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Discussione: Non posso fare a meno

  1. #71
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    La differenza tra un credente e un nn credente la conosce pure un bambino, ma è evidente che un bambino nn immagina che tanto Nietszche quanto Plotino e tanto schopenhauer quanto Agostino ragionano sul medesimo terreno aperto dalla scelta di pensare il divenire cm l'essere di cui nn vi è più ni-ente.
    La speranza di cui parli resta speranza non certezza: si sconfessa per definizione ma nn perchè essa sia falsa ma perchè di essa nn si può dir nulla senza ricadere nella banalità
    No. E' una certezza, perchè è imposta dalla fede. E la fede implica certezza.

    Il problema è che nè la speranza nè la fede implicano salvezza a meno che tu nn riesca a dimostrare il contrario: questa è l'unica certezza, e Kierkegaard lo sapeva bene.
    D'altra parte morire ignoranti - cm dici tu - significa solo nn essere disposti a utilizzare la ragione per principio, e in questo nn trovo nulla di audace, anzi...
    Anche qui non mi serve a nulla. La fede è il presupposto della salvezza; è la condicio sine qua non. Senza la fede è impossibile piacere a Dio (Eb 11, 6). E sempre la lettera agli Ebrei afferma categoricamente: "La fede, dunque è la base della speranza, la piena fiducia delle cose che non si vedono" (Eb 11, 1).
    Ti suggerisco però di leggere l'intero cap. 11 della Lettera.
    Quanto all'ignoranza io facevo un altro discorso: la cultura, come tutti i beni dell'uomo, deve portare a Dio. Se non porta a Lui, Uno e Trino, ovvero ci allontana, allora non serve. E ' solo vanità. Ed al cospetto di ciò vale infinitamente l'ignoranza utile. Mi viene a mente un esempio. S. Veronica Giuliani era praticamente analfabeta. Si lamentò una volta con la Madonna per il fatto che non sapesse nè leggere e scrivere. La Vergine le disse che molti, pur sapendo leggere e scrivere, si dannano. La Santa rispose che voleva imparare per poter meglio lodare Dio. Fu ascoltata. Con questo esempio cosa voglio dire? Appunto, che la cultura è strumento che deve portare a Lui; se ci allontana, allora è più salutare per l'uomo l'ignoranza.

    Evidentemente passi sopra quanto scrivo evitando di leggere: la conoscenza divina è verità ammesso che Dio esista, ma che Dio esista è la tesi non la sintesi: nn si può dimostrare l'esistenza di Dio dandola per scontata e questo Tommaso - che tu citi - lo sapeva bene
    Ma mi sembra di aver chiarito che io non mi pongo quel problema (dell'esistenza di Dio), perché l'ho già risolto. Così per ogni credente.

    E' evidente che nn conosci abbastanza filosofia cm tra l'altro già tu affermavi...tutte le formulazioni di Tommaso sono state smentite da Kant.
    L'ipotetica esistenza di Dio nn è logica ne illogica, è al di là della logica perchè essa nn può comprenderla, dunque interrogarsi su di essa nn ha senso sotto questo profilo e nn a caso si parla di fede.
    Certamente non sono un filosofo. Però non sono completamente digiuno di filosofia
    So bene delle "controprove" kantiane, ma queste non le considero, visto che quel "filosofo" da quattro soldi applicò il protestantesimo luterano della sola fide alla filosofia. E quindi per me non è un argomento.

  2. #72
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    No, il razionalismo è una corrente relativamente giovane diffusasi nel 17esimo e 18esimo secolo traendo spunto da Cartesio: Spinoza e Leibniz erano razionalisti, Kant tentò una sintesi dell'empirismo inglese (Locke, Hobbes, Berkeley, Hume) e del razionalismo continentale in seguito alla lettura di Hume.
    Che il razionalismo propriamente detto sia un movimento "recente" questo si sapeva. Io definivo Parmenide un razionalista proprio perchè egli deduceva o pretendeva di dedurre tutto con la ragione, un po' come, appunto, i razionalisti massonico-illuministi.
    Era un parallelismo, mi pareva evidente.

