. Tu l'avresti mai visto un orgoglioso e superbo Bruno fare altrettanto?

  10. #40
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    ¿Se puede rehabilitar al filósofo que
    murió en la hoguera por herejía?

    Intervienen sobre el caso el cardenal Poupard y el teólogo pontificio.

    Cuatrocientos años después, la muerte de Giordano Bruno sigue suscitando debate. Él próximo 17 de febrero se cumplirá el aniversario de su ejecución en la hoguera del Campo de las Flores en Roma, tras haber sido condenado por el tribunal eclesiástico que le consideró un hereje. Dentro y fuera de la Iglesia han surgido propuestas para pedir su «rehabilitación». Con este motivo, tuvo lugar ayer en la sede de la revista italiana «La Civiltà Cattolica» un interesante debate en el que participó, entre otros, el cardenal Paul Poupard, presidente del Consejo Pontificio para la Cultura.
    Distinción importante Según el purpurado francés, si se analiza atentamente el «caso Bruno» el problema no es el de su «rehabilitación», pues su pensamiento, su filosofía, no eran cristianas. No constituyen «el objeto inmediato de la atención de la Iglesia, quien deja esta tarea a los historiadores y filósofos».
    «Se trata más bien de analizar la actitud que tuvo la Iglesia con él --aclaró el «ministro» de Cultura de la Santa Sede--. Una vez constatada la incompatibilidad de la filosofía de Bruno con el pensamiento cristiano, es necesario confirmar el respeto por la persona y su dignidad. La quema en el Campo de las Flores es ciertamente uno de esos momentos históricos, de esas acciones que hoy día sólo pueden ser deploradas con claridad».
    El cardenal reconoció que «la acción de la Iglesia contra la persona de Giordano Bruno es uno de esos antitestimonios de los que se arrepiente hoy la Iglesia, pidiendo el perdón del Señor y de los hermanos».
    Giordano Bruno (1548-1600) no sólo fue condenado por la Iglesia católica, sino también por la luterana y la protestante. Era un sacerdote dominico que abandonó la orden a causa de sus dudas de fe y sus ganas de explorar los mundos culturales de la Europa renacentista. Sus primeras obras«De umbris idearum» o «Cantus circaeus» son ya manifestación de un monismo panteísta. Tras haber publicado libros en París, Londres y Frankfurt (escribió desde diálogos hasta poemas latinos), regresó a su país natal, Italia donde fue juzgado por el tribunal eclesiástico, condenado como hereje y quemado vivo.
    El teólogo de la Casa Pontificia y secretario de la Comisión Teológica Internacional, Georges Cottier, ha confirmado en declaraciones al diario «Avvenire» la posición del cardenal Poupard. «Bruno no puede ser rehabilitado como pensador católico pues simplemente su pensamiento no lo era: desde el inicio negaba ideas como el dogma de la Trinidad, o la unicidad del alma personal...». En su caso, «la petición de perdón a Dios por parte de la Iglesia afecta a los medios que se utilizaron para la defensa de la verdad. La Iglesia siempre debe apoyar la fe, peor no con el poder secular».
    De hecho, el proceso fue jurídicamente regular. «Duró siete años y se hizo según las normas, con la voluntad de salvar al imputado», dice Cottier quien es también dominico al igual que lo fue Bruno. Se trata de un caso muy diferente al de Galileo. «Este último era un creyente y fue acusado por posiciones científicas que en aquella época eran consideradas como incompatibles con la visión cristiana del mundo. Pero con él nunca se afrontaron cuestiones de fe. No se puede decir lo mismo del caso Bruno.
    La muerte de Bruno le dio una notoriedad inesperada y se ha convertido en la bandera de corrientes anticlericales e incluso de algunos exponentes cristianos. El teólogo Drewermann, por ejemplo, se identifica con sus tesis. «Bruno pensaba que las religiones eran un hecho social que se equivalían entre sí --comenta el teólogo pontificio--. Pero no se trata de un signo de modernidad. Es mas, hoy la razón se vuelve a encontrar con la fe».
    Cottier constata que Bruno tuvo también serios problemas con la Reforma calvinista en Suiza y después con los protestantes en Alemania. Pero, «de todos modos, ahora, los católicos son los únicos que hacen autocrítica».
    Por su parte, el historiador italiano Giuseppe Galasso, al intervenir en el debate celebrado en la «La Civiltà Cattolica», reconoció que el caso Bruno ha tomado dimensiones históricas a causa de la manera en que murió. Según el derecho de la época, no tiene sentido discutir sobre la condena --añade--: el derecho canónigo y el civil (la herejía era comparada a alta traición) eran claros y Bruno sabía a lo que se exponía. En este sentido «la determinación heroica con que afrontó la hoguera para defender "su" verdad hizo que se convirtiera en uno de los símbolos de la tradición de la libertad de conciencia europea».
    El debate en torno a Bruno ciertamente continuará, pero el cardenal Poupard pidió que se haga «en un clima de absoluta seriedad y objetividad».
    MMM
    Agradcecemos al autor - http://www.conoze.com/doc.php?doc=870