  3. #73
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    No. E' una certezza, perchè è imposta dalla fede. E la fede implica certezza.



    Anche qui non mi serve a nulla. La fede è il presupposto della salvezza; è la condicio sine qua non. Senza la fede è impossibile piacere a Dio (Eb 11, 6). E sempre la lettera agli Ebrei afferma categoricamente: "La fede, dunque è la base della speranza, la piena fiducia delle cose che non si vedono" (Eb 11, 1).
    Ti suggerisco però di leggere l'intero cap. 11 della Lettera.
    Quanto all'ignoranza io facevo un altro discorso: la cultura, come tutti i beni dell'uomo, deve portare a Dio. Se non porta a Lui, Uno e Trino, ovvero ci allontana, allora non serve. E ' solo vanità. Ed al cospetto di ciò vale infinitamente l'ignoranza utile. Mi viene a mente un esempio. S. Veronica Giuliani era praticamente analfabeta. Si lamentò una volta con la Madonna per il fatto che non sapesse nè leggere e scrivere. La Vergine le disse che molti, pur sapendo leggere e scrivere, si dannano. La Santa rispose che voleva imparare per poter meglio lodare Dio. Fu ascoltata. Con questo esempio cosa voglio dire? Appunto, che la cultura è strumento che deve portare a Lui; se ci allontana, allora è più salutare per l'uomo l'ignoranza.



    Ma mi sembra di aver chiarito che io non mi pongo quel problema (dell'esistenza di Dio), perché l'ho già risolto. Così per ogni credente.
    E' evidente che nn è possibile il dialogo dunque dato che stiamo su piani paralleli: per giungere ad un punto in comune dovremmo se nn altro concordare sul significato terminologico.
    Fede da Fides latino significa credere, ma se per te fede = certezza e per me non è così allora possiamo chiudere qui.

    Certamente non sono un filosofo. Però non sono completamente digiuno di filosofia
    So bene delle "controprove" kantiane, ma queste non le considero, visto che quel "filosofo" da quattro soldi applicò il protestantesimo luterano della sola fide alla filosofia. E quindi per me non è un argomento.
    Questo "filosofo da 4 soldi" pur rimanendo nei canoni della fisica newtoniana ha saputo fondere empirismo e razionalismo indagando i limiti e le strutture dei processi conoscitivi

  4. #74
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    Predefinito E' difficile seguirvi

    E' difficile seguirvi perciò ritorno al tema iniziale e in maniera telegrafica entro, comunque non voglio perdermi lo sfoggio di considerazioni anche pertinenti.

    La massoneria è nata molto prima del 1600, e quella che sara chiamata massoneria nascera in seno alla chiesa e alla fine del 1700. influenzata dall'Inghilterra, preparerà la "Opera d'Arte" che si chiamerà RIVOLUZIONE FRANCESE con l'aiuto della banca centrale d'Inghilterra. E' provato che nella massoneria prerivoluzionaria molti alti prelati erano affiliati ,circa un 20% Vedi il Cardinal Fesh zio di Napoleone ecc. Già allora la chiesa aveva varie anime, pensiamo ai grandi cardinali di Francia Mazzarino è il suo predecessore.

  5. #75
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    E' evidente che nn è possibile il dialogo dunque dato che stiamo su piani paralleli: per giungere ad un punto in comune dovremmo se nn altro concordare sul significato terminologico.
    Fede da Fides latino significa credere, ma se per te fede = certezza e per me non è così allora possiamo chiudere qui.
    Guarda, per capire cosa sia la fede, voglio riferirmi a quanto si recita nell'atto di fede, che condensa in una formula semplice una grande profondità teologica: "Mio Dio, perché sei verità infallibile, credo fermamente tutto quello che voi avete rivelato e la Santa Chiesa ci propone a credere". In questa semplice formula è sintetizzato il motivo per cui si crede e, quindi, si ha fede (la credibilità di Dio: poiché "sei verità infallibile", che, in quanto tale, non può nè ingannarsi nè, in quanto carità infinita, ingannare) e l'oggetto in cui si crede e si ha fede ("tutto quello che hai rivelato e che la Santa Chiesa ci propone a credere"). Quindi, il motivo e l'oggetto.
    La fede, quindi, fondandosi su Dio è una certezza. Ecco la ragione per la quale non può esistere una fede dubbiosa: sarebbe una contraddizione in termini, visto che la fede, appunto, implica la certezza assoluta, in quanto fondata sulla credibilità di Dio, che non può nè ingannarsi nè ingannare.
    S. Giovanni Damasceno parlava della fede come di "consenso indiscusso".
    Un detto classico di Papa Gregorio IX, il Papa di S. Francesco e suo grande protettore ed estimatore, contenuto in una sua decretale era: "Dubius in fide infidelis est, nec eis omnino credendum est, qui fidem veritatis ignorant" (cfr. S. Tommaso, Super Evang. S. Matthaei, cap. 11, lectio 1).
    Anche Dante sembra riecheggiare queste parole nella Divina Commedia, allorché esclama a Virgilio, nella selva oscura: "Vedi la bestia per cu' io mi volsi: / aiutami da lei, famoso saggio, /ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi" (Inf., I, 88-90). Proprio sull'ultimo verso, "ch'ella mi fa tremar" un insigne commentatore dantesco annota: "Qui tremit veram et certam stabilitatem non habet, et talis vacillans est: nam dubius in fide infidelis est. Ultima enim pugna terribilis et stupenda dyaboli est, contra quam in fine dominice orationis auxilium postulamus, dicentes: «Et ne nos inducas in tentationem», cui populus in oratione subnectit: «Sed libera nos a malo», ut hic poeta petit a Virgilio" (Filippo Villani, Expositio seu comentum super «Comedia» Dantis Allegherii, Inf., I, 90) (v. QUI, QUI e QUI) (perdonatemi se mi autocito).

    Questo "filosofo da 4 soldi" pur rimanendo nei canoni della fisica newtoniana ha saputo fondere empirismo e razionalismo indagando i limiti e le strutture dei processi conoscitivi
    E con ciò? La sua opera è stata l'applicazione del protestantesimo alla filosofia, corrompendola. Non a caso è visto come uno dei "padri" del relativismo, del consumismo e dell'ateismo oggi imperanti.
    La sua rappresenta il punto di partenza di una deviazione della ragione umana, che ha dato origine al positivismo agnostico ed in ultima analisi al modernismo, che negavano qualsiasi conoscenza sovrasensibile.

  6. #76
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    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    E' difficile seguirvi perciò ritorno al tema iniziale e in maniera telegrafica entro, comunque non voglio perdermi lo sfoggio di considerazioni anche pertinenti.