    +++

    Giordano Bruno Filósofo y poeta renacentista italiano cuya dramática muerte dio un especial significado a su obra. Había nacido Bruno en Nola, cerca de Nápoles. Su nombre de pila era Filippo, pero adoptó el de Giordano al ingresar en la orden de predicadores; con estos frailes estudió la filosofía aristotélica y la teología tomista. Pensador independiente de espíritu atormentado, abandonó la orden en 1576 para evitar un juicio en el que se le acusaba de desviaciones doctrinales e inició una vida errante que le caracterizaría hasta el final de sus días. Visitó Génova, Toulouse, París y Londres, donde residió dos años, desde 1583 hasta 1585, bajo la protección del embajador francés y frecuentando el círculo del poeta inglés sir Philip Sidney. Fue el periodo más productivo de su vida ya que durante estos años escribió La cena de las cenizas (1584) y Del Universo infinito y los mundos (1584), así como el diálogo Sobre la causa, el principio y el uno (1584). En otro poético diálogo, Los furores heroicos (1585), ensalza una especie de amor platónico que lleva al alma hacia Dios a través de la sabiduría. En 1585 Bruno volvió a París, y viajó después a Marburgo, Wittenberg, Praga, Helmstedt y Frankfurt, donde pudo arreglárselas para imprimir la mayor parte de sus obras. Por invitación del noble veneciano, Giovanni Moncenigo, que se erigió en su tutor y valedor privado, Bruno volvió a Italia. En 1592, sin embargo, Moncenigo denunció a Bruno ante la Inquisición que le acusó de herejía. Fue llevado ante las autoridades romanas y encarcelado durante más de ocho años mientras se preparaba un proceso donde se le acusaba de blasfemo, de conducta inmoral y de hereje. Bruno se negó a retractarse y en consecuencia fue quemado en una pira levantada en Campo dei Fiori el 17 de febrero del año 1600. En el siglo XIX se erigió una estatua dedicada a la libertad de pensamiento en el lugar donde tuvo lugar el martirio. Las teorías filosóficas de Bruno combinan y mezclan un místico neoplatonismo y el panteísmo. Creía que el universo es infinito, que Dios es el alma del universo y que las cosas materiales no son más que manifestaciones de un único principio infinito. Bruno es considerado como un precursor de la filosofía moderna por su influencia en las doctrinas del filósofo holandés Baruch Spinoza y por su anticipación del monismo del siglo XVII.
    -.-
    … y parte de sus textos:
    “Contempla en la vela que lleva este candelero, a quien doy a luz, aquello que clarificará ciertas sombras de ideas... No hace falta que te instruya en mi creencia. El tiempo todo lo da y todo lo quita; todo cambia pero nada perece. Uno solo es inmutable, eterno y dura para siempre, uno y el mismo consigo mismo. Con esta filosofía mi espíritu crece, mi mente se expande. Por ello, no importa cuán oscura sea la noche, espero el alba, y aquéllos que viven en el día esperan la noche. Por tanto, regocíjate, y mantente íntegro, si puedes, y devuelve amor por amor. "

    “Todo este orbe, esta estrella, no estando sujeta a la muerte, y siendo imposibles la disolución y la aniquilación en la Naturaleza, de tanto en tanto se renueva a sí mismo cambiando y alterando todas sus partes. No hay un arriba o abajo absolutos, como enseñó Aristóteles; ninguna posición absoluta en el espacio; sino que la posición de un cuerpo es relativa a las de los otros cuerpos. En todos lados hay un incesante cambio relativo de posición a través del universo, y el observador siempre está en el centro. "
    -.-

    Fue excomulgado por el Concilio Calvinista debido a su actitud irrespetuosa hacia los líderes de esa iglesia y fue obligado a abandonar la ciudad. De ahí fue a Toulouse, Lyon y (en 1581) a París.

    FONTE: www.conocereisdeverdad.org

 

 
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