    La massoneria è nata molto prima del 1600, e quella che sara chiamata massoneria nascera in seno alla chiesa e alla fine del 1700. influenzata dall'Inghilterra, preparerà la "Opera d'Arte" che si chiamerà RIVOLUZIONE FRANCESE con l'aiuto della banca centrale d'Inghilterra. E' provato che nella massoneria prerivoluzionaria molti alti prelati erano affiliati ,circa un 20% Vedi il Cardinal Fesh zio di Napoleone ecc. Già allora la chiesa aveva varie anime, pensiamo ai grandi cardinali di Francia Mazzarino è il suo predecessore.
    Forse qualche chiarimento. La "massoneria" medievale era una corporazione di artigiani preposti alla costruzione delle cattedrali. Era una sorta di associazione di mutuo soccorso tra questi artigiani, costruttori, progettisti, architetti. Essa provvedeva ai bisogni ed alle necessità degli appartenenti ed, eventualmente, nel caso vi fosse stato un "incidente sul lavoro", si faceva carico di prestare ogni assistenza, materiale e spirituale, al ferito o eventualmente agli eredi. In questo senso, la massoneria medievale va inquadrata nel fenomeno delle corporazioni che, all'epoca, sorgevano e che riunivano varie categorie di lavoratori, unendoli in un vincolo di mutuo soccorso (non so, la corporazione dei cardatori, dei mercanti, ecc.).
    In questo senso, essa era un'opera benemerita.
    La Massoneria moderna, però, non ha nulla a che spartire con quella medievale, benché pretenda - a torto - di esserne la continuazione. In realtà, quella medievale era pienamente sottomessa alla Chiesa ed alle leggi statali. Quella sorta nel '700, chiamata massoneria speculativa (per distinguerla da quella operativa, che esisteva in precedenza), corrotta dal razionalismo illuminista, si è imposta come una sorta di chiesa parallela, fondata su una credenza evanescente di un'entità indefinita, senza volto, tipicamente razionalista, che può essere il Tutto come nel panteismo o il Nulla come nella cabala, può essere il Creatore o il Demiurgo, ecc.
    Quindi, le cose son ben diverse e non vanno confuse.

  7. #77
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    Preziose informazioni caro mio. Sulla storia della massoneria ne so poco o niente, per cui ogni tua chiarificazione e' utilissima.

    Grazie



    "La Massoneria moderna, però, non ha nulla a che spartire con quella medievale, benché pretenda - a torto - di esserne la continuazione. In realtà, quella medievale era pienamente sottomessa alla Chiesa ed alle leggi statali. Quella sorta nel '700, chiamata massoneria speculativa (per distinguerla da quella operativa, che esisteva in precedenza), corrotta dal razionalismo illuminista, si è imposta come una sorta di chiesa parallela, fondata su una credenza evanescente di un'entità indefinita, senza volto, tipicamente razionalista, che può essere il Tutto come nel panteismo o il Nulla come nella cabala, può essere il Creatore o il Demiurgo,

  8. #78
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    La fede, quindi, fondandosi su Dio è una certezza. Ecco la ragione per la quale non può esistere una fede dubbiosa: sarebbe una contraddizione in termini, visto che la fede, appunto, implica la certezza assoluta, in quanto fondata sulla credibilità di Dio, che non può nè ingannarsi nè ingannare.
    Caro Augustinus, una sola precisazione:

    è evidente che tu dai alla fede un significato differente dalla sua definizione autentica, detto questo da un punto di vista prettamente logico nn vi può essere fede senza dubbio perchè dove nn vi è dubbio vi è certezza e nella certezza nn vi è fede: esemplari le considerazioni di Hegel nello spirito assoluto quando in merito a religione cm fede e filosofia cm ragione afferma che la prima è comprensione parziale e la seconda è comprensione totale: nn c'è infatti bisogno di credere in qualcosa (religione) dal momento che è stato dimostrato (ragione), semplicemente se ne prendo atto.
    Quel che intendo dire è che la tua fede evidentemente nn è tale - da un punto di vista etimologico intendo - ma è trasporto totale, certezza incontrovertibile, convinzione inalienabile, ma questo è già altro, è già molto di più, e d'altra parte per un credente coerente nn può che essere diversamente, mentre per un nn credente coerente nn può che essere l'opposto: attenzione però che certezza e verità nn coincidono necessariamente, posso essere certo di essere nel vero ma essere in realtà nel falso


    E con ciò? La sua opera è stata l'applicazione del protestantesimo alla filosofia, corrompendola. Non a caso è visto come uno dei "padri" del relativismo, del consumismo e dell'ateismo oggi imperanti.
    La sua rappresenta il punto di partenza di una deviazione della ragione umana, che ha dato origine al positivismo agnostico ed in ultima analisi al modernismo, che negavano qualsiasi conoscenza sovrasensibile
    Chi?? Kant?? Qui stiamo fantasticando alla grande, nessun critico serio prenderebbe per buone tali affermazioni!

  9. #79
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    Predefinito La massoneria

    Una storia precisa della massoneria non esiste, comunque non è il caso che apriamo questo tema. Vorrei solo sottolineare che la massoneria setecentesca o come la vuole chiamare Illuminista aveva nel suo seno molti alti prelati.
    E' questo che mi preme sottolineare.
    In ogni caso Bruno non aveva nulla a che spartire con la massoneria ne allora ne adesso. Il fatto è che l'Italia risorgimentale, massonica o carbonara della fine ottocento volle sfidare il Vaticano facendo erigere in memoria del nolano un monumento proprio in Piazza dei Fiori a Roma per sottolineare il potere che ormai aveva acquisito con la presa di Roma.
    Quel giorno in vaticano vennero chiuse tutte le finestre per sottolineare il giorno infausto e i massoni riuniti nella capitale sfilarono in processione dall'Esedra a piazza dei fiori
    Molte logge oggi portano il nome di Giordano Bruno, ma è tutto un equivoco.
    Su bruno si sono scritte un sacco di sciocchezze come quella che fu un agente dei servizi segreti inglesi, che se non fuggiva dall'inghilterra più che in fretta l'avrebbero ucciso reagiva in maniera violenta qualoro era attaccato. Era un uomo fuori dagli schemi più che massone, era una persona sofferente verso il potere, qualsiviglia, lo potremo definire amarchico.

    Riporto scritti di cattolici......

    Cardini: "Nessuna chiesa poteva tollerare una critica come la sua"


    Nel luglio 1998 su Avvenire, quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Nonis, arcivescovo di Vicenza e prorettore dell'Università di padova, introduce dei toni civili: "Più che di perdono occorre parlare di comprensione. In ogni caso la Chiesa è colpevole per aver tolto la vita ad un uomo".

    Avvenire-16 FEBBRAIO 2000
    ·Il macigno di Giordano Bruno
    A 400 anni dal rogo, un ritratto che intende distinguere l'errore del filosofo dall'ingiustizia della sua morteAccusato, come Galileo, non ritrattò. E fu ucciso. Ma Vangelo e pena capitale non si conciliano piùDisse che nessuna religione gli piaceva, che la Trinità era cosa per ignoranti e l'Eucaristia una vera "idolatria", che mondo e Dio sono una sola realtà. Ma la condanna fu comunque eccessiva

    di PIETRO NONIS

    Scrive Bruno:
    "Alle libere are della filosofia io cercai riparo dai fortunosi flutti, desideroso della sola compagnia di quelli i quali comandano non già di chiudere, ma di aprire gli occhi".

    Nel Concilio Vaticano II, si era detto:"Nessuno in materia religiosa può essere forzato
    ad agire contro la sua coscienza, né impedito, dentro debiti limiti, di agire in conformità alla sua coscienza" .

    Il Messaggero-18 FEBBRAIO 2000
    Giordano Bruno, ora il Papa chiede perdono Profondo rammarico "per quel rogo e per tutti gli analoghi casi".
    Giovanni Paolo II, tramite il cardinale Sodano, esprime in una lettera il disagio della Chiesa per la condanna e per "la morte atroce" del filosofo. Ma non ne riabilita la dottrina

  10. #80
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    Predefinito Alla luce di questo

    Allora non si può salvare capra e cavoli e ribadisco. Alla luce di queste posizioni di alti esponenti della chiesa o meglio del papa bisogna rivedere la posizione di Bellarmino, ma anche dell'operato della chiesa di Roma che ha uzsato la violenza come metodo di insegnamento e di monito.

 

 
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